SCAFATI, ENTRA IN GIUNTA L'AVVOCATO LAURA SEMPLICE

L’avvocato scafatese, 50 anni, è stata nominata questa mattina con decreto sindacale, a meno di una settimana dal provvedimento di revoca dell’Assessore Gennaro Avagnano. All’Assessore Semplice sono state conferite le deleghe a “Lavori pubblici”, “Avvocatura”, “Società partecipate” e “Sport”.
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Con proprio decreto n. 49, firmato questa mattina, il Sindaco Cristoforo Salvati ha nominato componente della Giunta comunale l’avvocato Laura Semplice, già consigliere comunale, conferendole le deleghe a “Lavori pubblici”, “Avvocatura”, “Società partecipate” e “Sport”.

La designazione – ha spiegato il Sindaco Cristoforo Salvati – di Laura Semplice quale nuovo componente della mia Giunta rappresenta una nomina non solo politica, ma anche tecnica. L’avv. Semplice è infatti una penalista con un’esperienza pluridecennale, sia sul piano giuridico che sul piano politico, ed è proprio per la grande fiducia che ho nelle sue capacità e nella sua esperienza che ho deciso di assegnarle deleghe tanto delicate quanto importanti come l’Avvocatura, le Società partecipate, i Lavori pubblici e lo Sport. Con il rientro in maggioranza del maresciallo Antonio Carotenuto e dell’avvocato Laura Semplice, neo assessore, ci accingiamo a portare avanti un percorso di ritorno alla storia originaria del centro-destra e, ne sono certo, questi nuovi equilibri porteranno vita nuova alla politica della nostra città”.

Ringrazio – ha dichiarato il neo Assessore Laura Semplice - il Sindaco Salvati per la nomina e, prima ancora, il maresciallo Carotenuto ed il subentrante consigliere Espedito Fontana per il sostegno umano e politico dimostratomi. Questa nomina è sicuramente un giusto suggello al gruppo consiliare “Noi per Scafati” che ad oggi, nonostante avesse due consiglieri in assise, non aveva ancora una rappresentanza in giunta che spero, e mi impegnerò per questo, di rappresentare in modo proficuo e dignitoso. Mi auguro che l’onestà intellettuale delle varie anime politiche cittadine non induca a strumentalizzare la mia nomina facendola ricadere nel coacervo delle pressioni politiche. La nomina, come da sempre il metodo Dondt o il manuale Cencelli insegnano, è figlia infatti della rappresentanza politica in maggioranza”.