LA VITA QUOTIDIANA, LA FAMIGLIA E L’EDUCAZIONE NELL’ANTICA POMPEI - VII PARTE - COME SI MANGIAVA

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Nei tempi più antichi si pranzava seduti, ma ben presto si diffuse presso i romani l’usanza orientale di stare sdraiati di sbieco su divani da pranzo appoggiandosi con il gomito del braccio sinistro ad un cuscino ed i piedi volti verso destra. Il cibo si prendeva con le punte delle dita della mano destra, non esistendo in questa epoca l’uso della forchetta. Si badava però a non sporcarsi le mani ed il viso.

I cibi erano serviti dai servi già tagliati in piccole porzioni. Di rado si usava il coltello, mentre il cucchiaio lo si adoperava per le vivande che lo richiedevano.

Uno dei principali oggetti usati, sia dalle famiglie ricche che da quelle povere, era la saliera. Ciascun commensale aveva un tovagliolo (mappa) fornito dall’ospite o portato da casa. La stanza da pranzo era detta “triclinium”, una parola latina che derivava dal greco  e che significa “sala con tre divani”. Ogni divano poteva accogliere tre convitati. I divani erano disposti lungo tre lati della sala, di solito lontani dalle pareti per permettere agli schiavi di circolare anche dietro, il quarto lato era lasciato libero a disposizione dei camerieri. Al centro era disposta la mensa su cui stendere una tovaglia.

Un pranzo usuale contava non meno di tre  e non più di nove convitati.  Quando i commensali si erano adagiati ai posti loro assegnati, gli schiavi portavano l’acqua per lavare le mani. Era uso presso i romani gettare dei dadi e nominare il re del convito (rex convivii, arbiter bibendi). Al centro della mensa si poneva il cratere, nel quale si versava il vino e il re indicava le porzioni di acqua da mescolare ad esso. Molto spesso al vino si aggiungevano aromi o olii profumati. 

Ogni commensale aveva un bicchiere (Pòculum) che si riempiva dal cratere mediante un ramaiuolo. Il re decideva, inoltre, quanti bicchieri si potevano bere, e quando lo si faceva alla salute di qualcuno, un brindisi cioè, si vuotavano tanti bicchieri quante lettere componevano il suo nome.

Il pranzo durava molte ore, ma era, però, intervallato da discussioni, conversazioni e svaghi di vario genere.