CACCIA E PESCA NELL’ANTICA POMPEI (III PARTE)

I capitoli precedenti sulla vita nell'antica Pompei sono visibili nella sezione STORIE DI MEZZO
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Un ritrovamento in stretta connessione con la caccia ci viene dato dalla Casa di L.CAELIUS CALDUS (REG.VIII,INS.III.2-4). Detta del Cinghiale dal bellissimo mosaico raffigurante un cinghiale assalito dai cani (fig.4), posto a decorazione del vestibolo, quasi in funzione di presentazione del gusto dell’abitante.

Un altro mosaico, richiamante forse questa passione, è quello raffigurante un orso ferito che si trova all’ingresso della Casa di COLEPIUS (REG.VII, INS.II, 45-46). Nella Casa del Citarista (REG.I, INS.IV,5) fu trovata una magnifica statua di bronzo raffigurante un cinghiale addentato dai cani, ora al Museo Nazionale di Napoli.

A ribadire il gusto per la caccia non si può non menzionare la Casa dei Cervi di Ercolano, ove, in sito, ci sono preziosissime statue in marmo che rappresentano cervi azzannati dai cani.

Grandiosi dipinti scenografici con raffigurazioni di animali, anche da caccia grossa che si rincorrono, a volte anche azzannandosi, oltre ad avere una funzione decorativa, sembrano alludere alla caccia o almeno ad animali da cacciare. Essi si trovano nella Casa LOREIO TIBURTINO (REG.I,INS.II,2) lungo il muro nord che fiancheggia l’euripus, nella Casa di CEIO SECONDO (REG.I, INS.VI,15), nella Casa di CORNELIO PUBLIO TAGETE (REG.I,INS.VII,10-2) detta dell’Efebo. Nella Casa del Menandro (REG.I, INS.X,4) degli aironi sono a decorazione del pluteo nel peristilio. Ugualmente decorato con scene d’animali è il giardino della Casa del decurione MARCO LUCREZIO FRONTONE (REG.V, INS.IV, 6), il grandioso acquario nella Casa del Centenario (REG.IX, INS.VIII,6), la Caserma dei Gladiatori, crollata qualche anno fa a causa del maltempo (REG.IV,INS.V,1),  la Casa detta appunto della Caccia (REG.VII, INS.IV, 2,4) in via della Fortuna. I graffiti della Casa del Criptoportico (REG.I,INS.VI,2,4) ci mostrano scene delle “venationes”, cioè combattimenti con animali che si svolgevano nell’Anfiteatro.

Sulla parete di fondo del giardino della casa di MEMOR, detta della Fontana Piccola (REG.VI,INS.VIII, 23,24) una grandiosa scena a pittura mostra un paesaggio marittimo in cui vari pescatori in barca ed altri sugli scogli si divertono a pescare con la lenza (fig.5). La fontana a mosaico sottostante reca un acquario adornato da una statuetta in bronzo di Mercurio seduto su uno scoglio e tutto intento a pescare (fig.6).

Nell’atrio della Casa alla REG.VIII,INS.XII,3 furono trovati ami da pesca, e poco distanti, due agugelle, cioè reti da circuizione per la pesca delle aguglie. (agugliare). Quanto detto costituisce il meglio di quelle testimonianze relative alla passione per la caccia e per la pesca dei pompeiani. Su una tabula lusoria (CIL,VIII,17938) viene detto che cacciare è fra le più grandi gioie della vita: “VENARI, LAVARI, LUDERE, RIDERE, OCCEST VIVERE”, Cioè: “Andare a caccia, fare il bagno, giocare, ridere, questo è vivere”. (continua)