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<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
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<title>POMPEI, RINASCE LA CASA-PALAZZO DI MARCO FABIO RUFO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31163.xhtml</link>
<description>A Pompei &egrave; in corso il restauro di quella che &egrave; probabilmente la casa pi&ugrave; grandiosa della citt&agrave; sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma: la casa di Marco Fabio Rufo, costruita sulle antiche mura di Pompei e nota per la sua facciata con ampie finestre sul golfo, con infissi in legno e verosimilmente anche di vetro. Il costo dell'intervento di restauro, pari a 1.462.000,00 Euro, &egrave; interamente a carico di un sostenitore privato, la societ&agrave; PompeiAR.
 
In questi giorni, il contratto di sponsorizzazione &egrave; stato siglato dal rappresentante legale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e dal titolare della societ&agrave; sostenitrice, Frank Hoefer. Alle spalle una storia da imprenditore, il dottor Hoefer, nato nella Germania del Sud, ha contattato il Parco archeologico di Pompei dopo la lettura del libro del direttore Zuchtriegel, &ldquo;Pompei: la citt&agrave; incantata&rdquo;, uscito nel 2023.
 
&ldquo;Sono stato a Pompei per la prima volta nel 1974, all'et&agrave; di 16 anni, e ho immediatamente percepito il fascino della citt&agrave; antica, che racconta un modello di vita sociale al quale, per certi aspetti, siamo molto vicini e per altri molto lontani. &ndash; dice l'imprenditore Frank Hoefer - Chi visita le case con occhio attento viene ricompensato da infiniti dettagli tratti dalla vita quotidiana, dall'arte e dal saper fare antico. Restaurare la spettacolare dimora di Marco Fabio Rufo, inaccessibile dal 1980, e renderla accessibile al pubblico &egrave; un progetto che trovo appassionante. Anche perch&eacute; ho l'impressione che a Pompei c'&egrave; una grande apertura verso modelli innovativi di tutela e fruizione. Ma per attuare i progetti del Parco servono altri sostenitori e vorrei aiutare a trovarli.&rdquo;
 
L'intervento di restauro ora in corso riguarda gli affreschi, tra cui la famosa Venere di Pompei, collocata in una vera e propria &ldquo;cappella&rdquo; rituale della dimora, e segue a lavori strutturali, di messa in sicurezza e scavo, eseguiti dal Parco negli anni 2021-2023.
 
La casa di M. Fabio Rufo, insieme alle adiacenti case &ldquo;di Castricio&rdquo; e &ldquo;del Bracciale d'Oro&rdquo;, &egrave; costruita sul precipizio dell'antica fortificazione di Pompei &egrave; pertanto conserva fino a quattro piani, collegati da un labirinto di corridoi, scale e passaggi, sia di rappresentanza sia di servizio.
 
Il proprietario, forse un magistrato della cittadina campana oppure un liberto della casa imperiale, doveva avere immense disponibilit&agrave; economiche, che consentivano la realizzazione di una villa urbana che, per quanto sappiamo, a Pompei non ha eguali.
 
Nel complesso sono state trovate anche diverse vittime dell'eruzione, alcune delle quali giacciono ancora negli spazi che le videro esalare l'ultimo respiro: tre vittime sulle scale della Casa di M. Fabio Rufo, altrettante nella cosidetta casa di Castricio, emerse negli scavi del 1961, e le vittime della casa del Bracciale d'Oro, rinvenute nel 1974.
 
&ldquo;Ora lavoriamo su un progetto di valorizzazione del complesso &ndash; ha dichiarato il direttore Zuchtriegel &ndash; Facciamo leva anche sulla tecnologia digitale per far comprendere la complessit&agrave; di questo labirinto incredibile, che &egrave; la casa di M. Fabio Rufo: a volte si ha l'impressione di essere in un palazzo ottocentesco di Napoli, invece &egrave; una casa romana di 2000 anni fa. Entro natale vogliamo procedere a una prima apertura parziale, con gruppi accompagnati. L'entusiasmo e il supporto di Frank Hoefer sono un segnale bellissimo del valore di Pompei, anche perch&eacute; ci piacerebbe replicare questo modello in altre case, che sono altrettanto affascinanti e hanno bisogno di restauro e valorizzazione.&rdquo;
 
I lavori di restauro sono stati affidati tramite un bando di gara alla societ&agrave; Artigiana Romana Impianti OE e sono seguiti da parte del Parco dalle funzionarie dott.ssa Elena Gravina in qualit&agrave; di Responsabile unico del Progetto (RUP) e dott.ssa Teresa Argento in qualit&agrave; di Direttore dei Lavori (DL).
 
VIDEO: https://youtu.be/7KJ1V52xAes
DICHIARAZIONI E COPERTURE: https://we.tl/t-D4HKwWLNN571dvPL

FOTO: https://we.tl/t-YJ3tZmS29BjRUwBV
 
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<author>uf.st.p.a.Pompei</author>
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<title>ERCOLANO, ULTIMI SABATO DISPONIBILI: PRENOTAZIONI ANCORA APERTE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31154.xhtml</link>
<description>Dal 24 ottobre al 12 dicembre 2026 gli ultimi turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Le date gi&agrave; svolte hanno registrato il tutto esaurito: si consiglia di prenotare in anticipo.
Si avviano verso la conclusione le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane del Parco Archeologico di Ercolano, tra gli edifici pi&ugrave; affascinanti e meglio conservati dell'antica citt&agrave;. Dopo il sold out registrato per gli appuntamenti precedenti, che conferma il forte interesse del pubblico, restano disponibili gli ultimi otto sabati del ciclo, dal 24 ottobre al 12 dicembre 2026: un'opportunit&agrave; esclusiva per conoscere da vicino sia gli ambienti sia le attivit&agrave; di conservazione in corso, in attesa del completamento dei lavori. Le visite si svolgono ogni sabato attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi di visitatori, muniti di caschetto protettivo, sono composti da un massimo di 15 partecipanti e accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code.
&laquo;Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un'importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell'antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un'esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo&raquo;,dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano.
Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 &mdash; a causa della guerra e della presenza delle acque di falda &mdash; l'edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all'et&agrave; augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto &ldquo;Samovar&rdquo;, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell'acqua.
Incastonate tra l'antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunit&agrave;. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell'eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata &ldquo;a samovar&rdquo; dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualit&agrave; e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.
Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent'anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell'ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell'ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l'Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed &egrave; integrato nell'app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Calendario e turni di visitaOttobre: sabato 24 e 31 ottobre 2026Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026 (ultima data del ciclo)Mattina: 9:30 (visita in italiano) &middot; 10:30 (visita in inglese) &middot; 11:30 (visita in italiano)Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) &middot; 15:30 (visita in inglese)
I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un'ora.
Biglietti e prenotazioniLe prenotazioni sono aperte: i biglietti sono in vendita online e in biglietteria. Considerato il tutto esaurito registrato nelle date precedenti e il numero limitato di posti per turno, si consiglia di prenotare con anticipo.Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euroCittadini UE ed extra-UE (in reciprocit&agrave;) di et&agrave; compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euroGratuit&agrave; per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge
Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
 </description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
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<title>LA VILLA DI CICERONE A POMPEI. NUOVE TECNOLOGIE PER RISOLVERE IL GIALLO DEGLI SCAVI SETTECENTESCHI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31151.xhtml</link>
<description>Affreschi e mosaici provenienti dalla villa &ldquo;di Cicerone&rdquo; sono tra le pi&ugrave; celebri opere esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
 
Eppure la villa, la cui attribuzione a Cicerone &egrave; priva di fondamento, &egrave; quasi totalmente dimenticata.
Fu scavata a partire dal 1748, ovvero dall'inizio ufficiale delle esplorazioni sistematiche di Pompei. Lo scavo prosegu&igrave; con interruzioni fino al 1779. Tra i visitatori pi&ugrave; illustri, c'&egrave; anche Johann Winckelmann, il fondatore moderno della storia dell'arte antica, che la vide nel 1764. Lo studioso rimase colpito soprattutto dagli affreschi di alcune danzatrici, &ldquo;fluidi come un pensiero e belle come se fossero state realizzate per mano delle Grazie&rdquo;.
 
Il motivo dell'oblio di questa eccezionale villa sta nel fatto che fu esplorata attraverso un sistema di crateri, vale a dire grandi fosse, trincee e gallerie, tipico dei primi scavi promossi dalla corte Borbonica a Pompei. A seguito dello scavo e portati via mosaici, affreschi e reperti ritenuti particolarmente pregevoli, la villa fu interrata.
 
Inizi&ograve; cos&igrave; il suo oblio. Oggi ne rimane una collina verde nel Parco Archeologico di Pompei, coperta da frutteti e vigneti che rientrano del progetto &ldquo;Azienda agricola Pompei&rdquo;. Diversamente da altri scavi settecenteschi, come quelli riscontrati nella casa del Tiaso, indagata nuovamente nel 2023-2025, lo scavo nella villa cd. di Cicerone &egrave; stato documentato tramite diari e planimetrie.
 
&laquo;&Egrave; l'unica possibilit&agrave; che ci rimane &ndash; spiega il direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel &ndash; di capire fino in fondo il metodo di scavo dei Borbone, confrontando la documentazione dell'epoca con quanto lasciato sul posto. Per questo si tratta di una riserva archeologica unica. Comprendere la villa di Cicerone significa risolvere un giallo che riguarda quasi tutta la citt&agrave; antica di Pompei: troviamo le tracce delle prime esplorazioni un po' ovunque, ma quasi mai abbiamo notizie storiche che ci aiutano a capire meglio cosa esattamente sia successo e quando. Qui, invece, abbiamo una documentazione abbastanza dettagliata&raquo;.
 
Un primo passo per una migliore conoscenza della villa e della sua storia settecentesca &egrave; stato fatto grazie a un progetto diretto da Ivo van der Graaff (University of New Hampshire) e John Clarke (University of Texas at Austin), che ha previsto una serie di indagini geofisiche non-invasive.

Grazie a questa tecnologia, si pu&ograve; &ldquo;vedere&rdquo; ci&ograve; che c'&egrave; nel sottosuolo senza scavare. In un primo rapporto preliminare, pubblicato sull'E-Journal degli Scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei, i ricercatori concludono che i resti architettonici della villa scavata e interrata sono notevolmente pi&ugrave; estesi di quanto ipotizzato in passato.
 
&laquo;C'&egrave;, dunque, ancora tanto da indagare e da capire: sar&agrave; da valutare quali potrebbero essere i prossimi passi, tenendo conto del delicato equilibrio tra scavo e tutela del patrimonio immenso di Pompei&raquo; ha concluso il Direttore del Parco.</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>LIBERARE GIOVANNI PASCOLI DALLA &quot;SOLITUDINE&quot;: UNA LETTURA DISSIDENTE DELLA SUA POESIA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31096.xhtml</link>
<description>Una lettura capace di aprire squarci poco conosciuti, ma fondamentali, nella poesia di Giovanni Pascoli. &Egrave; attorno a questa prospettiva che si svilupper&agrave; il prossimo incontro di &ldquo;Lett(erat)ure Eretiche. Autori che scardinano le regole&rdquo;, in programma domenica 4 ottobre alle ore 18 al Museo del Rock di Catanzaro.
Al centro dell'appuntamento, dal titolo &ldquo;L'eresia della solitudine: Giovanni Pascoli&rdquo;, sar&agrave; la lezione del professor Luigi La Rosa, che proporr&agrave; questa volta non tanto una letteratura eretica, quanto una lettura dissidente: uno sguardo che si discosta da quello convenzionale e tenta di scardinare l'interpretazione facilistica che ha spesso accompagnato la poesia pascoliana, quella del poeta delle piccole cose, dei campi, della natura, degli accadimenti familiari.
&Egrave; anche da questa lettura che emerge la solitudine di Pascoli, una condizione che ha permeato tanto la sua sfera personale quanto quella del poeta, tenuto ai margini dalla critica italiana dell'epoca. Pascoli non si spos&ograve; e rimase a lungo legato alla responsabilit&agrave; della famiglia, fino a sacrificare la propria esistenza alla necessit&agrave; di occuparsi delle sorelle. Dall'altro lato, pesa la posizione assunta dai critici, nonostante la sua poesia fosse popolarissima. Basti pensare all'episodio che si verific&ograve; dopo la sua morte.
Pascoli era nato a San Mauro di Romagna e mor&igrave; a Bologna, dove aveva insegnato all'universit&agrave;. Quando il feretro venne trasportato, il popolo si oppose al trasferimento della salma e migliaia di persone si posero sui binari per impedirne il passaggio. Una vera e propria contesa tra comunit&agrave;, che racconta quanto fosse profondo l'affetto popolare per il poeta.
Dall'altro lato per&ograve; la poesia di Pascoli fu sottoposta a censure severe, a cominciare da Benedetto Croce. I grandi critici italiani tendevano a vedere in lui, come anticipa La Rosa, magari un buon narratore di storie per fanciulli, un esempio di buonismo, una poesia legata alle piccole cose e alla dimensione familiare, ma non il nerbo e la saldezza della grande tradizione italiana.
Eppure anche Giosu&egrave; Carducci, che pure riconosceva in Pascoli il genio poetico e che era stato suo professore all'universit&agrave;, lo stimava al punto da aiutarlo a ottenere una borsa di studio per proseguire gli studi. Lo stesso Carducci, tuttavia, gli rivolse critiche severe.
A quella poesia maestosa, patriottica e bellicosa del suo maestro, Pascoli avrebbe risposto, con una certa ironia, contrapponendo il luccichio delle ali di una libellula ai riflessi dell'Elmo di Scipio. Non si tratta soltanto di una contrapposizione di immagini, ma di due diverse idee della poesia: da una parte la storia, le conquiste, la dimensione pubblica e solenne; dall'altra ci&ograve; che appare piccolo, fragile, quasi impercettibile.
&Egrave; anche da qui che nasce l'equivoco di una poesia pascoliana considerata &ldquo;di basso conio&rdquo;: una poesia della natura intesa come contemplativa, idilliaca, raccolta nelle piccole cose. Non &egrave; un caso che la sua opera fondamentale si intitoli Myricae, parola che rimanda a un verso di Virgilio nelle Bucoliche: non omnes arbusta iuvant, humilesque myricae, le umili tamerici. Soffermandosi sull'etimologia delle parole, in latino humilis indica ci&ograve; che &egrave; basso, vicino all'humus, alla terra. &Egrave; dunque una poesia che affonda nella terra, che si fa bassa, sussurrata, non gridata. Una poesia apparentemente lontana dagli orizzonti della grande tradizione e dalla maestosit&agrave; di Carducci, cos&igrave; come dall'idea assoluta dell'infinito leopardiano.
Anche nel saggio Il fanciullino, Pascoli sembra ribadire questa condizione: una poesia apparentemente povera, legata al piccolo andamento familiare, al villaggio, alle cose quotidiane. Ma c'&egrave; anche un altro Pascoli: &egrave; il Pascoli della poesia cosmica, della poesia dell'indicibile, dello smarrimento, dello sguardo quasi spaventato di fronte alla totalit&agrave; dell'essere.
Bisogna considerare, allora, il periodo storico. Siamo tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento, in un momento nel quale si era ormai consolidata una determinata idea della poesia e del suo canone. Chiunque si allontanasse da quella impostazione rischiava di essere considerato di secondo ordine: Carducci per la sua focosit&agrave; polemica, Pascoli per l'apparente abbassamento del tono poetico. La critica, non solo quella di fine Ottocento ma anche quella primo novecentesca, si mantiene in questa scia.
&Egrave; significativo, in questo senso, il saggio che Croce dedica a Pascoli. La sua riflessione si apre con una domanda: &laquo;Ho letto Pascoli. Mi piace? S&igrave;? No? Non so&raquo;. E si conclude con una formula rimasta celebre: &laquo;Insomma, si tratta di un piccolo grande poeta o di un grande piccolo poeta&raquo;.
La scala di grandezza &egrave; dunque gi&agrave; tracciata: Pascoli pu&ograve; essere considerato un piccolo poeta, ma il migliore tra i piccoli poeti, oppure un grande poeta collocato per&ograve; all'ultimo posto della graduatoria. In entrambi i casi, gli viene negata quella patente di grandezza e di fondamento della poesia nazionale che la critica attribuiva ad altri.
A questa lettura si accoderanno altri critici, seguendo l'autorevolezza di Croce. Bisogner&agrave; aspettare la met&agrave; del Novecento perch&eacute; si aprano i cassetti di Pascoli, rimasti fino ad allora inaccessibili per volont&agrave; della sorella. Ed &egrave; proprio in quei cassetti che emerger&agrave; un'altra parte della sua produzione: la grande poesia pascoliana rimasta per lungo tempo sconosciuta.
C'&egrave;, infine, un aneddoto che collega il poeta con Catanzaro. Nel suo peregrinare attraverso l'Italia per l'insegnamento, Pascoli pass&ograve; anche dalla citt&agrave; calabrese, dopo le esperienze di Messina e della Lucania. In una lettera alla sorella raccont&ograve; di aver visto dalla terrazza di Villa Trieste uno dei panorami pi&ugrave; belli della sua vita.
Anche in questo appuntamento, le letture dei brani selezionati saranno affidate agli attori dell'associazione Graecalis. Un reading che si inserir&agrave; nella lezione del professor La Rosa senza spezzarne il ritmo, accompagnando la riflessione e dando voce alle opere.
&ldquo;Lett(erat)ure Eretiche. Autori che scardinano le regole&rdquo;, promossa dal Comitato di Catanzaro della Societ&agrave; Dante Alighieri nell'ambito delle attivit&agrave; culturali per l'anno 2026 e realizzata con il contributo della Societ&agrave; Dante Alighieri e in collaborazione con l'associazione Graecalis, propone un viaggio attraverso le forme di dissenso, rottura e sperimentazione che hanno attraversato la storia della letteratura italiana, mettendo in luce autori e opere che si sono collocati consapevolmente fuori dai canoni dominanti del proprio tempo.
Dopo Pascoli, il viaggio proseguir&agrave; il 18 ottobre con &ldquo;D'Annunzio: il Vate eretico&rdquo;. Il 15 novembre sar&agrave; la volta dell'&ldquo;Eresia antidannunziana: Gozzano e i crepuscolari&rdquo;; il 29 novembre l'attenzione si sposter&agrave; sull'&ldquo;Eresia della giustizia: Manzoni e Sciascia&rdquo;. A chiudere il ciclo, il 13 dicembre, sar&agrave; infine &ldquo;L'eresia del dialetto: Trilussa e Pascarella&rdquo;, ultimo capitolo di un percorso che continua a interrogare il canone e le sue periferie, cercando nella letteratura non soltanto ci&ograve; che &egrave; stato riconosciuto, ma anche ci&ograve; che, nel tempo, ha avuto bisogno di essere nuovamente letto.</description>
<author>ROSITA MERCATANTE</author>
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<title>TORNANO LE VISITE GUIDATE AL CANTIERE DELLE TERME SUBURBANE: PRENOTAZIONI APERTE DA MARTEDI' 29 SETT</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31092.xhtml</link>
<description>Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici pi&ugrave; affascinanti e meglio conservati dell'antica citt&agrave;, con un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attivit&agrave; di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un'opportunit&agrave; esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi pi&ugrave; significativi della vita quotidiana in et&agrave; romana. Le visite al cantiere delle Terme Suburbane si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi di visitatori, muniti di caschetto protettivo, saranno composti da un massimo di 15 partecipanti, e verranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code.
&laquo;Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un'importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell'antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un'esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo&raquo;,
dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano
Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 &mdash; a causa della guerra e della presenza delle acque di falda &mdash; l'edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all'et&agrave; augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto &ldquo;Samovar&rdquo;, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell'acqua.
Incastonate tra l'antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunit&agrave;. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell'eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata &ldquo;a samovar&rdquo; dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualit&agrave; e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.
Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent'anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell'ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell'ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l'Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed &egrave; integrato nell'app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Calendario e turni di visita
Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026
Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026
Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026
Mattina: 9:30 (visita in italiano) &middot; 10:30 (visita in inglese) &middot; 11:30 (visita in italiano)
Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) &middot; 15:30 (visita in inglese) &middot; 16:30 (visita in italiano &mdash; turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l'entrata in vigore dell'orario invernale)
I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un'ora.
Biglietti e prenotazioni
Le prenotazioni sono aperte da marted&igrave; 29 settembre 2026: i biglietti sono in vendita online e in biglietteria.
Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euro
Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocit&agrave;) di et&agrave; compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euro
Gratuit&agrave; per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge
Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
</item>
<item>
<title>POMPEI APRE LE PORTE DELLA RICERCA. ALLA BIBLIOTECA &quot;FIORELLI&quot; IL PUBBLICO DIALOGA CON GLI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31059.xhtml</link>
<description>
Il Parco Archeologico di Pompei aderisce alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori proponendo uno speciale evento ideato per far conoscere da vicino le attivit&agrave; di studio, tutela e valorizzazione che interessano quotidianamente la citt&agrave; antica.

 
Per l'occasione, il pubblico potr&agrave; entrare in contatto con le diverse figure professionali che operano all'interno del sito, uno straordinario laboratorio di ricerca a cielo aperto.
 
L'appuntamento &egrave; fissato per venerd&igrave; 25 settembre 2026, dalle ore 18:00 alle ore 22:00, presso la Biblioteca &ldquo;Giuseppe Fiorelli&rdquo; del Parco Archeologico di Pompei (ingresso in Via Plinio, 4). L'evento, organizzato dall'Ufficio Biblioteca del Parco, &egrave; gratuito e liberamente accessibile a tutti.
 
L'obiettivo principale della manifestazione &egrave; promuovere la divulgazione scientifica e avvicinare il grande pubblico al lavoro costante di chi si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.
 
L'iniziativa si articola in una serie di talk informali a ciclo continuo, pensati per favorire un dialogo diretto e accessibile tra gli esperti e i visitatori. Durante la serata, le varie professionalit&agrave; del Parco (archeologi, restauratori, antropologi, ingegneri, architetti, ecc.) condivideranno testimonianze, esperienze sul campo e dettagli sui progetti scientifici in corso.
 
Il percorso di approfondimento si snoder&agrave; tra le sale della Biblioteca attraverso interventi specifici. Pia Kastenmeier e Fiona Proto illustreranno le date degli scavi storici a Pompei nell'ambito del nuovo Atlante digitale del Parco. Teresa Virtuoso e Giandomenico Facella approfondiranno il tema della manutenzione programmata per la conservazione delle aree archeologiche. L'esplorazione delle fonti documentarie sar&agrave; al centro dell'intervento di Rosanna De Simone, dedicato alle carte d'archivio dei pompeianisti conservate nell'Archivio storico del Parco. Spazio alle tecniche conservative con Rosaria Cefariello e Vittoria Cutolo, che affronteranno i sistemi di protezione degli apparati decorativi. Ilaria Cangiano presenter&agrave; le fasi di conoscenza, scavo, restauro e fruizione inclusiva del tempio di Iside. Le prospettive dell'innovazione saranno trattate da Alessandra Zambrano con un focus su digitalizzazione e tecnologie emergenti. Infine, Gennaro Iovino condurr&agrave; il pubblico tra storie e ricerche sul campo con un approfondimento sullo scavo della Casa del Tiaso nella Regio IX.
 
Gli interventi permetteranno di approfondire, direttamente dalla voce dei protagonisti, le pi&ugrave; recenti scoperte, i risultati degli interventi di conservazione e l'impiego delle differenti competenze disciplinari necessarie per la comprensione e la salvaguardia di Pompei.
 
L'iniziativa del Parco rientra nell'ambito del Piano Olivetti per la Cultura, promosso dal Ministero della Cultura, che riconosce nei luoghi della Cultura, tra cui le biblioteche, spazi fondamentali per la conoscenza, la partecipazione e la crescita delle comunit&agrave;.
 
La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori &egrave; un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea. Nata nel 2005, la manifestazione coinvolge ogni anno universit&agrave;, enti di ricerca, istituzioni culturali e cittadini in una grande festa della scienza diffusa sul territorio continentale.
 
In Italia l'evento &egrave; sostenuto dal Ministero dell'Universit&agrave; e della Ricerca (MUR) e propone visite, laboratori, conferenze e spettacoli con la finalit&agrave; di mostrare l'impatto concreto della ricerca scientifica sulla crescita della societ&agrave; e sul miglioramento della qualit&agrave; della vita.</description>
<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
</item>
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<title>AUTUNNO DA RECORD PER ANNA D'AURIA: POKER DI SUCCESSI TRA CAMPANIA E PUGLIA CON 4 PRESTIGIOSI PREMI </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31057.xhtml</link>
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Un finale d'anno straordinario consacra definitivamente la caratura artistica di Anna D'Auria, nota scrittrice, poetessa e docente campana.
 
L'autrice sta vivendo una vera e propria stagione d'oro, culminata con il raggiungimento di quattro importanti traguardi tra la Rassegna Multimediale Europea, il Concorso "SS. Cosma e Damiano", il Premio Internazionale "Emozioni in Versi" e l'imminente riconoscimento al Premio "Seneca" a Bari.
 
Il trionfo alla Rassegna Multimediale Europea
 
La scia di successi ha preso il via con la conclusione della fase iniziale della V edizione della Rassegna Multimediale Europea, svoltasi nella prestigiosa cornice del Liceo Statale Alessandro Manzoni di Caserta. L'evento, orchestrato con l'attenta regia del colonnello Giuseppe Casapulla e supportato con instancabile energia dalla dirigente scolastica dottoressa Adele Vairo, &egrave; curato dalle associazioni culturali Europa Nazione ed Excalibur Multimedia per valorizzare le eccellenze nel campo dell'arte.
 
In questo contesto d'eccezione, Anna D'Auria si &egrave; imposta all'attenzione dei giurati qualificandosi come finalista vincitrice in entrambe le sezioni poetiche (poesia libera e poesia a tema).
 
Per celebrare questo riconoscimento sono gi&agrave; state fissate due importanti cerimonie ufficiali: la prima si terr&agrave; venerd&igrave; 25 settembre a Caserta (presso la Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana nel Palazzo dell'Episcopio) e la seconda sabato 26 settembre a San Lorenzello (Benevento).
 
Il Primo Premio assoluto per la Lirica ai "SS. Cosma e Damiano"
 
A stretto giro, l'autrice &egrave; salita sul podio a Salerno per ritirare il Primo Premio assoluto per la sezione Lirica al rinomato Concorso Nazionale Artistico-Letterario &ldquo;SS. Cosma e Damiano&rdquo;.
 
L'evento, organizzato in collaborazione con la redazione di dentroSalerno.it (sotto la presidenza del caporedattore MariaPia Vicinanza) e l'associazione Dentro la Comunit&agrave;, ha visto una platea agguerritissima di oltre 350 opere in gara.
 
Il raffinato componimento di Anna D'Auria ha sbaragliato la concorrenza grazie alla profondit&agrave; espressiva e alla sensibilit&agrave; che da sempre caratterizzano la sua penna.
 
Il Premio Internazionale "Emozioni in Versi" a Castel dell'Ovo

Il prestigioso percorso campano tocca anche il capoluogo partenopeo. Il prossimo sabato 3 ottobre, nella suggestiva ed evocativa cornice di Castel dell'Ovo a Napoli, Anna D'Auria ricever&agrave; un importante riconoscimento nell'ambito del Premio Letterario Internazionale &ldquo;Emozioni in Versi&rdquo;.
 
La celebre kermesse, ideata e promossa dall'Associazione Culturale &ldquo;La Madia dell'Arte&rdquo;, unisce da anni la musicalit&agrave; della parola scritta alle splendide ambientazioni storiche del territorio, premiando le voci capaci di trasmettere una forte e autentica carica emotiva attraverso i propri versi.
 
Verso Bari: il prestigioso Premio del Presidente di Commissione al "Seneca"

Il cammino trionfale della scrittrice varcher&agrave; i confini regionali il mese prossimo. L'Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari ha infatti ufficializzato i verdetti della X edizione del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea &ldquo;Lucius Annaeus Seneca&rdquo;.
 
Anna D'Auria ha conquistato l'autorevole Premio del Presidente di Commissione nella Sezione G (Libro edito di poesia) grazie alla sua celebre silloge "Cristalli. L'Anima delle donne", opera gi&agrave; candidata al Premio Strega Poesia.
 
La prestigiosa cerimonia di premiazione si svolger&agrave; sabato 24 ottobre nella suggestiva cornice della Sala delle Scuderie del Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, un palcoscenico di altissimo profilo istituzionale patrocinato dalle massime cariche dello Stato.
 
La poesia come ponte e impegno civile
 
Questo eccezionale poker di riconoscimenti premia un percorso artistico da sempre radicato nell'etica e nella sensibilit&agrave; civile. Docente di lettere classiche, Anna D'Auria fonde la ricercatezza stilistica degli antichi con il grido sociale contemporaneo. Dalla solidariet&agrave; internazionale (espressa in I colori di Kiev. Poesia in trincea) fino all'introspezione e alla denuncia dei Cristalli femminili, la sua produzione si conferma come una potente e imprescindibile voce di pace che continua a incantare l'Italia letteraria.

MA CHI E' ANNA D'AURIA?












Anna D'Auria &egrave; un'autrice che si distingue per una letteratura al femminile, a tutela dei diritti delle donne e dei minori.
 
Laureata e abilitata in Lettere Classiche presso l'Universit&agrave; Federico II di Napoli, dal 2012 &egrave; docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico &ldquo;Plinio Seniore&rdquo; di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Ha conseguito una formazione specifica in ambito poetico e narrativo che le consente, nella sua produzione, di spaziare dai motivi e dagli stilemi classici di matrice greco-latina a tecniche e tematiche attuali e contemporanee.
 
Promotrice ed organizzatrice di concorsi letterari per gli studenti e della prima edizione dell'Agone Omerico e del Certamen Statianum presso il Liceo &lsquo;'Plinio Seniore'', rispettivamente una competizione di Lingua e Cultura Greca e Latina con il patrocino dell'Universit&agrave; degli Studi della Campania &lsquo;' L.Vanvitelli'' e dell'Universit&agrave; di Salerno.
 
&Egrave; stata candidata al Premio Strega Poesia nel 2023 e nel 2024 con le sillogi poetiche "I colori di Kiev" e "Cristalli. L'anima delle donne", quest'ultima candidata anche al Premio Nobel per la Letteratura nel 2024.
 
&Egrave; stata insignita del Premio Internazionale &ldquo;Oscar Wilde&rdquo;, del Premio &ldquo;Verzella 2025&rdquo; e del prestigioso &ldquo;The Grand Award to Excellence&rdquo;, riconoscimento alla carriera letteraria.
 
Nel 2023 le sono stati conferiti il titolo di Ambasciatrice della Cultura nell'ambito del Premio Letterario &ldquo;L'Azalea&rdquo;, quello di Ambasciatrice di &ldquo;Costruiamo Gentilezza&rdquo; e la nomina ad Accademico Onorario dell'International Universum Academy di Lugano.
 
Convinta sostenitrice della pace, dei diritti e delle libert&agrave;, &egrave; attivamente impegnata nel sociale e ha collaborato con enti e associazioni del territorio. La sua scrittura rappresenta uno strumento di libert&agrave; e resilienza contro il sessismo e la violenza.
 
Nel settembre del 2025 &egrave; stata inserita tra &ldquo;I poeti per il Giubileo&rdquo;, e ha dedicato al Santo Padre la silloge &#7977; &#7940;&nu;&omicron;&iota;&xi;&iota;&sigmaf; &tau;&#8134;&sigmaf; &psi;&upsilon;&chi;&#8134;&sigmaf; &ndash; La Primavera dell'Anima tra Fede e Speranza, consegnata insieme a un'antologia contenente le liriche e i profili dei poeti selezionati. L'opera ha ricevuto tre premi presso la Camera dei Deputati: il Premio Speciale del Giubileo, la Medaglia &ldquo;Tu sei poesia vivente, Papa Leone XIV&rdquo; e la Medaglia &ldquo;Sperare la Pace&rdquo; per la lirica "Il tuo sorriso".
 
Ha dato voce al sacrificio delle donne curde nel romanzo pluripremiato "Mala Jin. Tulipani nel cemento", edito da Albatros, oggetto di concorsi e convegni nelle scuole campane e presentato a Palazzo Theodoli presso la Camera dei Deputati. Ha affrontato il tema delle spose bambine nel romanzo pluripremiato "La rosa bianca di Izmir" (Guida Editori).
 
Con "Trema la vita", edito da Officine Culturali Romane, ha raccontato la forza delle donne nel ricostruire la propria esistenza dalle macerie del sisma. La silloge I colori di Kiev, edita da OCR, &egrave; stata presentata al Maschio Angioino durante l'evento &ldquo;Guerra e pace in Ucraina&rdquo;, candidata al Premio Strega Poesia e oggetto di un concorso per studenti liceali.
 
Di recente pubblicazione &egrave; la silloge "Cristalli. L'anima delle donne", con prefazione a cura del critico letterario Dott.ssa Cinzia Baldazzi, edita da OCR e dedicata all'universo femminile, proposta al Premio Strega Poesia. Il romanzo Trema la vita &egrave; stato adattato in forma teatrale e rappresentato al Teatro di Brindisi. Anche il romanzo "Nayef e Norah. L'Amore non tace" &egrave; stato trasposto per il teatro dalla compagnia Vocazioni Creative, diretta dal regista Gabriele Saurio, e rappresentato il 29 e 30 gennaio 2026 al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia, riscuotendo grande successo di pubblico e critica.
 
Madrina, testimonial e giurata in numerose manifestazioni culturali nazionali e internazionali, da Tirana a Brindisi, ha ricevuto un riconoscimento dall'impresa editoriale Treccani. Le sue poesie sono state tradotte in rumeno e pubblicate su riviste internazionali.
 
Con Mala Jin, tradotto anche in lingua inglese, ha ottenuto numerosi riconoscimenti:
-il Premio Internazionale &ldquo;Letteratura&rdquo; bandito dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli (sezione narrativa edita)
-il Premio Speciale della Giuria del Concorso Letterario Samnium
-la Menzione d'Onore della Biennale d'Arte Unica Milano
-il Premio Officine Culturali Romane nell'ambito di &ldquo;Lettere al Sempione&rdquo;
-il Diploma d'Onore con Medaglia &ldquo;Premio Argentario &ndash; Caravaggio 2022&rdquo; e il Premio Narrativa, Teatro e Poesia dell'Associazione Luce dell'Arte di Roma.
 
Il libro &egrave; stato inoltre selezionato per Sanremo Writers 2023 e scelto come oggetto di un concorso di narrativa patrocinato da associazioni culturali del territorio stabiese e rivolto agli studenti di licei della provincia di Napoli.
 
Con La rosa bianca di Izmir ha vinto il primo premio del concorso &ldquo;Litterae Fiorentine&rdquo; (sezione &ldquo;Opere a tema&rdquo;) e il Premio della Critica; ha ricevuto la Menzione d'Onore al Premio Internazionale di Arte e Letteratura &ldquo;Il Canto di Dafne&rdquo; (sezione &ldquo;Per dire no alla violenza di genere&rdquo;, in memoria di Anna Maria Marino), la Menzione Speciale al Premio Letterario Nazionale &ldquo;P. Virgilio Marone&rdquo; e la Menzione Speciale della Critica al Premio Letterario Internazionale &ldquo;Massa, Citt&agrave; fiabesca di Mare e di Marmo&rdquo;.
 
Tra gli altri riconoscimenti figurano il Premio Borghi della Lettura per I colori di Kiev, il Premio &ldquo;Pino Daniele&rdquo; dell'Associazione culturale &ldquo;La Madia dell'Arte&rdquo;, il Premio &ldquo;Emozione in versi&rdquo;, la Menzione d'Onore al concorso Casa Sanremo Writers 2024, il Diploma d'Onore Premio L'Azalea 2024 per Trema la vita e il riconoscimento conferito dalla Giuria della Rassegna Artistico-Letteraria Intercontinentale &ldquo;Stabia in versi&rdquo; 2025, per la lirica e la narrativa, presso il Circolo Nautico di Castellammare di Stabia.
 
Il romanzo Nayef e Norah. L'Amore non tace, con prefazione dell'Avv. G. Ettore Gassani edito da Casa Sanremo Edizioni, &egrave; stato presentato durante la prestigiosa vetrina di Sanremo Writers 2025, premiato da Sanremo Library e insignito del Premio Cultura.
 
Ha inoltre ricevuto il Premio &ldquo;Costadamalfi&rdquo;, il Premio d'Onore e il Premio al Talento al concorso bandito dal quotidiano &ldquo;Dentro la Notizia Salerno&rdquo;, il Primo Premio (sezione Romanzi) al concorso artistico-letterario organizzato da dentroSalerno.it e il Primo Premio del Concorso Letterario Nazionale &ldquo;SS. Cosma e Damiano&rdquo;.
 
Tra i riconoscimenti istituzionali si annoverano il Premio Speciale &ldquo;Presidenza della Repubblica&rdquo; &ndash; Omaggio a Giorgio Napolitano, in occasione dei 100 anni dalla nascita, il Premio Speciale &ldquo;Strade di Poesia&rdquo; (XII edizione) per una lirica inserita nell'Antologia Natale di Pace, inviata al Santo Padre, e il Premio d'Onore &ldquo;Karol Wojty&#322;a&rdquo; per il romanzo Nayef e Norah. L'Amore non tace, oltre al Premio Contemporaneit&agrave; per la lirica Palingenesi dell'anima.
 
Premiata recentemente per la sua produzione lirica e narrativa nella Sala Colombo del Consiglio Regionale di Liguria (Premio &lsquo;'Poesie sotto la lanterna'' e Premio &lsquo;'Castelli Romani''). Ha ricevuto i premi dal consigliere regionale della Liguria, On. Giovanni Boitano.
 
Nel mese di giugno 2026, il suo testo poetico dal titolo "Figlia del vento" ha vinto il 1&deg; Premio del concorso poetico &lsquo;'Versi sotto gli irmici'', tra oltre 100 poeti e pittori provenienti da tutta Italia e oltre. Una lirica dedicata a tutte le bambine, vittime di abusi e violenze. L'opera &egrave; nata da un profondo dialogo tra le arti: &egrave; ispirata dal magnetico dipinto "Shador" della pittrice Attardi L.
 
A luglio di quest'anno, a Santa Maria degli Angeli, il Dott.Luigi Ruggeri, presidente dell'Ass. &lsquo;'Beniamino Joppolo'' le ha assegnato il Gran Premio Speciale &lsquo;'Fratello Sole, Sorella Luna''per la poesia &lsquo;'Fratello di ogni cosa'', una riflessione sulle difficolt&agrave; della vita, un cammino tortuoso in cui la poesia diventa cura per i vulnera dell'anima, abbraccio che nobilita ogni creatura, unica e speciale nella sua essenza. 
 
I libri di Anna D'Auria sono stati presentati in diversi salotti letterari e in prestigiose location, tra cui la Camera dei Deputati, il Castello di Lettere, la Biblioteca Comunale di Ronciglione, l'Aula Magna del Convento San Francesco a Conegliano Veneto, la Sala consiliare del comune di Gragnano, il Palazzetto del Mare e il Circolo Velico di Castellammare di Stabia, la Biblioteca di Pimonte, la Pro Loco di Nocera, la Biblioteca &ldquo;Asperula&rdquo; di Torre Annunziata, il Bookstore Mondadori di Nola, oltre che in diverse librerie e salotti culturali di Roma, Torino e Napoli, nonch&eacute; in numerose scuole campane e laziali di primo e secondo grado.
 
Anna D'Auria continua a promuovere, attraverso la parola scritta, una cultura di pace, memoria e rinascita, organizzando concorsi di scrittura per studenti liceali e partecipando attivamente a book tour ed eventi letterari di rilievo nazionale e internazionale.


















 

 
 

 


 









 
 




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<author>PRISCO CUTINO</author>
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<title>SUCCESSO A FABRIANO PER LA SARNESE INES ADILETTA: PRIMO POSTO AL CONCORSO NAZIONALE DI POESIA DEDICA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31051.xhtml</link>
<description>Dalla citt&agrave; dei Sarrastri a Fabriano, nel segno della poesia e della carta. &Egrave; la sarnese Ines Adiletta la prima classificata alla seconda edizione di &ldquo;Numen Chartae&rdquo;, concorso nazionale di poesia dedicato alla carta, organizzato dall'associazione marchigiana &ldquo;Tra Parole e Immagini&rdquo;.
La premiazione si &egrave; svolta il 13 settembre scorso, presso il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano, dove Adiletta ha ricevuto il primo premio per la poesia &ldquo;Le pagine rimaste bianche&rdquo;.La giuria ha premiato il testo per &ldquo;originalit&agrave; di sguardo&rdquo; e per la capacit&agrave; di trasformare il bianco della carta in &ldquo;spazio attivo di attesa e significazione&rdquo;.&ldquo;&Egrave; stata una sorpresa bellissima e una gioia immensa - racconta Ines Adiletta -. Non mi aspettavo questo riconoscimento e riceverlo rappresenta per me una grande soddisfazione e un prezioso incoraggiamento a continuare il mio percorso creativo&rdquo;.Al centro della poesia c'&egrave; proprio la carta, intesa non soltanto come supporto, ma come spazio capace di custodire emozioni e possibilit&agrave;. &ldquo;Ho voluto guardare al bianco della pagina non come a un vuoto, ma come a uno spazio ancora pieno di possibilit&agrave; - spiega l'autrice -. La carta pu&ograve; diventare memoria, immagine, fotografia, racconto&rdquo;.Particolarmente significativo anche il premio: una riproduzione anastatica del &ldquo;Sidereus Nuncius&rdquo; di Galileo Galilei, realizzata su carta pergamena di Fabriano.&ldquo;&Egrave; un premio che conserver&ograve; con grande affetto - aggiunge la Adiletta -. Ringrazio la giuria e tutta l'associazione &lsquo;Tra Parole e Immagini', in particolare la presidente Clelia Conti e la vicepresidente Mirella Morelli, per questa splendida iniziativa e per avermi regalato un momento cos&igrave; speciale&rdquo;.</description>
<author>COMUNICAZIONI GIORNALISTICHE CAMPANIA</author>
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<title>ERCOLANO, IL PANIFICIO RITROVA LE SUE MACINE: TORNA VISIBILE IL PISTRINUM DEL VICOLO MERIDIONALE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31045.xhtml</link>
<description>Parco Archeologico di Ercolano  &middot;  Pistrinum, Insula Orientalis II 1a &ndash; Vicolo Meridionale
Prosegue l'attivit&agrave; incessante di manutenzione e restauro che il Parco Archeologico di Ercolano dedica al proprio patrimonio, ampliando costantemente le possibilit&agrave; di visita e di conoscenza dell'antica citt&agrave;. Si sono da poco conclusi i lavori di restauro sulle due macine asinarie in pietra lavica e sul forno del panificio (pistrinum) che si affaccia sul Vicolo Meridionale, uno dei due forni del popoloso quartiere vicino alla Palestra, insieme a quello di Sextus Patulcius Felix.
L'intervento restituisce ai visitatori la piena leggibilit&agrave; di un ambiente che racconta, meglio di molti altri, il quotidiano di un mestiere antico: qui, tra il grande forno a legna, la vasca per l'acqua e le due macine azionate dal movimento rotatorio di animali da soma, si svolgeva la lavorazione del pane per l'intero quartiere.

Un panificio, due storie
Gli ambienti raccontano in realt&agrave; due fasi della vita della citt&agrave;. Prima dell'allestimento a panificio, gli spazi oggi occupati dal deposito e dalla piccola latrina erano infatti un unico ambiente adibito a latrina pubblica, la cui lunga seduta lignea poteva ospitare fino a dieci persone contemporaneamente; il locale con le macine era probabilmente la sala d'attesa, mentre la grande stanza sul retro fungeva da spogliatoio. Solo in un secondo momento, prima dell'eruzione del 79 d.C., il complesso fu trasformato nel panificio che oggi possiamo visitare, con le macine, il forno e la stalla per gli animali impiegati nella molitura.

La storia dell'asinello
Ai piedi di una delle due macine, l'archeologo Amedeo Maiuri &mdash; che condusse gli scavi di Ercolano tra il 1927 e il 1961 &mdash; rinvenne lo scheletro di un asinello, l'animale che con il suo lavoro instancabile faceva girare la pietra della molitura. Coerente con la sua idea innovativa di museo all'aperto, Maiuri scelse di esporre i resti dell'animale proprio l&igrave; dove furono trovati, protetti da una teca in ferro: un allestimento che oggi non &egrave; pi&ugrave; visibile in situ, con i resti conservati in deposito dal 1981.
 
&Egrave; una storia che il Parco intende oggi raccontare con strumenti nuovi: il cantiere di restauro &egrave; stato infatti accompagnato da una completa documentazione digitale dei reperti, comprensiva di rilievi tridimensionali, che apre la strada a future narrazioni multimediali &mdash; dalle ricostruzioni 3D ai contenuti social &mdash; pensate per restituire al pubblico, anche a chi non pu&ograve; vedere i resti originali, il racconto di questo piccolo grande protagonista della vita quotidiana ercolanese.
&laquo;Ogni intervento di restauro &egrave; anche un'occasione per raccontare l'antichit&agrave; con strumenti nuovi. La storia di questo panificio, delle sue macine e dell'asinello ritrovato da Maiuri ci parla del lavoro quotidiano nell'antica Ercolano, e oggi, grazie ai rilievi digitali realizzati durante il cantiere, possiamo immaginare nuovi modi per farla conoscere a chi visita il Parco e a chi ci segue online.&raquo;
&mdash; Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Il pane di Ercolano, da Ercolano a Roma
Non &egrave; un caso che proprio in questi mesi il tema del pane ercolanese sia al centro dell'attenzione anche fuori dal Parco: fino al 18 ottobre 2026, Castel Sant'Angelo a Roma ospita la mostra &ldquo;Ercolano. L'arte di vivere&rdquo;, che espone tra l'altro una pagnotta carbonizzata dall'eruzione del Vesuvio e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix &mdash; il panificio gemello di quello del Vicolo Meridionale. Due racconti che si intrecciano, tra la Capitale e l'antica Ercolano, per restituire il volto pi&ugrave; quotidiano e sorprendente della citt&agrave; sepolta dal Vesuvio.</description>
<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
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<title>POMPEI, IL PASSATO RIPRENDE VITA. RIEVOCAZIONI STORICHE NEL PARCO ARCHEOLOGICO PER LE GIORNATE EUROP</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/31044.xhtml</link>
<description>In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), la pi&ugrave; estesa e partecipata manifestazione culturale promossa dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l'Italia dal Ministero della Cultura, il Parco Archeologico di Pompei promuove un ampio calendario di rievocazioni e attivit&agrave; didattiche nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2026.
L'iniziativa, che si inserisce nell'edizione incentrata sul tema &ldquo;Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare&rdquo;, vedr&agrave; coinvolti musei e luoghi della cultura sull'intero territorio nazionale con visite guidate, aperture straordinarie e convegni. Nella serata di sabato 26 settembre &egrave; inoltre prevista l'apertura straordinaria dei musei statali al costo simbolico di 1 euro. 
Il programma predisposto dal Parco Archeologico di Pompei propone un'immersione nella storia antica attraverso ricostruzioni filologiche, laboratori pratici e performance dal vivo dislocate nei vari siti.
A Pompei la giornata di sabato 26 settembre sar&agrave; interamente dedicata alla pratica dei combattimenti gladiatori romani con l'evento "Dies in Arena", a cura del Gruppo Storico Romano con Ars Dimicandi, con la partecipazione di Militum Schola, del Gruppo Storico Lucerino e di Taberna Anticae Arelatensis. La mattinata si aprir&agrave; alle ore 11.00 presso la Basilica con il primo atto, intitolato "Popolo e Potere", un'introduzione al munus gladiatorio (il combattimento tra gladiatori) inteso come elemento culturale, politico e sociale del I secolo d.C.
Alle ore 12.30, al Quadriportico dei Teatri, si terr&agrave; il secondo atto, "Il Ludus", incentrato sulla ricostruzione della scuola gladiatoria, la presentazione delle differenti tipologie di combattenti, l'analisi filologica delle armature e la spiegazione dei rituali e delle gerarchie interne. Per tutta la mattinata, fino allo svolgimento della performance, la zona del Quadriportico ospiter&agrave; banchi didattici dedicati alle armi antiche. Da qui partir&agrave; un corteo che, percorrendo via Stabiana e via dell'Abbondanza, raggiunger&agrave; l'Anfiteatro.
Presso l'Anfiteatro si svolger&agrave; alle ore 15.30 il terzo e conclusivo atto, &ldquo;Munera&rdquo; (combattimenti) con l'ingresso del corteo imperiale, di figure di corte e magistrati, seguito dalle esibizioni di quattro coppie di gladiatori spiegate al pubblico a fini divulgativi e concluse con il coinvolgimento diretto dello spettatore nella valutazione delle sfide.
La giornata di domenica 27 settembre a Pompei vedr&agrave; la terza edizione dei Ludi Pompeiani, a cura di Dyron Consulting. All'interno dell'Anfiteatro verranno messe in scena la cerimonia inaugurale e l'ovatio municipale (celebrazione militare) in onore di Gaius Cuspius Pansa, per poi proseguire con un'alternanza di momenti dedicati alla danza storica, ai giochi gladiatori e legionari, al rito della manumissio (la liberazione di uno schiavo da parte del padrone) al matrimonio romano. Banchi didattici per laboratori e approfondimenti saranno presenti dalle ore 9:30 nell'accampamento allestito nell'area adiacente all'Anfiteatro.
A Boscoreale, sabato 26 e domenica 27 settembre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, nel piazzale d'ingresso dell'Antiquarium, saranno attivi banchi didattici focalizzati su tessitura, cosmesi, profumeria, farmacopea e chirurgia, giochi, numismatica con possibilit&agrave; di coniazione della moneta, scultura, arti, mestieri e prodotti di stagione. Inoltre verranno proposti laboratori a numero chiuso (per un massimo di 8 partecipanti ciascuno), suddivisi in due turni giornalieri dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, dedicati alla tessitura, alla cosmesi e alla profumeria, accompagnati da rievocazioni con personaggi in costume all'interno della Villa. Le iniziative di rievocazione sono curate dall'associazione Legio XXX Ulpia Victrix.
A Stabia, presso Villa San Marco, la giornata del 26 settembre sar&agrave; incentrata sulla rappresentazione "Rectina! Il giorno in cui il cielo cadde su Pompei", con un'accoglienza del pubblico a partire dalle ore 10.00 e successive repliche dello spettacolo distribuite nel corso della giornata, alternate a sessioni didattiche e approfondimenti aperti ai visitatori fino alla chiusura del sito. Eventi curati da Dyron Consulting.
Anche presso la Villa di Poppea a Oplontis, sono in programma laboratori didattici e rievocazioni storiche curate dal Gruppo Archeologico Kyme con la collaborazione di: Gruppo Storico Oplontino, Archeoclub di Torre Annunziata, Aps Proloco Spartacus, Centro studi storici &ldquo;Niccol&ograve; D'Alagno&rdquo; e ArevOd - Ospitalit&agrave; Diffusa per un Turismo di Qualit&agrave;.
Sabato 26 settembre la fascia mattutina dalle 10.00 alle 13.00 ospiter&agrave; itinerari guidati e banchetti didattici sul tema "Teatro, musica e maschere del mondo antico" con l'esecuzione musicale del doppio flauto. Durante l'apertura serale dalle 20.00 alle 22.30 si terranno percorsi tematici dedicati a "Terme e sport", la prima edizione dei "Neronia Oplontini" con la premiazione di due atleti da parte dell'imperatore Nerone e lo spettacolo dei "Ludi Gladiatorii".
Domenica 27 settembre, sempre a Oplontis, la mattinata sar&agrave; dedicata alla performance "Poppea e Cleopatra: fascino e potere", incentrata sulla cosmesi e sui gioielli di epoca egizia e romana in relazione agli Ori di Oplontis, con la presenza delle due figure storiche. Nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 18.30, le visite guidate e i banchetti si focalizzeranno sulla navigazione e sul commercio del vino nel mondo antico, con riproduzioni di imbarcazioni romane e la lettura di composizioni poetiche a tema.</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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