NAPOLI, IL LEADER DELLE ASS. GUARDIE GIURATE GIUSEPPE ALVITI E L'ABUSO DELL'ARMA IN DOTAZIONE

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Sono profondamente scosso a causa dell’ennesima tragedia familiare che si è consumata, pochi giorni or sono, nella periferia di Napoli. Un padre 80enne, ex guardia giurata, ha sparato in testa al figlio 49enne, anche lui guardia giurata che ora si trova in condizioni gravissime, dopo un litigio per questioni di eredità. 

Una pistola regolarmente detenuta perché una volta in pensione l’arma resta con te e non è la prima volta – purtroppo – che accadono episodi del genere. L’ennesima lite sfociata nel sangue.

La mia è una posizione scomoda all’interno della categoria perché non ho mai sopportato gli abusi commessi con l’arma che ritengo uno strumento quasi inutile per l’esercizio della nostra professione in quanto i servizi di cui ci occupiamo necessitano effettivamente di personale armato in circostanze assai rare. La stessa arma di cui possiamo disporre persino quando siamo fuori servizio e possiamo detenere in casa nel caso in cui non lavorassimo più per un istituto di vigilanza, per una ragione o un’altra. Una follia.

La nostra professione è carica di equivoci, molti colleghi pensano di fare un lavoro simile a quello delle Forze dell’Ordine, un’illusione dettata appunto dalla divisa e dalla pistola, ma – in realtà – costituiamo solo un deterrente contro i reati predatori ai danni delle proprietà immobiliari, in pratica neanche la millesima parte dei compiti che gravano sulle forze di polizia…
Eppure basta frequentare i social per rendersi conto che molti colleghi sono pericolosamente convinti di essere al servizio dei cittadini o di controllare proficuamente il territorio e si mettono in competizione con poliziotti e carabinieri immaginando di essere più utili o addirittura più preparati o ancor peggio di rischiare la vita al loro pari. Tutte scemenze senza senso dettate da visioni dissennate e frutto di ignoranza palese.

Noi siamo GUARDIE PRIVATE DI SICUREZZA, nulla di più. Gli I.V.P. assumono in modo indiscriminato chiunque, senza fare alcun tipo di selezione in partenza che non sia legato alle italiche raccomandazioni e poi ti mandano allo sbaraglio senza sottoporti alla formazione obbligatoria per legge. In poche parole dopo poche esercitazioni al poligono ti trovi una pistola addosso e nessuno si preoccupa di capire realmente se hai le condizioni psicoattitudinali per reggere una responsabilità del genere. Le norme in materia sono del tutto insufficienti e gravemente lacunose perché è del tutto sconsiderato permettere a un soggetto di essere armato, seppure per ragion di mestiere, senza che questi abbia superato test stringenti o sia sottoposto ad una formazione e verifiche continue.

Sono padre e guardia giurata da quasi vent’anni e trovo davvero disgustoso leggere di miei colleghi che tentano di “giustificare” gesti così efferati. Si trincerano dietro le ragioni più subdole e assurde. Anche gli appartenenti delle forze dell’ordine si rendono colpevoli – talora – di atti simili, non è un problema solo nostro, dicono. Come se ciò attenuasse le responsabilità morali o penali di coloro che hanno il “grilletto facile”. Patetico.
In più le forze di polizia sono costituite da 350mila operatori mentre noi siamo solo 40mila o poco più. Se si ragiona sulle proporzioni – quindi – e si guarda la cronaca si scopre con facilità che siamo proprio noi GUARDIE GIURATE ad esserci guadagnati un triste primato: quello di uccidere con troppa facilità. Ed è un fenomeno che riguarda soprattutto ed in particolare noi, non altri. Significa che abbiamo bisogno di aiuto e che qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente di questo fenomeno. Nessuno vuole demonizzare o discriminare la categoria perché i morti ammazzati con le nostre pistole non sono pochi e questi fatti sono ineccepibili e drammaticamente reali. Smettiamola – quindi – di fare piagnistei ridicoli al solo scopo di voler fare i “pistoleri” a vita.
C’è da preoccuparsi non da giustificarsi.

In conclusione questo settore necessita di una profonda riforma altrimenti sarebbe persino meglio sopprimerlo perché così com’è strutturata attualmente la figura della guardia giurata è obsoleta e non serve a nessuno. Non serve ai clienti, non serve ai cittadini, non serve neppure a noi.