SCAFATI, IL SEGRETARIO DEL PD, MICHELE GRIMALDI, APRE LA CAMPAGNA ELETTORALE CON CRITICHE AI COMMISSARI E ALLE GESTIONI PASSATE

letto 117 volte
michele-grimaldi-11.jpg

Strade sporche, luci spente, tasse al massimo, vivibilità al minimo, attacchi ai lavoratori, una Commissione straordinaria assente dai problemi del quotidiano e nella programmazione del futuro.

Se siamo giunti fin qui è per colpa della peggiore classe politica che abbia mai governato la nostra città. Volevano fare la storia, e ci hanno lasciato con un Comune sciolto per camorra e con oltre trenta milioni di euro di debito.

Questa destra, sotto nuove e vecchie maschere, si sta riorganizzando, per continuare ad usare la nostra città e la nostra comunità per i propri interessi personali: organizza assemblee, prepara liste, stringe accordi qui e altrove. Non le sono bastati i danni prodotti: errare è umano, perseverare è diabolico, accanirsi contro la realtà è alibertiano.

Noi, che in questi anni ci siamo opposti a camorra e corruzione, a cattiva amministrazione e clientelismo, non possiamo rimanere fermi a guardare. Abbiamo il dovere di liberare definitivamente la città, e costruire una Scafati finalmente capace di guardare al futuro, investendo in solidarietà, sviluppo sostenibile, lavoro.

Sappiamo che per farlo abbiamo bisogno delle migliori energie e delle migliori competenze, e soprattutto di unire: storie, generazioni, idee.

Per questo il 28 settembre abbiamo lanciato un appello a tutte le forze sane della nostra comunità: a confrontarsi, costruire un percorso comune, mettere da parte le ambizioni personali legittime e meno legittime, guardare al bene della città. Non perché debba vincere una parte piuttosto che l'altra, ma perché la nostra città è a un bivio, e tra macerie e ricostruzione ognuno è chiamato a fare la propria parte.

In quest'ottica abbiamo acquisito una generosa disponibilità da parte dell'ingegnere Michele Russo ad essere il candidato Sindaco del nostro schieramento: una disponibilità al servizio di un progetto, non una velleità personale di quelle che pure infestano il dibattito politico. E questa disponibilità l'abbiamo comunicata e proposta alla città, e a tutti i partiti, i movimenti, i comitati, che abbiamo incontrato e stiamo incontrando.
In maniera pubblica, perché è giusto che il confronto avvenga alla luce del sole.

Su questo abbiamo avuto numerosi riscontri positivi nell'opinione pubblica, nel mondo del lavoro e delle professioni, in quello dell'associazionismo e del volontariato.

Ci ha lasciato un po' perplessi, invece, l'atteggiamento di un pezzo di ceto politico, tutto concentrato a discutere del proprio ombelico: i simboli delle liste, i tecnici e i politici, i politici si ma solo quelli che già amministravano quando io non avevo nemmeno diritto al voto, i portavoce dei comitati civici contro i partiti che però firmano comunicati stampa con esponenti provinciali dei partiti, tattiche, tatticucce e giochetti ricordo peggiore della peggiore prima Repubblica.

Tutto questo poco interessa noi, e poco interessa la città. A noi interessa discutere del programma e di chi possa degnamente rappresentarlo. E questo continueremo a fare: fino al 10 febbraio, quando in un nostra assemblea pubblica cominceremo finalmente a navigare in mare aperto.

Per Scafati, con tutta la Scafati che c'è.