CAMPANIA, DISSERVIZI IN EAV

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Nei giorni scorsi i vertici dell'EAV hanno pubblicato un esilarante comunicato, che nel meschino tentativo di far ricadere sui lavoratori il fallimento del nuovo programma d'esercizio, ha messo invece in evidenza come le radici di questo fallimento affondino nell'incapacità manageriale di dirigenti totalmente inadeguati.

Può una grande azienda come l'EAV basare un programma d'esercizio ambizioso, che dichiara ben 66 corse treno in più rispetto a quello precedente (cosa non esatta, ma sbandierata in televisione, sugli organi di stampa, e i social media), sull'accettazione dello straordinario da parte dei propri dipendenti (cosa candidamente ammessa anche dagli stessi dirigenti)?

Può una grande azienda come l'EAV srl varare un simile programma d'esercizio in una situazione di grave carenza di personale e di materiale rotabile?

Ovviamente dirigenti capaci e lungimiranti avrebbero atteso l'arrivo dei altri treni e provveduto al completamento degli organici prima di procedere ad una variazione del programma d'esercizio, che giocoforza non poteva prescindere da questi due capisaldi. Se i dirigenti dell'EAV fossero stati capaci e lungimiranti, però...

Ironia della sorte nel giorno in cui è stato emesso il comunicato un treno in avaria si è fermato nella fermata di Viuli, causando ritardi superiori ai sessanta minuti. Ritardi che sarebbero stati di lieve entità, se i tagli indiscriminati fatti, sempre dai dirigenti EAV negli anni scorsi, non avessero eliminato il presenziamento del personale nella stazione di Leopardi, costringendo oggi i treni ad una circolazione a binario unico su di una tratta abbastanza lunga, quale quella che va da Torre del Greco a Torre Annunziata, quando capita appunto un guasto che implica il blocco di una linea. L'avaria del treno è colpa dei tagli che hanno interessato il settore manutenzione o vogliamo addebitare anche questo ai lavoratori, che non fanno straordinario ?

Riguardo proprio allo straordinario c'è da fare un ulteriore precisazione: la normativa vigente, (Dlgs 66/2003), ed il Contratto Nazionale di categoria impongono dei limiti stringenti per il ricorso alle prestazioni straordinarie, al fine di salvaguardare la salute dei lavoratori. Non si possono infatti superare le 250 ore annue secondo il citato Decreto Legislativo, che diventano 150 ore in sei mesi per il CCNL di categoria. Per garantire il servizio ferroviario i lavoratori dell'EAV legati all'esercizio sforano abbondantemente i limiti citati. Quindi prima di parlare di straordinario bisognerebbe informarsi su quante ore di extra effettuano ogni anno i lavoratori e a quale stress psicofisico sono sottoposti quotidianamente.  Fa quindi effetto sentir parlare di straordinario da chi sul tema opera nell'assoluta illegalità. 

Per quanto concerne il mancato rispetto di presunti accordi firmati e non rispettati, il sindacato OR.S.A. non accetta lezioni di etica sindacale da chi ha elevato a prassi aziendale consolidata il mancato rispetto di accordi liberamente sottoscritti. Chiedete pure informazioni, ad esempio, ai lavoratori dell'Area Circolazione, che si sono visti negare i riconoscimenti parametrali  (e quindi economici) ottenuti per aver conseguito nuove abilitazioni e aver garantito una maggiore flessibilità di impiego a partire dal 1 Ottobre 2019, anch'essi frutto di un accordo liberamente sottoscritto.

IL comunicato incriminato fa parte di una strategia consolidata da parte dei vertici EAV: sollevare un polverone mediatico, magari sfruttando organi di stampa e tv, per nascondere le inefficienze della loro gestione agli occhi dell'opinione pubblica individuando nei lavoratori il capro espiatorio.

Il giochino  ormai è vecchio e onestamente ha stancato, ma per fortuna se ne stanno accorgendo tutti, persino i viaggiatori.