SCAFATI, GRIMALDI (PD): "RENDICONTO BOCCIATO. E' LA PRIMA VOLTA!"

Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti.
letto 133 volte
64-grimaldi3.jpg
Per la prima volta nella storia della nostra città (non di questa amministrazione, della nostra città) il Collegio dei Revisori boccia il Rendiconto di Gestione, e cioè il documento contabile con cui ogni anno la Giunta prima, il Consiglio comunale poi, devono certificare le spese e le entrate effettivamente sostenute per la gestione dell'Ente.
 
I conti, dunque, non tornano: cosa grave in generale, gravissima per un Comune sottoposto alla procedura del Piano di Rientro.
 
Dinanzi a questa notizia il Sindaco - debole, incapace, isolato - ha reagito con un fallo di frustrazione, attaccando volgarmente le opposizioni, ree di provare a difendere la città.
 
E poi, come al solito, ha recitato la solita solfa sulla difficile eredità del passato.
 
Ma chi ha l'onore di amministrare, caro Sindaco, dopo due anni, tre assessori al bilancio, quattro ragionieri capo ed un infinito numero di rimpasti di Giunta, deve rispondere alla citta di ciò che ha fatto o non ha fatto, non lamentarsi del passato. Nessuno ha obbligato Salvati a candidarsi, e quando lo ha fatto - come tutti noi - conosceva benissimo la situazione economica del Comune.
 
Un Sindaco deve agire, non piangersi addosso, cercando altrove e in altri tempi responsabilità.
 
Ed a proposito di altrove ed altri tempi, ma quando Salvati ed il suo scudiero Santocchio parlano del passato, del Piano di Insediamenti Produttivi e del Piano di Zona, esattamente, di cosa parlano, a quale passato si riferiscono?
 
Perché l'attuale Sindaco è stato Assessore e Vicesindaco della Giunta Aliberti dal 2008 al 2013, e dal 2010 al 2012 ha ricoperto molteplici cariche nell'ambito di Agro Invest: Presidente del CdA, Amministratore delegato, Consigliere di Amministrazione.
 
Lo stesso Presidente del Consiglio è stato dal 2008 al 2010 assessore della Giunta Aliberti e Amministratore delegato di Agro Invest.
 
Dunque sfugge, se questi continui riferimenti ed accuse al passato, siano una doverosa autocritica o un pericoloso caso di dissociazione.

In ogni caso, rinnoviamo il nostro appello: Salvati si dimetta, e liberi Palazzo Mayer e Scafati dalla sua ingombrante, inutile e dannosa presenza.