PD SCAFATI, "QUANTE INTOLLERABILI BUGIE DAL SINDACO SULLE TARIFFE TARI"

Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti.
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Martedì mattina giungeranno in Consiglio comunale – nell’ultimo giorno utile – la delibera sulle Tariffe TARI ed il relativo regolamento.

Il Sindaco parla di riduzioni ed esenzioni, ma come al solito temiamo che le sue parole siano un combinato disposto di malafede e di ignoranza in materia.

Innanzitutto, è vero che una parte delle utenze domestiche si vedrà ridotta la bolletta, ma esclusivamente in riferimento alla tariffa variabile, nel mentre sulla quota fissa si registrano forti aumenti: questo comporterà riduzioni minime per chi ha abitazioni molto piccole, ma addirittura aumenti per chi vive in abitazioni medio-grandi (e cioè buona parte della popolazione, indipendentemente dal reddito, dal valore dell'immobile, dalla zona di residenza).

Tra l’altro, la diminuzione del gettito totale della TARI non è una scelta di bontà del Sindaco, ma un obbligo di legge, perché l’importo complessivo del tributo deve essere uguale al costo del servizio, stabilito dal PEF (che dal 2019 ad oggi è diminuito).

Anzi, sono due anni che la Giunta Salvati non approvando in tempo le tariffe, applica aliquote più alte del consentito: con il risultato che ad oggi il Comune deve due milioni di euro ai cittadini indebitamente richiesti, e nemmeno questa volta dicono come e quando vogliono restituirli.

Ma l’attacco del Sindaco ai cittadini ed in particolar modo quelli più in difficoltà non finisce qui.

L’unica esenzione prevista dal regolamento proposto è quella per i nuclei familiari che contemporaneamente - sottolineiamo, contemporaneamente - abbiano al loro interno un diversamente abile riconosciuto ai sensi della 104 e un’attestazione ISEEE – dell’intero nucleo familiare! – inferiore ad euro 8.000.

Nulla si dice o si prevede sulle altre esenzioni e riduzioni, anche tra quelle previste dalla legge come ad esempio quelle per abitazioni con unico occupante, o per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo.

Né si prevedono riduzioni per le fasce deboli.

Tra l'altro, sul versante utenze non domestiche, si registrano aumenti generalizzati un po' per tutti: dai bar alle pasticcerie, dai ristoranti agli uffici professionali, fino addirittura alle associazioni e alle parrocchie.

Infine, né la proposta sulle tariffe né quella sulle aliquote chiarisce le scadenze relative alle quattro rate e alla rata unica: fatto grave, anche perché la vicenda è di competenza del Consiglio comunale (non della Giunta) ed è essenziale per emettere il ruolo.

Così come non è chiaro perché ad alcune attività commerciali e industriali si applichino coefficienti di determinazione della tariffa che vanno ben oltre i massimali previsti dalla legge, mentre con altre ci si attesti su valori molto sotto soglia, creando uno squilibrio ingiusto tra i vari settori produttivi della città.

Martedì in Consiglio comunale presenteremo i nostri emendamenti per correggere questi squilibri e per chiedere riduzioni e sostegni sia alla fasce deboli che alle attività commerciali e produttive, ad oggi sottoposte agli effetti nefasti della crisi pandemica e della guerra.

Facciamo appello ai cittadini e alle cittadine di essere presenti, e di esercitare il giusto controllo popolare e democratico nei confronti di chi voterà contro la città ed i cittadini.