NAPOLI-GENOA 3-0, E' STATA LA PARTITA DI ADDIO DEL NOSTRO GRANDE INSIGNE, CHE SUBITO DOPO PARTIRA' PER IL CANADA

COMMENTO DI ALESSANDRO CARDITO
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Napoli-Genoa è stata una vera celebrazione. dedicata ad uno dei più grandi talenti del calcio italiano, che piaccia o non piaccia.

Anche se rimane inspiegabile che uno così non possa piacere a tutti, misteri delle bassezze umane. Uno come lui che ha fatto andare in porta tutti i tipi di compagni, dal più abile al meno abile.

Che, almeno in questo fondamentale, il passaggio, non temi confronti, anche se andiamo indietro negli anni, regge il confronto con i più grandi di tutti i tempi. Non ricordo di aver mai visto uno che ti fa andare in porta così facilmente e così ripetutamente. quasi lo facesse con le mani.

Inoltre, è un vero e proprio regista offensivo. L'unico trequartista/"mezzala di punta", che a memoria io ricordi, capace di correre su e giù come un terzino, capace di sgobbare come un mediano di rottura, e di non spararsi minimamente le pose da primattore, di non atteggiarsi mai a divo calcistico, ma di dare sempre l'esempio prima di tutti, correndo, contrastando. Creando sempre situazioni di gioco imprevedibili.

Tutti gli avversari sapevano del suo cambio di gioco sul lato debole avversario, ma questo non ha impedito che i suoi passaggi gol siano stati, lo stesso, centinaia.

Chiedere informazioni al carissimo Josè Maria Callejon. Qualità e valori da campione. Da top player assoluto, senza se e senza ma.

Qualità e valori che contano molto di più dei titoli italiani raggiunti, o calciopolisticamente sottratti.

Ma come ebbe a dire il grande Johan Cruijff: "...Peggio per la Coppa non essere arrivata nelle mie mani...Peggio per lei...".

Ecco. Tutto il mondo calcistico, e non, conosce le verità italiane. Qualità e valori molto più importanti anche dei titoli internazionali. Molto, ma molto di più del 25% di partecipazione, tra gol e passaggi gol, ai 979 gol del Napoli di questa era.

Lorenzo Insigne, più di tutti, doveva essere al centro del progetto. Uomo simbolo, si schiera prima lui, poi gli altri.

Il Capitano, il Rappresentante della Napoletanità in campo calcistico. Un calcio sempre più anonimo. In mano a mercenari. Senza passione. Non doveva assolutamente finire così. Ho un nodo in gola. Che non vuole andare più via.

Ciao Capitano. "Mio" Capitano...