Scafati: OPERAI BARRICATI SUI SILOS

Opeai della M.g.a ancora in strada a protestare
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Barricati a 20 metri d’altezza per difendere il posto di lavoro.Accade a Scafati sul cantiere del collettore sub 1 del progetto di risanamento del fiume Sarno a via Pasquale Vitiello a Scafati. Due operai si sono barricati sul silos mentre gli altri 9 colleghi hanno inscenato una...

protesta bloccando la strada e incendiando materiale di risulta.Sul posto verso le 13 si son recati immediatamente i Carabinieri di Scafati guidati dal Tenente Gianpaolo Scafarto insieme agli uomini del fuoco di stanza a Nocera Inferiore.La protesta degli operai è solo il più clamoroso dei gesti di 11 operai dello scorso 18 Gennaio dal protestano per il mantenimento del posto di lavoro. Essi sono gli operai della ditta M.g.a del consorzio di imprese Aedars a servizio per il Commissariato Straordinario di Governo per il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno.Su cantiere che copre le aree di Scafati,Pompei e sant’Antonio Abate gli operai ,inizialmente 36 son entrati in data 10 Maggio 2005 con un contratto per la creazione di opere pubbliche,i collettori del fiume Sarno a carattere europeo.Dal 2005 per gli operai è cominciato un lungo lavoro ma anche tante difficoltà per ottenere il pagamento di quanto dovuto,per ottenere i buoni pasto e quant’altro.La situazione peggiora a Gennaio 2007 ,il 18 Gennaio quando la ditta M.g.a. decide di abbandonare il cantiere e per gli operai scattano i licenziamenti in tronco .Per gli operai comincia il periodo più nero con nessun pagamento . Essi supportanti dai rappresentanti sindacali Antonio Gelo di Filca Cisl,Valerio Medici di Feneal Uil e Antonio Carotenuto di Finlea Cgil cominciano cosi una lunga ed estenuante trattativa sindacale.Uno spiraglio si apre a Febbraio quando il 4 Febbario subentra un’altra ditta del consorzio Aedars ,la Green Impresit.Per gli operai con contratto a tempo determinato fino al 4 Aprile 2008 un nuovo spiraglio che però diventa un buco nero.Nel contratto che firmano infatti c’è la clausola che alla scadenza del contratto per l’ottenimento della mobilità e dei requisiti di legge previsti è necessario che il lavoro passi dal 62% al 70%.Il tempo passa ed il lavoro non procede.Le organizzazioni sindacali inviano fax e quant’altro in previsione dell’arrivo del 4 Aprile.Nel frattempo a quanto sembra la Green Impresit si è dileguata e sul cantiere una nuova ditta.,la Vafra con nuovi operai sta lavorando. Il tempo passa e gli operai si dividono.36 operai decidono di lasciare immediatamente il cantiere in cambio delle garanzie di legge :il pagamento di arretrati,l’assegno di disoccupazione speciale e il trattamento di fine rapporto.Essi non supportati dalle organizzazioni sindacali che vedono non rispettati i requisiti del contratto con un lavoro ormai bloccato lasciano la trattativa.Per gli altri 11 invece comincia l’attesa e la paura di non aver nulla di quanto richiesto per il 4 Aprile.L’ultimo incontro è la goccia che fa traboccare il vaso.Il generale Mario Gamassa a nome del Commissariato di Governo annuncia che per gli operai l’unica speranza è il passaggio in altri cantiere.Gli operai dicono no e nemmeno il generale Gamassa direttamente a Scafati li smuove.Due di loro si barricano sul silos mentre le organizzazioni sindacali inviano una richiesta di incontro urgente al prefetto di Napoli Renato Profili per spostare la trattativa dal tavolo provinciale al tavolo prefettizio. Nicola Sposato