IL NAPOLI PAREGGIA A PARMA E NON APPROFITTA DEL PASSO FALSO DELLE ROMANE. POLEMICHE NEL DOPO PARTITA

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Il Napoli perde l'ennesima occasione per avvicinarsi alla zona Champion, con un primo tempo giocato a passo lento e un secondo tempo a passo di carica che gli ha permesso di recuperare lo svantaggio. Ha poi tentato di vincere ma il Parma si è difeso con tutta la rabbia che aveva in corpo. Meno male che le due romane hanno perso, così ha guadagnato un punto portandosi a 3 punti dalla Lazio e a 4 dalla Roma.

La Lazio dovrà venire a Napoli, e se il distacco rimane di 3 punti e il Napoli vince la sfida del San Paolo, si qualificherà perchè all'andata vinse a Roma...

Intanto, nel dopo partita di Parma - Napoli c'è stato qualche screzio tra Higuaìn e il Mugnanese Palladino e tra Donadoni e un dirigente del Napoli. Motivo del contendere le accuse da parte napoletana di una non giustificata aggressività del Parma. Per carità, niente da dire sulla foga, sull'animosità, sull’impegno straordinario del Parma, che ha fatto il suo dovere, ma se avesse messo tutto questo impegno anche nelle restanti partite di campionato, sicuramente si sarebbe salvato, almeno riguardo alla classifica e non per il fallimento, dove purtroppo non c'è rimedio, nonostante i tentativi di salvarlo. Cosa che non fu fatta col Napoli a suo tempo. Ma si sa, il Napoli è una squadra del Sud.

Le prodezze di Mirante, quindi, altro napoletano, anzi, stabiese, la foga di Palladino mugnanese e Donadoni che aveva preparato la squadra da combattimento, anche lui un ex allenatore del Napoli, hanno permesso al Parma di pareggiare.

Il caro Palladino sembrava un indiavolato, per carità, è un bravo giocatore, ma il padre era migliore, un ottimo centrocampista, molto tecnico, che il Napoli voleva acquistare dalla Nuova Pompei, ma non fu possibile cederlo perchè era un ragazzo "interno" all'ospizio Bartolo Longo, uno dei cosiddetti "figli dei carcerati" o "orfani". C’era anche lo zio di Palladino che giocò nella nuova Pompei come centravanti, ma non era all’altezza del fratello.

All'epoca, il sottoscritto 20enne, corrispondente del "ROMA", seguiva i campionati minori dove giocava la Nuova Pompei e la Rondinella, due squadre di Pompei, allora città sportiva, oggi non più.

In allegato c’è una foto che ritrae la squadra e l’articolo.