CONVEGNO "ACQUA-UOMO-AMBIENTE-ECONOMIA" DOMANI POMERIGGIO A CAPOSELE

Sabato 1° aprile, ore 18,30, nell'aula Polifunzionale di Caposele (AV) - Interverrà il prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia presso l'Università di Napoli
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Un sito baciato dalla natura di superficie che ha "compensato" le bellezze e risorse idriche mettendo le faglie sismogenetiche che hanno causato il terremoto del 1980 proprio sotto Caposele, tra Lioni e San Gregorio Magno. Una delle più abbondanti sorgenti della Campania: Sanità. Acqua come vita, Salute: per l'uomo e la vita della valle del Sele. Poi arrivò l'assetata Puglia alla quale fu concessa la captazione della sorgente, la costruzione della galleria Pavoncelli per trasferire l'acqua potabile nella contigua valle dell'Ofanto. Accadde più di cento anni fa. In pochi anni fu scavata la galleria, i pugliesi hanno potuto bere l'acqua cristallina di Caposele e il Sele ha cominciato a rimanere senz'acqua, in estate, fino a Quaglietta dove un'altra copiosa sorgente alimentata dai monti compresi tra Muro Lucano e la valle del Sele riforniva il fiume con almeno 2-3000 litri al secondo.

Alcune decine di anni fa anche le sorgenti di Quaglietta sono state captate in parte per rifornire le aree costiere del salernitano, e il Sele ne ha risentito come portata vitale. Poi sono arrivate le compagnie petrolifere alle quali è stato concesso il permesso Nusco che comprende parte del serbatoio idrogeologico che alimenta le sorgenti di Cassano Irpino e Caposele; un'altra compagnia petrolifera ha avanzato una istanza sui Monti di Muro Lucano per attivare le ricerche petrolifere.

E i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni sono stati a guardare benevoli. Mai si sono posti il problema: ma sono compatibili le attività petrolifere notoriamente inquinanti al di sopra e all'interno dei serbatoi idrogeologici che ci alimentano gratuitamente di acqua potabile? Nessuno ha fatto scrivere 6 parole circa la tutela dei serbatoi idrogeologici naturali: non si possono effettuare attività petrolifere. Bastavano solo sei parole.

I Monti Picentini che alimentano le sorgenti di Cassano Irpino e Caposele (oltre 7000 litri al secondo) sono in gran parte Parco Regionale; il fondo valle è protetto come area protetta Foce Sele-Tanagro. Sui monti tra Muro Lucano e la Valle del Sele c'è la riserva Monte Eremita-Marzano che include solo una parte del serbatoio idrogeologico che alimenta le sorgenti di Quaglietta, Contursi Terme e della valle del fiume Bianco dalle quali viene prelevata l'acqua potabile per l'area industriale di Buccino e vari comuni circostanti.

Poco a valle della confluenza del Tanagro nel Sele c'è l'Oasi di Serre-Persano dalla quale sono prelevati oltre 250 milioni di metri cubi di acqua per l'irrigazione della Piana del Sele. Si tratta del cuore idrico dell'economia della piana del Sele. Questo cuore non è protetto: è esposto alle aggressioni inquinanti. Si ricorda che durante l'operazione deviata di Stato detta emergenza rifiuti in Campania furono costruite malamente ben due discariche per rifiuti tal quale che ora costituiscono una minaccia per la qualità dell'acqua e conseguentemente per l'economia della piana.

A che servono le “protezioni ambientali” attuali? Devono servire intelligentemente. La tutela ambientale e delle risorse idriche deve significare economia del territorio. Sono alcuni argomenti di cui si parlerà domani pomeriggio: si vede che c'è molto da fare per tutelare l'acqua, la salute, l'economia e la biodiversità. Circa la tutela delle risorse idropotabili da pochi giorni la Campania è all'avanguardia con l'approvazione del provvedimento regionale "Misure in materia di tutela delle risorse idriche regionali", che vieta le attività petrolifere sugli acquiferi carbonatici, cioè sui serbatoi idrogeologici che ci alimentano gratuitamente di acqua potabile!

A questo strategico ed innovativo risultato si è giunti con il "gioco di squadra costruttivo" applicato da "cittadini attivi e responsabili" (Avv. Luigi De Lisio e lo scrivente), che con Italia Nostra Campania e il suo Presidente Regionale Massimo Maresca, la consigliera regionale Muscarà del M5S (all'opposizione in Consiglio Regionale della Campania) e con l'appoggio incondizionato del presidente PD della Commissione Ambiente, consigliere Oliviero, e del Comitato Tecnico da lui nominato, hanno elaborato e proposto il testo approvato all'unanimità in Consiglio Regionale. Una vittoria di tutti, del buon senso! Sono sicuro che il Presidente Oliviero sarà convinto che si debba proseguire sulla via della tutela dell’acqua che serve a tutti e alla vita di tutti.

Una sollecitazione da approfondire riguarderà la tutela della qualità dell’acqua che affluisce all’Oasi di Serre-Persano: quest’acqua non deve essere inquinata in quanto è usata per produrre alimenti umani. L’Oasi di Serre-Persano è un vero e proprio Santuario ambientale creato dall’uomo negli anni trenta. Deve essere adeguatamente protetto. Va aperta una interlocuzione con la Basilicata per estendere la protezione del serbatoio idrogeologico che dai Monti di Muro Lucano rifornisce la Campania di acqua potabile.

Il permesso Nusco è stato concesso dallo stato prima dell’approvazione della norma della Regione Campania circa la protezione degli acquiferi carbonatici: il permesso va eliminato. Semplice! Sul fiume Ofanto a Conza della Campania è stato costruito un bacino artificiale che alimenta l’irrigazione della pianura del foggiano dove si producono i pomodori che sono lavorati nelle industrie conserviere campane. Su gran parte del bacino idrografico insiste il permesso Nusco: è evidente che eventuali attività petrolifere potrebbero inquinare l’acqua dell’invaso di Conza coma sta accadendo con il bacino del Pertusillo in val d’Agri. Ecco un altro motivo per eliminare il permesso Nusco!

A Caposele c’è un altro problema: da circa 30 anni con una struttura pubblica dai grandi poteri e finanziamenti non si riesce a realizzare la galleria Pavoncelli bis che dovrebbe sotituire la vechhia galleria realizzata in pochi anni senza i mezzi meccanici oggi disponibili. Ebbene ora si invoca la sorpresa geologica perche la macchina non riesce ad andare avanti dove oltre un secolo fa hanno realizzato lo scavo quasi a mano. E’ evidente che la costosa operazione è in effetti una deviata operazione idraulica (si ricorda che la nuova galleria rappresenta una deviazione di quella esistente danneggiata dal terremoto del 1980).

Tanti soldi pubblici spesi e/o sciupati per alimentare cose “strane”. Un argomento importante da discutere riguarda un “diritto d’autore” sul metro cubo di acqua potabile trasferito altrove con la conseguenza di crisi ambientali lungo i fiume prima alimentati dalle acque sorgive durante il periodo non piovoso. Occorre alimentare trasparentemente un fondo pubblico per la tutela e manutenzione ambientale dei serbatoi idrogeologici e dei fiumi: il cambiamento climatico e l’accresciuto uso dell’acqua lo impongono.