RAGIONE E PASSIONE SONO TIMONE E VELA DELLA NOSTRA ANIMA NAVIGANTE - Kaihlil Gibran

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Quale è  l'ingrediente principale che fa sì che un equipaggio  vinca sugli altri? Non è la barca migliore, non sono le vele regolate meglio - o non solo - bensì, è il lavoro di squadra.

Quando tutto l’equipaggio lavora sincronizzato, la barca vola -letteralmente- e sono possibili risultati incredibili, rimonte degli ultimi istanti.

E' poco comune rifletterci, eppure solo nell’ultimo secolo, l’uomo ha iniziato ad andare in barca  a vela, come sport.

Fino a pochi decenni fa la barca a vela era un mezzo di trasporto e, spesso, un universo separato da quello della terraferma, con le proprie regole, il proprio linguaggio, i vizi e le virtù.

Nonostante la barca a vela sia diventata uno sport, gli standard di sicurezza siano aumentati incredibilmente, con una continua ricerca sui materiali, sulle linee d’acqua e sui sistemi di sicurezza elettronici, la vita a bordo non è cambiata poi tanto.

Il team salernitano "Stupefacente sailing team ", che in data odierna ha appena concluso, con onore e merito l'edizione 2021 della gara d'altura "Palermo-Montecarlo", a bordo del Grand Soleil ERGO,  e' una  squadra i cui elementi sono coesi ed orientati verso un obbiettivo comune, che condividono strategie e valori, dunque provvisti di una marcia in più.

Dodici sono i membri dell'equipaggio: Bruno Stanzione, Antonello Stanzione, Matteo Anastasio, Valeria Costagliola, Andrea Tisi, Gerardo Aliberti, Elio Rosapepe, Mario Marino, Marco Villani, Mauro Grandone, Federico Romeo, Gabriele Romeo, formatisi negli anni, presso la Lega Navale Italiana di Salerno ed il Circolo Canottieri Irno A.S. La barca è una cassa di risonanza eccezionale, un super amplificatore dei pregi e dei difetti. Ma è anche uno scanner che permette a chi incontri di farsi conoscere, nel bene e nel male. Solo che in barca non è prendere o lasciare: deve per forza prendere.

Matteo Anastasio di Salerno, classe '92, ha una ventennale passione per la vela, unita ad un bel “caratterino” tenace, così come ognuno di noi ha il suo “caratterino". Le amicizie più vere e forti sono nate in barca, dice.

I non più rimarginabili attriti sono nati in barca, ma anche qui, dalla mia esperienza, i punti di collisione, gira che ti rigira, sono gli stessi che si hanno a terra: soldi e potere. Solo che in barca emergono subito! In barca non sei solo: se hai sete, qualcun altro potrebbe averla…”dato che stai lì”, chiedi se qualcun altro ha sete…magari non è sceso in dinette solo perché ha mal di mare…Certo, c’è chi ci prova ed è solo scanzafatiche…ma magari pensa alla musica, aiuta negli ormeggi, intrattiene gli altri, fa le foto…Ognuno ha i suoi talenti ed i suoi non talenti (skills, le chiamano ora!) e la barca è una cassa di risonanza eccezionale, un super amplificatore dei pregi e dei difetti.

Ma è anche uno scanner che permette a chi incontri di farsi conoscere, nel bene e nel male. Solo che in barca non è prendere o lasciare: deve per forza prendere. Quindi…prendi il bello, sicuramente c’è in ognuno di noi! Ed alla fine della navigata, sarà duro scendere a terra o quantomeno dimenticare! Un grazie agli Skipper di Ergo, perché da veri professionisti (oltre a condurci sulle onde) sanno abbassare il volume degli amplificatori e mettono in funzione lo scanner con maestria.  

Matteo ha trascorso parte della suavita sulla barca a vela e sull’acqua. Per gioia, per sport, per passione. Mai per professione. «Volevo diventare Ingegnere e l’ho fatto - racconta - ma la vela è qualcosa che vive nel sangue e mio Nonno eio Padre mi hanno sempre spinto a praticare questo sport, che poi era un motivo di vita. Alcuni miei coetanei correvano nei prati. Anch’io lo facevo, ma appena le condizioni del tempo lo permettevano salivo in barca, issavo le vele e volavo. Sì volavo, perché non c’è differenza tra regatare e volare. Per Matteo è la stessa cosa e così è oggi, per il team "Stupefacemte".