GLI OZI DI ERCOLE - CORPO MITICO, FESTIVAL TRA MITO, CORPO E SCENA. ANTICA SPIAGGIA DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI ERCOLANO, 11, 12, 13 SETTEMBRE. SOLD OUT TUTTE LE SERATE

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Tornano Gli Ozi di Ercole, la rassegna culturale che ogni estate anima il Parco Archeologico di Ercolano con conversazioni, spettacoli e musica, intrecciando la memoria del mondo classico con i linguaggi del presente che fa registrare il sold out per ogni serata.

La quinta edizione, intitolata “Corpo mitico”, è un viaggio affascinante, tra archetipi immortali e pulsioni terrene, tra parole antiche e visioni contemporanee.

Il mito come corpo e il corpo nel mito: questa la doppia direzione che guida la rassegna. Il mito come corpus vivo di racconti, simboli e memorie che attraversano i secoli, e il corpo nel mito, spazio di passioni, trasformazioni, desideri ed eccessi. Una dialettica incarnata da Ercole, figura cardine e nume tutelare della città che da lui prende il nome: eroe furente e gaudente, disciplinato e smodato, tragico e comico. Non solo l’Ercole delle imprese leggendarie, ma anche l’eroe che ama il vino, il cibo, il riposo, perfetto emblema della commedia attica, e metafora potente del corpo come luogo del mito.

La novità di quest’anno è la scelta della spiaggia dell’antica Herculaneum come nuova cornice della rassegna. Un luogo unico, affacciato su quel mare che un tempo lambiva la città e che oggi, tra pietra vulcanica e luci, accoglie visitatori, nuove forme di pensiero e arte.

In questo scenario suggestivo si snodano tre giornate di incontri, con la partecipazione di studiose e studiosi di rilievo nazionale, chiamati a confrontarsi con miti-chiave e paesaggi simbolici dell’immaginario antico; due incontri su tre saranno coronati dalla musica, in quanto la giornata del 12 sarà occupata interamente da discorsi con il contrappunto di letture sceniche.

Alle parole si affiancano letture sceniche affidate a interpreti di primo piano del teatro e del cinema italiani, per restituire voce e presenza ai racconti mitici.

Il funzionario delegato alla Direzione del Parco Francesco Sirano dichiara: “Con Gli Ozi di Ercole confermiamo la vocazione del Parco Archeologico di Ercolano a essere non solo luogo di conservazione e ricerca, ma anche laboratorio vivo, aperto al dialogo tra passato e presente. La scelta della Antica spiaggia come nuova cornice della rassegna vuole restituire al pubblico un contatto diretto con l’elemento naturale che ha sempre caratterizzato la città: il mare, fonte di vita, scambio e immaginario. Questa edizione, dedicata al tema del ‘Corpo mitico’, mette in relazione archetipi millenari con sensibilità contemporanee. Il mito non è solo memoria del passato, ma linguaggio universale che continua a interrogarci sul senso del vivere, sulle passioni, sui desideri e sulle contraddizioni che abitano il corpo e la mente umana. Sirano conclude: “La rassegna nasce con l’intento di coniugare rigore scientifico e divulgazione culturale, in una formula che intreccia studi accademici, teatro, musica e poesia. È un invito a lasciarsi trasportare dalla potenza evocativa dei racconti antichi, riscoprendo Ercole non solo come eroe delle fatiche, ma come figura complessa e profondamente umana”.

Ogni mito si presta a un riuso infinito.interviene Gennaro Carillo, Direttore artistico - Ciascuna epoca se ne appropria e lo modifica, imprimendogli lo spirito del tempo. Gli Ozi di quest'anno riflettono sulle riscritture del mito, sulle sue risonanze contemporanee. Si prenda il tema del corpo e delle sue metamorfosi. Lo si può e lo si deve affrontare, certo, a partire dal mondo classico, tra Omero e Ovidio. Ma non si può negare che è un tema del presente: si pensi all'ossessione per la chirurgia estetica, ai suoi miracoli e ai suoi guasti, al desiderio umanissimo di prolungare la giovinezza oltre il tempo consentito. E si pensi al mare, da sempre risorsa narrativa formidabile, alle tempeste, ai naufragi: la memoria corre subito a Odisseo, al suo nostos verso Itaca, ma non si possono dimenticare i naufragi contemporanei, i troppi morti annegati nel Mediterraneo. L'Antica Spiaggia di Ercolano testimonia tutta l'ambivalenza del mare: salvifico e al tempo stesso mortifero. 

Con particolare orgoglio, l'edizione di quest'anno si segnala per il coinvolgimento di tre protagoniste della scena italiana - teatrale e cinematografica - come Imma Villa, Sonia Bergamasco e Federica Fracassi (in duo con Vittorio Lingiardi, in uno spettacolo, Corpo, umano, del tutto inedito per Napoli e per il Sud)”.  

Gli Ozi di Ercole è un progetto che intreccia ricerca e divulgazione, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-archeologico attraverso la forza viva dell’arte, della parola e della musica.

Un’occasione unica per riflettere, emozionarsi e lasciarsi sorprendere dalla potenza evocativa del mito.

Gli Ozi di Ercole
Rassegna al Parco Archeologico di Ercolano
PROGRAMMA DELLE SERATE
11-12-13 settembre

11 settembre ore 20:00
Titono e la Sibilla
Narrazioni mitiche delle metamorfosi corporee
Cristiana Franco / Imma Villa
Il corpo non è. Diviene. Si trasforma. Per Ovidio, «tutto muta, niente finisce». La metamorfosi è dunque la condizione stessa del vivente. Ma anche la garanzia – l’illusione – che la vita si prolunghi oltre la morte dell’individuo singolo. Non a caso, l’«archetipo della vita indistruttibile», come lo definisce Karl Kerényi, è Dioniso, il dio dalle identità multiple, il dio metamorfico per eccellenza.
Da quando l’uomo ha cominciato a narrare, i racconti di metamorfosi si sprecano. E non accennano a esaurirsi. Se un tempo si veniva trasformati in animali, piante o minerali, uno dei sogni o degli incubi più ricorrenti del presente è invece quello di diventare una macchina. O di incorporarla. Dipendendo in qualche modo da una protesi, siamo tutti cyborg.
Anche il corpo, peraltro, è un racconto. Un teatro di mutamenti, più o meno volontari. Pensiamo ai messaggi che veicoliamo con i tatuaggi, con gli abiti che indossiamo o con i centimetri di pelle nuda che offriamo con calcolo sapiente allo sguardo degli altri. Per non parlare della frequenza con la quale si ricorre al bisturi per adeguare la nostra fisionomia ad uno standard estetico o semplicemente per fedeltà a una certa immagine di noi.

11 settembre ore 21:30
Linha de Passe
Maria Pia De Vito / voce
Roberto Taufic / chitarra
Roberto Rossi / batteria

Linha de Passe è un progetto di improvvisatori che avanza in cresta tra tradizione musicale brasiliana, napoletana e jazz. Un progetto transculturale dal quale scaturisce una sorprendente organicità, che svela quanto mondi espressivi apparentemente così distanti abbiano in realtà moltissimi elementi in comune: melanconia, lirismo, fatalismo ed altri più squisitamente lessicali e melodici.

12 settembre ore 20:00
L’antica spiaggia
Storie di tempeste e naufragi
Sonia Bergamasco / Gennaro Carillo

Da Omero in avanti, il mare ispira paura, soggezione ma anche desiderio. È immagine del deinon: terribile e meraviglioso al tempo stesso. Nell’Odissea si parla di laitma thalasses, dell’abisso del mare. Laitma deriva dall’aggettivo laimos, che significa ‘ingordo’: il mare come fauci spalancate pronte a ingoiare le navi.
Per i Greci, la morte per acqua è ingloriosa, perché cancella l’identità e la memoria dell’annegato. Si spiega così il terrore con il quale si guarda al mare in tempesta. Che tuttavia è anche una scena sublime: natura che incombe, strapotente, vanificando lo sforzo umano di dominarla con la tecnica. C’è poi, secondo Lucrezio, quello strano sentimento di dolcezza che accompagna la contemplazione di un naufragio dalla terraferma: non per sadismo ma perché la lotta impari degli altri con gli elementi consente di meglio apprezzare la propria condizione di sicurezza. Il solo modo di assistere allo spettacolo del sublime senza pagarne le conseguenze.
Ma è sull’insicurezza, sulla precarietà, sul pericolo di esserne inghiottiti, che si fonda il fascino del mare: naufragium feci, bene navigavi. Ecco perché il Conrad della Linea d’ombra detestava la navigazione con motori a propulsione preferendole quella a vela, che conserva un’epicità ancora omerica. È la chiave che rende memorabili i finali di Gordon Pym e di Moby-Dick: in entrambi un’imbarcazione s’inabissa in un gorgo, in una cataratta, finché il «grande sudario del mare» non ricopre tutto.
Per molti, per troppi, il naufragio e il sudario del mare non sono tuttavia né metafora né letteratura. A loro, e a tutti quelli che salvano vite dall’annegamento, questo incontro è dedicato.

12 settembre ore 21:30
Corpo, umano
Vittorio Lingiardi sarà assente per motivi di salute
Federica Fracassi / voce recitante
Gianni Forte / regia

Come una visita medica, un film di fantascienza, un pomeriggio d’amore, questo è un viaggio nel corpo.

Il corpo, oggi, è al centro di mille attenzioni, ma di nessuna cura: la medicina lo scompone in oggetti parziali, la vita online lo sottrae alle relazioni toccanti, la politica lo strumentalizza.
Vittorio Lingiardi lo riporta con sensibilità al centro della scena e ci rivela gli organi che lo compongono – dal fegato al cervello, dagli occhi al cuore – con la voce della scienza e del mito, dell’arte e della letteratura. Perché l’unico modo per possedere un corpo è raccontarlo.

13 settembre ore 20:00
Dioniso al muro
Laura Pepe / Francesco Sirano

Il mito non è solo racconto. È anche motivo iconografico. Oltre che ascoltate e lette, le favole antiche si vedono. E a volte ci guardano, suscitando un effetto non poco perturbante, come nel caso di Leda che tiene gli occhi fissi sull’osservatore, mentre il cigno (Zeus) se la spassa. C’è poi addirittura chi perde la testa per un bassorilievo, trasformandosi da studioso di un mondo morto nell’innamorato di una ‘cosa’ viva: accade nella novella Gradiva di Jensen, che deve la propria fama a un commentatore illustre, Freud.
I muri e i pavimenti di una città come Ercolano offrono all’archeologo e al visitatore un ricco campionario del mito. Una vera e propria enciclopedia. Peraltro, cosa rende così attraente un’enciclopedia – anche per un bambino – se non il connubio di testo e figure?
Tra i molti temi rappresentati a Ercolano, quello di Dioniso gioca un ruolo importante. Con lui Arianna, piantata in Nasso da Teseo…
Parlare di Dioniso significa parlare di molto altro. Di invasamento (enthousiasmos), estasi, trance, del rapporto problematico fra normalità e follia, ma anche delle gradazioni interne alla follia stessa (non sempre cattiva: la mania è benedetta quando procede dal dio). Significa parlare di maschile e femminile, di un culto che viene da lontano e del modo in cui la cultura romana lo fa proprio.

13 settembre ore 21:30
Roberto Colella in concerto
Roberto Colella / voce, chitarra, pianoforte
Arcangelo Michele Caso / violoncello

Nella cornice senza tempo degli Scavi di Ercolano, la voce, la chitarra e il pianoforte di Roberto Colella si intrecciano al violoncello di Arcangelo Michele Caso per un concerto intimo e vibrante.

Le canzoni di Colella sono storie di vita vera, di amore e di resistenza. Racconti cantati con l’anima, abitati da esseri di un’umanità rara. Insieme, i due artisti daranno voce al silenzio antico delle pietre, trasformandolo in emozione viva.

Un’occasione unica per ascoltare la musica dove il tempo si è fermato e sentire che, forse, non è mai passato davvero.

Gli Ozi di Ercole 2025
Biografie degli interpreti


11 SETTEMBRE
Ore 20:00

Imma Villa

Imma Villa è tra le interpreti più versatili del teatro contemporaneo, capace di unire fisicità intensa e voce con rara misura e armonia. Attrice che pone meticolosa attenzione alla parola, nella sua carriera si è confrontata con ruoli complessi in opere di Brecht, Müller, Bernhard, Seneca, Mayorga, Moscato, Ruccello, Eduardo, Euripide. Il suo percorso, prende forma dall’incontro con Carlo Cerciello, compagno di vita e d’arte, con il quale nel 1996 fonda il Teatro Elicantropo, casa di spettacoli applaudita da pubblico e critica. Premi come quelli intitolati a Concetta Barra, Annibale Ruccello, Mario Mieli, Le Maschere del Teatro e quello tributatole dall’Associazione dei critici teatrali italiani ne attestano talento e coerenza artistica.
Sempre diretta da Cerciello, ha interpretato una lodatissima Fedra di Seneca al Teatro Antico di Siracusa (2016) ed è stata una Ecuba memorabile nelle Troiane di Euripide (2023). In teatro ha collaborato, oltre che con Cerciello, con Fausto Russo Alesi, Roberto Andò, Enzo Moscato, Armando Pugliese, Toni Servillo, Francesco Silvestri; per il cinema e le serie TV è stata diretta, tra gli altri, da Andò, Capuano, De Lillo, Costanzo e Mezzapesa.

Cristiana Franco

Cristiana Franco è Professoressa ordinaria di Filologia classica all’Università per Stranieri di Siena. Ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca al mito classico, agli studi di genere e alle nuove prospettive zooantropologiche sulle relazioni con gli animali non umani nelle culture e nelle società antiche.
È autrice, oltre che di numerosi contributi in riviste accademiche e raccolte di saggi, di una monografia sulla figura del cane (Senza ritegno. Il cane e la donna nell’immaginario della Grecia antica, Il Mulino, 2003) tradotta in lingua inglese (Shameless, 2014) e di un’altra monografia sulla figura di Circe (Il mito di Circe, Einaudi, 2010, trad. francese Le mythe de Circe, Paris, 2013). Alla ricezione della stessa figura mitologica ha anche dedicato una raccolta di testi (Circe. Variazioni sul mito, Marsilio, 2012), fra i quali la prima traduzione italiana di Circe/Fango di M. Atwood.
È co-curatrice di Zoomathia. Learning about Animals in Ancient and Medieval Cultures (Siena, 2023). Dirige il gruppo di lavoro PROTEUS (An interpretative database of the Greek and Roman mythical lore), che sta per pubblicare una pagina di navigazione online fra i miti classici in prospettiva antropologica.

11 SETTEMBRE
Ore 21:30


Maria Pia De Vito

Cantante e compositrice pluripremiata a livello internazionale, Maria Pia De Vito esplora le infinite possibilità del canto e della voce, intrecciando ricerca e sperimentazione in un percorso artistico senza confini.
Ha collaborato con grandi protagonisti della scena mondiale, tra cui John Taylor, Ralph Towner, Chico Buarque, Guinga, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Norma Winstone, Steve Swallow, Joe Zawinul, Michael Brecker, Peter Erskine, Kenny Wheeler, Miroslav Vitous, Uri Caine, Dave Liebman, Billy Hart, Maria João, Monica Salmaso e l’Art Ensemble of Chicago.
Direttore artistico del Festival Bergamo Jazz ed ex responsabile della sezione jazz del Ravello Festival, vanta una discografia ricca e variegata. Il suo più recente lavoro, Dreamers, propone una rilettura poetica di brani di Joni Mitchell, Tom Waits, Paul Simon, David Crosby, Bob Dylan e Billy Joel, di cui è uscita anche una versione live registrata al Festival Pomigliano Jazz.


Roberto Taufic
Nato in Honduras e cresciuto in Brasile, inizia gli studi musicali a dieci anni. A diciotto è già turnista e arrangiatore, aprendo concerti per Geraldo Azevedo, Boca Livre, Joyce e Luiz Melodia, e collaborando con Dulce Quental e Wilson Simonal.
Prosegue la sua formazione in Italia. Nel 1994 accompagna Elza Soares in tournée in Brasile con Giancarlo Maurino e partecipa come arrangiatore al disco di Nonato Buzà con Robertinho Silva. Dal 1995 collabora con Simon Papa e Gilson Silveira.
Ha suonato con Harold Bradley, Rosalia De Souza, Karl Potter, Flavio Boltro, Miroslav Vitous, Patrizia Laquidara, Meg e molti altri, partecipando a festival come JVC Roma, Catania Jazz, Veneto Jazz e Festival Latino Americano.

Roberto Rossi
Batterista, percussionista e compositore, si forma con il percussionista portoricano Daniel Barrajanos e, viaggiando in Brasile, approfondisce le percussioni afro-brasiliane, creando un set originale che fonde batteria e strumenti etnici. Collabora con Nelson Machado, Rogerio Tavares e Vonn Washington, vivendo e suonando a lungo in Minas Gerais e Natal, dove tiene anche seminari all’UFRN.
Ha inciso con Helio Delmiro e per oltre dieci anni ha fatto parte del gruppo di Rosalia De Souza, esibendosi in Europa, Giappone, USA e Brasile. Come compositore è presente nei progetti Banda Favela, Arcoiris e Velho4, e ha arrangiato e prodotto Roots di Nilza Costa.
Ha suonato in festival come Umbria Jazz Winter, Pomigliano Jazz, Blue Note Milano, Veneto Jazz e JVC Roma. Dal 2016 è nel quintetto di Maria Pia De Vito e dal 2017 nel trio di Barbara Casini. 

12 SETTEMBRE
Ore 20:00

Sonia Bergamasco

Nata a Milano e diplomata in pianoforte, Sonia Bergamasco è attrice, regista e musicista. A teatro ha lavorato con maestri come Antonio Latella, Thomas Ostermeier, Jan Fabre, Theodoros Terzopoulos, Carmelo Bene e Giorgio Strehler.
Premio Duse per la sua attività d’attrice, è interprete e regista di spettacoli in cui musica e parola si fondono, tra cui Il ballo e L’uomo seme (Teatro Franco Parenti), Louise e Renée (Piccolo Teatro, 2017) e Chi ha paura di Virginia Woolf? (Latella, 2022), ruolo che le è valso i premi Ubu, Le Maschere del Teatro Italiano e Hystrio/Anct.
In ambito musicale ha interpretato Elvira ne Il dissoluto assoluto (su libretto di José Saramago) al Teatro Sao Carlos di Lisbona e al Teatro alla Scala di Milano, e collaborato con Zubin Mehta al San Carlo di Napoli.
Nel 2019 ha firmato la regia de Le nozze di Figaro per il Maggio Musicale Fiorentino.
Al cinema è stata protagonista per Giuseppe Bertolucci, Marco Tullio Giordana (Nastro d’Argento per La meglio gioventù), Bernardo Bertolucci, Riccardo Milani (Come un gatto in tangenziale, Tutti pazzi per amore, Il commissario Montalbano) e Gennaro Nunziante (Quo vado?, Premi Flaiano, Alida Valli, Ciak d’oro).
Autrice dei libri Il quaderno (2022) e Un corpo per tutti. Biografia del mestiere di attrice (2023), ha ricevuto, tra i più recenti riconoscimenti, il Federico Fellini Platinum Award (2023), il Premio Gian Maria Volonté (2024) e numerosi premi per il film da lei diretto Duse, the greatest (2024-2025).

Gennaro Carillo

Gennaro Carillo è professore ordinario di Storia del pensiero politico nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna anche Storia della filosofia antica e medievale e Storia della tradizione classica. Ha insegnato nei Dipartimenti di Giurisprudenza e di Architettura della Federico II e tenuto corsi presso la Scuola Superiore della Magistratura di Scandicci.
È condirettore del festival Salerno Letteratura. Ha ideato e curato, per il MANN di Napoli, il ciclo Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico; per il MADRE i cicli Immagine del desiderio e Diari di un decennio che fugge; per il Parco Archeologico di Pompei Scena mitica e Il fantasma dell’antico. Incontro con i mondi classici; per il Teatro Stabile di Napoli Verso Antigone. Ha diretto tutte e cinque le edizioni de Gli Ozi di Ercole per il Parco Archeologico di Ercolano. Componente del comitato scientifico della Fondazione IDIS-Città della Scienza, è membro del consiglio direttivo della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce. Dal 2024 è nel comitato scientifico del Festival del Classico di Torino, presieduto da Luciano Canfora.
Ha scritto su Vico, Platone, i tragici, Aristofane, la storiografia antica, Balzac, Simone Weil. Si occupa da tempo dei riusi moderni del mito classico. Ha interpretato Socrate, Platone, Machiavelli, Giordano Bruno e Vico per Tutta l’umanità ne parla su Rai Radio 3.

12 SETTEMBRE
Ore 21:30



© fotografia: Lorenza Daverio

Federica Fracassi

Interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata a scritture visionarie, feroci, poetiche classiche e contemporanee, Federica Fracassi fin dagli esordi disegna un percorso indipendente nel panorama del teatro di ricerca. Di recente firma insieme a Fanny & Alexander un progetto su Trilogia della città di K. di Agota Kristof, di cui è protagonista nel ruolo della scrittrice, prodotto da Piccolo Teatro di Milano.
È interprete de La vita che ti diedi, di Luigi Pirandello con la regia di Stéphane Braunschweig prodotto dal Teatro Stabile di Torino e del progetto internazionale Il Vertice diretta dal maestro Christoph Marthaler.
Tra le esperienze cinematografiche più significative spicca la sempre rinnovata collaborazione con il maestro Marco Bellocchio. Ha ricevuto numerosi premi tra cui: Menzione d’onore e Premio Eleonora Duse, Premio Ubu, Maschere del Teatro Italiano, Premio San Ginesio all’arte dell’attore, Premio Hystrio 2021 all’interpretazione.

© fotografia: Angelo Cricchi

Gianni Forte

Gianni Forte è drammaturgo, traduttore, regista e attore. Co-direttore artistico del settore Teatro della Biennale di Venezia dal 2021, è dal 2023 membro del consiglio di amministrazione del GIFT International Festival di Tbilisi, in Georgia. Co-fondatore nel 2006 e direttore artistico dell'ensemble ricci/forte performing arts. Nel 2024 ha tradotto La morte difficile di René Crevel per Ventanas Edizioni.
I suoi testi teatrali più recenti sono: Prikradatelj, Carnivores de la désespérance e Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo che ha debuttato a marzo 2025 al Teatro Franco Parenti di Milano, con la regia di Fausto Cabra.

13 SETTEMBRE
Ore 20:00

Francesco Sirano

Francesco Sirano è stato Direttore del Parco Archeologico di Ercolano dal 2017 al 2025, periodo durante il quale ha impostato e consolidato una strategia incentrata sulla manutenzione programmata del patrimonio, sull’accessibilità diffusa e sulla stretta interazione con il territorio. Oggi è Funzionario delegato dal Ministero della Cultura alla direzione del Parco Archeologico di Ercolano e, a partire dal luglio 2025, è stato nominato nuovo Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. 
Specializzato alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha un Dottorato di Ricerca e un Master in Economia e Gestione dei Beni Culturali. E’ archeologo presso il MiC ed ha una vasta esperienza nella tutela del patrimonio e nella direzione di musei e parchi archeologici, con consolidata competenza nella progettazione e coordinamento delle attività di scavo e restauro, studio e allestimento di musei e siti archeologici. Ha sviluppato inoltre particolare competenza nelle attività di animazione e partecipazione alla gestione del patrimonio e, soprattutto, nei partenariati pubblico-privati.  
I suoi ambiti di ricerca prioritari sono l’archeologia greco-romana, lo studio dell’immagine e della cultura materiale. Ulteriori ambiti di interesse sono la tutela e la gestione di accordi interistituzionali.
Ha in attivo numerosi studi e pubblicazioni nelle più importanti riviste scientifiche di settore e divulgative; ha conseguito l’abilitazione a professore associato e all’insegnamento universitario come professore ordinario presso l’Universitè Paris – Sorbonne.  

Laura Pepe 

Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano. Oltre a libri e saggi accademici su diritto penale e diritto di famiglia nell’antichità, è autrice per Mondadori di manuali di storia antica e grammatica latina per la scuola secondaria superiore.
Collabora con le principali case editrici italiane (Rizzoli, Solferino, Zanichelli) e in particolare con Laterza, con cui ha scritto Gli eroi bevono vino. Il mondo antico in un bicchiere (2018); La voce delle Sirene. I Greci e l’arte della persuasione (2020), Storie meravigliose di giovani greci (2022); Sparta (2024).
È divulgatrice scientifica per il canale televisivo Focus (bouquet Mediaset), con cui ha realizzato diversi documentari. Ha curato per il Corriere della Sera la collana in 35 volumi Vita degli antichi (2020) e quella in 20 volumi inediti Amori mitici (2024).

13 SETTEMBRE
Ore 21:30


Roberto Colella

Autore, compositore e polistrumentista, Roberto Colella è il frontman de La Maschera, band napoletana fondata nel 2013. Il debutto con Pullecenella e l’album ’O vicolo ’e l’allerìa (2014) ottiene un immediato successo, spingendo Colella a dedicarsi interamente alla musica.
Con il secondo disco ParcoSofia (2017), nato dall’incontro con il musicista senegalese Laye Ba, la band entra nelle Targhe Tenco e vince il Premio Andrea Parodi. Seguono tour in Italia, Portogallo, Canada, Corea del Sud e partecipazioni a festival come Sziget, Home Festival, Folkest e Giffoni. Collabora con Daniele Sepe e con Vitorino Salomé, con cui registra Se mai fossi (2020).
Durante la pandemia realizza Isolamente, album interamente suonato e arrangiato da lui, esaurito in 24 ore. Nel 2022 esce Sotto chi tene core, concept album sul riscatto sociale, seguito da un tour di 50 date e dal libro Napoli 1943 – Sotto chi tene core.
Nel 2023 si esibisce in Piazza del Plebiscito con Lello Arena e presenta lo spettacolo Ci inventeremo qualcosa al Teatro Cilea. Nel 2024 porta in scena Canzoni nude e racconti di resistenza in duo con Michele Maione, seguito dal tour estivo con La Maschera in Campania e nelle principali città italiane.

Arcangelo Michele Caso

Arcangelo Michele Caso è un polistrumentista, compositore e produttore artistico. Cresciuto in una famiglia di musicisti e liutai, inizia lo studio del pianoforte a 8 anni per poi dedicarsi al violoncello con Maestri quali Pietro di Somma, Drummond Petrie, Leonardo Massa, Luca Signorini e Mario Centurione.
Studia anche mandoloncello con Leonardo Massa, entrando nell’Accademia Mandolinistica Napoletana. Appassionato di world music, approfondisce strumenti come bouzouki, oud ed erhu. Esperto in informatica musicale e fonica, è oggi uno dei turnisti e produttori più attivi a Napoli.
Collabora con numerosi artisti, tra cui Mariano Bellopede, Gianni Lamagna, Carlo Faiello, FLO, Mbarka Ben Taleb, Fiorenza Calogero, Marcello Vitale, Lucariello, Vojaĝo, La Maschera, Ondanueve String Quartet, Tommaso Primo, Jovine, Patrizia Spinosi e Tammurrianti. Ha lavorato in passato con Claudio Baglioni, Ron, Alan Sorrenti, Raiz, James Senese, Eugenio Bennato e molti altri, spaziando tra produzioni discografiche, teatrali e live.