IL TEATRO NELLA ROMA E POMPEI ANTICA (PARTE III)

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Nella costruzione originaria, al posto delle disadorne celle gladatorie che si vedono oggi, vi erano delle eleganti exedre, mentre dietro il portico settentrionale in luogo di essa vi era una seconda e forse terza serie di colonne attraverso le quali, e attraverso anche le porte dell’edifico della scena, gli spettatori godevano la visione del giardino, delle fontane e delle statue che occupavano l’area scoperta del Quadriportico. Nell’orchestra semicircolare era sistemata una vasca con statue, fontane zampillanti da utilizzare per le “sparsiones” che erano irrorazioni d’acqua profumata per refrigerare l’ambiente durante la stagione calda. Alle spalle della crypta, sostenente la summa cavea, c’è ancora il grande serbatoio dell’acqua.

Le decorazioni con archittetture fantastiche di alcune fronti-scene diedero origine a caratteristiche decorazioni parietali che sono dette “scaenarum frontes” delle quali Pompei offre bellissimi esempi come: la Palestra piccola della REG.VIII, la Casa di Pinario Ceriale, la Casa dell’Ara Massima, La palestra delle Terme Stabiane, la Casa di Apollo (gara musicale), la Casa della Caccia.

L’edificio fu donato alla città da M.OLCONIO RUFO e M.OLCONIO CELERE che affidarono l’incarico, circa nel I secolo a.C., all’architetto MARCO ARTORIO PRIMO, liberto. La donazione risulta dalla seguente iscrizione più volte ripetuta: M.M.HOLCONI RUFUS ET CELER CRYPTAM TRIBUN ALI A TEATRUM S.P. (Marco Olconio Rufo e Marco Olconio Celere a proprie spese ricostruirono la crypta e tutta la scalinata). Dunque l’edificio in questione ci è pervenuto nella forma in cui fu trasformato ed ampliato, sia pure in forma più monumentale del precedente, e l’impegno finanziario degli Holconii deve considerarsi più limitato di quanto a prima vista possa ritenersi.

La FRONS SCAENA, già rettilinea, viene rifatta in mattoni formando sporgenze e rientranze; nella parte anteriore del podio viene costruito il vano per  il sipario (che funziona dal basso verso l’alto); la sede della scena viene lievemente abbassata e resa accessibile dall’antica porta centrale; i gradini della cavea, già in tufo, vengono fatti in marmo; sui due archi al di sopra dei parodoi vengono costruiti i TRIBUNALIA (gli attuali palchetti per le personalità); la CRYPTA viene ricostruita; l’orchestra si abbassa fino al vecchio livello, e nell’orchestra anziché tante vaschette, ne viene ricostruita una più grande, rettangolare e profonda, in cui l’acqua veniva versata dalle statuette collocate sul suo margine. Tale vasca e fontane verranno poi abolite dopo il terremoto del 62 d.C. per la penuria d’acqua che si venne a creare.

Questo teatro che accoglieva, dopo l’intervento degli Holconii, più di 5000 spettatori, si allontanava così architetturalmente dallo stile ellenistico per avvicinarsi allo stile già imbarocchito della prima età flavia, molto vicino al gusto dell’ultima decorazione pittorica pompeiana.

(segue)