TERRA DEI FUOCHI: UN POLIZIOTTO AVEVA DENUNCIATO IL TUTTO MOLTI ANNI FA, MA NON FU PRESO IN CONSIDERAZIONE

La sua storia andata in onda sulla RAI con Beppe Fiorello protagonista della fiction
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Un uomo sapeva già tutto del disastro ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi. Vent'anni fa conosceva nomi e trame di un sistema criminale composto da una cricca affaristica in combutta con la feccia peggiore della malavita organizzata e con le eminenze grigie della massoneria. Aveva scritto un'informativa rimasta per anni chiusa in un cassetto e ritenuta non degna di approfondimenti, ha continuato il suo impegno depositando, nell'ultimo periodo della sua vita, un'altra informativa.

Quest'uomo si chiamava Roberto Mancini, è morto il 30 aprile 2014, ucciso da un tumore. Venerdì 1 aprile, alle 10.30, presso la scuola media Amendola di Sarno, in via Roma, sarà presentato il libro sulla sua vita "Io, morto per dovere". Una grande storia di passione, impegno e coraggio. Questo libro finalmente la racconta tessendo insieme con delicatezza e profondità le testimonianze dei colleghi poliziotti e della famiglia (la moglie Monika, che ha collaborato alla stesura, la figlia Alessia, che aveva tredici anni quando il papà è morto), i documenti, oltre dieci anni di lavoro alla Criminalpol di Roma.

Una storia chiusa per anni nel silenzio e oggi riscoperta, oggetto di una fiction con Giuseppe Fiorello andata in onda su Rai Uno. Venerdì saranno presenti, oltre a Nello Trocchia, uno degli autori del libro, la vedova di Mancini, Monika Dobrowolska, il giornalista Sandro Ruotolo, e don Tonino Palmese.