L’ACQUIFERO CARBONATICO CARSIFICATO DEI MONTI DELLA MADDALENA TRA IL VALLO DI DIANO E LA VAL D’AGRI ORA E’ TOTALMENTE TUTELATO DALL’INQUINAMENTO

Ma qualcuno accusa la Campania di essere una Regione di cialtroni e di non essere all’avanguardia nella tutela delle acque potabili: il parere del prof. Ortolani dell’Università di Napoli.
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La REGIONE CAMPANIA ha approvato la legge “Misure per l’efficientamento dell’azione amministrativa e l’attuazione degli obiettivi fissati dal DEFR 2017 - Collegato alla stabilità regionale per il 2017”, fonte: http://burc.regione.campania.it, n. 28 del 31 Marzo 2017 nella quale è scritto "La Regione Campania, al fine di tutelare e conservare le acque superficiali e sotterranee esistenti sul territorio regionale destinate al consumo umano, vieta, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, la prospezione, la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi nonché la realizzazione delle relative infrastrutture tecnologiche nelle aree di affioramento di rocce carbonatiche, così come perimetrate ed evidenziate nella cartografia idrogeologica del Piano di Gestione delle Acque del Distretto Idrografico dell’Appenino Meridionale”.

Vorrei ricordare – dice il nostro esperto, prof. Franco Ortolani dell’Università di Napoli - che prima solo una parte dell'acquifero (quella ricadente nella confinante Basilicata) era protetta dalla legge istitutiva del Parco dell'Appennino Lucano che vieta ogni attività di estrazione e di ricerca di idrocarburi liquidi e relative infrastrutture tecnologiche. (Art.3 Comma n – Divieti Generali). - Poi continua - La Campania ha tutelato completamente oltre 4000 litri al secondo di acqua potabile.
Ora si deve procedere a tutelare completamente anche l'acquifero carbonatico carsificato dei Monti di Muro Lucano-Monte Marzano-Monte Ogna-Contursi Terme, al confine tra Campania e Basilicata, su cui incombe l'istanza di ricerca di idrocarburi Muro Lucano. Questo acquifero è caratterizzato da una circolazione idrica sotterranea dalla Basilicata (su cui insiste l'istanza Muro Lucano) verso la Campania dove alimenta le sorgenti di Quaglietta usate in parte per l'approvvigionamento idropotabile del salernitano, le acque termominerali di Contursi che sono storicamente rinomate per le proprietà terapeutiche e i pozzi nella valle del fiume Bianco, sotto Buccino, dove servono ad alimentare gli acquedotti locali. In questo caso è il territorio campano ad essere protetto per primo. Si deve trovare la convergenza della Basilicata ad estendere la protezione sulla parte di acquifero incluso nel territorio lucano”

Prisco Cutino di Mezzostampa: “Professore, ma c’è qualcuno, un nostro collega geologo che afferma che la Campania è una Regione di cialtroni, e non è vero che è all'avanguardia per la tutela dell'acqua potabile, tu che ne pensi?”.

Ortolani: “Vedi, Nei giorni scorsi ho pubblicato su geologi.it , il sito dei geologi italiani, la nota intitolata “La Campania all'avanguardia per la tutela dell'acqua potabile.” nella quale sottolineavo la legge innovativa approvata dal Consiglio Regionale (http://burc.regione.campania.it), n. 28 del 31 Marzo 2017 “Misure per l’efficientamento dell’azione amministrativa e l’attuazione degli obiettivi fissati dal DEFR 2017 - Collegato alla stabilità regionale per il 2017” “al fine di tutelare e conservare le acque superficiali e sotterranee esistenti sul territorio regionale destinate al consumo umano, vieta la prospezione, la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi nonché la realizzazione delle relative infrastrutture tecnologiche nelle aree di affioramento di rocce carbonatiche, così come perimetrate ed evidenziate nella cartografia idrogeologica del Piano di Gestione delle Acque del Distretto Idrografico dell’Appenino Meridionale” . Ricordo che lo stesso contenuto si trova nella legge istitutiva del Parco dell’Appennino lucano. Un provvedimento saggio ispirato al puro buon senso che mira a tutelare le risorse idropotabili che ci vengono fornite gratuitamente da rocce serbatoio carbonatiche carsificate molto permeabili e facilmente inquinabili”.

Poi finisce: “Sono rimasto molto colpito un commento di Stefano Rossi , un geologo che lavora per le compagnie petrolifere, il quale candidamente afferma “Ortolani siete in una regione di cialtroni c'è poco da fare”.  Rossi, insieme con una ventina di agguerriti difensori delle attività petrolifere ad ogni costo e ovunque, solitamente interviene in maniera “colorita” contro chi si permette di evidenziare i rischi delle attività petrolifere in aree dove esse sono palesemente incompatibili come sugli acquiferi carbonatici. Ho detto a Rossi che avrei riferito il suo pensiero al Consiglio Regionale della Campania!”. 

Prisco Cutino di Mezzostampa: “Ancora una volta ti ringrazio per queste delucidazioni e per essere il paladino della lotta contro l’inquinamento delle falde acquifere. Ho saputo con soddisfazione del Premio che hai ricevuto il 12 Aprile dal liceo di Angri per la tua attività a favore della conservazione delle riserve idriche campane e lucane. Alla prossima”.