STORIE DI MEZZO, "LAMPO E TAGNA", VINCITRICE DEL CONCORSO VIS-JAM

Gentilmente concessaci dall'autrice Rosaria De Rosa (nella foto)*
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Tra le fronde di alberi da frutto e splendidi ramoscelli di ulivo si ergeva un triste albero di castagno.
Dai solchi del tronco facevano capolino funghi velenosi che tenevano alla larga qualsiasi animale del bosco.
Su uno dei rami più alto, avvolta da involucro spinoso se ne restava là in silenzio Tagna, una piccola castagna solitaria, che aspettava la sua lenta maturazione in completa solitudine.

Non poteva godere né del sole, perché ahimè l’estate non era la sua stagione, né della neve, perché in inverno veniva consumata come caldarrosta per le fredde strade. Sarebbe maturata nella stagione più infelice tra tutte, l’autunno, poi una volta caduta dai rami spogli, qualcuno l’avrebbe sventuratamente calpestata sul tappeto indistinto di foglie gialle e secche.

- Ohilà Tagna, che fai là tutta sola, dai scendi, non sai volare?
Lampo, il lampone più pestifero della boscaglia, soleva infastidirla. Non andava d’accordo con nessuno, credeva di essere il frutto più pregiato e raro del bo sco.
- L'autunno sta per arrivare e papà castagno mi lascerà andare per essere raccolta e portata dai bambini in quelle case laggiù.
- Ahahah,forte tuo padre, ne inventa di storie. Nessuno si accorgerà di te, cadrai al suolo insieme alle foglie e la terra ti consumerà. I bimbi raccolgono solo frutti, come me. Diventerò una prelibata marmellata di lamponi...o chissà un gelato...perchè no una torta!!
- Io sono un frutto!!
- Ahahah, sei anche più simpatica di tuo padre. Tu non sei un frutto!
- Si che lo so.
- Sentiamo allora…che frutto saresti?
- Il frutto del castagno.
- Non esiste il frutto del castagno.
- Si, che esiste, cerchi solo di offendermi, perché tu non hai amici.
- Tagna, non voglio offenderti…ascoltami, voglio che tu sappia la verità.Tu non sei un frutto. Hai la polpa?
Tagna rispose di no.
- Hai i semi?
La risposta fu negativa.
- Sei morbida e dolce?

Tagna si guardò attorno. Osservo' il suo guscio, spinoso e ancora verde, vide poi la sua buccia, stava diventando sempre più scura, quasi marrone. Non poteva essere un frutto, suo padre le aveva mentito. Nessun bambino avrebbe mai mangiato un frutto così brutto.

Nei tre giorni successivi, la castagna non rivolse parola a nessuno, neppure a Pinolo, il suo migliore amico. Da lassù riusciva ad osservare l’intero bosco. Le lacrime le segnavano il viso, mentre guardava le fragoline prendere il tiepido sole, per diventare ancora più rosse e succose. C’erano poi le more, eternamente allegre, che facevano a gara su chi fosse più abbronzata. I fichi pendevano divertiti dai rami fino a toccare il suolo. Le altezzose albicocche tendevano la testa al cielo, fiere della loro vellutata pelle. I mirtilli capricciosi si lasciavano dondolare sugli arbusti dal vento alleato. Ad un tratto vide Noccia, la figlia di signor Nocciola, e le venne un pensiero che subito si dissolse. Non poteva essere come lei. Noccia, sebbene avesse il guscio duro simile al suo, sarebbe divenuta cacao e i bimbi ne andavano pazzi.

- Ohilà Tagna, si avvicina l’autunno.
- Ciao Lampo, la mia fine è ormai vicina.
- Se vuoi che ti copra con delle foglie quando sarai caduta, chiedi pure, sarò contento di farlo.
- Grazie, apprezzo molto la tua sensibilità.

Mentre diceva questo, Tagna si accorse che alle spalle di Lampo, era arrivata Sauro, la lucertola gigante più crudele del bosco. Pregustando già la sua preda, avanzava con due grossi occhi rossi a passi lenti per non far rumore.

- Lampoooooooo…lampooooooo
Tagna iniziò a gridare con tutto il fiato che aveva, ma Lampo era troppo distratto ad osservare le sue foglioline dalle medicinali proprietà diuretiche.
- Lampoooo voltati, lampooooo, nasconditi tra i rovi.

Purtroppo il lampone non riusciva a sentirla. Tagna si volse verso suo padre.

- Papa’ Castagno lasciami cadere adesso, tanto non sono un frutto, sarò ugualmente consumata dall’humus del bosco.

Ma suo padre non le diede risposta.
Sauro era alle spalle. Tagna non poteva lasciare che il suo amico venisse ingoiato da quel gigantesco rettile. Con tutta l’energia che aveva, iniziò a dimenarsi tra le fronde. L’attrito con il ramo le procurava dolori fortissimi alla testa eppure non si arrendeva. Si scuoteva ora a destra ora a sinistra, fin quando non sentì uno strappo. Si stava staccando, stava lasciando il ramo paterno. Si librò nell’aria, spiccando il volo.

- Sto volandooooo!!- gridò con grande entusiasmo.

Rotolava velocissima nell’aria. Sauro era proprio sotto di lei. Lampo si accorse solo allora del pericolo, cercò disperatamente di nascondersi sotto agli arbusti. La lucertolona balzò un salto, Tagna decisa e coraggiosa, precipitò nelll'attimo stesso sulla sua testa.
La lucertola fu punta e dolorante scappò via. Lampo fece capolino tra i rovi. Tagna era là a terra, l’involucro verde e pungente la opprimeva.

- Tagna, perché l’hai fatto?? Non avresti dovuto!!!
- Lampo…sono contenta che tu stia bene. Non preoccuparti per me, guardami chi mai avrebbe provato piacere assaggiando questa buccia piena di spine. Avevi ragione, non sono un frutto.
- Tagna sei proprio una castagna coraggiosa.

La notte stava scendendo e i due si addormentarono, cercarono di abbracciarsi ma le spine della castagna lo impedirono.
All’indomani però successe qualcosa di meraviglioso. Lampo si era svegliato, ma a suo fianco Tagna non c’era più.

- Tagna dove sei??? Tagnaaaa….
- Lampo!!!
- Togna!!! Mi sono preoccupato, pensavo che l’humus…ecco…ma perché ti nascondi dietro a quel cespuglio?
- Mi vergogno. Sono nuda!!
- Suvvia Tagna, esci fuori da quel cespuglio!!

Tagna si lasciò convincere, sbucò dal cespuglio, ma al posto di quel guscio verde e duro, comparse un buffo frutto con una spessa superficie abbronzata che si concludeva in alto con un simpatico batuffoletto di pelo.

- Togna, ma sei tu??
- Si, sono io.
- Sei bellissima, anzi sei il piu' bel frutto che abbia mai visto.

Lampo e Tagna scoppiarono a piangere felici. Restarono insieme per sempre, nel tenero abbraccio di una confettura ai lamponi e castagne.

*Rosaria De Rosa, nata e cresciuta sulla meravigliosa costiera amalfitana, attualmente vive a Roma.Lavora  nel settore delle risorse umane, coordinando la formazione di aziende italiane.
 La sua passione per la scrittura le permette di partecipare a numerosi concorsi letterari tra cui Premio Internazionale  Biennale Badia e Premio Visjam.

Il suo primo libro si intitola VOGLIO ESSERE UN GENIO, disponibile su amazon. L'idea del libro nasce in seguito ad una serie di rocamboleschi colloqui di lavoro, girovagando per l'Italia intera. L'intento è quello di sdrammatizzare ed ironizzare su un tema come  la ricerca del lavoro in un periodo di incertezze e instabilità.

email: evicola87@libero.it

http://www.amazon.it/Voglio-essere-genio-Rosaria-Rosa-ebook/dp/B00L43D2GQ