Scafati: UN ARCHIVIO STORICO A DISPOSIZIONE DELLA CITTA'

Inaugurato questa mattina presso la Biblioteca comunale
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Il primo documento rinvenuto della città di Scafati risale al 1615 e attesta un primo contenzioso tra il Comune e la Curia. E’quanto si è potuto apprendere dall’inaugurazione dell’Archivio comunale di Scafati, tenutosi nel luogo che per antonomasia è il fulcro della cultura e della storia della città, la biblioteca comunale.

E’qui, infatti, che il sindaco di Scafati, Francesco Bottoni, la dott. Sessa, soprintendente artistico della Campania, la dott. D’Amico responsabile dell’Archivio scafatese e lo storico-geologo Angelo Pesce, hanno tagliato il nastro del nuovo spazio della biblioteca dedicato ai testi antichi divisi in due settori. Il primo, dal 1615 al 1900, il secondo dal 1900 ai giorni nostri. Una libreria gremita di vecchie delibere, atti, documenti per la profilassi, baliatici (servizi per le balie) e una vastità di altre tipologie di materiale cartaceo, ritrovato in vecchi scantinati o prelevati dal fango, ricatalogati e messi a diposizione della città. Opera, questa, che molti comuni non fanno per superficialità, per poca attenzione al patrimonio storico e che la città di Scafati, invece, annovera fra le sue peculiarità, potendosi considerare un “Comune virtuoso” sulla scia di altri paesi del salernitano. <<Tali documenti – ha informato la dott. Sessa – già a disposizione della cittadinanza, potranno presto essere fruiti anche dai canali interattivi. L’archivio comunale, è inoltre a disposizione degli studenti degli istituti scolastici scafatesi, i quali hanno già avviato un progetto di consultazione con appuntamenti settimanali>>. Ci sono voluti due anni per mettere insieme una parte del patrimonio storico-culturale della città – perché l’archivio è ancora parziale - segno di un lavoro certosino da parte dei responsabili del progetto e di una grande impegno. Anche lo storico Angelo Pesce, presente all’inaugurazione, ha commentato con molta stima, l’opera messa in campo dal comune. <<Ho avuto accesso ad un primo archivio di Scafati circa venti anni fa – ha informato Pesce – allora non c’era nulla, solo un volumetto scritto dal parroco Rioles. L’archivio storico, era allora situato in un seminterrato posto a 10 m dal fiume Sarno e quindi attraversato da topi e polveri. Anche per questo, bisogna avvicinarsi agli archivi con il massimo rispetto, per l’importanza storica – stiamo cercando di rendere fruibili delle carte del ‘700 – e per il lavoro che comportano>>. Francesca Cutino