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<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
<description>nome sito</description>
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<title>AMALFI SI DOTA DI UN SECONDO FAST INFORMATION POINT IN PIAZZA DUOMO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30535.xhtml</link>
<description>Sar&agrave; attiva da sabato 18 aprile 2026 la seconda postazione dedicata al Fast Information Point  presso Piazza Duomo ad Amalfi. L'iniziativa &egrave; finalizzata a favorire una maggiore dispersione e gestione dei flussi turistici verso il cuore del centro storico e delle frazioni dell'Antica Repubblica Marinara. Il servizio sar&agrave; disponibile dal venerd&igrave; alla domenica, inclusi i giorni festivi, dalle ore 12.20 alle 16:40. 
Il progetto si inserisce nella pi&ugrave; ampia pianificazione del Comune di Amalfi, sviluppata attraverso la DMO Visit Amalfi, con l'obiettivo di favorire l'accoglienza e garantire una maggiore attrattivit&agrave; turistica. Tra le attivit&agrave; principali si ricordano il Fast Information Point di Piazza della Bussola, gi&agrave; attivo dal 2024, e il potenziamento dell'operativit&agrave; dell'Arsenale della Repubblica durante tutto l'anno grazie alle nuove assunzioni che hanno consentito la formazione di un team stabile e professionale.  
Ad essere fruibile anche nei mesi invernali &egrave; l'infopoint dell' Arsenale della Repubblica, completamente ripensato nel layout, con un desk interno e funzioni di conciergerie separate per la promozione dei punti di interesse della Citt&agrave; e dell' l'offerta turistica promossa dalla Rete destinazione Amalfi Experience, oltre all'accesso e alla vendita dei biglietti per il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro. A ci&ograve; si aggiungono due self-infopoint, in cui adulti e bambini possono interagire con monitor dedicati. 
Per scoprire l'Arsenale della Repubblica, monumento simbolo della potenza marinara di Amalfi, gioiello di architettura medievale, unico cantiere in roccia ancora oggi esistente, che mantiene viva la memoria della secolare supremazia sui mari del popolo amalfitano, &egrave; possibile accedere all'Arsenal Experience, con visite guidate multilingua, della durata di circa 30 minuti ciascuna e incluse nel costo del ticket d'ingresso.
Disponibile, presso l'infopoint in Arsenale, anche l'Area merchandising con bussole, gadget e una ricca selezione di manuali editi dal Centro di Storia e Cultura Amalfitana e da Officine Zephiro che rievocano la storia millenaria di Amalfi e della Costiera. Da non perdere la mappa di Amalfi e frazioni con contenuti multilingua, accessibili e adatti ai bambini.  
Per l'acquisto dei ticket &egrave; stato attivato un sistema di prenotazione che consente l'acquisto online dei biglietti. La prenotazione online non &egrave; obbligatoria e sar&agrave; sempre possibile acquistare il biglietto direttamente all'ingresso in contanti o tramite POS. 
Per maggiori informazioni, si suggerisce di visitare il portale di destinazione Visit Amalfi www.visitamalfi.info e di contattare il servizio di supporto online all'indirizzo info@visitamalfi.info. 
INFO APERTURE - ARSENALE DELLA REPUBBLICA

Dal luned&igrave; alla domenica, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (1 aprile &ndash; 2 novembre, ultimo ingresso 18:30).
Dal luned&igrave; alla domenica, dalle ore 10:00 alle ore 16:40 (3 novembre &ndash; 31 marzo, ultimo ingresso 16:10).
Dal luned&igrave; alla domenica, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (26 dicembre &ndash; 6 gennaio, ultimo ingresso 18:30).
Nei mesi estivi all'esterno dell'Arsenale, presso Piazza della Bussola, sar&agrave; attivo anche il Fast Information Point dalle ore 11:35 alle ore 18:00. In Piazza Duomo la postazione sar&agrave; invece attiva il venerd&igrave;, sabato e domenica, inclusi i giorni festivi dalle ore 12:20 alle ore 16:40.

MOBILITA' E PARCHEGGI
Per informazioni di carattere logistico, si suggerisce la consultazione delle pagine "Come arrivare" e "Come muoversi" e l'applicazione &ldquo;Info Parking Amalfi&rdquo; per monitorare la disponibilit&agrave; in tempo reale dei posti auto e moto presso i parcheggi pubblici della citt&agrave;.</description>
<author>UF.ST.COMUNE DI AMALFI</author>
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<title>A POMPEI IL CANTIERE DIVENTA AULA: AL VIA I TIROCINI FORMATIVI PER GLI STUDENTI DELLA SCUOLA DI REST</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30501.xhtml</link>
<description>Pompei, 9 aprile 2026 &mdash; Grazie alla convenzione stipulata tra il Parco Archeologico di Pompei, Ales S.p.A. e Valore Italia, prende avvio un programma di tirocini formativi curriculari destinato agli allievi del corso di Laurea in Restauratore di Beni Culturali della Scuola di Restauro di Botticino.
 
Sono iniziate oggi le attivit&agrave; di monitoraggio e manutenzione di apparati decorativi nei cantieri attivi nel sito archeologico per il primo gruppo di lavoro composto da due studenti che vivranno un'esperienza formativa immersiva a stretto contatto con uno dei contesti di conservazione pi&ugrave; complessi e prestigiosi al mondo.
 
I tirocini si svolgeranno in cicli di sette settimane, per un totale di 250 ore per ciascuno dei quattordici tirocinanti complessivi, offrendo un'opportunit&agrave; unica di apprendimento pratico accanto a professionisti impegnati quotidianamente nella tutela del patrimonio pompeiano. Questo permetter&agrave; agli allievi della Scuola di Restauro di Botticino di sviluppare competenze tecniche, capacit&agrave; di osservazione e senso di responsabilit&agrave; fondamentali per la loro futura professione, trasformando Pompei in una vera e propria aula a cielo aperto.
 
Gli studenti saranno seguiti dal personale di Ales S.p.A., societ&agrave; in house del Ministero della Cultura, che da anni opera nel settore della conservazione dei beni archeologici e nei servizi di manutenzione programmata per Pompei. Un gruppo multidisciplinare composto da archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e operai specializzati, che lavora in costante confronto con i funzionari del Parco per garantire il mantenimento in condizioni di integrit&agrave; delle strutture murarie e delle superfici decorate &ndash; intonaci, affreschi e mosaici.
 
L'iniziativa rafforza il ruolo del Parco Archeologico di Pompei come luogo di conservazione, ricerca e come laboratorio permanente di formazione professionale, dove la trasmissione delle competenze diventa parte integrante della tutela del patrimonio culturale.

&ldquo;La conservazione del patrimonio archeologico passa anche attraverso la formazione di nuovi professionisti. Pompei &egrave; da sempre una palestra per studiosi e ricercatori, un laboratorio straordinario dove il rigore scientifico incontra la pratica quotidiana della tutela. Accogliere studenti e giovani restauratori significa investire nella trasmissione delle competenze e rafforzare collaborazioni che rendono il Parco un luogo di crescita condivisa&raquo;, dichiara Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.
 
&ldquo;Offrire ai nostri studenti l'opportunit&agrave; di formarsi in un contesto prestigioso come quello del Parco Archeologico di Pompei significa mettere nelle loro mani un'esperienza di alto valore professionale. Qui il sapere teorico si confronta quotidianamente con la complessit&agrave; reale della conservazione, permettendo agli allievi di crescere in termini di responsabilit&agrave; e consapevolezza del proprio ruolo grazie alla guida del team altamente qualificato di ALES che li supporter&agrave; e guider&agrave; in questi mesi&rdquo;, ha affermato Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia - Scuola di Restauro di Botticino.

&ldquo;Con l'avvio di questo tirocinio formativo, Ales S.p.A. conferma la posizione di rilievo assunta nell'ambito dei   servizi di manutenzione programmata, che rappresentano il primo presidio nella conservazione del patrimonio, e si impegna a trasmettere agli studenti le proprie esclusive competenze, maturate nel corso di oltre dieci anni di esperienza al servizio di una ricchezza inestimabile e altamente complessa come quella del Parco Archeologico di Pompei&rdquo;, ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato di Ales S.p.A. Fabio Tagliaferri.
</description>
<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
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<title>&quot;DOPO PETRARCA, DI NUOVO IN CAMPIDOGLIO: L'8 APRILE L'INCORONAZIONE DEI POETI CELEBRA VALERIO M</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30485.xhtml</link>
<description>ROMA, 30 marzo 2026 &ndash; Si terr&agrave; mercoled&igrave; 8 aprile, a partire dalle ore 16:00, nella Sala Consiliare Giulio Cesare del Palazzo Senatorio, in Campidoglio, la solenne Cerimonia di Incoronazione dei Poeti, un evento dedicato alla celebrazione della parola poetica e del suo valore culturale e civile.
Protagonista della cerimonia sar&agrave; il poeta Valerio Magrelli, tra le voci pi&ugrave; autorevoli della poesia contemporanea italiana, gi&agrave; insignito del Premio Feltrinelli per la poesia italiana conferitogli dall'Accademia Nazionale dei Lincei. A lui verr&agrave; idealmente attribuita la corona d'alloro, la pi&ugrave; alta onorificenza simbolica per un poeta, che veniva posta sul capo secondo un rito che affonda le sue radici nell'antichit&agrave; classica. Nella stessa data, in Campidoglio, il giovane poeta emergente Mattia Tarantino, venticinquenne direttore della piattaforma Inverso &ndash; Giornale di poesia, ricever&agrave; un premio speciale dopo essere stato &ldquo;segnalato&rdquo; dallo stesso Magrelli.
Tra coloro i quali furono chiamati a ricevere il tale riconoscimento si ricorda Francesco Petrarca, incoronato sommo poeta in Campidoglio l'8 aprile del 1341. Oggi l'iniziativa intende infatti recuperare e rinnovare questa antica tradizione, riproponendola in chiave contemporanea come un riconoscimento di eccellenza assoluta che rimette al centro dell'attenzione la figura del poeta come guida alla riscoperta dell'empatia e alla rilettura della realt&agrave;. Su impulso dell'ideatore Alessandro Occhipinti Trigona, la Federazione AUT-AUTORI e la Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia della Sapienza Universit&agrave; di Roma promuovono questa cerimonia con l'ambizione di istituirla stabilmente come una sorta di vero e proprio &ldquo;PREMIO NOBEL DELLA POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA&rdquo;.
Alla presenza di autorevoli esponenti della cultura e dell'arte, il programma prevede letture pubbliche, interventi istituzionali e momenti artistici, in un percorso capace di intrecciare memoria storica e sensibilit&agrave; contemporanea, restituendo alla poesia il ruolo centrale che le spetta nel panorama culturale.
All'iniziativa prenderanno parte, oltre ai destinatari del premio Valerio Magrelli e Mattia Tarantino:

Alessandro Occhipinti Trigona, Coordinatore Federazione AUT-AUTORI
Arianna Punzi, Preside della Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia dell'Universit&agrave; La Sapienza di Roma
Cecilia Bello, Docente di Letteratura Italiana Contemporanea
Paola Passarelli, Direttrice Generale del Ministero della Cultura &ndash; Direzione Biblioteche e Istituti culturali
Antonella Melito, Consigliera Capitolina
Alessandro Rossetti, Federazione AUT-AUTORI per ANAC
Linda Brunetta, Federazione AUT-AUTORI per ANART
Maria Letizia Compatangelo, Federazione AUT-AUTORI per CENDIC
Toni Biocca, Federazione AUT-AUTORI per AIDAC
Raffaele Buranelli, Presidente del RAAI
Daniela Poggi, attrice e interprete
Lorena Tiberi, scultrice

L'Incoronazione dei Poeti &egrave; un progetto vincitore dell'Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l'Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025, in collaborazione con Z&egrave;tema &ldquo;Progetto Cultura&rdquo;. Realizzato con il Fondo per il diritto di prestito pubblico nella categoria &ldquo;autori Opere a Stampa&rdquo; del Ministero della Cultura &ndash; Direzione generale biblioteche e istituti culturali. 
Per partecipare &egrave; necessario prenotarsi scrivendo a: segreteria@aut-autori.it</description>
<author>LICIA GARGIULO</author>
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<title>SCOPRIRE LA CAMPANIA ATTRAVERSO 101 MERAVIGLIE FUORI DAI CLASSICI PERCORSI TURISTICI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30481.xhtml</link>
<description>Si inizia a sfogliarne le pagine e ci si rende conto di quanti luoghi meravigliosi esistano in Campania, di cui si ha ancora troppo poca conoscenza. Punti panoramici, dimore storiche, piccoli musei, spelonche profondissime, siti archeologici, cascate spettacolari, antichi cimiteri ipogei, eremi remoti, affreschi bizantini, chiese monumentali e borghi che sembrano usciti da una fiaba. 
Un caleidoscopio di meraviglie poco note di una regione che non smette mai di stupire per la ricchezza di tesori che custodisce.
Esce oggi l'undicesimo volume di Roberto Pellecchia &ldquo;Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici&rdquo;, con un titolo sottilmente provocatorio e ammiccante, che introduce a un problema tipico delle aree troppo ricche di attrattori turistici conosciuti in tutto il mondo. 
Le aree archeologiche di Pompei, di Ercolano e di Paestum, le Isole Flegree, Capri, il Vesuvio, Sorrento, Positano e Amalfi attirano ormai da due secoli visitatori da ogni dove, per non parlare di Napoli, da anni in sofferenza per eccessivo pressing turistico, il cosiddetto overtourism, che in certi periodi dell'anno, arriva a soffocare la citt&agrave; e i suoi abitanti. 
Un eccesso di offerta che diventa anche un limite a una conoscenza pi&ugrave; approfondita del territorio. Gran parte delle agenzie di viaggio incanala i visitatori della Campania sempre verso le stesse mete, quelle che nell'immaginario collettivo rappresentano per intero lo scenario campano, la summa di tutto quello che c'&egrave; da vedere. 
Gli stessi residenti della Campania il pi&ugrave; delle volte non vanno molto oltre, limitandosi spesso a vacanze balneari lungo la Costiera Amalfitana e la Costa del Cilento, con rare esplorazioni verso l'interno della regione che - per molti - rimane una sorta di &ldquo;terra incognita&rdquo;. 
&ldquo;Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici&rdquo; &egrave; un potente invito a guardare oltre l'orizzonte delle solite localit&agrave;. 
&Egrave; un libro in cui non c'&egrave; l'area archeologica di Pompei, ma quella di Aeclanum, dove non si parla del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma del Museo delle Streghe di Benevento, non del Vesuvio, bens&igrave; del Monte Cervati. La stessa Napoli viene raccontata attraverso siti pi&ugrave; di nicchia, come il Complesso Monumentale di Sant'Anna dei Lombardi o l'Ipogeo dei Cristallini, monumenti straordinari ma talvolta dimenticati.
L'isola d'Ischia viene raccontata attraverso il magico Bosco della Falanga e le sue antiche case di pietra, mentre a Capri l'autore invita a percorrere il sentiero del Pizzolungo o a visitare l'incredibile pavimento maiolicato della chiesa di San Michele Arcangelo ad Anacapri.
In provincia di Caserta, ci mostra le spettacolari immagini del Teatro Tempio di San Nicola, nel Beneventano viene svelata la presenza della pi&ugrave; grande porta megalitica d'Europa.
Le 208 pagine del libro, arricchite con ben 408 fotografie dell'autore, conducono il lettore lungo un percorso spettacolare che lascia senza fiato, alla cui fine si rimane quasi increduli e ci si pone la domanda &ldquo;ma davvero esiste tutto questo?&rdquo;.
&ldquo;Volendo si potrebbero individuare numerosi altri punti d'interesse&rdquo;, spiega l'autore. &ldquo;Impossibile citarli tutti, per cui ne sono stati scelti 101 poco noti, o inspiegabilmente poco frequentati, nonostante il loro grande impatto emozionale&rdquo;. 
Il volume ha il costo di soli 10 euro e sar&agrave; disponibile in tutte le edicole delle province di Napoli e Salerno, dal 2 aprile fino alla fine dell'estate. Per tutte le altre localit&agrave;, o per chi lo richiedesse da fuori regione, sar&agrave; disponibile con spedizione a domicilio con un piccolo sovrapprezzo richiedendolo all'indirizzo e-mail robipel@libero.it o via Messenger attraverso il profilo Facebook dell'autore: https://www.facebook.com/roberto.pellecchia.37/ 
I LIBRI DELL'AUTORE: 
Le 100 spiagge della Costiera Amalfitana (2008)
Spiagge, Cale e Borghi della Costa del Cilento (2010)
Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Diano (2012)
Segreti e meraviglie della Costa di Sorrento (2014)
#faccedabirra (2016)
In viaggio con l'ombra &ndash; Diari dalla Patagonia (2016)
Borghi e centri storici abbandonati in Campania - 43 storie (2022)
100 Castelli da conoscere in Campania (2023)
Guida delle spiagge del Cilento (2024)
Nuova Guida delle spiagge della Costiera Amalfitana (2025) 
Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici (2026)
208 pagine
408 immagini  
Qui per scaricare copertina, video e alcune foto: https://we.tl/t-wiWyR7CJ4UHGBBBs
Qui per visionare il video dell'autore: https://youtu.be/GfNOzO5OHJM</description>
<author>ROSMARINO NEWS</author>
</item>
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<title>SACRIFICI PRIMA DELLA CATASTROFE: COSA BRUCIAVA NEGLI ALTARI DOMESTICI DI POMPEI?</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30472.xhtml</link>
<description>Piante locali ma anche sostanze aromatiche importate dall'Africa o dall'Asia sui bruciaprofumi degli altari domestici di Pompei. &Egrave; quanto emerge dalle indagini scientifiche di un team di esperti internazionali che ha analizzato cosa venisse bruciato nei bracieri rituali romani rinvenuti a Pompei. Segno di quanto Pompei facesse parte di una rete commerciale globale.
 
L'eruzione del 79 d. C., immane catastrofe per gli abitanti dell'epoca di Pompei, ha rappresentato allo stesso tempo una straordinaria opportunit&agrave; per l'archeologia moderna, grazie alle eccezionali condizioni di conservazione del sito. Tra i reperti preservati vi sono, infatti, anche le ceneri rimaste nei bruciaprofumi utilizzati dai pompeiani per le offerte a base di incenso alle divinit&agrave;, che gli esperti delle Universit&agrave; di Zurigo, Monaco di Baviera, Bonn, Kiel e Dublino hanno analizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, mediante una serie di tecniche di laboratorio all'avanguardia, concentrandosi sulle ceneri di due bruciaprofumi, provenienti da Pompei e da una villa di Boscoreale.
Resine arboree esotiche dall'Africa o dall'Asia
 
&laquo;Ora possiamo dimostrare concretamente quali profumi venivano realmente bruciati nel culto domestico pompeiano&raquo;, afferma Johannes Eber dell'Universit&agrave; di Zurigo, coordinatore dello studio. &laquo;Oltre a piante regionali abbiamo trovato anche tracce di resine importate &ndash; un indizio di ampie connessioni commerciali di Pompei&raquo;.
Particolare interesse desta uno dei recipienti dove sono stati individuati resti di una resina arborea esotica, probabilmente proveniente da regioni tropicali dell'Africa o dell'Asia.
 
&laquo;Le analisi molecolari indicano inoltre la presenza di un prodotto derivato dall'uva in uno dei bruciaprofumi&raquo;, spiega Maxime Rageot dell'Universit&agrave; di Bonn, che ha condotto le indagini biomolecolari dello studio. &laquo;Ci&ograve; sarebbe coerente con l'uso del vino nei rituali raffigurati nell'arte romana e descritti nelle fonti scritte, e dimostra al tempo stesso quanto sia importante integrare gli studi archeologici con analisi scientifiche&raquo;.
 
&laquo;La combinazione di diverse tecniche chimiche e microscopiche moderne rende improvvisamente tangibile la vita religiosa quotidiana degli abitanti di Pompei&raquo;, aggiunge Philipp W. Stockhammer della LMU di Monaco, nel cui gruppo di ricerca &egrave; stato avviato lo studio.

Una vasta rete commerciale quasi 2.000 anni fa
 
Il Parco Archeologico di Pompei, che recentemente ha dedicato una nuova esposizione permanente all'eruzione e alle sue vittime, esponendo anche un elevato numero di reperti organici quali resti di piante, cibi e oggetti in legno, sottolinea l'importanza di questo tipo di studi: &laquo;Senza Pompei, la nostra conoscenza del mondo romano sarebbe meno ricca &ndash; ha commentato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel &ndash; ma &egrave; una ricchezza di conoscenze e dati che solo un'archeologia all'altezza dei tempi pu&ograve; valorizzare adeguatamente: grazie all'integrazione con altre scienze, possiamo ancora scoprire tanto sulla vita nella citt&agrave; antica.&raquo;
 
Lo studio mostra quindi che Pompei non era soltanto una citt&agrave; romana ai piedi del Vesuvio, ma faceva parte di una rete commerciale globale, le cui tracce possono essere individuate perfino nei profumi degli altari domestici.</description>
<author>UF.ST.P.A. DI POMPEI</author>
</item>
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<title>&quot;DIFFERENT HERITAGE&quot;, UN CONVEGNO SUI VARI APPROCCI METODOLOGICI ALL'ARCHEOLOGIA A POMPEI </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30429.xhtml</link>
<description>Una panoramica e un confronto sulle differenti metodologie di approccio all'archeologia, da quello dell'Hard science - come la chimica, la fisica, la geologia -  ad approcci come quelli dell'archeologia sperimentale o della cultura immateriale, alla luce dell'attivit&agrave; trentennale maturata all'interno del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco.
&Egrave; questo il focus del primo convegno dedicato al &ldquo;Different Heritage&rdquo; che si terr&agrave; nelle giornate del 24, 25, 26 marzo 2026, presso l'Auditorium del Parco Archeologico di Pompei.
L'approccio, che trascende il caso pompeiano e si estende alla metodologia della ricerca, vedr&agrave; gli interventi di esperti nazionali e internazionali che hanno dato un contributo significativo alle rispettive materie. Archeobotanici, diagnosti, archeozoologi, archeologi sperimentali, esperti di patrimonio immateriale, antropologi fisici, geologi racconteranno e confronteranno le proprie esperienze e gli intrecci inaspettati che possono nascere fra tematiche a prima vista distanti ma che trovano un linguaggio comune nella ricerca audace e non vincolata da schemi di pensiero.
In programma, inoltre, la proiezione del documentario diClive Oppenheimer VOLCANO VOICES: FROM ASHES TO ARCHIVES AND ART 
L'incontro sar&agrave; in live streaming sul canale YouTube del Parco https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams
Ingresso libero, registrazione a: differentheritage@mediacongress.it
Nei tre giorni di convegno interverranno, oltre al Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel: Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Younes Naime, Parco Archeologico di Pompei, Cecilia Gregori, Alessandra Lucchese Direzione Generale Affari europei e internazionali MIC; Cristiano Vignola, Sapienza Universit&agrave; di Roma, Lionello Morandi, Universit&agrave; di Pisa, Matteo Delle Donne, Universit&agrave; di Napoli &ldquo;L'Orientale&rdquo;, Anna Maria Grasso, Universit&agrave; del Salento, Donatella Novellis, Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi (CS), Mauro Bernabei, Istituto per la BioEconomia, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Raffaele Martinelli,Parco Archeologico di Pompei, Alessandra Pecci, Universitat de Barcelona, Valentina Giacometti, Noemi Mantile, Simona Altieri, Maria Rosa di Cicco, Carmine Lubritto Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;, Mishael A. Quraishi,  Massachusetts Institute of Technology, Celestino Grifa, Universit&agrave; degli Studi del Sannio, Admir Masic, Massachusetts Institute of Technology, Claudia Minniti, Sapienza Universit&agrave; di Roma, Chiara Corbino, Istituto di scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Stefano Vanin, Universit&agrave; degli Studi di Genova, Vito Giuseppe Prillo, Universit&agrave; degli Studi di Siena, Dar&iacute;o Bernal Casasola, Universidad de C&aacute;diz, Alessandro Russo, Parco Archeologico di Pompei, Yuri Godino, Universit&agrave; degli Studi di Pavia, Marino Niola, Elisabetta Moro, Universit&agrave; degli Studi Suor Orsola Benincasa &ndash; Napoli, Pascal Warnking, Universit&auml;t Trier, Alessandra D'Eugenio, Sapienza Universit&agrave; di Roma, Alessandro Fedrigotti, MUSE Trento / Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, Nicolas Monteix, Universit&eacute; de Rouen-Normandie; V&eacute;ronique Matterne, CNRS, BioArch; Andreas G. Heiss, &Ouml;sterreichisches Arch&auml;ologisches Institut, Wien, Clive Oppenheimer, University of Cambridge, Mauro Antonio Di Vito, Sandro De Vita, Domenico Sparice, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Vincenzo Amato Universit&agrave; degli Studi del Molise, Cristina Cattaneo Universit&agrave; degli Studi di Milano, N&uacute;ria Armentano Oller, Museu d'Arqueologia de Catalunya, Trish Biers Universit&agrave; di Cambridge.
8:45 &ndash; REGISTRAZIONE 
INTRODUZIONE AI LAVORI
9:00 
Gabriel Zuchtriegel, Parco Archeologico di Pompei. 
Saluti istituzionali e introduzione. 
9:20
Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Younes Naime, Parco Archeologico di Pompei.
Different Heritage: Because there is (still) a reason to talk about it. 
10:00
Cecilia Gregori, Alessandra Lucchese,Direzione Generale Affari europei e internazionali (MIC).
The Hidden Role of the Grant Office: International relationships and research. 
ARCHAEOBOTANICAL HERITAGE 
Chair: Chiara Comegna, Parco Archeologico di Pompei.
10:25
Cristiano Vignola, Sapienza Universit&agrave; di Roma.
The Invisible Role of Plants as Disclosed by Fossil Pollen.
10:50
Lionello Morandi, Universit&agrave; di Pisa.
Beyond Pollen: The palaeoenvironmental and archaeological potential of non-pollen palynomorphs.
11:15
Pausa Caff&egrave;/Coffee break
12:00
Matteo Delle Donne, Universit&agrave; di Napoli &ldquo;L'Orientale&rdquo;.
From Plant Remains to Landscapes: Tracing past human&ndash;plant interactions across Asia and Africa. 
12:25
Anna Maria Grasso, Universit&agrave; del Salento.
Biocultural Agricultural Systems in Medieval Southern Italy: Archaeobotanical evidence for anthropogenic selection and genetic erosion.      
12:50
Donatella Novellis, Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi (CS).
Communicating Archaeobotany: Ancient plants revealing landscapes, communities and emotions.
13:15
Mauro  Bernabei, Istituto per la BioEconomia, Consiglio Nazionale delle Ricerche.
 Where Does this Wood Come From?
13:50 
Pausa pranzo/ Lunch break 
ARCHAEOMETRICAL HERITAGE 
Chair: Raffaele Martinelli,Parco Archeologico di Pompei.
15:00
Alessandra Pecci, Universitat de Barcelona.
Organic Residue Analysis: Food practices and technology.
15:25
Valentina Giacometti, Noemi Mantile, Simona Altieri, Maria Rosa di Cicco, Carmine Lubritto Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;.
From Isotopes to Human Stories: New ways to trace daily life in ancient Pompeii.
15:50
Mishael A. Quraishi,  Massachusetts Institute of Technology.
Beyond the Wall Paintings: Detection and estimation of Egyptian blue pigment in Pompeii's Blue Room.
16:15 
Pausa caff&egrave;/Coffee break 
25.03.2026 
ARCHAEOMETRICAL HERITAGE 
Chair: Raffaele Martinelli, Parco Archeologico di Pompei
9:30 
Celestino Grifa, Universit&agrave; degli Studi del Sannio.
New Perspectives on Mineralogy and Petrology in the Diagnosis of Archaeological Heritage.
9:55
Admir Masic, Massachusetts Institute of Technology.
The Science of the Unfinished: Revisiting ancient Roman technology through Pompeii. 
ZOOARCHAEOLOGICAL HERITAGE
Chair: Younes Naime, Parco Archeologico di Pompei. 
10:20
Claudia Minniti, Sapienza Universit&agrave; di Roma.
 &ldquo;Heritage Different&rdquo;?The importance of exploring the past through zooarchaeology.
10:45 
Chiara Corbino, Istituto di scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche.
From Earth to Sky. The great value of bird bones from archaeological contexts.
11:10 
Pausa caff&egrave;/ Coffee break 
12:00 
Stefano Vanin, Universit&agrave; degli Studi di Genova.
Insects: Silent witnesses of the past.
12:25  
Vito Giuseppe Prillo, Universit&agrave; degli Studi di Siena.
 Fish Remains in the Zooarchaeological Record: Issues and new directions.
12:50    
Dar&iacute;o Bernal Casasola, Universidad de C&aacute;diz.
From Pompeii to Gades: Fishing, garum & amphorae following the halieutic cycle. 
EXPERIMENTAL HERITAGE
Chair: Alessandro Russo, Parco Archeologico di Pompei. 
13:15
Yuri Godino, Universit&agrave; degli Studi di Pavia.
Beyond the Replica: The value of experimental archaeology in the present.
13:40
Marino Niola, Elisabetta Moro, Universit&agrave; degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli.
Intangible Food.
14:05
Pausa pranzo/Lunch break 
15:00
Pascal Warnking, Universit&auml;t Trier.
Tangible Impact of Intangible Heritage.
15:25 
Alessandra D'Eugenio, Sapienza Universit&agrave; di Roma.
Echoes of the Ancient World: Understanding the past through sound. 
15:50
Alessandro Fedrigotti, MUSE Trento / Museo delle Palafitte del Lago di Ledro.
Pile-dwelling Bread: One museum, multiple disciplines, countless stories.
16:15
Nicolas Monteix, Universit&eacute; de Rouen-Normandie; V&eacute;ronique Matterne, CNRS, BioArch; Andreas G. Heiss, &Ouml;sterreichisches Arch&auml;ologisches Institut, Wien
From Grain to Bread: Identification and study of archaeological remains of cereal-based food preparations.
16:40
Pausa caff&egrave;/ Coffee break
17:30
VOLCANO VOICES: FROM ASHES TO ARCHIVES AND ART documentary by Clive Oppenheimer 
26.03.2026 
GEOLOGICAL HERITAGE 
Chair: Celestino Grifa, Universit&agrave; degli Studi del Sannio. 
09:30 
Clive Oppenheimer, University of Cambridge.
Some Perspectives on Documentary Filmmaking. 
09:55 
Mauro Antonio Di Vito, Sandro De Vita, Domenico Sparice, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Turning a Natural Disaster into Heritage: The geoarchaeological and cultural value of volcanic eruptions and their deposits.
10:20
Vincenzo Amato Universit&agrave; degli Studi del Molise.
 Integrating Geological Heritage into Archaeological Parks: Towards a broader perspective of cultural heritage and its enjoyment.
10:45 
Pausa caff&egrave;/ Coffee break 
HUMAN HERITAGE 
Chair: Valeria Amoretti, Parco Archeologico di Pompei.
11:15
Cristina Cattaneo Universit&agrave; degli Studi di Milano.
CRIME CoRpus Iniuriae MEmor. Reconstructing the trajectory of violence through time from bodies and bones: a look at 2000 years of Milan.
11:40
N&uacute;ria Armentano Oller, Museu d'Arqueologia de Catalunya.
Heritage of Trauma: Illness and war.
12:05  
Trish Biers Universit&agrave; di Cambridge.
Body Parts and Human Hearts: Ethics of human remains and the heritage of death. 
12:30
Pausa pranzo/Lunch break</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>PAESAGGI NEL TEMPO. VESUVIO E DINTORNI. IL PARCO ARCHEOLOGICO CELEBRA LA GIORNATA DEL PAESAGGIO CON </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30420.xhtml</link>
<description>In occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, che si celebra il 14 marzo, il Parco Archeologico di Ercolano propone al pubblico una visita tematica gratuita dal titolo &ldquo;Paesaggi nel tempo. Vesuvio e dintorni&rdquo;, dedicata alla scoperta e alla riflessione sulle trasformazioni del paesaggio nell'area vesuviana dall'antichit&agrave; fino all'et&agrave; contemporanea.
L'iniziativa rappresenta un'occasione per osservare il sito archeologico da una prospettiva diversa, mettendo al centro il rapporto tra uomo e ambiente e l'evoluzione del territorio nel corso dei secoli. Attraverso alcuni scorci della citt&agrave; antica, con le sue visuali sul Monte Vesuvio a nord e sul mare a sud, i partecipanti saranno guidati in un percorso che racconta come il paesaggio vesuviano si sia trasformato nel tempo.
 
Durante la visita si rifletter&agrave; su come oggi percepiamo il paesaggio che ci circonda, sul suo significato e sull'importanza della sua tutela e cura. Il paesaggio non &egrave; solo un contesto naturale, ma un patrimonio culturale e identitario, risultato dell'interazione tra ambiente, risorse, attivit&agrave; umane e modalit&agrave; di utilizzo del territorio.
Partendo dall'osservazione della citt&agrave; antica, sar&agrave; possibile indagare come gli abitanti di Ercolano sfruttassero le risorse del territorio e come tali dinamiche siano cambiate nel corso del tempo, in relazione a esigenze sociali, tecnologie e forme di organizzazione dello spazio.
Informazioni per il pubblico:

Orari dei turni 10:30 e 12:00
Durata della visita: circa 1 ora
Partecipanti: massimo 25 persone per turno

Modalit&agrave; di partecipazione: l'attivit&agrave; &egrave; gratuita con biglietto ordinario di ingresso al sito e prenotazione obbligatoria al link: Parco Archeologico di Ercolano | CoopCulture
Con questa iniziativa il Parco Archeologico di Ercolano invita visitatori e comunit&agrave; a riflettere sul valore del paesaggio vesuviano e sulla responsabilit&agrave; condivisa di conoscerlo, tutelarlo e preservarlo nel tempo. &#127755;&#127807;
Orario estivo del Parco
Si informa che dal 16 marzo entrer&agrave; in vigore l'orario estivo del Parco, con apertura dalle 8:30 alle 19:30 e ultimo ingresso alle 18:00.
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<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
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<title>14 MARZO - GIORNATA DEL PAESAGGIO A POMPEI TRA VIGNETI, VIVAIO E PERCORSI NEL VERDE PER FAMIGLIE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30417.xhtml</link>
<description>Sabato 14 marzo si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio in tutti luoghi della cultura statali. A Pompei sar&agrave; possibile trascorrere la giornata nelle aree verdi del Parco per scoprire, attraverso attivit&agrave; e laboratori, quelle che sono ed erano le diverse specie naturali presenti e il rapporto uomo&ndash;natura nel mondo antico. Pompei e i siti della Grande Pompei (Villa di Poppea a Oplontis, le ville Arianna e San Marco a Stabia e Villa Regina a Boscoreale), presentano accanto al patrimonio archeologico, un ampio patrimonio naturale costituito da aree verdi, vigneti, oliveti e frutteti che sono oggetto di conservazione, manutenzione e valorizzazione, anche con il supporto di partner privati.
Per l'occasione, il 14 marzo sar&agrave; aperto per tutta la giornata (dalle 9,00 alle 14,00) il Vivaio della Flora Pompeiana presso la Casa di Pansa, centro di ricerca sulla biodiversit&agrave; e la produzione della flora pompeiana, dove gli esperti del Parco illustreranno le principali specie presenti utilizzate anche per la ricostruzione storica dei giardini delle domus (case) pompeiane. Sar&agrave;, inoltre, possibile scoprire i vigneti della Casa della Nave Europa e del Triclinio all'aperto assieme al personale dell'azienda vitivinicola Feudi di San Gregorio, partner del Parco per il progetto di cura e valorizzazione scientifica dei vigneti del Parco, che illustrer&agrave; le principali tecniche antiche a confronto con quelle attuali (ingresso libero nei seguenti orari 9.00 -12.30 &ndash; 14.00-16.30),
E ancora, le famiglie potranno prenotare una visita tematica &ldquo;Natura e vita selvaggia all'ombra del Vesuvio" con percorso verde nel Bosco Sacro, area orientale della antica citt&agrave; di Pompei, e sosta presso Casa Rosellino, sede del Pompeii Children's Musuem, che assieme alla Cooperativa Il Tulipano, curer&agrave; gli itinerari. Il percorso prevede poi un giro in bicicletta fino alla Parvula Domus, Fattoria Culturale e Sociale sede di attivit&agrave; per ragazzi con autismo e/o disabilit&agrave; cognitive, dove si potr&agrave; partecipare a un laboratorio multisensoriale finalizzato alla scoperta accessibile del paesaggio. Il costo del biglietto &egrave; di 10 &euro; per tutti (sia i bambini che i genitori / accompagnatori) e per gli adulti che partecipano all'attivit&agrave;, l'ingresso al Parco &egrave; gratuito. Partenza alle 10,30 o alle 11,30 da piazza Anfiteatro. Info sul sito www.pompeiichildrensmuseum.it
Il Museo archeologico di Stabia presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, inoltre, il 14 e il 15 marzo ospiter&agrave; nelle Sale 4 e 13 un'installazione dedicata al paesaggio sonoro dell'antica Stabia, nell'ambito del progetto Echeia di Funneco aps a cura di M. D'Acunzo e M. Lucia. I visitatori potranno immergersi nella ricostruzione sonora dell'antico paesaggio dell'Ager Stabianus e dell'area sacra di Privati.
L'ingresso ai siti archeologici in occasione della Giornata del Paesaggio &egrave; al costo ordinario.
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<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>PERCORSO ESPOSITIVO PERMANENTE DEI CALCHI E DEI REPERTI ORGANICI DI POMPEI SEPOLTA DALL'ERUZIONE DEL</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30416.xhtml</link>
<description>Portico Sud, L'eruzione e i resti organiciL'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. ha congelato Pompei nell'istante in cui l'ha distrutta, preservando eccezionalmente le tracce della vita quotidiana della citt&agrave; e dei suoi abitanti. Una distruzione che conserva: l'eruzione del 79 d.C.
Pompei &egrave; conosciuta in tutto il mondo per il suo eccezionale stato di conservazione, dovuto a un evento tragico: l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. All'epoca, il vulcano si presentava come una montagna verde e fertile, con la cima piatta e una grande conca (una caldera) nella zona centrale e sud-occidentale. Quando il Vesuvio erutt&ograve;, emise un'enorme quantit&agrave; di lapilli e cenere che ricoprirono completamente la citt&agrave;. Questo ha permesso di &ldquo;fermare&rdquo; Pompei nel tempo, preservando edifici, decorazioni, arredi, oggetti della vita quotidiana e perfino le vittime dell'eruzione.
Grazie a questa tragica conservazione, oggi possiamo conoscere molti dettagli sulla vita quotidiana degli antichi Romani. Le uniche testimonianze scritte di quell'evento ci arrivano da Plinio il Giovane, che in due lettere racconta allo storico Tacito la morte di suo zio, Plinio il Vecchio, famoso naturalista. I suoi scritti, insieme agli studi archeologici e geologici moderni, ci aiutano a ricostruire lo svolgimento dell'eruzione. Gli studiosi discutono ancora sulla data esatta dell'eruzionedel 79 d.C.: potrebbe essere il 24 agosto, oppure un giorno di ottobre, come suggeriscono alcuni ritrovamenti archeologici. Nei giorni precedenti si verificarono diverse scosse di terremoto, segnali premonitori della catastrofe. L'intera eruzione dur&ograve; circa 32 ore. Dopo una prima fase in cui &ldquo;piovvero&rdquo; pomici, una serie di correnti piroclastiche - nubi calde e veloci composte da gas e frammenti vulcanici - travolse la citt&agrave;. La pi&ugrave; violenta tra queste arriv&ograve; circa 19-20 ore dopo l'inizio dell'eruzione e segn&ograve; la fine di Pompei, causando distruzione e la morte di migliaia di persone.&mdash;Il Somma-Vesuvio &egrave; un vulcano che risale a 40.000 anni fa ed &egrave; attivo ancora oggi. Il vulcano Somma-Vesuvio Il Somma-Vesuvio &egrave; un vulcano formato da due elementi: il Monte Somma (1132 m), che &egrave; ci&ograve; che resta di un antico vulcano, e il Vesuvio (1281 m), un cono pi&ugrave; recente cresciuto all'interno della grande caldera formatasi dopo varie eruzioni.
La storia del Monte Somma comincia 40.000 anni fa, con attivit&agrave; vulcanica alternata tra emissioni di lava ed eruzioni esplosive. Tra 22.000 anni fa e il 79 d.C., ci furono quattro grandi eruzioni esplosive, dette pliniane, che modificarono profondamente la forma del vulcano.
Dopo l'eruzione del 79 d.C., l'attivit&agrave; continu&ograve; dentro la caldera, diventando pi&ugrave; frequente dal V secolo in poi, in particolare dopo l'eruzione del 472. Le eruzioni furono di energia medio-bassa e accompagnate da colate laviche. Tra il 1631 e il 1944, il Vesuvio ebbe un'attivit&agrave; quasi continua, con decine di eruzioni che formarono l'aspetto attuale del cono.
Dal 1944 il vulcano &egrave; in uno stato di quiescenza, cio&egrave; non &egrave; in eruzione ma potrebbe eruttare in futuro.&mdash;Per circa 32 ore l'eruzione vulcanica sprigiona materiale eruttivo ad alte temperature che seppellisce la citt&agrave;  distruggendo ogni forma di vita.
Le fasi dell'eruzione
L'eruzione inizia intorno a mezzogiorno e, dalle 13, l'energia aumenta portando alla fase pi&ugrave; intensa, chiamata fase Pliniana. Una colonna eruttiva di lapilli, cenere e gas si alza fino a 34 km di altezza. Spinta dal vento, la parte alta della colonna si allunga verso Pompei, e per 17 ore cade una pioggia di pomici, frammenti porosi di roccia vulcanica, prima bianchi e poi grigi. Il peso delle pomici fa crollare i tetti, causando le prime vittime tra chi si era rifugiato in casa. I loro resti saranno trovati sotto gli strati di pomici e tegole. Durante la notte, parti pi&ugrave; dense e pesanti della colonna collassano e formano correnti piroclastiche, ovvero nubi calde di gas e frammenti vulcanici che scorrono velocemente sul vulcano. Due di queste arrivano a Pompei, ma senza creare danni. Al mattino, tra le 6 e le 7, la colonna eruttiva perdeenergia e la mistura di cenere, lapilli e gas collassa interamente, generando un'altra corrente piroclastica che raggiunge Pompei, ma con bassa energia e senza danni. Segue una breve fase di caduta di lapilli, questa volta frammenti di lava, che forse spinge alcuni superstiti a tentare la fuga. Ma poco dopo, una corrente piroclastica molto violenta, accompagnata da forti terremoti, colpisce Pompei, travolgendo e seppellendo chi era sopravvissuto.Lo sprofondamento del settore sud del vulcano, associato ancora a terremoti, e la continua emissione di materiale vulcanico generano altre correnti piroclastiche che si susseguono per 14 ore su una citt&agrave; ormai silenziosa e deserta.&mdash;Il deposito di materiale che ricopre Pompei &egrave; alto in media 5-6 metri ed &egrave; composto da strati di ceneri, pomici e lapilli.
La colonna eruttiva
I depositi dell'eruzione del 79 d.C. a Pompei sono in media spessi 5-6 metri, ma possono superare questo spessore dove, per esempio, le pomici si sono accumulate nelle strade scivolando sui tetti. La stratigrafia inizia con uno strato di pomici, che dal bianco diventa grigio verso l'alto, riflettendo cambiamenti chimici nel magma. Intercalato nella parte alta delle pomici grigie, si trova un sottile strato di cenere, depositato dalla prima corrente piroclastica, presente solo nel settore nord-ovest. Seguono due sottili strati di cenere, separati da un altro sottile strato di pomici grigie da caduta, derivanti da due correnti piroclastiche. Poi c'&egrave; uno strato di lapilli grigio scuro, coperto da cenere grigia spessa fino a oltre 2 metri prodotta dalla corrente piroclastica pi&ugrave; violenta. In questa cenere si trovano i vuoti lasciati da resti organici, usati per i calchi in gesso. Infine, la stratigrafia termina con circa 1 metro di cenere fine e sottili strati di lapilli scuri, depositati nelle ultime fasi dell'eruzione su una citt&agrave; ormai distrutta.&mdash;I resti organici di Pompei svelano il rapporto dell'uomo con le risorse animali e vegetali.
Gli animali e le pianteI resti di animali e piante recuperati durante le indagini archeologiche permettono di ricostruire una parte della vita degli abitanti di Pompei. Gli animali fornivano non solo carne, ma anche grasso, pelle, pelliccia, piume, ossa, conchiglie e uova.
Alcune specie erano un valido aiuto per l'uomo o una fonte di compagnia e divertimento. Le risorse vegetali erano certamente alla base dell'alimentazione umana e animale. Molte piante erano impiegate anche per scopi officinali e decorativi, altre per fabbricare oggetti e il legno era di fondamentale importanza come materiale da costruzione e comecombustibile. Nell'area extra urbana di Pompei (Messigno) fu individuata un'ampia area piantumata a cipressi di cui fu possibile recuperare pi&ugrave; di 100 esemplari, conservati solo nelle radici e in parte del tronco.&mdash;I reperti organici sono qui esposti in modo da raccontare tre temi principali.
AlimentazioneLa dieta degli abitanti di Pompei era basata su alimenti di origine animale e vegetale. Le proporzioni, la tipologia e la qualit&agrave; degli stessi dipendevano dal livello sociale di chi li consumava. Di fondamentale importanza era l'apporto della risorsa vegetale tra cui cereali e soprattutto legumi e ortaggi. La frutta era spesso messa ad essiccare per poter essereconsumata tutto l'anno. Il pane ricopriva un ruolo basilare caratterizzato da impasti e tipologie diverse. Una piccola parte della dieta era composta da alimenti di origine animale. Si consumava carne di maiale, bue, pecora e pollo. Anche il pesce era ampiamente utilizzato. I molluschi marini e acqua dulcicoli erano un'importante fonte di vitamine e minerali.
Lavoro e attivit&agrave; produttiveNumerose attivit&agrave; produttive erano basate sull'impiego di animali, vegetali e materie da essi derivate. Il legno era un materiale fondamentale non solo in carpenteria ma anche nella costruzione di letti e di oggetti di uso quotidiano. Foglie e fusti di molte piante venivano intrecciati per dar vita a cestini, corde e stuoie. L'allevamento degli animali richiedevanumerosi sforzi. La loro alimentazione era adeguata alle diverse attivit&agrave;. Gli equini (cavalli, asini e ibridi) fornivano un fondamentale aiuto sia dentro che fuori le mura di Pompei.Ostriche ed altri bivalvi marini, ad esempio, venivano allevati in laghi salmastri e lagune costiere.
Abbigliamento e tempo libero
I tessuti rinvenuti a Pompei sono composti da filati di origine animale, vegetale e minerale. I pompeiani avevano animali da compagnia tra cui cani, testuggini di terra e, probabilmente, volatili che abbellivano giardini e spazi verdi all'interno della citt&agrave;. Il gioco d'azzardo doveva essere piuttosto diffuso considerati i numerosi set di dadi in osso e avorio e gli astragali (utilizzati come i dadi) recuperati in citt&agrave;.Portico Nord, I calchi di arredi e di vittimeMemorie dal 79 d.C.. I calchi di Pompei
Attraverso i calchi, emergono le vite e gli oggetti di Pompei, congelati nel tempo, in questa esposizione che invita alla memoria e alla riflessione.
Nel 79 d.C., l'eruzione del Vesuvio distrusse improvvisamente la citt&agrave; di Pompei, seppellendola sotto metri di cenere e pomici. Questo evento catastrofico ha conservato intatti non solo edifici e strade, ma anche le tracce delle vite di chi vi abitava. Le persone rimaste intrappolate sotto la cenere furono avvolte rapidamente dalla nube di materiale vulcanico caldo, che si solidific&ograve; intorno ai loro corpi. Con il tempo, i corpi e tutti i materiali organici si decomposero, lasciando degli spazi vuoti nella cenere indurita. Nel XIX secolo questi vuoti, intercettati durante gli scavi, furono per la prima volta riempiti con gesso per creare calchi fedeli delle vittime. Questi calchi sono oggi una testimonianza potente e toccante della tragedia, che ci permette di &ldquo;vedere&rdquo; gli oggetti andati distrutti e le persone che vissero e morirono in quel momento.
&mdash;
I calchi degli arredi
I calchi restituiscono arredi e interi ambienti di vita quotidiana sepolti dall'eruzione del 79 d.C. Porte, letti, armadi, cassapanche, sedie, tavolini ma anche suppellettili come ceste, corde e cofanetti possono essere recuperati grazie alla tecnica del calco che ne restituisce dettagli incredibili. Le informazioni che si ricavano dallo studio di questi calchi rivelano l'altissimo livello tecnico raggiunto e la cura nella realizzazione degli oggetti.
Talvolta &egrave; possibile anche intuire quelle che furono le ultime azioni prima dell'eruzione come il gesto di sbarrare una porta. In alcuni scavi recenti la tecnica &egrave; stata sperimentata sugli arredi di alcune stanze, come nella Casa del Larario o nel quartiere servile della villa Imperiali a Civita Giuliana, una localit&agrave; extraurbana a Nord della citt&agrave; di Pompei. I risultatisono stati sorprendenti restituendoci l'immagine quasi fedele di interi ambienti, come in uno scatto fotografico del 79 d.C..
Anche di porte e finestre sono stati realizzati calchi, alcuni riposizionati nei luoghi originari altri conservati a parte, come i due esemplari qui esposti. Qui sono esposti calchi in gesso di porte a due battenti in cui &egrave; possibile notare gli elementimetallici che caratterizzavano il sistema di chiusura.
Il calco della porta intera &egrave; stato realizzato nel vuoto individuato presso la Casa di Capella. Si tratta della porta di ingresso che, nella parte rivolta verso l'interno della casa, presenta chiaramente serrature, chiavistelli, arpioni e saliscendi in ferro. Entrambi i calchi erano esposti presso l'Antiquarium prima che fosse bombardato nel 1943.
Grazie a una tecnica unica, i calchi di Pompei trasformano le impronte nella cenere in dettagliate testimonianze della tragedia.
I calchi delle vittime dell'eruzione
I calchi delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sono tra le testimonianze pi&ugrave; famose e commoventi di Pompei. Spesso confusi con corpi pietrificati, sono in realt&agrave; il risultato di un processo unico, reso possibile dalle condizioni create dall'eruzione e da una tecnica archeologica sviluppata nel tempo.Quando le correnti piroclastiche &ndash; nubi roventi di gas e ceneri &ndash; travolsero la citt&agrave;, avvolsero anche i corpi delle persone. Il materiale vulcanico si solidific&ograve; rapidamente attorno a essi, creando una sorta di stampo naturale. Con il passare degli anni, il corpo all'interno si dissolse, ma l'impronta nella cenere rimase.
Anche se sono noti tentativi negli anni prcedenti, fu nel 1863 che l'archeologo Giuseppe Fiorelli, versando gesso liquido in queste cavit&agrave;, per primo riusc&igrave; a restitituire la forma originaria delle vittime. Una volta indurito il gesso e rimossa la cenere circostante, riemergevano figure umane sorprendentemente dettagliate, spesso con ossa ancora presenti al loro interno. Negli anni successivi la tecnica &egrave; stata perfezionata. Sono stati sperimentati materiali diversi, come cemento o resina, ma il gesso rimane il pi&ugrave; efficace per preservare la forma e i dettagli. In presenza delle giuste condizioni si utilizza un gesso ad alta definizione, simile a quello impiegato in ambito medico, per ottenere calchi precisi e stabili.
I calchi non sono semplici reperti: sono testimonianze dirette della tragedia che colp&igrave; Pompei. Attraverso di essi, la scienza ci restituisce i volti, i gesti e l'umanit&agrave; degli abitanti dell'antica citt&agrave;, fermi nell'attimo in cui il tempo si &egrave; interrotto.
Dalla Casa del Criptoportico, i calchi rivelano gesti e tentativi di fuga degli abitanti.
Casa del Criptoportico
Agli inizi del Novecento nello scavo della Casa del Criptoportico, una residenza signorile su via dell'Abbondanza, si rinvennero dieci vittime nello strato di cenere depositato dalle correnti piroclastiche dell'ultima fase eruttiva. Di alcuni di essi si realizz&ograve; il calco nn. 1-4.
Si tratta di individui che avevano trovato la morte quando, nella diminuita intensit&agrave; di caduta delle pomici, non avendo altro modo di passare dal criptoportico alle scale, ostruite da crolli e lapilli, uscirono dalle finestre nel tentativo di raggiungere la strada, ma nell'attraversamento del giardino le nubi ardenti posero fine ad ogni tentativo di fuga. Tutti i corpi avevano vicino al capo una tegola, usata probabilmente per proteggersi dalle pomici: un'alternativa all'usodei cuscini per coprirsi la testa, di cui racconta Plinio il Giovane.
Grazie a una tecnica unica, i calchi di Pompei trasformano le impronte nella cenere in dettagliate testimonianze della tragedia.
Insula Occidentalis
Nel settore occidentale della citt&agrave; sorgevano complessi residenziali lussuosi, costruiti sulle mura e caratterizzati da terrazze digradanti con vista panoramica sul mare.
Casa del Bracciale d'Oro 
All'interno di questa abitazione nel 1974 si rinvennero vari scheletri di vittime dell'eruzione, travolte nel crollo di un pianerottolo mentre scendevano le scale. Non lontano, nel corridoio del piano inferiore si intercettarono altre tre vittime, due adulti e un bambino, dei quali si realizzarono i calchi in gesso (nn. 6-8). Nel 1978 si realizz&ograve; il calco di un altro bambino, che si trovava da solo in un ambiente vicino (n. 5). Probabilmente il gruppo di vittime stava tentando di fuggire verso la marina attraverso il giardino, ma fu travolto e sepolto dal flusso piroclastico in un corridoio di servizio.
L'esame condotto sul DNA delle quattro vittime ha rivelato che non si tratta di un gruppo familiare. Vicino alle vittime &egrave; stato rinvenuto un nucleo consistente di gioielli e monete, forse raccolti in un contenitore di materiale deperibile nel momento della fuga.
Casa di Maio Castricio
Anche da questa grande dimora dell'Insula Occidentalis provengono alcuni dei calchi qui esposti (nn. 9-10), anche se l'assenza di documentazione rende impossibile identificare la precisa collocazione all'interno della casa.
La Palestra Grande ha restituito calchi che documentano vittime, luoghi e dinamiche della catastrofe.
Palestra Grande
L'individuazione delle prime vittime nell'area della Palestra Grande si ebbe fra il 1935 e il 1939. Lo scavo rivel&ograve; che l'eruzione aveva provocato la morte di settantacinque persone, delle quali sette persero la vita nel corso della caduta delle pomici, le altre sessantotto a causa del fenomeno esplosivo in cui una nube densa e turbolenta di gas, cenere, lapilli e altri detriti vulcanici travolse la citt&agrave;.
La vittima, da cui &egrave; stato realizzato il calco n. 11, fu rinvenuta nella latrina posta nel portico meridionale, vicino all'ingresso orientale dell'edificio, dove si erano raggruppati diciotto fuggiaschi. Nello stesso luogo furono trovati anche gli scheletri di un cavallo e del suo conducente. La vittima del calco n. 12, realizzato invece nel 1951, fu rintracciataprobabilmente nell'area centrale della Palestra.
Lungo vicoli, strade e porte di Pompei, i calchi restituiscono le vittime in fuga dalla citt&agrave;.
Porte e vie
Nel corso dell'eruzione i vicoli, le strade e le porte urbane furono presi d'assalto dai Pompeiani che volevano allontanarsi dalla citt&agrave; in cerca della salvezza. Durante le ricerche archeologiche della seconda met&agrave; dell'Ottocento, nel corso delle quali si sperimentarono le prime &ldquo;gettate di gesso&rdquo; per restituire le &ldquo;impronte dei corpi umani&rdquo;, molte vittime furonoindividuate proprio lungo queste vie di fuga.
Porta Nola
Porta Nola si apre nel tratto nord-orientale delle mura di Pompei, all'estremit&agrave; di una delle principali strade cittadine che attraversavano la citt&agrave; e che conduceva verso il territorio nocerino-sarnese. L'individuazione delle prime vittime in quest'area risale agli scavi della met&agrave; dell'Ottocento realizzati all'esterno della porta, nei pressi delle tombe monumentali che lambiscono la strada. Solo all'inizio del Novecento vennero realizzati alcuni calchi, fra cui quelli della vittima riprodotta dal calco n. 13, rintracciato nelle vicinanze della tomba di Aesquilia Polla. Tuttavia, il nucleo pi&ugrave; consistente di calchi fu portato a termine durante gli scavi condotti fra il 1975 e il 1978 nell'area a ridosso delle mura, quando furono individuati circa quindici corpi, fra cui quelli riprodotti dai calchi nn. 14, 15 e 16, tutti rintracciati inprossimit&agrave; della tomba di M. Obellius Firmus.
Via Stabiana e Porta Stabia
Su via Stabiana, in prossimit&agrave; di uno degli incroci della Regio VI, furono rinvenuti nel 1875 i corpi di un ragazzo e una ragazza, riprodotti nei calchi n. 19 e n. 20. Percorrendo questa strada in direzione sud, ossia quella opposta al vulcano, si giungeva fino a Porta Stabia, che consentiva il collegamento con una delle vie extraurbane che si dirigevano verso il porto. Qui furono rintracciate fra il 1889 e il 1890 le vittime dei calchi nn. 17 e 18.
Definiti &ldquo;impronta del dolore&rdquo;, i calchi di Pompei uniscono scienza e tecnica, raccontando vite interrotte durante la tragica eruzione.
I calchi di Pompei tra scienza e memoria
L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse Pompei in poche ore, seppellendo la citt&agrave; e uccidendo migliaia di persone. Anche chi era riuscito inizialmente a mettersi in salvo fu poi travolto da un'ultima, violenta corrente piroclastica, fatta di gas, ceneri e frammenti incandescenti. I corpi delle vittime, sepolti e congelati all'interno del materiale vulcanicoconsolidato, si decomposero nel tempo lasciando la loro impronta e consentendo, a secoli di distanza, di realizzare i calchi: ricostruzioni in tre dimensioni delle vittime, colte nell'attimo della morte. Fino ad oggi sono state ritrovate oltre mille vittime dell'eruzione, in contesti e livelli stratigrafici diversi, che spesso aiutano a comprendere le dinamiche della loro morte.
Quando le condizioni lo permettono, i calchi consentono di restituire con straordinario dettaglio l'aspetto esterno dei corpi: posture, abiti, espressioni. Definiti &ldquo;l'impronta del dolore&rdquo;, i calchi non sono pi&ugrave; persone, ma nemmeno semplici reperti. Sono il frutto di un'eccezionale combinazione tra elementi geologici, biologici e una tecnica archeologicatramandata nel tempo. Raccontano storie individuali all'interno di un evento collettivo drammatico, e grazie alla scienza ci permettono di osservare, con straordinaria precisione, il momento in cui la vita a Pompei si &egrave; interrotta. Per il forte impatto emotivo che possono suscitare, soprattutto nei visitatori pi&ugrave; giovani, i calchi sono considerati reperti sensibili.La loro esposizione richiede quindi rispetto e consapevolezza.
-Ministro: Alessandro Giuli-Direttrice del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale: Alfonsina Russo-Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei: Gabriel Zuchtriegel-Responsabile Unico di Progetto: Silvia Martina Bertesago-Supporto scientifico e conservativo: Valeria Amoretti, Silvia Martina Bertesago, Chiara Comegna, Chiara Corbino, Serena Guidone, Tiziana Rocco, Paola Sabbatucci, Domenico Sparice, Arianna Spinosa-Responsabile della procedura di affidamento: Salvatore Zaza-Supporto al RUP: Tiziana Rocco, per la progettazione e il coordinamento in fase di esecuzione delle opere e Serena Guidone per i contenuti multimediali e l'accessibilit&agrave;-Direttori dell'esecuzione del contratto: Maria Pia Amore, Claudia Buonanno
-Progetto di allestimento: Guicciardini & Magni, architetti-Realizzazione allestimento: Petrucci S.r.l.-Progetto grafico: Sintesi Studio-Realizzazione tende di schermatura: Sailmaker International S.r.l.-Trasporti: Priore art moving S.r.l.-Coordinamento trasporti, movimentazione e allestimento opere: Tiziana Rocco, Paola Sabbatucci-Disegni: Simonetta Capecchi-Video e supporti per l'accessibilit&agrave;: E.T.T. S.p.a., Opera Laboratori S.p.a. e Giunti Editore-Tecnologia audio-video: Next Computer di Giuseppe Notaro-Scansioni 3d: 3dmadeup S.r.l.-Traduzioni: Interlinguae S.r.l.-App My Pompeii: Alberto Bruni con Francesco Nobile, Alfa Sistemi S.p.a.
Si ringraziano Fra i funzionari del Parco Archeologico di Pompei: Vincenzo Calvanese, Ilaria Cangiano, Raffaele Martinelli, Crescenzo Mazzuoccolo, Alessandra Zambrano
Roberto Canigliula e Stefano Vanacore per le ricostruzioni e la post-produzione dalle acquisizioni TAC dei calchi
Scatola cultura scs, Mare Group S.p.a., AUDIOGUIDE, Sillabe Editore, Funneco aps, Rai Direzione Teche
Rosanna De Simone, Michele Ercolano, Gioacchino Gargiulo, Sophie Hay, Francesco Notaro, Marta Rea, Daniele Vigilante
Il personale addetto alla Fruizione, Accoglienza e Vigilanza del Parco Archeologico di Pompei
La squadra Ales della manutenzione programmata e il personale Ales addetto all'accoglienza, fruizione e vigilanza</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
</item>
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<title>POMPEI CHILDREN MUSEUM E PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI PRESENTANO 4 PROPOSTE DIDATTICHE LEGATE ALLA M</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30414.xhtml</link>
<description>Il Pompei Children's Museum in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei presenta quattro nuove proposte didattiche legate alla mostra permanente di calchi e reperti organici di Pompei, per affrontare i temi delle pi&ugrave; recenti scoperte legate alla storia del Vesuvio e alla conservazione dei reperti archeologici.
Attraverso itinerari tematici e laboratori che fondono archeologia, arte e scienza, le attivit&agrave; propongono un linguaggio accessibile e coinvolgente, pensato su misura per le famiglie e per le scuole di ogni ordine e grado. Itinerari tematici e laboratori sono tenuti dagli operatori del Pompeii Childrens' Museum e da archeologi specificamente formati nelladivulgazione per le scuole e i bambini.
Il costo &egrave; di 170 euro per le attivit&agrave; di 1h e 30 e di 200 euro per quelle di 2h. Il costo si intende per un gruppo fino a un massimo di 25 partecipanti.
Le attivit&agrave; si possono prenotare e acquistare sul sito www.pompeiichildrensmuseum.it a partire dal 12 marzo 2026, cliccando nella sezione LE NOSTRE PROPOSTE DIDATTICHE
Itinerario tematicoPalestra Grande e Orto dei FuggiaschiL'immagine autentica della catastrofe vesuviana rivive nelle forme del gesso solidificato accompagnata dai profumi di un'epoca lontana e dei reperti e tesori di una civilt&agrave; sepolta.Completano il suggestivo scenario pompeiano, i giardini un tempo coltivati a vigneti e luoghi deputati alla formazione fisica, militare e culturale dei giovani aristocratici.Durata 1,5h &ndash; Per tutti &ndash; Per le scuole di ogni ordine e grado
Itinerario e LaboratorioPalestra Grande e Pompeii Children's Museum&ldquo;Nel cuore del Vesuvio&rdquo;Il viaggio a Pompei inizia presso la mostra nella Palestra Gande attraverso i reperti ed i calchi e continua nell'affascinante mondo della geologia che ci sveler&agrave; i suoi segreti.Attraverso l'utilizzo di materiali diversi, i giovani esploratori potranno cimentarsi in una coinvolgente simulazione di eruzione e nella costruzione di una vera colonna stratigrafica, trasformando ci&ograve; che hanno appena visto nella mostra in una scoperta scientifica vissuta in prima persona.Durata 2h &ndash; Per tutti - Scuola primaria secondo ciclo/secondaria I grado
Itinerario e LaboratorioPalestra Grande e Pompeii Children's Museum&ldquo;Impronte e tracce&rdquo;Pompei ci ha lasciato un'eredit&agrave; silenziosa ma potentissima: non solo oggetti integri, ma impronte delicate e tracce quasi invisibili che la cenere e il tempo hanno preservato per millenni. Dopo aver ammirato queste incredibili testimonianze lungo il percorso espositivo della Palestra Grande, i giovani visitatori potranno trasformarsi in piccoli artigiani del  passato. Attraverso la manipolazione con l'argilla, un materiale naturale e vivo, i ragazzi rivivranno l'emozione della creazione. Sar&agrave; un modo per fissare nella materia la propria esperienza, imparando che la storia non &egrave; fatta solo di grandi monumenti, ma anche di piccoli segni lasciati dalla vita quotidiana.Durata 2h &ndash; Per tutti - Infanzia e scuola primaria primo ciclo
Itinerario e Laboratorio
Palestra Grande e Pompeii Children's Museum
&ldquo;Un calco &egrave; per sempre&rdquo;Dopo aver attraversato la Palestra Grande, l'esperienza si sposta sul piano della creativit&agrave; pura. Terminata la visita alla mostra, i pi&ugrave; giovani avranno l'opportunit&agrave; unica di trasformarsi in piccoli esperti della tecnica del gesso. Attraverso un laboratorio interattivo, i ragazzi potranno sperimentare in prima persona come nasce uncalco, riproducendo con leproprie mani oggetti e reperti che raccontano la vita di ogni giorno nell'antica citt&agrave;: un pezzo di pane, un frutto, o un piccolo utensile domestico.Durata 2h &ndash; Per tutti - Scuola primaria secondo ciclo/secondaria I grado
www.pompeiichildrensmuseum.it
Ufficio stampa e ComunicazioneRaffaella Lev&egrave;que + 39 347 2936401leveque@pompeiichildrensmuseum.it</description>
<author>Raffaella Lev&egrave;que</author>
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