PREPARATO IN LABORATORIO UN VIRUS INFLUENZALE PIU' LETALE E PERICOLOSO DELL'AVIARIA

Facendo seguito all'articolo pubblicato su mezzostampa del 10 gennaio 2012, abbiamo intervistato, sul supervirus, il virologo di fama internazionale Giulio Tarro, già assistente del prof. Sabin quando scoprì il siero antipolio
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Avevamo preannunciato nell'articolo del 10 gennaio che avremmo approfondito la notizia. Ebbene, sfruttando la nostra amicizia con il prof. Giulio Tarro, virologo di fama internazionale, primario emerito dell'ospedale Cotugno di Napoli, Presidente a vita della Fondazione T. e L. de Beaumont Bonelli, per le ricerche sul cancro, ma se volessimo enunciare tutte le cariche, i titoli, le cittadinanze onorarie e i convegni a cui ha partecipato, dovremmo parlarne per un mese, ci siamo fatti rilasciare una intervista esclusiva in merito al supervirus.

Mezzostampa: Prof. Tarro, come se non bastassero i virus esistenti che combattiamo ogni momento della nostra vita, ecco che ci si mettono anche gli scienziati a produrre nuove forme di virus più aggressivi dell'H5N1, lei cosa ci può dire su questi due laboratori che hanno creato il supervirus?

Tarro: Intanto, devo ringraziarvi perchè siete sempre solleciti a chiedere il mio parere su argomenti scientifici, a cui volentieri rispondo, e dico che, attualmente, vi sono due studi, in corso di pubblicazione, sul virus influenzale H5N1 che è stato creato in laboratorio da un gruppo di ricercatori facenti capo a Ron Fouchier, del centro medico Erasmo di Rotterdam, in Olanda, e da un'altro gruppo capeggiato da Yoshihiro Kawaoka dell? università Wisconsin, Madison, e dell?università di Tokio.

Mezzostampa: E' vero che a giustificazione della creazione di questo supervirus c'è il fatto di volersi preparare in anticipo ad una eventuale pandemia più aggressiva di quelle precedenti? Cioè creare il supervirus per poi creare l'antisupervirus?

Tarro: Spieghiamo bene. Gli studi di tale virus, geneticamente modificato, e trasmesso tra i furetti, che mimano l? influenza umana affermano che se fosse liberato o emerso in natura il virus avrebbe il potenziale di dare origine ad una pandemia influenzale con milioni di morti. Secondo i ricercatori la conoscenza della eziopatogenesi da H5N1 sarebbe utile perché potrebbe fornire elementi preventivi per intervenire con delle contromisure specifiche.

Mezzostampa: Caro professore, la spiegazione non ci convince affatto, anzi, provoca sicuramente sgomento e paure nella gente che pensa, a ragione, che tale supervirus potrebbe andare a finire nelle mani dei bioterroristi che potrebbero ricattare Governi o addirittura usarlo per provocare vittime e panico nei Paesi non amici.

Tarro: Infatti, ecco perchè altri studiosi criticano il fatto che i virus prodotti in laboratorio potrebbero liberarsi nell? ambiente oppure, dopo la pubblicazione dei dati, fornire al bioterrorismo la ricetta della loro sintesi. Il genetista microbiologo Paul Keim che presiede il comitato nazionale di biosicurezza degli Stati Uniti, pensa che non vi sia un altro microrganismo patogeno che possa spaventare come questo. Perfino l?antrace non è comparabile a questo virus influenzale aviario H5N1 che è trasmissibile ai mammiferi. Sin dal 1997, data della sua comparsa in Asia, il virus ha decimato i polli in tre continenti, ma ha causato meno di seicento casi di influenza umana, sebbene spesso mortali. Dal momento che si propaga in maniera poco efficiente nella specie umana, non è stato in grado di provocare una pandemia mondiale. L?H5N1 ha difficoltà ad adattarsi all? ospite uomo e quindi a riprodursi, forse necessitando un riassortimento con un ceppo umano: questo processo di organizzazione dei geni sembra potersi attuare nei maiali che ospitano sia ceppi aviari che umani. Nella sua prima comunicazione in un convegno a Malta nel settembre scorso, Fouchier ha detto di avere avuto difficoltà a modificare geneticamente il virus per renderlo più trasmissibile e quindi ha trasmesso il virus più volte da un furetto all?altro. Dopo dieci generazioni, il virus è diventato capace di trasmettersi per via aerea ed infatti si sono ammalati animali sani soltanto per il fatto di trovarsi col furetto influenzato nella stessa gabbia. Tale ceppo presentava cinque mutazioni in due geni, ogni delle quali già presenti in natura, ma giammai insieme nello stesso ceppo. Dal momento che qualsiasi ceppo influenzale, che è stato trasmesso da un furetto ad un altro, è diventato  pure trasmissibile per l? uomo, e viceversa, lo stesso meccanismo può accadere per la specie umana.

Mezzostampa: Professore, allora sarebbe opportuno non divulgare i dettagli sulla realizzazione del supervirus dell'aviaria ottenuto nei due laboratori in Usa e in Olanda, vero?

Tarro: Esattamente, Michael Osterholm, direttore del centro di ricerche per le malattie infettive dell? università del Minnesota, Twin Cities, pensa che alcuni dettagli del lavoro potrebbero essere omessi dalla pubblicazione e resi noti solo agli esperti dell?influenza. La creazione di un virus pandemico è l? esempio classico di ricerca a doppio uso, che potrebbe fornire benefici alla salute pubblica, ma anche risultare nefanda, e di cui si discute nel 2011 dopo la grande attenzione e precauzione prestata nell? ultima decade. Non bisogna aspettare la fine dell?esperimento, e decidere che è pericoloso  prima di sottoporre i risultati per la pubblicazione. I ricercatori e le istituzioni come gli enti finanziatori dovrebbero conoscere questo pericolo prima della pubblicazione, che è l? ultimo atto. Adesso non resta che sfruttare gli aspetti positivi della ricerca, non abbassando la guardia nel caso di una potenziale epidemia da virus H5N1 e, conoscendo le esatte mutazioni che permettono la trasmissibilità del virus, intervenire quindi con drastiche misure preventive. Infine si può già saggiare se i vaccini per il virus H5N1 ed i farmaci antivirali siano in grado di funzionare contro il nuovo ceppo potenzialmente letale

Mezzostampa: Professore Tarro, che dire di più se non ringraziarla per la disponibilità e sperare che i dettagli della scoperta di questo supervirus non vengano divulgati o trafugati da chi ha intenzioni cattive verso Governi non amici.