POMPEI CAPITALE DELLA CULTURA: AL VIA LO STREET FESTIVAL

Murales e musica con Francisco Bosoletti, M-City e l’Antonio Onorato quartet. Al via le proiezioni di film, documentari e corti nel segno dell’impegno sociale. Da domani a domenica la cittadina vesuviana diventa un motore culturale
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Prende il via la prima edizione del Pompei Street Festival. Domani, venerdì 24 settembre 2021 alle ore 16 il taglio del nastro nella Sala “Marianna De Fusco” del Comune di Pompei (in piazza Bartolo Longo) aprirà ufficialmente una manifestazione ambiziosa. L’intuizione del suo ideatore e direttore artistico Nello Petrucci è di trasformare le strade della cittadina vesuviana in un motore culturale, punto di incontro tra il pubblico e gli artisti e contenitore di street art, musica e cinema.

La cultura e lo spettacolo si sposeranno a una forte componente sociale ambientalista e lanceranno un messaggio universale sostenuti dall’associazione Civitates Pompei.

Curata da Chiara Canali, la sezione Arte comincia alle ore 17 nella Via Sacra con la sezione Street Museum: un’azione di live painting su was (wood art space) che si concluderà alle 21; Art No Stop mostrerà i Murales di M-City in Piazzale Schettini e di Francisco Bosoletti in via Lepanto; infine presso la Fonte Salutare il Collettivo Cian presenterà l’installazione “Tartaruga” realizzata con materiali di riciclo.

Il programma della sezione Cinema a cura di Andrea Valentino comincia alle ore 9,30 nel Teatro di Costanzo Mattiello con il workshop “Vivere i luoghi dell’arte”: gli studenti delle scuole di Pompei incontreranno professionisti del cinema e archeologi; la Casa del Pellegrino ospita dalle ore 15,20 in poi le proiezioni dei film in concorso presentati da Mariasole Di Maio e divisi nelle sezioni Short, Doc, Pov e Napoli; alle 17 appuntamento al teatro “Di Costanzo-Mattiello” con il Focus sul cinema d’impegno civile: il film “Nel Paese di Temporali e Primule” di Andrea D’Ambrosio darà spunto per un incontro moderato da Orazio Cerino. La giornata dedicata al grande schermo si concluderà nella Casa del Pellegrino alle 19,30 con la proiezione di “Zu den sternen” di Nicolai Tegeler.

Infine la sezione Musica diretta da Alfonso Todisco: sul Palco Fonte Salutare dalle 17 per la sezione New Projects si esibiranno Ciro Maddaluno, Maedusa Rock Band, Lorenzo Sbarbati e Diisa.

Alle ore 21,30 il finale della giornata nel Chiostro Istituto Bartolo Longo con l’Antonio Onorato New Quartet che ospita il cantautore Bret Roberts. Prima del concerto un intervento di Pasquale Coppola, presidente di Trame Africane Onlus, sottolineerà il forte elemento sociale dell’intera rassegna.

BIOGRAFIE STREET ARTIST 

CHRISTIAN GUÉMY AKA C215 

Nato nel 1973 l’artista di origine francese Christian Guémy, conosciuto come C215, è attualmente considerato uno dei migliori stencil artist in circolazione.

Ha prodotto arte di strada per circa vent’anni attraverso dipinti, disegni e stencil, sperimentando superfici di tutte le grandezze: dalle cassette della posta a vecchie porte abbandonate fino a enormi pareti di edifici.

Ha iniziato a utilizzare tecniche di pittura a spruzzo nel 2005 e la sua attenzione si è concentrata sulla creazione di ritratti di persone: anziani, bambini, rifugiati, mendicanti, quella categoria di persone che spesso ci dimentichiamo di riconoscere nella vita.

La sua produzione non si è limitata unicamente agli emarginati e agli sconosciuti. Negli ultimi anni C215 ha compiuto diversi interventi che ricordano giornalisti scomparsi o figure di personaggi celebri della storia, o anche rappresentazioni in stencil di arte rinascimentale. Affascinato dalla pittura del Caravaggio e di Ernst Pignon, cerca di interagire con il contesto urbano riflettendo nei suoi lavori i sentimenti che si celano dietro uno sguardo.
C215 ha partecipato alla mostra Au-delà du street art al Musée de La Poste di Parigi: le sue opere sono state esposte accanto a quelle di Banksy, Invader e Shepard Fairey.

Nel 2014, il suo lavoro è stato presentato al Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO).

Nel 2015 l’arte di C215 è stato oggetto di un giallo a Palermo dove aveva voluto rendere omaggio a Caravaggio riproducendo tra le strade e le piazze del centro storico alcuni dei dipinti più famosi dell’artista lombardo. Sei tra queste dodici riproduzioni a stencil dell’artista, realizzati dalla Vucciria a Ballarò, sono state trafugate nella notte e letteralmente smontate dai facili supporti mobili in cui erano state dipinte.

Attualmente ha in corso a Clermont de l’Oise, presso l’Hôtel de Ville, l’esposizione Les Grandes Pacifistes (nobel per la pace, come Malala, Kofi Annan, Wilson, Cassin; vittime della pace come Rosa Luxembourg, Martin Luther King, Gandhi; artisti impegnati per la pace come Picasso, John Lennon, Erich Maria Note, Kant) e un percorso urbano di Personnages Célèbres de Clermont che mira a scoprire la poesia dei luoghi attraverso i volti delle grandi figure che hanno soggiornato o vissuto a Clermont e hanno costruito l’identità della città.  

FRANCISCO BOSOLETTI 

Nato e cresciuto ad Armstrong, un piccolo paesino della provincia di Santa Fe, l’argentino Francisco Bosoletti è dotato di uno sguardo limpido e primigenio sulla vita, sulla natura e sull’umanità.

La sua arte, che pure reca i tratti di una classicità universale, si manifesta in maniera simile alla mescolanza di geni che nutre la pelle dei migranti. Ama rappresentare la figura umana e usa per lo più rulli e pennelli, lavorando con un’asta telescopica per i suoi murales in grande scala. Il suo stile figurativo è classico, così come la sua tecnica pittorica, ma nascosto nella classica bellezza dei suoi murales c’è sempre un significato nascosto e una inaspettata pregnanza di significato.

Bosoletti, la cui opera risente in particolar modo del barocco napoletano e dell’arte rinascimentale fiorentina, ha realizzato numerosi lavori in tutto il mondo. Tra questi Iside, ai Quartieri Spagnoli di Napoli, ispirato alla statua della Pudicitia della Cappella Sansevero, Cuerdas a Minsk, in Bielorussia, e Desencuentro, a Gand in occasione delle celebrazioni per il restauro del polittico dell’Agnello mistico di Van Eick.

A Bonito, in Irpinia, nel 2018, Bosoletti ha realizzato un capolavoro intitolato Genesi: tre opere da leggere come un unico progetto artistico, legate del tema del fuoco, inizio di tutte le cose. L’opera si è posizionata al terzo posto nella classifica dei murales più belli del mondo stilata dalla prestigiosa rivista internazionale Widewalls.  L’opera è stata scelta tra 50 murales realizzati in tutto il mondo (Parigi, Berlino, Londra, New York) da artisti internazionali (Banksy, Os Gemeos, Artez e molti altri).

Recentemente, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, ha realizzato al Galluzzo, frazione di Firenze, il Giudizio Universale un grande murale che si estende lungo sei facciate delle Case minime, le case popolari di via Corbinelli e strade adiacenti. 

M-CITY 

Nato nel 1978 in Polonia nella città di Gdynia (Polonia), Mariusz Waras, meglio conosciuto come M-City, è uno degli street artist più noti nel panorama internazionale.

La sua produzione creativa è caratterizzata dall’uso degli Stencil, tecnica che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

Docente dell'Accademia delle Arti di Stettino, dove conduce il Corso di Pittura e Street Art presso il Dipartimento di Pittura e Nuovi Media, dal prossimo anno accademico sarà anche docente del Corso di Street Art per la Cattedra di Architettura dell’Accademia di Belle Arti di Danzica, dove si è laureato. Oltre al lavoro accademico, svolge attività di design grafico e illustrazione e costruisce installazioni e sculture di grande formato.

Come street artist ha animato lo spazio con la narrazione di differenti storie, dove il soggetto principale è sempre la metropoli, con le sue infinite declinazioni. La sua produzione trattiene un emblema stilistico che si struttura grazie a due ispirazioni distinte: la prima ci avvicina a un’atmosfera ludica, quella del videogame, l’altra di natura geopolitica sottolinea la necessità di un approccio critico nei confronti della società; così l’artista ci rende possibile comprendere come le motivazioni geografiche influenzino l’azione politica.

L’ M-City project che comprende ad oggi settecento murales da lui eseguiti in tutto il mondo, i suoi lavori sono visibili nelle maggiori città e nazioni del mondo: Slovenia, Germania, Polonia, Brasile, Spagna, Thailandia, Inghilterra, Belgio, Francia, Australia, Serbia, Turchia, Indonesia, India, Finlandia, U.S.A., Tunisia e altre ancora.

Nel 2015, in quattro giorni e quattro notti, ha ridisegnato la facciata di 600 metri quadrati del negozio di mobili Ikea a Berlino-Tempelhof.

Nel 2016 ha partecipato alla II Artmossphere Biennale of Street Art di Mosca.

Nel 2017 suo lavoro è stato presentato nell’ambito dell’apertura dell’Urban Nation for Urban Contemporary Art Museum di Berlino.

Ha in corso una grande esposizione retrospettiva, con stencil, stampe, foto e sculture gonfiabili, intitolata WARAS presso il Padiglione 49/A del Cantiere Imperiale di Danzica.