IL TEATRO NELLA ROMA E POMPEI ANTICA (PARTE V)

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Le apparizioni dal mondo sotterraneo avvenivano invece da un’apertura praticata sul PULPITUM ligneo chiamata la “Scala di Caronte” (Polluce, IV, 132).  La scena vera e propria era in muratura (opus latericium): essa era decorata da un insieme architettonico ornato di marmi e statue costituenti la scena fissa che imitava la facciata di un palazzo principesco. La scena aveva tre porte: quella centrale, era riservata agli attori-principi; Quella sulla destra dello spettatore era usata dalle donne e domestici, e quella di sinistra era usata dagli stranieri.

A ridosso della scena c’era il CHOREGIUM che era uno spazio usato come deposito di oggetti teatrali e luogo per preparare i trucchi. La parte del Teatro situata invece davanti alla scena vera e propria si chiamava PROSCENIO, dove erano costruiti i gradini in comunicazione con l’ORCHESTRA. Veniva quindi il sipario, introdotto verso il 13 a.C., costituito in genere da ricchi tappeti provenienti dal regno di Pergamo sui quali era d’uso rappresentare personaggi a grandezza naturale. Così, quando il sipario veniva srotolato da terra verso l’alto, si aveva l’impressione che queste persone lo sollevassero con le braccia. Il vano di raccolta, situato alla base, si chiamava HIPOSCENIUM. Il sipario, nella tragedia, si chiamava AULEUM, mentre nella commedia prendeva il nome di SIPARIUM e si tirava sui due lati.

Il Teatro Piccolo (ODEON), edificato verso l’80 a.C., ma già concepito in epoca sannitica, è meglio conservato del Teatro Grande, ed era coperto, come assicura una iscrizione posta al di sopra di un ingresso: C.QUINCTUS C.F. VALG(US), M.PORCIUS M.F. DUOVIRI (I) DEC(URIONUM) DECR(ETO) THEATRUM TECTUM FAC(IUNDUM) LOCAR(UNT) EIDEMQ(UE) PROB(ARUNT) “Caio Quinctus Valgus figlio di Caius e Marcus Porcius, duoviri, per decreto dei Decurioni appaltarono la costruzione del Teatro coperto ed essi stessi la collaudarono”.

Quinctus Valgus è noto per i larghi profitti fatti nei torbidi politici dell’età sillana ed è il finanziatore almeno nella gran parte dei lavori. Questo teatro era adoperato per audizioni musicali, recitazioni, scene mimiche, forse anche per declamazioni letterarie e poetiche che avevano bisogno di un edificio più piccolo e coperto, onde evitare la dispersione dei suoni. Il teatro poteva contenere circa 1200 spettatori, un pubblico più ristretto e più esigente. L’edificio fu costruito in “opus pseudo-reticulatum” e “incertum”; le pareti delle PARODOI e degli stipiti delle porte della frons-scena presentano ammorsature in “opus latericium” del tipo “a vela”, uno degli esempi più antichi dell’impiego del laterizio per una struttura muraria. La pianta dell’ODEON, a differenza del Teatro Grande, presenta l’ORCHERSTRA perfettamente emiciclica e non a ferro di cavallo.

(segue)