LA VITA QUOTIDIANA, LA FAMIGLIA E L’EDUCAZIONE NELL’ANTICA POMPEI - LA DONNA ROMANA O POMPEIANA

Seconda parte
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Alla donna, secondo il diritto arcaico romano, veniva tolta ogni forma di indipendenza. Era sottoposta, prima, alla tutela del padre ed in seguito a quella del marito, e se orfana a quella del parente più stretto fra i maschi adulti della famiglia.

Tuttavia in tempi più recenti la donna romana usufruì di una certa forma di indipendenza, a differenza di quella greca. Difatti, fin dall’infanzia, frequentava la scuola e praticava giochi insieme ai maschi. Non riceveva una educazione pari a quella degli uomini, poiché si riteneva che nella vita non le sarebbe servita. Aveva una libertà di movimento che alla donna greca non era concessa: difatti usciva da sola senza giustificazione alcuna, frequentando terme e negozi. Era considerata alla pari dell’uomo, difatti nei rilievi funerari era rappresentata accanto al coniuge in una condizione di reciproco rispetto.

La donna maritata era onorata e considerata matrona della casa. Essa accompagnava il marito ai giochi e ai teatri e per le vie le si cedeva il passo e, in genere, il rispetto nei suoi confronti era tenuto in grande considerazione. Filava e tesseva con le figlie e le ancelle ma non faceva lavori servili, faceva visite e ne riceveva. Partecipava ai pasti familiari sedendo accanto al marito, ma mentre l’uomo era sdraiato sul letto triclinare, la donna sedeva su una poltrona con bracciuoli, forse per poter meglio accudire i figli durante i pasti. Sedeva a tavola con gli ospiti del marito, dimostrando in questi casi l’ospitalità e il prestigio della domina romana. Si interessava alla vita pubblica e la sua opinione era sempre ascoltata e considerata dal marito.