<?xml version="1.0"  encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0">
<channel>
<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
<description>nome sito</description>
<item>
<title>CASTEL SANT'ANGELO INAUGURA LA MOSTRA &quot;ERCOLANO. L'ARTE DI VIVERE&quot;</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30888.xhtml</link>
<description>Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell'antica citt&agrave; preservata dall'eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall'eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d'uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant'Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L'arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della citt&agrave; vesuviana, fermata per sempre dall'eruzione del Vesuvio.
 
L'esposizione &egrave; a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attivit&agrave; Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell'Istituto Pantheon e Castel Sant'Angelo &ndash; Direzione Musei nazionali della citt&agrave; di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. 
 
Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant'Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L'esperienza della mostra Dall'uovo alle mele. La civilt&agrave; del cibo e i piaceri della tavola nell'antichit&agrave;, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall'alimentazione alla vita quotidiana dell'antica Ercolano, ed &egrave; arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra.
 
Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una &laquo;camera delle meraviglie&raquo; ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualit&agrave; della vita nell'antica citt&agrave; alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l'obiettivo non &egrave; soltanto esporre, ma suscitare stupore. 
 
Il visitatore entra quindi nel cuore dell'evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all'eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell'immaginario del vulcano nell'Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attir&ograve; a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. 
 
Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la citt&agrave; viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti pi&ugrave; sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall'eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell'intimit&agrave; della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici &ndash; cereali e legumi restituiti dagli scavi &ndash; documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. 
 
Il racconto prosegue con il vino, tra le attivit&agrave; economiche pi&ugrave; floride della Campania antica &ndash; Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini pi&ugrave; rinomati del suo tempo &ndash; e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilit&agrave; e dell'ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell'alimentazione antica &ndash; ientaculum, prandium e cena &ndash; tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l'oggetto forse pi&ugrave; peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevit&agrave; della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. 
 
La scelta di Castel Sant'Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma &ndash; da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo &ndash; offre l'occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacit&agrave; di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. 
 
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investi Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attivit&agrave; lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. 
 
&laquo;Con questa iniziativa - commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant'Angelo &ndash; Direzione Musei nazionali della citt&agrave; di Roma e curatore della mostra - Castel Sant'Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualit&agrave;, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant'Angelo &egrave; motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realt&agrave; di straordinario valore e propone ai visitatori un'esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre pi&ugrave; ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.&raquo;
  
&laquo;Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una citt&agrave; romana &ndash; commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attivit&agrave; Culturali e curatore della mostra &ndash;. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall'eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d'uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attivit&agrave;, le abitudini alimentari e le forme della convivialit&agrave; dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca pi&ugrave; recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per comprendere la societ&agrave; romana e la sua vita quotidiana . Portare questo racconto a Roma amplia le occasioni di conoscenza di un contesto archeologico unico e conferma il ruolo dei musei come luoghi di ricerca, confronto e partecipazione.&raquo;
 
&laquo;Portare Ercolano a Castel Sant'Angelo significa far compiere alla citt&agrave; antica un viaggio quasi naturale - commenta Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano e curatrice della mostra &ndash;  si tratta di due luoghi che la storia ha sepolto sotto strati diversi &mdash; uno di cenere e lava, l'altro di funzioni e trasformazioni continue &mdash; e che oggi tornano a raccontarsi a vicenda. In questa mostra abbiamo voluto restituire al pubblico non i monumenti, ma la vita: i gesti quotidiani, i sapori, gli oggetti d'uso che rendono Ercolano una delle testimonianze pi&ugrave; intime e vivide del mondo antico.
&Egrave; un progetto che nasce dal dialogo tra le nostre istituzioni e che desidero ringraziare di cuore per aver reso possibile. Un ringraziamento speciale va a PHI per la preziosa e continua collaborazione, che ha accompagnato anche questo percorso attraverso i contenuti del progetto Ercolano Digitale, e a tutto il personale del Parco Archeologico di Ercolano, che con competenza, entusiasmo e una costante disponibilit&agrave; a mettersi in gioco ha reso possibile ogni forma di collaborazione. Portare a Roma, nel cuore della Capitale, un pezzo autentico dell'arte di vivere degli antichi ercolanesi &egrave; il risultato di un impegno condiviso e di una visione comune.&raquo; 
 
&laquo;Ercolano &egrave; uno straordinario laboratorio a cielo aperto &ndash; dichiara Francesco Sirano, Direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli e curatore della mostra &ndash;. La ricchezza dei materiali rinvenuti, insieme alla quantit&agrave; e alla variet&agrave; delle testimonianze conservate, porta una luce eccezionale sul tema del cibo nel mondo antico. Sono certo che lo studio di Ercolano, luogo da cui ha preso avvio l'archeologia sistematica occidentale, permetter&agrave; di approfondire e comprendere meglio anche molti dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Ercolano continua dunque a rappresentare una fonte inesauribile di conoscenza e potr&agrave; riservarci, anche in futuro, nuove e importanti scoperte&raquo;. 
 
&laquo;Ercolano. L'arte di vivere &ndash; commenta Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale &ndash; rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura possa generare progetti di alto profilo scientifico e al tempo stesso raggiungere pubblici sempre pi&ugrave; ampi. La circolazione delle opere, la condivisione delle competenze e il dialogo tra musei rafforzano il Sistema museale nazionale, creando nuove occasioni di conoscenza e valorizzando il patrimonio attraverso reti e percorsi condivisi. &Egrave; questa la direzione nella quale intendiamo continuare a investire: una valorizzazione capace di mettere in connessione luoghi, collezioni e persone, ampliando l'accessibilit&agrave; e la partecipazione culturale.&raquo;</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
</item>
<item>
<title>I VENERD&Igrave; DI ERCOLANO CONQUISTANO IL PUBBLICO: NUOVO APPUNTAMENTO VENERD&Igrave; 24 LUGLIO TR</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30887.xhtml</link>
<description>Le sere d'estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue con crescente successo il format "I Venerd&igrave; di Ercolano", la rassegna giunta alla sua nona edizione, che quest'anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico, che d&agrave; appuntamento a venerd&igrave; 24 luglio, quando il Parco Archeologico torner&agrave; a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell'antica citt&agrave;, sito Patrimonio dell'Umanit&agrave; UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una citt&agrave; che ha duemila anni e non li dimostra.
 
La fascia serale scelta per la rassegna &mdash; dalle 20:00 a mezzanotte &mdash; regala ai visitatori il momento pi&ugrave; piacevole della giornata per una passeggiata all'aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l'occasione, compongono uno scenario che pi&ugrave; che una visita &egrave; un'esperienza da vivere con tutti i sensi.
 
Il filo conduttore dell'edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potr&agrave; muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un'esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l'archeologia in una veste inedita.
 
&laquo;La risposta del pubblico a questa nona edizione dei "Venerd&igrave; di Ercolano" ci sta riempiendo di soddisfazione. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L'antica citt&agrave; diventa luogo di incontro tra memoria e creativit&agrave;&raquo;.
&mdash; Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
 
Le prime serate della rassegna hanno registrato un pienone di pubblico e un riscontro molto positivo, confermando "I Venerd&igrave; di Ercolano" come uno degli appuntamenti pi&ugrave; amati dell'estate campana.

Le prossime date
Dopo l'ottima accoglienza riservata alle prime serate, la rassegna proseguir&agrave; venerd&igrave; 24 e 31 luglio e venerd&igrave; 7 agosto 2026, con un'ulteriore data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Informazioni pratiche e biglietti
Orari Dalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00&ndash;21:30 e 22:00&ndash;23:30)
Ingressi Corso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19
Biglietto intero &euro; 10,00
Biglietto ridotto &euro; 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)
Gratuito Minorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
 
Acquisto Online su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun&ndash;sab 9:00&ndash;17:00, festivi esclusi)
 
Consigli Scarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all'aperto
 
Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, &egrave; il modo migliore per riscoprire il fascino della citt&agrave; sepolta dal Vesuvio in una veste del tutto inedita. I biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilit&agrave; limitata di posti per ciascun turno.
 
Per ulteriori informazioni sul programma e sulle modalit&agrave; di prenotazione: www.ercolano.coopculture.it &mdash; +39 081 0106490.
 
(le foto sono di ANNA ABET)</description>
<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
</item>
<item>
<title>SUCCESSO A FOGGIA PER LA SARNESE INES ADILETTA: SECONDO POSTO AL PREMIO LETTERARIO CONTRO LA VIOLENZ</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30876.xhtml</link>
<description>Ci sono silenzi che fanno rumore, parole capaci di squarciare l'indifferenza e versi che si fanno carico del dolore pi&ugrave; indicibile, restituendo dignit&agrave; e ascolto a chi non ha voce. &Egrave; lungo questo solco di profonda responsabilit&agrave; civile e sensibilit&agrave; artistica che si colloca il prestigioso riconoscimento attribuito lo scorso 20 giugno alla poetessa sarnese Ines Adiletta, che a Foggia ha conquistato il secondo premio per la poesia (Sezione B - Violenza Minori) nella VII edizione del premio internazionale di letteratura e arti visive "Ci&ograve; che Caino non sa", organizzato dall'Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche con l'alto patrocinio delle massime cariche dello Stato.
Il componimento premiato, intitolato "Mani piccole d'inverno", affronta con straordinaria delicatezza e fermezza una realt&agrave; drammatica e troppo spesso sommersa: la violenza e l'abuso sui minori. L'opera &egrave; riuscita a toccare le corde pi&ugrave; profonde della commissione giudicatrice, distinguendosi per la capacit&agrave; di tradurre in arte un impegno etico e umano imprescindibile.La giuria, attraverso la nota critica a cura di Laura Pavia, ha cos&igrave; motivato il premio, cogliendo l'essenza pi&ugrave; profonda della lirica: &laquo;La poesia consegna al lettore la rabbia dell'impotenza che ferisce un bambino, caricando cos&igrave; la scrittura della responsabilit&agrave; di una sofferenza che non si esaurisce nel tempo, ma prosegue nel disagio di un futuro che ha imparato il silenzio&raquo;.Un riconoscimento che va ben oltre il semplice valore accademico e che certifica il potere della parola scritta come specchio e coscienza della societ&agrave;. Visibilmente commossa ed emozionata, l'autrice ha voluto condividere il senso profondo di questo traguardo, sottolineando la natura intima e al contempo collettiva dell'ispirazione poetica.
&laquo;Ho vissuto un momento davvero speciale e sono felice, emozionata e profondamente grata&raquo;, ha dichiarato Ines Adiletta. &laquo;Quando scriviamo, spesso lo facciamo nel silenzio, senza sapere dove arriveranno le nostre parole. Sapere che queste parole hanno trovato ascolto e riconoscimento &egrave; una grande soddisfazione. Ma ci&ograve; che mi ha emozionato maggiormente &egrave; stata la motivazione del premio. Leggerla mi ha fatto capire che la giuria ha colto il senso pi&ugrave; profondo della mia poesia: dare voce a un'infanzia ferita, raccontare quella sofferenza che spesso resta nascosta e quel silenzio che pu&ograve; accompagnare il dolore dei bambini anche nel loro futuro&raquo;.La poetessa sarnese ha poi rimarcato il ruolo sociale dell'arte: &laquo;La poesia affronta un tema doloroso e delicato, una realt&agrave; che non dovrebbe mai essere ignorata. Per questo il riconoscimento assume per me un significato ancora pi&ugrave; grande: &egrave; la conferma che la poesia pu&ograve; essere non solo espressione artistica, ma anche strumento di riflessione, sensibilizzazione e responsabilit&agrave; umana. Ringrazio l'Accademia, la giuria, la presidente del premio Maria Teresa Infante La Marca, il presidente di commissione, Massimo Massa, e tutti coloro che credono nel valore della cultura e della parola. Dedico questa gioia a tutti i bambini che hanno diritto a crescere nell'amore, nel rispetto e nella serenit&agrave;&raquo;.</description>
<author>COMUNICAZIONI GIORNALISTICHE</author>
</item>
<item>
<title>RITORNA LA RASSEGNA LETTERARIA &quot;AMALFI D'AUTORE&quot;</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30871.xhtml</link>
<description>
Le parole che incontrano il mare, i racconti della tradizione che prendono vita nelle notti d'estate, la cultura che si fa momento di incontro e di comunit&agrave;. Ritorna anche quest'anno &ldquo;Amalfi d'Autore&rdquo;, la rassegna di appuntamenti letterari che anima l'estate amalfitana.
La rassegna, promossa dal Comune di Amalfi guidato dal Sindaco Daniele Milano e organizzata dall'Assessorato alla Cultura retto da Enza Cobalto, punta a valorizzare autori e tipicit&agrave; locali, lasciando un piccolo spazio all'irresistibile e simpatica parentesi dell'umorismo partenopeo con Amedeo Colella.
Teatro all'aperto dell'edizione di quest'anno sar&agrave; il rinnovato Largo Francesco Amodio, nell'elegante scenario della Piazza Municipio post-restyling: una cornice suggestiva pronta a trasformarsi in un salotto culturale a cielo aperto per accogliere residenti, curiosi e visitatori.
&laquo;Con Amalfi d'Autore uniamo la bellezza dei nostri luoghi alla forza della narrativa. -  dichiara il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano &ndash; Restituire centralit&agrave; a uno spazio rinnovato come Largo Francesco Amodio attraverso la cultura significa offrire a cittadini e visitatori autentiche occasioni di arricchimento e condivisione nel segno dell'identit&agrave; amalfitana&raquo;.
La rassegna si apre sabato 25 luglio 2026 alle ore 20:30 con &ldquo;&lsquo;O Munaciello. Farfarielli, Aurie, Mazzamurielli...e Spiriti delle case&rdquo; di Gabriele Cavaliere, un viaggio affascinante tra le leggende, le credenze popolari e le figure misteriose che popolano l'immaginario della tradizione campana. Attraverso il racconto dell'autore, il pubblico riscoprir&agrave; un patrimonio di miti e antiche narrazioni che da secoli animano case e vicoli; a dialogare con lui saranno lo storico prof. Alfonso Tortora e Salvatore Serio, direttore editoriale di Costa d'Amalfi TV,in una serata arricchita dalla proiezione di alcune puntate del format televisivo Ombre sulla Costa&reg;.
Si prosegue luned&igrave; 27 luglio 2026 alle ore 20:30 con&ldquo;Napoli due volte al d&igrave;&rdquo; di Amedeo Colella, un appuntamento all'insegna dell'ironia e della cultura partenopea in cui l'autore accompagner&agrave; gli spettatori tra aneddoti, curiosit&agrave; e segreti della tradizione, offrendo una vera e propria "ricetta della felicit&agrave;" per scoprire l'anima di Napoli col sorriso.
Mercoled&igrave; 12 agosto 2026 alle ore 20:30 sar&agrave; la volta di &ldquo;Dal lato del mare&rdquo; di Pietro Vuolo, un incontro intimo e suggestivo che esplora il mare non solo come orizzonte, ma come chiave di lettura dell'anima e della storia della Costiera; nel corso della serata l'autore dialogher&agrave; con il giornalista Vito Pinto, guidati dalla moderazione dell'avvocato Giovanni Torre.
A chiudere il ciclo di appuntamenti, marted&igrave; 25 agosto 2026 alle ore 20:30, sar&agrave; &ldquo;Q.B. - Storie d'amore e di sapore dalla Costa d'Amalfi&rdquo; di Gabriele Cavaliere, un viaggio sensoriale alla scoperta dell'anima gastronomica del territorio. Tra narrazione e ricordi, due celebri chef amalfitani racconteranno l'evoluzione del culinary lifestyle della Costiera, affiancati da una suggestiva proiezione di immagini d'epoca e diapositive per ripercorrere la storia del gusto che ha reso Amalfi celebre nel mondo.
&laquo;Questa rassegna valorizza la straordinaria ricchezza narrativa ed enogastronomica della Costiera. &ndash; aggiunge l'Assessore alla Cultura, Enza Cobalto &ndash; Dalla memoria antropologica e dal legame con il mare, passando per la tradizione culinaria fino all'ironia di Amedeo Colella, offriamo un programma variegato, profondo e capace di emozionare tutti&raquo;.
Tutti gli appuntamenti si terranno presso Largo Francesco Amodio e sono ad ingresso libero.
INFO: aggiornamenti e maggiori informazioni sugli eventi saranno sempre disponibili sul sito e sui canali social del Comune di Amalfi e di VisitAmalfi.info; la disponibilit&agrave; di posti auto nei parcheggi pubblici &egrave; consultabile in tempo reale su Info Parking Amalfi. 

</description>
<author>UF.ST.COMUNE DI AMALFI</author>
</item>
<item>
<title>MARIA TEDESCHI PREMIATA ALLA SORBONNE CON IL GRAN PRIX EXCELLENCE PARIS SAINT-GERMAINE-DES-PRES</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30862.xhtml</link>
<description>La prestigiosa Salle des Actes della Sorbonne di Parigi ha ospitato sabato 11 luglio la cerimonia di premiazione del Gran Prix Excellence Paris Saint-Germain-des-Pr&eacute;s. 
L'evento, curato dalla professoressa Prestigiacomo e dal presidente Dotoli, si &egrave; svolto alla presenza di illustri personalit&agrave; tra cui il prorettore Bernard Franco, presidente del Comitato Scientifico dell'Universit&agrave; della Sorbonne,il professor Ghenassia, il dottor Galdi. 
Tra i premiati la professoressa e autrice Maria Tedeschi. Originaria di Sant'Antonio Abate, docente al Liceo Pascal di Pompei e membro dello staff Cultura di Sensi Linguaggi Creativi di Pompei, ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del consorte del noto stilista Alviero Martini. 
La motivazione: &ldquo;Per l'eccezionale contributo alla letteratura e alla promozione della gentilezza e della comprensione umana. Maria Tedeschi si &egrave; distinta come autrice, docente e ambasciatrice di valori umani e culturali&rdquo;. 
Nel suo intervento, la docente ha ringraziato la giuria in lingua francese per l'alto onore ricevuto e ha presentato brevemente la sua ultima silloge, "Tessere", soffermandosi sui temi della memoria, del legame umano e della cura reciproca che attraversano i testi. Sul palco della Sorbonne Tedeschi ha rappresentato con autorevolezza Sant'Antonio Abate e Pompei, insieme ad artisti, scrittori e personalit&agrave; di spicco del mondo della cultura e del sapere scientifico. 
Un riconoscimento che celebra il valore della letteratura come strumento di gentilezza e comprensione, e che conferma l'impegno di Maria Tedeschi tra scuola, scrittura e promozione culturale. Le pi&ugrave; sentite congratulazioni alla professoressa Tedeschi per questo prestigioso traguardo.
Ma chi &egrave; Maria Tedeschi?
Maria Tedeschi &egrave; docente di Lingua e civilt&agrave; inglese presso il Liceo Pascal di Pompei. &Egrave; stata la referente per l'internazionalizzazione e mobilit&agrave; internazionale degli studenti e ha curato le pubbliche relazioni in lingua inglese con i paesi orientali. Si &egrave; da sempre dedicata allo storytelling realizzando con i suoi discenti diversi cortometraggi, anche in lingua inglese, che hanno ottenuto il primo posto o la medaglia d'oro nelle competizioni nazionali*.
Da alcuni anni &egrave; ambasciatrice alla gentilezza per l'associazione "Cor et Amor" di Ivrea e ha scelto la "gentilezza" come filosofia di vita. Si &egrave; impegnata a divulgare attraverso la scrittura l'importanza delle buone pratiche, dalla donazione degli organi, cellule e tessuti a quella di sangue.
L'autrice si &egrave; da sempre prodigata condividendo le buone pratiche e diffondendo le esperienze gentili nel mondo, anche attraverso la scelta di uno stile di vita gentile che condanna ogni forma di prevaricazione, o atteggiamento di indifferenza e impassibilit&agrave; verso chi ha bisogno, e da un forte rifiuto verso ingiustizie di ogni genere, in favore di uno stile di vita "socialmente responsabile" rivolto alla "cura" e all'"attenzione" di tutto ci&ograve; che la circonda.
L'autrice ha ricevuto il premio alla carriera nel 2023 e il premio "Letteratura 2023" dall'Universum Academy University of Peace Switzerland e in quell'occasione &egrave; stata nominata anche "accademico onorario". Appassionata di viaggi, di musica rock e di letteratura, vive in provincia di Napoli con il marito Aldo e i due figli: Domenico e Maria Grazia Azzurra.
Ha esordito con "Non chiudere quella porta", edito da Iseafbooks, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la menzione d'onore al concorso "Amore sui generis" 2&deg; edizione, seguito da: "La Maiastra e le vite invisibili" (Iseafbooks), suo secondo romanzo, vincitore del premio internazionale "Letteratura" dell'Istituto italiano di cultura di Napoli edizione 2021 e della "menzione speciale" della giuria tecnica dei giornalisti e scrittori a Sanremo writers 2023.
Ha collaborato come songwriter con diverse band, cantanti italiani e inglesi, alcuni anche arrivati in semifinale di "Sanremo trend". "The Rose Trilogy" in lingua inglese (auto-pubblicata dall'autrice) &egrave; la terza fatica letteraria: opera apprezzata non solo in Italia, ma anche in diversi paesi del mondo.
Grazie a tale opera, l'autrice ha ricevuto il premio della critica e si &egrave; classificata anche al secondo posto ex aequo con lo scrittore John Oldman nella categoria romanzi stranieri editi, nel concorso internazionale "Litterae Fiorentinae 2023". La versione originale in lingua italiana della Trilogia: "La Trilogia delle Rose" pubblicata da Di Carlo edizioni &egrave; stata candidata dall'editore al Premio Campiello e ad altri premi importanti.
Il racconto della Trilogia: La "Rosa gialla" &egrave; stato poi pubblicato in versione audible gratuita: un dono dell'autrice per gli ipovedenti. La versione francese, invece, &egrave; presente in un'antologia letteraria internazionale: "Vibrations litt&eacute;raires" edizioni We.
"Il Donatore di Sangue", dedicato ai donatori di sangue, di organi e tessuti e ai costruttori di gentilezza, &egrave; ambientato a Napoli ed &egrave; edito dalla Di Carlo Edizioni. A questo progetto ha contribuito il dottor Giuseppe Reale, docente universitario e direttore del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, con un'intervista su alcuni dei luoghi menzionati nel romanzo.
Il testo &egrave; stato tradotto in rumeno e in francese e diffuso anche sul mercato estero. In esso, una delle canzoni della colonna sonora &egrave; "Pelle ribelle", scritta dall'autrice e riarrangiata dalla band milanese "Tel&igrave;a". 
Il 30 dicembre 2023, l'autrice &egrave; stata individuata e proposta dal Professore ordinario Francesco Avolio del dipartimento di Linguistica italiana dell'Universit&agrave; degli Studi dell'Aquila come candidata al premio Nobel per la Letteratura 2024.
Il 28 settembre 2024, all'autrice &egrave; stato assegnato dalla commissione del Menotti Spoleto Art Festival letteratura, il Premio Internazionale Spoleto Art Festival letteratura 2024, e il premio Internazionale "Oscar Wilde".
Il penultimo romanzo dell'autrice "Sar&ograve; l&igrave; ad aspettarvi" edito da: il Seme Bianco, &egrave; un invito a non avere paura del diverso, a trovare la via per costruire una societ&agrave; giusta in cui ci sia posto per tutti. Quest'ultimo ha riscosso notevole successo, recensioni molto favorevoli ed &egrave; stato premiato dall'Accademia Auge con il premio internazionale &ldquo;Comunicare l'Europa&rdquo; nel febbraio 2025 presso il Parlamento Europeo, di Roma.
L'ultima opera dell'autrice &egrave; la silloge   "Tessere" e rappresenta il suo esordio poetico, premiata al Concorso Ossi di Seppia e altri importanti premi letterari di poesia
11 luglio 2026, l'autrice &egrave; stata premiata alla Sorbonne con il Gran Prix Excellence Paris Saint Germain des Pr&eacute;s letteratura  con breve presentazione della sua silloge Tessere in lingua francese. 
Ulteriori riconoscimenti:
- Premio Spoleto Art Festival 2024, "Oscar Wilde"
- Premio Spoleto Art Festival 2025, "Menotti"
- "Next Solutions" (Land, sci-fi, vincitrice di pubblicazione con il  racconto breve &ldquo; Ti prego: Non Farlo!&rdquo;e invitata alla presentazione e al firmacopie al Salone Libro Torino nel maggio 2025)
- Delega alla Cultura, Pro Loco Pompei Today 2024/2025 e riconferma per gli anni 2025/2026, 2026/2027
- Miglior Cortometraggio Cinecibo Categoria Edizione 2011 con colonna sonora di Eugenio Bennato
- Premio giuria tecnica per il Miglior Cortometraggio - Categoria Senior (Scuola Medie Superiori) Cinefrutta Edizione 2012 con colonna sonora a cura della band inglese Gold Skies Ahead
- Medaglia d'oro Premiazione del Concorso Nazionale L'Archivio Nazionale dei Monumenti Adottati dalle scuole italiane" Villa S.Marco, l'adottiamo noi!" con colonna sonora autoprodotta in collaborazione con il rapper Dominas
- Medaglia d'oro per il video "Via Coppola e i suoi segreti" colonna sonora a cura del rapper Nto
- Riconoscimento con medaglia d'argento video &ldquo; Le Case Operaie&rdquo;  &ldquo; Monumenti sonori&rdquo; 2025/26
Alla professoressa, autrice e pluripremiata per le sue opere, vanno le congratulazioni del nostro giornale. Complimenti!
 </description>
<author>Prisco Cutino</author>
</item>
<item>
<title>A ERCOLANO TORNA ALLA LUCE, DOPO QUASI 30 ANNI DI SILENZIO, LA CASA DEL MOBILIO CARBONIZZATO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30844.xhtml</link>
<description>C'&egrave; una casa, a Ercolano, che per quasi 30 anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da gioved&igrave; 9 luglio 2026 quel silenzio si interrompe: la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti pi&ugrave; intimi e toccanti. Ma il racconto &egrave; appena all'inizio: questa riapertura &egrave; solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l'autunno 2026 &egrave; gi&agrave; partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell'antica Ercolano.
 
Il nome di questa domus racconta gi&agrave; una storia che emoziona: deve la sua identit&agrave; al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall'eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che pi&ugrave; di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell'antica Ercolano.
 
Varcare la soglia di questa casa, costruita in et&agrave; repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si &egrave; conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all'atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull'atrio gi&agrave; dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di pi&ugrave; fasi di vita e di rinnovamento dell'abitazione.
 
Tra gli ambienti pi&ugrave; preziosi, il triclinio a destra dell'ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell'antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.

&laquo;Riportare alla luce e restituire alla citt&agrave; la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent'anni di chiusura, &egrave; un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani &ndash; un letto, un tavolino &ndash; che l'eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. &Egrave; il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio.&raquo;

Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

 

Un restauro lungo e paziente
La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato &egrave; il frutto di un percorso di restauro avviato pi&ugrave; di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell'ambito del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l'Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni.
 
L'architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta &ldquo;Gli interventi pi&ugrave; recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorit&agrave; a criticit&agrave; rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell'atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest'ultimo intervento, in particolare, &egrave; stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all'interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento &egrave; stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei.&rdquo;
 
L'intervento si inserisce nel pi&ugrave; ampio progetto &ldquo;Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus pi&ugrave; importanti di Ercolano&rdquo;, che prevede la riapertura di sei tra le pi&ugrave; importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha gi&agrave; permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.
 
Oggi la domus restituisce piena leggibilit&agrave; ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorit&agrave; sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilit&agrave; conservativa, &egrave; stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualit&agrave; artistica e valore storico.
 
La riapertura dell'atrio e degli ambienti che lo circondano &egrave; un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuit&agrave; con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici pi&ugrave; straordinari al mondo.
 
La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell'Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un'esperienza di visita che attraversa l'intero Parco Archeologico di Ercolano.
 </description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
</item>
<item>
<title>ERCOLANO ALZA IL SIPARIO SULLÂ'ESTATE CON ÂI VENERD&Igrave; DI ERCOLANOÂ</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30833.xhtml</link>
<description>Prende il via venerd&igrave; 3 luglio 2026 I Venerd&igrave; di Ercolano, la rassegna di teatro, danza, musica dal vivo e illuminazione artistica che, per la sua nona edizione, trasforma il Parco Archeologico di Ercolano in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell'antica citt&agrave;, sito patrimonio UNESCO. Il pubblico potr&agrave; attraversare il sito archeologico illuminato per l'occasione e assistere alle performance che animeranno l'intera stagione estiva.
Il filo conduttore dell'edizione 2026 &egrave; Amore e Guerra: un tema che esplora il legame profondo tra eros e polemos attraverso sette performance artistiche &mdash; due di teatro, tre di danza e due di musica &mdash; distribuite lungo i diversi punti del sito. Da Lucrezio, che nel De rerum natura descrive il rapporto amoroso richiamando la guerra, a Kleist, che nella Pentesilea collega &ldquo;baci&rdquo; e &ldquo;morsi&rdquo;, fino a Tucidide, che definisce eros la passione &ldquo;amorosa&rdquo; degli Ateniesi per la conquista della Sicilia: amore e guerra sono passioni che sconvolgono e trasformano l'uomo fin dalla sua comparsa sulla terra.
A dare corpo a questo racconto saranno compagnie e artisti di teatro, danza e musica, che animeranno con le loro performance site-specific i diversi ambienti del Parco, intrecciando i linguaggi della scena contemporanea con la suggestione dei luoghi archeologici.
&laquo;Con &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L'antica citt&agrave; diventa luogo di incontro tra memoria e creativit&agrave;. Il tema di quest'anno, &ldquo;Amore e Guerra&rdquo;, invita a riflettere sulla complessit&agrave; dell'esperienza umana attraverso il potere evocativo dell'arte, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano&raquo;.Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
Il calendario della rassegna
I Venerd&igrave; di Ercolano si apre al pubblico venerd&igrave; 3 luglio e prosegue nelle serate di venerd&igrave; 10, 17, 24 e 31 luglio e venerd&igrave; 7 agosto, con un'ulteriore data sabato 26 settembre 2026.
Orari e modalit&agrave; di accesso
Nelle serate della rassegna il Parco sar&agrave; accessibile dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. La bigliettazione &egrave; online, con un massimo di 600 visitatori per fascia oraria, suddivisi in due turni:
Primo turno: ore 20:00 &ndash; 21:30 &mdash; uscita entro le 21:30, deflusso completo entro le 22:00
Secondo turno: ore 22:00 &ndash; 23:30 &mdash; uscita entro le 23:30, deflusso completo entro le 24:00
Le informazioni di dettaglio sul programma e le modalit&agrave; di prenotazione sono disponibili attraverso i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
I VENERD&Igrave; DI ERCOLANO &ndash; IX EDIZIONE
Scheda informazioni pratiche &ndash; Date, orari, accesso, prenotazione e biglietti
Date
La rassegna I Venerd&igrave; di Ercolano si articola in 7 serate, di cui una a invito e sei con bigliettazione:

Gioved&igrave; 2 luglio 2026 &ndash; serata inaugurale, senza bigliettazione, solo su invito
Venerd&igrave; 3, 10, 17, 24 e 31 luglio 2026 &ndash; con bigliettazione
Venerd&igrave; 7 agosto 2026 &ndash; con bigliettazione

A queste si aggiunge una data dedicata alle Giornate Europee del Patrimonio:

Sabato 26 settembre 2026 &ndash; con le stesse modalit&agrave; de &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo;, ingresso a tariffa simbolica 

Orari e modalit&agrave; di accesso
Nelle serate della rassegna il Parco Archeologico di Ercolano &egrave; accessibile dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L'accesso &egrave; organizzato su due turni, con un massimo di 600 visitatori per fascia oraria (1.200 visitatori a serata):
Primo turno: ingresso dalle 20:00, visita fino alle 21:30 &mdash; uscita obbligatoria dall'area archeologica entro le 21:30, deflusso completo entro le 22:00
Secondo turno: ingresso dalle 22:00, visita fino alle 23:30 &mdash; uscita obbligatoria dall'area archeologica entro le 23:30, deflusso completo entro le 24:00
Durante ciascun turno i visitatori potranno accedere in qualsiasi momento della propria fascia oraria, restando comunque obbligatoria l'uscita dall'area archeologica al termine del turno. La durata della visita &egrave; di circa 1 ora e 30 minuti. L'esperienza &egrave; libera: il pubblico potr&agrave; muoversi autonomamente lungo un percorso illuminato, lungo il quale si svolgeranno le performance artistiche, ciascuna della durata di 3-4 minuti, ripetute ciclicamente per l'intera durata dei due turni. All'ingresso sar&agrave; distribuita una mappa con percorsi e postazioni delle performance, con QR code di accesso all'app Ercolano digitale. 
Modalit&agrave; di prenotazione e acquisto
I biglietti possono essere acquistati online sul sito www.ercolano.coopculture.it oppure tramite il call center al numero +39 081 0106490 (attivo dal luned&igrave; al sabato, esclusi i festivi, dalle 9:00 alle 17:00). La prenotazione &egrave; obbligatoria anche per i visitatori che usufruiscono del biglietto gratuito. Il biglietto pu&ograve; essere acquistato per tutta la durata del turno scelto, fino a esaurimento dei posti disponibili (massimo 600 per ciascun turno). 
Biglietti
Serate de &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; (3, 10, 17, 24, 31 luglio e 7 agosto)

Intero evento: &euro; 10,00
Ridotto evento: &euro; 5,00 per la fascia di et&agrave; 18-25 anni non compiuti, compresi cittadini UE
Gratuito evento: per i minorenni, per i disabili e i loro accompagnatori, previa prenotazione sul sito www.ercolano.coopculture.it
Abbonati al Parco: diritto a un solo ingresso gratuito in una sola delle date programmate, previa prenotazione sul sito www.ercolano.coopculture.it

Giornate Europee del Patrimonio (26 settembre)
Ingresso simbolico a &euro; 1,00, con le stesse modalit&agrave; di prenotazione e accesso delle altre serate. 
Accessibilit&agrave;
I visitatori su sedia a rotelle possono richiedere informazioni sul percorso di visita scrivendo a pa-erco@cultura.gov.it almeno 3 giorni prima della visita, indicando data, orario e recapito telefonico. 
Parcheggi
Parcheggio gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili, presso l'Istituto Comprensivo 1 &ldquo;Giulio Rodin&ograve;&rdquo; (Via IV Novembre, 43) e l'Istituto Comprensivo &ldquo;Iovino Scotellaro&rdquo; (Traversa I Via IV Novembre, 28). &Egrave; inoltre disponibile un parcheggio a pagamento presso il parcheggio comunale &ldquo;Herculaneum Parking&rdquo;, in Via dei Papiri Ercolanesi. 
Consigli utili e condizioni meteo
Si raccomanda l'uso di scarpe basse e comode e si consiglia di proteggere la pelle con repellenti per insetti, per un maggiore comfort durante la visita serale.
In caso di condizioni meteorologiche avverse, l'evento potrebbe essere annullato: in tal caso i biglietti acquistati saranno rimborsati. Qualora le condizioni meteo dovessero mutare nel corso della serata, gli eventi si svolgeranno esclusivamente al coperto, all'interno del Padiglione della Barca e dell'Antiquarium. 
Per ulteriori informazioni: +39 081 0106490 (lun&ndash;sab, esclusi festivi, 9:00&ndash;17:00) &ndash; www.ercolano.coopculture.it
I VENERD&Igrave; DI ERCOLANO &ndash; IX EDIZIONE &ldquo;AMORE E GUERRA&rdquo;
Scheda performance &ndash; Il programma artistico della rassegna
Dal 3 luglio e per tutta l'estate, ogni venerd&igrave; sera il Parco di Ercolano diventa teatro di un percorso itinerante tra spettacolo dal vivo e archeologia. Gli interventi performativi, ospitati in diversi punti del sito, sono ripetuti ciclicamente nel corso della serata, cos&igrave; che ciascun visitatore possa costruire liberamente il proprio itinerario tra arte e antico. Le sette performance della rassegna &mdash; due di teatro, tre di danza e due di musica &mdash; condividono il filo conduttore dell'edizione 2026, Amore e Guerra, esplorando il legame profondo tra eros e polemos.
Performance di teatro
Alfonso Postiglione / Casa del Contemporaneo
Pentesilea vs Achille _ Che l'amore trafigga la morte
I due eroi antichi, la regina delle Amazzoni e il grande guerriero dei greci, si scontrarono nell'ultimo anno della guerra di Troia. Secondo la versione pi&ugrave; ricorrente del mito, Achille ebbe la meglio e trafisse Pentesilea, ma quando le tolse l'elmo per guardarla morente, si innamor&ograve; di lei, disperandosi per il suo gesto: lei vinta dalla lancia, lui vinto dall'amore.Due dialoghi &ldquo;impossibili&rdquo;, scritti appositamente per l'occasione, articolati secondo lo schema dell'intervista giornalistica: un uomo e una donna, inviati di guerra dei nostri giorni, in un visionario viaggio nel tempo, incontrano i due eroi e li intervistano sul loro imminente &ndash; o appena avvenuto &ndash; scontro, e sui motivi e le conseguenze della guerra. Visioni del mondo contrapposte, propaganda e apologia, opposizioni di genere: il paradosso temporale genera da un lato frizioni e ironie, dall'altro convergenze e analogie tra la guerra del mito e i conflitti contemporanei.
Testi originali: Dario Postiglione. Cura progettuale e regia: Alfonso Postiglione. Costumi: Giuseppe Avallone. Con: Rossella De Martino/Francesca Cercola (Pentesilea), Giampiero De Concilio (Achille), Monica Buzoianu (L'inviata), Antonio Elia/Gianluca Vesce (l'inviato). Produzione: Casa del Contemporaneo &ndash; centro di produzione teatrale.
Performance di danza
Cornelia Dance Company
Polis / Polemos. La guerra tra mito e storia
L'evento si articola in tre interventi danzati site-specific che attraversano il tema della guerra come fondamento della civilt&agrave; antica e come forza che trasforma e consuma il corpo umano. Il progetto si ispira all'immaginario classico del sito e al pensiero di Simone Weil, che individua nella forza la capacit&agrave; di ridurre l'essere umano a cosa.Tirocinium militiae &ndash; La formazione del corpo della polis. Rappresenta l'ingresso del giovane nella comunit&agrave; militare e politica: la danza costruisce un organismo collettivo, non pi&ugrave; individui, ma unit&agrave; funzionale della citt&agrave;; il movimento &egrave; geometrico, rigoroso, progressivamente sempre pi&ugrave; meccanico. Danzatrici: Noemi Avino, Marika Pierri, Alessia Starace.Duellum (Ercole e Acheloo) &ndash; La gloria del conflitto. Ispirato al mito in cui Ercole combatte il dio-fiume Acheloo per ottenere la mano di Deianira (durante lo scontro Acheloo muta forma, anche in toro, ma viene sconfitto e perde un corno, da cui nasce la cornucopia, simbolo di abbondanza e fertilit&agrave;), il duello &egrave; messo in scena come forma rituale del riconoscimento: non solo violenza, ma spettacolo pubblico del potere. Danzatori: Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito.Corpus in ruina &ndash; La trasformazione dell'umano. Segna il crollo della dimensione eroica: nel pensiero di Simone Weil la guerra riduce il corpo a resto privo di volont&agrave;, svuotato della sua umanit&agrave; come un reperto senza vita; anche l'armatura si separa dal corpo e diventa traccia vuota. Danzatore: Gioele Barrella.
Performance di musica
Associazione OTP &ndash; obe&#269;e teatro project
Intermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere
Una performance musicale e narrativa site-specific che trasforma l'area archeologica di Ercolano in un teatro della memoria e del mito. Al centro del racconto, tre reduci immaginari e senza tempo: Pizia, cantante dalle doti di oracolo; Telefo, soldato disperso e custode della sua casa abbandonata e distrutta dalla guerra; Bronzo, musicista disertore dai poteri dionisiaci. Le loro anime abitano le stanze della monumentale Casa del Rilievo di Telefo, condannate a risvegliarsi ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi.Attraverso un viaggio sonoro tra canti antichi e capolavori della tradizione napoletana, lo spettacolo mette in scena il dramma universale della guerra e dell'amore impossibile: la ferita mortale che Achille infligge al soldato Telefo, l'amore impossibile che la guerra strappa a Pizia e il segreto della guarigione. I brani musicali, eseguiti dal vivo tra colonne e belvedere affacciati su quello che un tempo era il mare, sono veri e propri intermezzi di carne e di voce, dove la lancia che ferisce diventa la musica che sana.Drammaturgia e regia: Maria Angela Robustelli. Drammaturgia musicale e arrangiamenti: Salvatore Torregrossa. Con, in alternanza: Pizia &ndash; Maria Angela Robustelli; Telefo &ndash; Gennaro Di Biase; Bronzo &ndash; Salvatore Torregrossa. Una produzione OTP &ndash; obe&#269;e teatro project.
Massimo Cordovani e Mario Di Bonito
Conflitto e memoria tra la pietra e la storia
La performance live proposta da Massimo Cordovani, accompagnato da Mario Di Bonito alle percussioni, si muove in un territorio il cui filo tematico &egrave; il conflitto, la tensione tra comunit&agrave;. Voce, chitarra, sintetizzatori e percussioni si alternano tra brani strumentali originali e canzoni del proprio repertorio, in un'atmosfera che diventa colonna sonora, in dialogo e in consonanza con l'archeologia circostante.

 </description>
<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
</item>
<item>
<title>INAUGURAZIONE MOSTRA &quot;BALNEA DACIAE. LE TERME ROMANE DELLA DACIA&quot; - LUNEDI' 6 LUGLIO 2026,</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30828.xhtml</link>
<description>Nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, l'Ambasciatrice di Romania in Italia, S.E. Gabriela Danc&#259;u, e il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Dott. Gabriel Zuchtriegel, sono lieti di invitarvi all'inaugurazione della mostra &ldquo;Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia&rdquo;. 
 
Interverranno:
- il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel;
- l'Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Danc&#259;u;
- il Direttore del MNIR, Cornel Ilie;- il curatore della mostra, Ovidiu &#538;entea, seguito da una visita guidata della mostra.
 
Per adesioni: pompei.ufficiostampa@cultura.gov.it</description>
<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
</item>
<item>
<title>APERTURE SERALI AL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI DA FINE GIUGNO E PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30806.xhtml</link>
<description>Da fine giugno e per tutto luglio - nei giorni 25, 27, 28 giugno e 2, 4, 6, 10, 11, 13, 16, 17, 18, 22, 24, 25, 26, 27 luglio - sar&agrave; possibile visitare anche di sera una parte della antica citt&agrave; di Pompei, nell'area dell'Anfiteatro e della Palestra Grande. Un'occasione per scoprire Pompei dopo il tramonto, tra approfondimento storico, percorsi archeologici e degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali.
 
I visitatori potranno accedere alla mostra permanente allestita nei portici della Palestra Grande dedicata alla storia dell'eruzione del 79 d.C., ai calchi delle vittime e ai reperti organici. Ma anche intrattenersi nel giardino della Palestra per un aperitivo con prodotti del territorio, a cura di Chora, nonch&eacute; partecipare a visite presso l'antico Vigneto della Casa del Triclinio all'aperto e degustare il vino delle cantine Feudi, partner del Parco per la gestione e valorizzazione dei vigneti antichi del sito archeologico.
 
La mostra potr&agrave; essere visitata autonomamente, acquistando un biglietto d'ingresso al Parco Archeologico del costo di 5 euro (online tramite Vivaticket oppure presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro). Riduzioni e gratuit&agrave; come da normativa vigente. Orario visite: dalle ore 21:00 alle ore 23:30 (ultimo ingresso alle ore 23:00).
 
Per chi invece desidera approfondire i contenuti della mostra, sono disponibili visite a pagamento, curate dagli archeologi e dagli storici dell'antichit&agrave; de &ldquo;Le Nuvole&rdquo;. (Alle ore 21:30 - Durata circa 45 minuti, per gruppi di 25 partecipanti). Costo 8 euro a persona, oltre al costo di ingresso al sito. Prenotazione sul sito del Pompeii Children's Museum.
 
Le aperture serali offrono anche l'occasione di conoscere e degustare le eccellenze del territorio. Oltre all'aperitivo nella Palestra Grande, presso il Vigneto della Casa del Triclinio all'aperto sono organizzate visite e degustazioni che mettono a confronto le antiche tecniche di coltivazione dell'uva e di produzione del vino con le metodologie contemporanee, a cura di Tenute Capaldo &ndash; Feudi di San Gregorio. Per informazioni e prenotazioni &egrave; possibile scrivere a progettopompei@feudi.it.
 
Completa l'offerta la possibilit&agrave; di cenare o consumare un aperitivo sulla terrazza panoramica del ristorante della Casina dell'Aquila, previa prenotazione all'indirizzo info@chorapompei.com.
 
Le aperture serali si svolgono nelle stesse date in cui sono programmati i concerti all'Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei, nell'ambito della rassegna BOP &ndash; Beats of Pompeii. I visitatori in possesso del biglietto per i concerti possono visitare gratuitamente la mostra nella Palestra Grande, prima dell'inizio degli spettacoli o richiedere una visita (ore 20:00, al costo di 8 euro a persona) su prenotazione sul sito del Pompeii Children's Museum.
 

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiiparcoarcheologico/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc
TikTok:https://www.tiktok.com/@parcoarcheologicopompei
</description>
<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
</item>
<item>
<title>POMPEI LANCIA LA REALTA' AUMENTATA. LA CASA DEL CITARISTA APRE E DIVENTA PALESTRA PER L'ARCHEOLOGIA </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30793.xhtml</link>
<description>
Pompei lancia la realt&agrave; aumentata. Grazie ad una app, Portyl, diventa ora possibile esplorare la citt&agrave; cos&igrave; come era nel 79 d.C., vivendo un'esperienza che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e fruizione immersiva.
 
La Casa del Citarista, una tra le pi&ugrave; grandi case di Pompei e la prima a essere interessata da questo progetto digitale, apre al pubblico il 24 giugno 2026 e diventa una vera e propria palestra per l'archeologia del futuro: un luogo in cui ricerca, ricostruzione e narrazione si fondono per restituire vita a uno spazio antico.
 
All'interno della casa, celebre per la statua dell'Apollo Citarista &ndash;da cui il nome della dimora &ndash; i visitatori possono osservare ambienti, arredi e scene di vita quotidiana ricostruiti digitalmente. Ma l'esperienza non si limita a questo edificio: anche luoghi simbolo come il Foro, l'Anfiteatro, il Teatro Grande e l'Odeion (Teatro Piccolo) diventano visibili in realt&agrave; aumentata, offrendo un viaggio immersivo nel cuore della citt&agrave; antica.
Portyl, una App per ricostruire la casa e vivere i luoghi

L'app Portyl consente ai visitatori di vivere i siti storici cos&igrave; come apparivano nel periodo di massimo splendore, utilizzando un iPhone, uno smartphone Android o un tablet. Attraverso ricostruzioni digitali dettagliate e storicamente accurate, i visitatori possono esplorare liberamente ogni luogo, osservando non solo l'architettura, ma anche le persone, gli animali e gli eventi che un tempo davano vita a questi spazi.
 
Gli utenti possono assistere a momenti della vita di Pompei come i combattimenti dei gladiatori nell'Anfiteatro, gli spettacoli nel Teatro Grande e nell'Odeon, e l'eruzione del Vesuvio. Presso la Casa del Citarista, i visitatori possono immergersi nella vita quotidiana all'interno della domus e dell'ambiente circostante.

La tecnologia su cui si basa l'app Portyl, realizzata da Histoury Inc., utilizza le pi&ugrave; recenti innovazioni nei campi del LiDAR, della fotogrammetria e dell'intelligenza artificiale generativa. Ogni sito all'interno di Pompei &egrave; stato meticolosamente scansionato, studiato approfonditamente e ricreato con cura dal team di artisti della Histoury Inc.
Il visitatore pu&ograve; scaricare gratuitamente l'app Portyl attraverso QR Code &ndash; posizionati presso le tre entrate del Parco, oppure nelle aree incluse nell'esperienza &ndash; che indirizzano all'App Store o al Play Store.

Portyl sar&agrave; gratuita per tutti i visitatori fino al 15 luglio 2026. Successivamente, all'interno dell'app saranno disponibili tre contenuti gratuiti: la Basilica (nei pressi del Foro), Quadriportico ed esterno dell'Anfiteatro. Tutti gli altri contenuti immersivi saranno disponibili a pagamento, al costo di 15,00 euro. I siti inclusi nell'esperienza completa sono: il Foro, la Domus del Citarista, il Teatro Grande, l'Odeon e l'Anfiteatro.
 
Inoltre, presso la biglietteria, il bookshop e gli infopoint gestiti da Opera Laboratori Fiorentini sar&agrave; possibile noleggiare al costo di 20,00 euro un tablet che include l'app Portyl con tutti i contenuti interamente sbloccati, consentendo anche ai visitatori sprovvisti di un dispositivo compatibile di accedere all'esperienza immersiva.
 
Portyl utilizza un sistema di geofencing basato sul segnale GPS per riconoscere la presenza fisica del visitatore all'interno delle aree abilitate. Questa tecnologia consente un allineamento estremamente preciso tra gli ambienti ricostruiti e la sua posizione reale, permettendo un utilizzo senza interruzioni. In pochi secondi, il visitatore viene posizionato virtualmente nel punto in cui si trova fisicamente, potendo osservare l'ambientazione storica ricostruita e riportata in vita.
 
Per favorire una fruizione pi&ugrave; ampia, anche al di l&agrave; della presenza fisica sul posto, l'app sar&agrave; utilizzabile anche in modalit&agrave; remota al di fuori di Pompei.
 
Non si tratta solo di un progetto digitale, ma di un nuovo modo di intendere l'archeologia. &laquo;L'introduzione dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali segna un passaggio cruciale. Questi strumenti sono destinati a rivoluzionare la tutela, la ricerca e la fruizione del patrimonio culturale. Tuttavia, questa rivoluzione non &egrave; neutrale - spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - il suo esito dipende dall'uso che ne faremo. L'IA rappresenta una straordinaria opportunit&agrave; se orientata alla democratizzazione della conoscenza, rendendo accessibili a tutti contenuti complessi e spesso difficili da comprendere. Pu&ograve; ampliare il pubblico, coinvolgere nuove generazioni e abbattere barriere culturali e fisiche. Allo stesso tempo, esiste un rischio: che la tecnologia si chiuda in un circuito autoreferenziale, arrivando a produrre contenuti per s&eacute; stessa, senza un reale legame con la ricerca scientifica e con il patrimonio autentico. &Egrave; proprio qui che entra in gioco il ruolo dell'archeologia. Gli archeologi non devono diventare spettatori passivi di macchine che elaborano dati e ricostruzioni, ma registi consapevoli della trasmissione del patrimonio. La sfida &egrave; guidare queste tecnologie, assicurando che ogni ricostruzione digitale sia fondata su basi solide, verificabili e condivise mantenendo un equilibrio tra spettacolarizzazione e rigore scientifico&raquo;.
 
Inclusione e creativit&agrave; nella Casa del Citarista
Inoltre, con l'apertura della Casa del Citarista, Parvula Domus &ndash; la fattoria culturale e sociale del Parco, gestita dalla cooperativa &ldquo;Il Tulipano&rdquo; &ndash; prosegue il proprio impegno per favorire inclusione e creativit&agrave; all'interno del sito archeologico di Pompei. I ragazzi di Parvula Domus, ogni mercoled&igrave; a partire dal 1&deg; luglio, accoglieranno il pubblico in un appuntamento dedicato alla visita degli ambienti e ai laboratori correlati ai temi che connotano la casa.
 
Il &ldquo;mistero&rdquo; della statua dell'Apollo Citarista e nuove ipotesi sulla storia della casa del Citarista
Il progetto di realt&agrave; aumentata &egrave; basato su una ricerca multidisciplinare sulla casa del Citarista, che &egrave; stata scavata a partire dal 1853 ed &egrave; oggi difficilmente comprensibile, dal momento che molti affreschi e reperti furono portati al Museo di Napoli, come era usuale a quei tempi.
 
I risultati delle ricerche coordinate dal direttore Zuchtriegel sono confluite in un nuovo modello digitale della casa, elaborato insieme a un gruppo di ricerca guidato da Francesco Colace, Dipartimento di Ingegneria industriale dell'Universit&agrave; di Salerno, e a Luisa Ferro della facolt&agrave; di architettura del Politecnico di Milano. Il modello &egrave; stato costruito con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale (IA) e ha fornito una base scientifica per l'app che viene messa a disposizione del pubblico. Inoltre, &egrave; stato pubblicato un libro dal titolo L'Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico, a cura del direttore e con un'appendice dei collaboratori Anna Civale e Alessandro Russo, stampato da Giunti e Sillabe quali concessionari del servizio editoriale di Pompei.
 
Il libro sostiene che la statua dell'Apollo Citarista, ovvero dell'Apollo suonatore di cetra (in realt&agrave; pi&ugrave; verosimilmente di una lira), che a lungo &egrave; stata ritenuta un'invenzione classicistica di epoca imperiale, in realt&agrave; &egrave; una copia fedele di un originale greco di V secolo a.C., di cui si conservano altre copie, in tutto una decina. Tra esse, la statua di Pompei &egrave; l'unica in bronzo, mentre le altre sono realizzate in marmo. Attraverso la &ldquo;critica delle copie&rdquo;, il metodo sviluppato dall'archeologia ottocentesca per la ricostruzione degli originali greci tramite le copie romane, e l'analisi accurata del contesto della casa, gli autori cercano di mostrare come la domus pompeiana sia una grandiosa rievocazione della casa di Augusto sul Palatino, al cui centro sorgeva il tempio di Apollo, divinit&agrave; a cui l'imperatore era molto legato. Considerando, inoltre, che Augusto aveva posseduto una statua di Apollo realizzata da Mirone, scultore ateniese di V secolo a.C., prende forma l'ipotesi che l'Apollo Citarista di Pompei discenda da un celebre archetipo classico.
 
La casa, in questi anni, &egrave; anche oggetto di ricerche stratigrafiche e di archivio, a cura di Annette Haug e Asja M&uuml;ller dell'universit&agrave; di Kiel (Germania), che mirano a chiarire meglio la complessa storia edilizia dell'edificio, che nasce dall'unificazione di pi&ugrave; unit&agrave; abitative originariamente separate.

Gli interventi di restauro e di ricostruzione storica dei giardini
 
La Casa del Citarista ha due ingressi distinti, situati rispettivamente su via dell'Abbondanza e su via Stabiana. L'abitazione occupa gran parte dell'isolato in cui sorge, poich&eacute; nacque nel I secolo a.C. dalla fusione di due dimore preesistenti. Questo accorpamento, che richiese importanti interventi
 
di ristrutturazione e decorazione, ha dato vita a un complesso di ben 2.700 mq, caratterizzato da due atri e tre peristili.
La casa &egrave; stata oggetto di interventi strutturali, di miglioramento dell'accessibilit&agrave; e di restauro conservativo a cura del Team Ales Manutenzione Programmata e dei restauratori di Ales S.p.A. Nella quasi totalit&agrave; degli ambienti si &egrave; proceduto alla pulitura e consolidamento delle murature. Particolare cura &egrave; stata dedicata ai peristili, le cui colonne sono state consolidate. Sul fronte dell'accessibilit&agrave; e della fruizione, il percorso di visita &egrave; stato integrato per superare i dislivelli della domus e abbattere le barriere architettoniche, secondo gli standard del percorso facilitato &ldquo;Pompei per tutti&rdquo;. Infine, gli interventi conservativi hanno interessato superfici e manufatti.
 
Un meticoloso lavoro di restauro ha interessato anche le celebri sculture bronzee dell'antica fonderia Chiurazzi, nello specifico la statua dell'Apollo Citarista, la figura del serpente e il gruppo con cani e cinghiale, che sono copie degli originali oggi conservati presso il Museo archeologico di Napoli.  Le copie sono state accuratamente ripulite dai materiali estranei, salvaguardando le loro patine nobili di cuprite e malachite, preservando cos&igrave; un tassello fondamentale della storia e della vita quotidiana di Pompei.
 
Il restauro del giardino della Casa del Citarista si &egrave; basato sull'analisi delle tracce archeologiche e sull'impiego della vegetazione come elemento strutturale dello spazio. Il progetto valorizza la visione d'insieme degli ambienti, utilizzando per la ricostruzione botanica il Laurus nobilis (alloro), pianta sacra ad Apollo.
 
VIDEO GREZZI : https://drive.google.com/drive/folders/1Y-GD-cTG1k6ipvHBPJBmBe8o8abf7-_O
FOTO: https://we.tl/t-7vp6VSDKHRuRWPsz
 
 </description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
</item>
</channel>
</rss>