SCAFATI, FURTO PER 100 MILA EURO IN UN NEGOZIO DI ELETTRODOMESTICI: SOSPETTI SU UN DIPENDENTE

letto 189 volte
vendita-elettrodomestici.jpg

Oltre essere la stagione del caldo e degli incendi, a Scafati è anche la stagione dei furti, e che furti! Si calcola ammonti a 100.000 euro il valore della merce. I sospetti, a detta del titolare dell'esercizio all'ingrosso di elettrodomestici, molto noto in città, sono convogliati su un dipendente dello stesso esercizio commerciale. Così recita la denuncia presentata ai carabinieri della locale stazione.

Oltre a questo esercizio di articoli di elettrodomestici, il titolare possiede anche altri due magazzini al dettaglio sul territorio.

Egli stesso ha ricostruito la vicenda di cui è stato vittima, rivolgendosi ai militari per un ammanco corposo di merce sottratta durante un’operazione di carico e scarico, col passaggio dal più grande centro di distribuzione agli altri due esercizi commerciali, tramite la fase di trasporto. In particolare, la ricostruzione presentata dall’imprenditore si basa sugli elementi delle varie fasi in cui si è volatilizzato il carico in questione, con riserva di consegnare delle immagini in cui, sostiene il denunciante, potrebbero emergere dettagli decisivi.

Il punto focale dell’accusa ipotizzata per furto aggravato, con tutti gli elementi accusatori, portano i sospetti, e le certezze, sull’autista-dipendente 23enne, visto anche, lungo via Passanti, con centomila euro di materiale, in particolare: 60 climatizzatori, 106 televisori al plasma, 20 o 30 elettrodomestici vari, con il totale calcolato secondo inventario.

Prima della denuncia il titolare del noto centro di distribuzione ha svolto una riunione con i dipendenti per fare un punto su quanto non era più a disposizione: la merce scomparsa, in particolare, oggetto di furto, si ricollega alla posizione del 23enne il quale a questo punto ha fatto perdere le sue tracce, rendendosi irreperibile. Sulla sua posizione pesa anche la testimonianza del padre dell’imprenditore denunciante, il quale di base lavora all’interno del deposito centrale. Lui avrebbe visto la fase ultima in cui il ragazzo ha caricato il camion e poi è andato via, momento fatidico in cui è partito il carico rubato.

Da qui, dal confronto tra la testimonianza dell’uomo al titolare, con il controllo e l’inventario del materiale presente in magazzino e nei negozi, è arrivato il sospetto fondato sul ruolo del guidatore-autista. Il colpo è stato effettuato nei giorni scorsi, ma i dettagli sono materia di verifica e riscontro da parte della tenenza carabinieri di Scafati, con il lavoro di vaglio sui filmati presenti nel circuito di videosorveglianza.

I militari sono all’opera per ricomporre il quadro complessivo del furto, compiuto con tutta probabilità “dall’interno”, per opera di chi aveva una buona conoscenza dei meccanismi di lavoro, sulla logistica tra centro distribuzione e i negozi più piccoli, in grado di muoversi facendo in modo da sottrarre la merce durante delle fasi di spostamento da un punto all’altro. Quando l’ammanco è divenuto evidente, sono cominciate le domande rispetto alle fasi di trasporto, alle testimonianze da parte delle maestranze e di tutti gli altri dipendenti.

Al momento, il principale sospettato è irreperibile, sottrattosi al confronto quando gli elementi contro di lui cominciavano a farsi pesanti, senza fornire risposte o spiegazioni rispetto al suo ruolo e agli spostamenti, con la fuga a complicare provvisoriamente la sua posizione, primo elemento del filo investigativo da riannodare seguendo il bottino, refurtiva importante. Il carico complessivo, di proprietà della catena commerciale del titolare scafatese, attivo sul territorio tra Boscoreale, Scafati e Angri, con una solida base di mercato, è di fatto sparito, oggetto di un blitz criminale più o meno architettato, con ipotetiche complicità da ricollegarsi a successivi ricettatori-acquirenti del materiale, per un valore commerciale calcolato sul mercato superiore ai 100.000 euro.

Sulla vicenda i carabinieri seguono le tracce del primo sospettato senza trascurare altri ruoli eventuali in grado di costituire complicità e sostegno, col coordinamento della procura di Torre Annunziata.