SCAFATI, VOGLIONO PRIVATIZZARE LA BIBLIOTECA COMUNALE

Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti segretario PD Scafati.
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Affidandone per un anno la gestione ad una non meglio precisata associazione o cooperativa.

La delibera è stata approvata dalla Giunta il 1 luglio, e stranamente però non è stata ancora pubblicata sull'Albo pretorio.

Un atto molto generico, che nulla dice a tutela del libero e gratuito accesso dei cittadini ad un bene pubblico e comune della nostra Scafati, nulla dice sulla trasparenza e la qualità della gestione, nulla dice sul divieto di lucro.

Avevamo proposto, e tante associazioni avevano proposto, di istituire nella nostra città lo strumento dei patti di collaborazione, e per il tramite di essi favorire la partecipazione attiva e condivisa - in un processo sempre aperto e orizzontale - nella gestione di quel bene.

Ma Salvati & Co. come al solito hanno scelto la strada peggiore.

Stanno seminando vento, raccoglieranno tempesta.

La volontà della Giunta Salvati di intraprendere un processo di privatizzazione della nostra Biblioteca Comunale ha visto la risposta dell'Assessore alla cultura, il quale purtroppo - nonostante la buona volontà - non perde occasione per dimostrare quanto il confine tra mancata conoscenza e malafede sia non solo labile, ma anche molto dannoso e pericoloso per la città.

L'Assessore, infatti, confonde - volutamente o meno lo scopriremo - la nostra proposta di affidare la cura del bene comune Biblioteca ad associazioni e movimenti tramite un Patto di collaborazione, con l'affido della gestione dello stesso ad una associazione o cooperativa (come se poi, tra l'altro, fossero la stessa cosa).

Nella sua risposta, poi, l'Assessore ci rassicura sul fatto che il tutto sarà senza lucro, e che l'accesso alla Biblioteca continuerà ad essere libero e gratuito: lo ringraziamo, ma nella delibera approvata dalla Giunta tutto questo non c'è scritto, e non ce ne voglia l'Assessore, un atto pubblico fa più fede della sua bacheca Facebook.

Infine, sempre il nostro Assessore, ci tiene a scrivere ovunque che lui ha parlato con "associazioni di sinistra": noi pensavamo e pensiamo che le associazioni, soprattutto se si è un Ente Pubblico, siano divise in base alla definizione che di esse da là legge (generiche, di volontariato, di promozione sociale, sportive dilettantistiche, etc), e non in base alle valutazioni politiche della Giunta. Tra l'altro, ci preme ricordarlo all'Assessore, loro rappresentano tutta la città, chi li ha votati e chi non lo ha fatto, quelli di destra o di sinistra, e quelli - soprattutto - che vorrebbero semplicemente una città pulita, illuminata, sicura e ben amministrata.

Da questo punto di vista ci preoccupa non poco il richiamo "ai requisiti morali" che l'associazione o la cooperativa affidataria dovrebbero possedere: quali sono? Chi li stabilisce? Speriamo non siano riconducibili ai parametri morali della Meloni e di Salvini, per capirci.

In conclusione, ci preme anche ricordare all'Assessore e al Sindaco che l'articolo 42 del TUEL è su questo chiarissimo, in particolare ai comma e) ed l): sono competenza del Consiglio comunale l'organizzazione dei pubblici servizi, la concessione degli stessi e l'affidamento di attività o servizi mediante convenzione; inoltre, sempre di competenza del Consiglio, sono gli appalti e le concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione.

Insomma, la Giunta Salvati se ne faccia una ragione: la Biblioteca ed i beni pubblici della nostra comunità non sono in vendita. Fino alla fine, ci opporremo ad ogni forma di gestione privatistica dei beni comuni della nostra Scafati.