PALINURO, SALINE: SPESSO SI INNESCANO FORTI CORRENTI MARINE CHE POSSONO ESSERE FATALI

Le autorità e i bagnanti devono tener presente che questi fenomeni marini sono prevedibili. Il parere del prof. Franco Ortolani, Ordinario di geologia presso l'UNINA e Senatore della Repubblica, esperto ambientalista
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Il giorno 11 agosto 2013 si verificò una tragedia in località Saline di Palinuro dove morì un noto avvocato di Sala Consilina mentre tentava di aiutare alcuni giovani in difficoltà per il mare agitato e per una corrente che li spingeva verso il largo. Anche negli anni precedenti e purtroppo anche in quelli successivi, si sono verificati tragici incidenti simili nella stessa località. 

Tale ripetizione e ricorrenza di tragici eventi ci ha incuriosito per cui abbiamo iniziato spontaneamente a studiare cosa accade lungo costa durante le mareggiate che investono il litorale compreso tra Capo Palinuro e le Saline. 

L'evento del giorno 11 agosto 2013 ci ha offerto una ulteriore verifica ambientale. Come si può verificare dal Mareografo di Palinuro, della Rete Mareografica Nazionale, quel giorno spirava un vento di maestrale con velocità massima di circa 12 metri al secondo, come si osserva nella figura; conseguentemente il moto ondoso (mo) investiva la spiaggia delle Saline obliquamente innescando una corrente sotto costa (csc) diretta vero il Porto di Palinuro. 

Tra l’abitato di Palinuro e Capo Palinuro la morfologia costiera è a concava aperta verso nord ovest. 

Tale morfologia determina un incremento del livello marino nella baia con conseguente deflusso di ritorno (dr) verso nord ovest (verso le Saline) e verso sud ovest (verso il Capo Palinuro). In base agli studi finora eseguiti si individua, proprio nella zona delle Saline, l’incontro del flusso csc e di quello dr con conseguente innesco di una corrente obliqua (co), perpendicolare alla costa. 

Questi primi dati evidenziano la ripetitiva situazione che si instaura lungo costa con vento e mareggiata da maestrale. Ogni volta che si verifica questa situazione meteo-marina è da prevedere che si inneschino le correnti oblique che dalla spiaggia defluiscono rapidamente verso il largo. La posizione ed il numero e la forza del mare necessaria per innescare tali correnti oblique sono elementi che devono essere ancora approfonditi.

Gli elementi finora emersi consentono di prevedere il fenomeno e di organizzare una adeguata difesa per tutelare i bagnanti.

Pensiamo ad un innovativo sistema di protezione civile con giovani addestrati e attrezzati con il necessario armamentario di salvagente, funi ecc. che possano presidiare i pochi chilometri della spiaggia delle Saline quando sono previste le mareggiate di maestrale.

Alcuni elementi di sopravvivenza marina appresi da autodidatta e ripetutamente applicati quand’ero ragazzino ed abitavo nella Piana del Sele, a Battipaglia, in località Spineta, dovrebbero essere in possesso dei bagnanti. Prima di tutto quando c’è una mareggiata ci si bagna sotto riva…sulla spiaggia quando arrivano i cavalloni…e basta!

Se qualche sciagurato si butta e si allontana dalla spiaggia deve sapere che con il mare agitato si attivano correnti molto forti che possono scorrere parallelamente alla costa oppure perpendicolarmente ad essa. Questi sciagurati devono essere buoni nuotatori e in buone condizioni psico-fisiche per dominare le sensazioni di paura e panico che possono insorgere qualora si sentano trascinati da queste correnti.

Nuotare contro corrente richiede grande prestanza fisica e allenamento; altrimenti chi lo fa si stanca presto e può cominciare a ingerire acqua salata con le sconvolgenti conseguenze che si determinano nel fisico. Quando vi è una corrente parallela alla costa, per tornare a riva si deve nuotare quando sopraggiunge l’onda, come si fa con il surf. Poi ci si ferma e si attende la prossima onda. Così poco alla volta ci si avvicina alla riva senza stancarsi. Altra soluzione è nuotare solo quando si è spinti dall’onda sopraggiungente e dirigersi obliquamente verso riva nuotando sotto corrente.

Se qualche sciagurato capita nella zona in cui le correnti scorrono da riva verso il largo, oltre a raccomandarsi al santo protettore personale, si può nuotare obliquamente sotto corrente lasciandosi trasportare dalla corrente obliqua stessa. In tal modo si esce dalla fascia lungo la quale scorre la corrente obliqua dalla spiaggia verso il largo. E’ evidente che occorre sempre un grande controllo e che bisogna essere in grado di nuotare vigorosamente.

Da ragazzini eravamo abituati e allenati per cui riuscivamo a dominare le avverse condizioni marine.

Come si vede, le condizioni del mare costiero durante una mareggiata diventano insidiose a causa dei veloci spostamenti di acqua indotti dal moro ondoso e in relazione alla morfologia costiera. Difficilmente un bagnante conosce a fondo il comportamento locale del mare durante una mareggiata. Occorre sempre molto buonsenso e occorre avere una sana e motivata paura del mare agitato: inutile rischiare!

(n.d.r.: molti anni fa, quando ero assiduo frequentatore, io e la mia famiglia, di quelle zone, capitò che, con il mare agitato e con onde abbastanza alte, la mia figlioletta 11enne fu trascinata lontana dalla riva dalle correnti, inutilmente cercammo di riportarla a riva, ma si rischiava di essere trascinati anche noi al largo, solo grazie ad una decina o più di coraggiosi, che mano nella mano, fecero una cordata che arrivò fino alla mia 11enne figlia che fu riportata in spiaggia con molto spavento. Prisco Cutino)