PER ANNI IN ITALIA HA PROLIFERATO L’ISLAMISMO O JIHADISMO E LA COLPA E’ DI UNA CERTA SINISTRA

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Ingressi a dismisura nel territorio italiano e realizzazione di moschee, hanno creato vere e proprie cellule islamiche, e questo per anni. Cellule individuate dalla magistratura, come la moschea-centro studi di viale Jenner a Milano che, secondo il dipartimento del Tesoro statunitense, è stata “la principale base di Al-Qaeda in Europa”. In questa moschea-centro studi di Milano  nel 1995 furono chiamati in giudizio 17 militanti quali presunti autori di attentati suicidi in Europa: un'autobomba guidata da un egiziano residente a Milano contro una caserma della polizia croata a Fiume/Rijeka nel 1995. 

Ancora da Milano partirono almeno quattro tra i maggiori protagonisti degli attentati suicidi in Iraq. Un esempio fra tutti: Fahdal Nassim che, nell'agosto del 2003 causò 22 vittime a Baghdad, nella sede dell'Onu, tra le quali Sergio Vieira De Mello, era un algerino partito da viale Jenner.

Centinaia di documenti falsi, per spedire nel mondo terroristi reclutati qui. Ma incredibilmente, il centro di viale Jenner è rimasto aperto. Solo adesso i giornali italiani si risvegliano davanti a questa situazione di orrore. “Repubblica”, “Corriere della Sera” e “Stampa” hanno costantemente partecipato allo smantellamento giudiziario e mediatico del nostro controspionaggio (vedi processo Abu Omar).

Come scrive Lorenzo Vidino nel suo libro “Il jihadismo autoctono in Italia”, edito dall'Ispi, il pericolo della proliferazione del Jihaidismo è ancora sottovalutato.

Grave quindi l'ignoranza dei grillini e dei teorizzatori della interscambiabilità di culture e civiltà. Il Califfato dell'Isis (Stato Islamico della Siria e dell'Iraq) non è qualcosa che è nato in risposta a presunte sopraffazioni dell'Occidente. Non è vero che la ferocia del terrorismo e delle decapitazioni siano una risposta ai droni. Questa volontà di possesso, e di eliminazione crudele di chi non si sottomette, nasce nell'Islam e oggi nell'Islam è, se non numericamente, culturalmente e militarmente egemone.

Molti dei nostri compatrioti, o inglesi o di altra nazionalità, convertiti all’Islam partono per le loro guerre di tagliatori di teste e poi ritornano nei loro territori fradici di morte.  

Renzi, quindi, deve coinvolgere tutti i leader dei partiti, come fece Berlusconi, per confrontarsi su strategie e tattiche, su quali iniziative l'Italia può assumere per far fronte alle drammatiche crisi. Non basta quindi approvare il passaggio di armi ai curdi, non è sufficiente, bisogna andare in queste zone, nei territori dell’ISIS e estirpare questo “cancro”, come dice Obama.

Aveva ragione Berlusconi a stringere patti con Mubarak e Gheddafi che avevano il controllo sui loro territori e andavano contro la proliferazione dell’islamismo. Stranamente, con la loro scomparsa, in queste nazioni c’è una proliferazione di cellule islamiche fondamentaliste. L’industria principale non è più il petrolio, ma la carenatura di barconi, per l'industria che dà soldi al terrorismo e carne al mercato di schiavi.

E l’operazione “Mare nostrum” consente di far entrare nel nostro territorio una massa di gente in fuga tra cui, mimetizzati, anche i miliziani del Califfato che così ottengono facilmente asilo politico, pronti poi per azioni terroristiche.