INTERVISTA AL MAESTRO ESPEDITO DE MARINO

Amico e chitarrista dello chansonnier della musica partenopea
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Quando e come nasce la sua passione per la musica e la chitarra? Io comincio il percorso della musica relativamente tardi, all’età di 12,13 anni. Inizialmente tentano di farmi avvicinare al violino ma presto mi rendo conto di avere una passione innata per la chitarra classica ispirandomi soprattutto al maestro spagnolo Andrés Segovia.

La sua famiglia d’origine come prese l’avvicinamento al campo della musica? Male, in quanto mio padre mi voleva medico, mestiere che io, che ho paura anche di un goccio di sangue, non avrei mai potuto fare. Solo con il tempo si sono convinti della mia scelta. Durante la sua carriera, c’è mai stato un momento di sconforto in cui ha pensato di lasciar perdere la strada intrapresa? Sì, certo, anche più di un solo momento perché questa carriera è difficile se si vuole arrivare a un buon livello. Avere talento è fondamentale ma purtroppo non basta, bisogna studiare molto: io, quando ero ancora al conservatorio, m’impegnavo per circa otto ore al giorno. E lo sconforto arriva quando vedi che qualcun altro, che magari non conosce neppure la musica, va in tv, diventa famoso e guadagna un sacco di soldi. Delle innumerevoli nazioni e città in cui si è recato per le varie manifestazioni cui ha preso parte, dove tornerebbe volentieri? Premesso che io ho paura di volare e quindi faccio una gran fatica a viaggiare in aereo, ho amato particolarmente Lisbona per il suo paesaggio e le sue tendenze musicali classicheggianti ma non disdegno altri posti come l’Australia, con il suo fascino di continente all’altro capo del mondo. Del suo vasto repertorio musicale, quale genere le è rimasto nel cuore? Venendo dal conservatorio, sono affezionato alla musica classica. Però poi, nel 1983, conoscendo Roberto Murolo, mi sono appassionato anche alla canzone napoletana. Oggi ascolto molto la musica leggera d’autore come quella di Battisti e De Gregori. A proposito dell’incontro con Murolo, che ha sicuramente segnato il suo percorso di vita e lavoro, com’è avvenuto e cos’ha significato per lei? Nel 1982, a Loreto di Ancona, partecipando a un concorso per chitarristi concertisti, vinsi il 1° premio. Allora il mio maestro Eduardo Caliendo mi chiese cosa desideravo in premio ed io volli conoscere Murolo dato che nel frattempo mi ero già avvicinato alla musica napoletana. E’ stata sicuramente una grande occasione. Nel 1987 fui chiamato a collaborare con lui e da allora non l’ho più lasciato fino alla sua morte nel 2003. Insieme abbiamo scritto anche la canzone “Serenata a chi dorme”. Perché lei e Murolo avete scelto proprio questo titolo? Perché rispecchiava un po’ il carattere di Murolo: un uomo tranquillo, diplomatico, che aveva piacere di vivere in pace con tutti ma con una vena umoristica, che metteva spesso nelle sue canzoni. E “Serenata a chi dorme” parla appunto di un uomo che dorme ma non lo fa casualmente bensì per non vedere i mali della vita. 1999: nasce la Scuola della Canzone Napoletana – R. Murolo – città di Scafati. Come mai Murolo sceglie proprio Scafati? Premesso che è l’unica scuola al mondo intitolata a lui ed inaugurata da lui stesso, sicuramente Murolo scelse Scafati per tramite mio cioè per l’affezione alla mia città che indirettamente gli trasmettevo. Quale scopo si prefigge questa Scuola? Nasce con l’intenzione di offrire lezioni di musica a titolo gratuito a chi ha un talento ma non può permettersi di svilupparlo a causa di scarse possibilità economiche. Io provengo da una famiglia modesta e so com’è difficile approcciarsi a questo campo se non si ha la possibilità di comprare i testi e gli strumenti su cui studiare. I primi anni, le spese di docenti e quant’altro sono state sorrette dalla Regione, adesso posso dire con orgoglio che la Scuola riesce a camminare anche da sola. Un ricordo che ha di Murolo e che le resterà per sempre... Sicuramente i suoi insegnamenti di umanità, umiltà, perbenismo, onestà e spessore morale. Era un uomo che, anche all’apice del suo successo, non si è mai reso conto d’essere importante e non ha mai preteso cifre esorbitanti per la sua presenza ai concerti e alle manifestazioni. Oltre che Murolo, lei ha accompagnato musicalmente molti altri interpreti napoletani e non. Con quale di questi ha avuto più feeling? Il mio “compare” è sicuramente Mario Maglione, giovane interprete, che ha avuto anche un forte momento di popolarità grazie ai cinque anni al Maurizio Costanzo Show. Ma ci sono anche B. Venturini, N. Gallo, A. Fierro e molti altri con cui ho avuto ed ho buonissimi rapporti. Si nota in tutta la sua biografia e carriera un forte binomio tra musica e religione. A cosa è dovuto ciò? In realtà io provengo proprio dalla Chiesa nel senso che a 6 anni e mezzo facevo già il chierichetto poi a 18 anni ho avuto un’esperienza monastica di tre giorni. Oggi sono Fratello Maggiore dell’Ordine Mercedario ossia dei padri che s’ispirano a San Pietro Nolasco. Di recente sono stato ricevuto dal Santo Padre insieme con mia figlia Marta, di 9 anni. Insomma sono molto credente e mi sento incarnato nella Chiesa di conseguenza è naturale che io trasferisca questo valore nella mia musica. Lei insegna chitarra presso la Scuola Media Angioletti di Torre del Greco. A questo proposito, com’è il suo rapporto con i giovani? A dire il vero, l’insegnamento non mi appassiona particolarmente in quanto non ho molta pazienza come docente ma cerco di avere con i ragazzi un rapporto sempre umanitario e solidale perché credo che i giovani vadano sostenuti. Invece, com’è il rapporto con sua figlia Marta alla quale lei sembra molto legato? E come vive lei la sua passione? Con Marta c’è un feeling particolare, tanto bello da essere quasi sovrannaturale. Lei sembra mostrare qualche interesse per questo campo ma le manca ancora la volontà di studiare forse per l’età immatura. Ha studiato un po’ di violino ma ha bisogno di essere continuamente seguita e mi cerca spesso. 1989: nasce l’Associazione Aglaia. Il perché di questo nome così particolare e lo scopo con cui essa viene fondata... Ammetto di non essere stato io a coniare questo titolo bensì uno dei soci. Secondo il mito, Aglaia era una delle tre grazie ed il suo nome significava <<splendente>>. E cos’è la musica se non qualcosa di splendente?! Lo scopo dell’Associazione è sicuramente quello di riunire i musicisti per promuovere la musica e la canzone napoletana in tutte le sfaccettature. Abbiamo anche creato una nuova figura: lo “chansonnier della canzone napoletana” ossia una sorta di cantante/chitarrista che si forma sulle orme di R. Murolo, F. Cigliano, E. Gragnaniello, ecc. Una persona che voglia avvicinarsi a quest’Associazione, cosa deve fare? Può telefonare allo 081 863 45 28, inviare un’e-mail a espedito.demarino@tin.it o recarsi alla Via G. Matteotti n.° 17 di Scafati, sede dell’Associazione. I corsi di canto e chitarra, assolutamente gratuiti, si svolgono alle 17.30 di ogni venerdì presso il Tempio San Francesco di Paola a Scafati. Progetti presenti e futuri... Il prossimo 6 marzo presenterò il mio nuovo disco che s’ispira ai padri mercedari nel centenario della loro fondazione. Il 29 marzo, a Pompei, inizierò il mio nuovo spettacolo “Folk to folk”, un ping-pong tra la canzone napoletana e italiana e sarò accompagnato da un’orchestra composta interamente da musicisti scafatesi. Infine verso luglio/agosto uscirà un libro che racconterà Murolo dal mio punto di vista con aneddoti e curiosità inedite. Rossella Varone