ERUZIONE DEL VESUVIO' NO, VASTO INCENDIO CON UNA ENORME NUVOLA DI FUMO

EVACUATE CASE, RISTORANTI E ALBERGHI, IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE CURCIO RINGRAZIA TUTTI COLORO IMPEGNATI NEL CONTRASTO AGLI INCENDI DEL CENTRO SUD. DA STIGMATIZZARE O CONDIVIDERE IL TITOLO DI UN QUOTIDIANO DEL NORD “SI INCENDIANO DA SOLI”' INTANTO POCHE ORE FA E' ARRIVATO ANCHE L'ESERCITO.
letto 3934 volte
150609993-b2f7e9ba-9821-4a84-a44f-fff99c744375.jpg

Un fronte di fuoco di 2 chilometri ha avvolto le falde del Vesuvio. Sono state evacuate case e ristoranti a Torre del Greco e Trecase, in via precauzionale. Il fumo si vede da ogni punto del golfo di Napoli, anche da Pompei, dove i turisti scattano foto alla colonna di fuoco vista dal foro. Ai tanti turisti e cittadini è sembrata una eruzione vesuviana. Mai si era verificato un incendio così vasto e con focolai dislocati in più punti. Come già accennai in un precedente articolo, il 95% per cento degli incendi è di origine dolosa. Proprio la presenza di più focolai lo dimostra. Sembra un piano preordinato da qualcuno che ha uno scopo ben preciso. Si parla, addirittura, di animali dati al fuoco che nella fuga hanno provocato i focolai.

Boscotrecase, Trecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano, Torre Annunziata, sono i comuni colpiti dalle fiamme. Ma le fiamme hanno avuto terreno fertile nella temperatura torrida e negli arbusti secchi delle pendici vesuviane. Il vento poi ha fatto il resto alimentando le fiamme. Ma il Somma-Vesuvio infuocato non è il solo, infatti, si è calcolato che in Campania ci sono ben 100 roghi attivi.

A Torre del Greco, nella parte alta, sono state evacuate, a scopo precauzionale, alcune case e ristoranti nella zona di via Resina Nuova. Anche a Boscotrecase evacuate alcune abitazioni e attività commerciali del tipo ristoranti impegnati in cerimonie di matrimoni. Evacuazioni anche a Trecase, Ercolano e Terzigno. Ma quello che più dà fastidio alla respirazione è la grossa nuvola di fumo che arriva a tutte le abitazioni e si avverte anche in centri come San Giuseppe Vesuviano, Pompei, Scafati, etc…

La gente è consapevole del grosso rischio che sta correndo e si aspetta un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale. Ci si chiede come mai sia stato abolito un corpo come le guardie forestali il cui compito era proprio quello di prevenire gli incendi, tra le tante cose. Grosso errore del Governo Renzi!  La gente si aspetta un maggior numero di Canadair ed elicotteri, ma in Italia i mezzi sono insufficienti. In tutto questo qualche quotidiano del nord ci sguazza: “Si incendiano da soli”.

Intanto, la Protezione civile della Campania sta coordinando le attività di spegnimento. Oltre 60 le persone in azione nella zona del Vesuvio, e sono oltre 600 gli uomini impegnati nello spegnimento dei circa 100 incendi che stanno interessando la Campania.

A questo proposito ecco la dichiarazione del Capo della Protezione Civile Nazionale, Fabrizio Curcio, in riferimento agli interventi in corso in diverse regioni colpite dai tanti roghi, in particolare in Sicilia, Campania, Calabria e Basilicata. 

 “A tutti coloro che in queste ore sono impegnati nel contrasto alle fiamme dei troppi incendi che da giorni stanno interessando il centro-sud voglio rivolgere il mio ringraziamento, a nome di tutto il Servizio nazionale della protezione civile. L’impegno straordinario del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, degli equipaggi dei velivoli antincendio, delle squadre a terra e del volontariato è, ancora una volta, un esempio per tutto il Paese”.   

L’impegno della flotta aerea statale italiana, una delle più grandi d’Europa, impiegata in queste ore nelle attività antincendio in tutta Italia è imponente e pianificato con la massima attenzione. I mezzi che da giorni stanno operando al massimo della capacità per fare fronte all’eccezionale numero di richieste sono inoltre ulteriormente aumentati rispetto allo schieramento dello scorso anno”. 

La flotta dello Stato è composta da velivoli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Difesa: in particolare, conta 16 Canadair CL415, due dei quali cofinanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto BufferIT (EU-Better Use of Forest Fire Extinguishing Resources by Italy), 4 elicotteri Erickson S64F (uno dei quali considerato riserva tecnica) e ulteriori 16 elicotteri, di cui 8 esclusivamente dedicati all’antincendio boschivo, mentre gli altri 8, primariamente impegnati per eventuali attività di soccorso, vengono messi a disposizione della lotta agli incendi quando non utilizzati per tale principale scopo. 

Gli aerei e gli elicotteri che compongono la flotta sono dislocati su 14 basi che coprono tutto il territorio nazionale: Cagliari, Catania, Ciampino (Rm), Napoli - Capodichino, Comiso (Rg), Genova, Grottaglie (Ta), Lamezia Terme (Cz), Olbia, Trapani, Rieti, Cecina e Viterbo. Come noto, lo schieramento della flotta viene stabilito sulla base di una serie di elementi (previsioni meteorologiche, statistiche storiche, disponibilità di mezzi regionali, disponibilità di fonti idriche, e consistenza della flotta statale) e può essere rimodulato sulla base delle necessità del momento. 

È importante ricordare che la flotta dello Stato garantisce l’intervento a supporto delle attività di spegnimento assicurate dalle regioni tramite l’impegno delle squadre a terra e l’impiego di velivoli di 14 flotte aeree regionali, che comprendono complessivamente 34 elicotteri su richiesta delle stesse per le situazioni più critiche, in termini di estensione, gravità o difficoltà d’intervento. 

Intanto, alcune ore fa, è arrivato anche l'esercito a dare man forte per lo spegnimento dei focolai.

Tutto vero, tutto giusto, quello che dice Curcio, ma quello che non si riesce a fare è trovare la mano assassina che ha dato il via a tutto ciò. Chiediamo un parere all’esperto, il prof. Franco Ortolani, docente di geologia all’università di Napoli: 

L'Italia si trova nella zona umida mediterranea e anche con la diminuzione delle precipitazioni continuerà a rimanere in zona umida meno piovosa di prima. L'esperienza maturata in decenni di attività geoambientale sulle colline e montagne ha evidenziato che dopo gli incendi, grazie alle condizioni umide, la vegetazione tende a riprodursi spontaneamente.

E' riconosciuto che una delle cause degli incendi criminali è rappresentata dalla ricerca di nuovi pascoli gratuiti lungo i versanti per cui allevatori senza scrupoli appiccano sistematicamente il fuoco durante la stagione non piovosa per distruggere la vegetazione arborea che sarà sostituita in primavera da una fitta vegetazione erbacea.

Diminuendo le precipitazioni, magari anche con diversa distribuzione stagionale, può darsi che la vegetazione erbacea non si riprodurrà più così copiosa e rigogliosa come accaduto fino ad oggi.

Ne discende che per procurarsi criminalmente lo stesso quantitativo di pascolo si renderà necessario distruggere con il fuoco aree boscate sempre crescenti aumentando anche il conseguente rischio idrogeologico per le aree abitate e le infrastrutture a valle quando i versanti devastati dal fuoco siano interessati da nubifragi con innesco di flussi detritici che possono essere devastanti”. 

Quindi, l’incendio, oltre a procurare danni all’ambiente,  alle persone che stanno respirando notevoli quantità di CO2, all’economia, è responsabile anche di danni idrogeologici che potranno verificarsi in futuro.  Bisogna, quindi, colpire i responsabili di queste azioni efferate e metterli in cella, buttando via la chiave.