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<title>ÂCOME DEFINIRE LE MALATTIE EMERGENTI, O RIEMERGENTIÂ?</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/gallery/23889.xhtml</link>
<description>I due ultimi decenni del XX secolo hanno visto emergere numerosi e nuovi agenti patogeni.
Emergenze infettive come la SARS, la pandemia influenzale A/H1N1, il nuovo Coronavirus (Mers-Cov), l'influenza aviaria da virus A/H7N9 e patologie riemergenti come la tubercolosi, l'HIV e le arbovirosi (Chikungunya, Dengue), la febbre di Lassa non sono che gli esempi pi&ugrave; noti in un insieme numeroso di sconosciute malattie infettive, nuove per la natura dell'agente causale, o per le manifestazioni cliniche. 
Epidemie del passato e pandemia attuale hanno reso certo quanto sia importante la sorveglianza epidemiologica, per monitorare i fenomeni sanitari, comprenderne l'entit&agrave; , correggerne la portata e gli impatti, cos&igrave; da definire la migliore risposta a livello nazionale ed internazionale. 
Qualsiasi malattia infettiva pu&ograve; diventare emergenza quando assume un carattere epidemico, o quando la stessa viene percepita dalla popolazione come pericolosa e, a seconda che il microrganismo sia emergente o ri-emergente, le possibili cause e le misure di prevenzione da ipotizzare e contenimento da attuare, possono essere diverse.
Inoltre, dopo la scoperta dei retrovirus, nuovi &lsquo;oggetti' scientifici sono stati isolati e proposti come cause a nuove patologie, come i viroidi e soprattutto i prioni, forme proteiche patologiche, responsabili delle encefalopatie spongiformi, come il Kuru degli indigeni della Nuova Guinea, trasmesso dal cannibalismo rituale, la malattia di Creutzfeld-Jakob, dovuta ad azioni mediche (interventi di neurochirurgia, somministrazione dell'ormone della crescita) e la malattia della &lsquo;vacca folle', dovuta al passaggio transpecifico ai bovini di un agente infettivo presente, da almeno un secolo, negli ovini.
Tuttavia, una riflessione concettuale sul concetto di &lsquo;malattia emergente' &egrave; stata sviluppata da storici, filosofi ed epidemiologi, con un accordo di massima di considerare come nuova, una malattia nei casi seguenti:
1. Impossibilit&agrave; per la conoscenza medica di concettualizzare una malattia in quanto entit&agrave; nosologica distinta;2. Cambiamenti qualitativi o quantitativi delle manifestazioni cliniche di una malattia nota;3. Comparsa di un agente patogeno effettivamente nuovo a causa di :
    a. mutazioni;
    b. ricombinazioni;
    c. variazioni della virulenza;
4. Introduzione in una popolazione vergine a partire da un'altra popolazione;5. Passaggio nelle popolazioni umane a partire da una specie animale o vegetale (&lsquo;passaggio orizzontale interspecifico').
Nei primi tre casi, si pu&ograve; definire nuova, una malattia che non esisteva in alcuna popolazione umana in quanto entit&agrave; nosologica distinta, mentre nei casi 4 e 5 la malattia esisteva ed era conosciuta, ma aveva superato i suoi limiti geografici, o biologici preesistenti.
In molti casi, per&ograve; &egrave; difficile definire una malattia nuova, cos&igrave; come si potrebbe in sostanza ridurre a tre, le cause dell'emergenza di una nuova malattia infettiva: 
1. l'evoluzione de novo di un agente patogeno, in particolare l'evoluzione di un nuovo ceppo particolarmente virulento; 2. il passaggio di un germe da una specie ad un'altra; 3. l'ampliamento consistente della diffusione di un agente causale al di l&agrave; delle frontiere tradizionali, nel quale esisteva in un equilibrio &lsquo;a rumore debole', cio&egrave; con un'incidenza qualitativa e quantitativa limitata. 
Il primo fattore &egrave; relativamente poco importante, anche se la grande variabilit&agrave; dei virus &egrave; certamente stata all'origine di avvenimenti &lsquo;catastrofici' nel passato. La maggior parte delle grandi epidemie del passato, a partire dalla Peste Nera, della fine del XIV secolo, &egrave; stata piuttosto dovuta al &lsquo;traffico' dei germi, cio&egrave; al passaggio di agenti patogeni attraverso le barriere interspecifiche o popolazioni geograficamente distribuite della stessa specie (migrazioni patogene), con una conquista di nuovi territori da parte di &lsquo;nemici antichi', come si &egrave; verificato paradigmaticamente dopo la scoperta dell'America fra Vecchio e Nuovo Mondo.
Anche l'emergenza di nuove malattie &egrave; legata quindi alla dinamica delle patocenosi, che segue i mutamenti ecologici e soprattutto sociali. 
Come ha scritto Joshua Leberberg, la storia delle malattie epidemiche &egrave; stata a lungo l'ultimo rifugio del creazionismo, dato che i germi responsabili sembravamo emergere ex-nihilo, dal nulla. Tali emergenze sono invece il risultato di un dinamico preesistente e della sua evoluzione biologica e sociale. Esse sono quindi il risultato della coevoluzione fra i germi e la loro diversit&agrave; genetica da una parte e le popolazioni umane nella loro diversit&agrave; genetica e culturale dall'altra, il che dimostra che l'interpretazione darwiniana della storia delle malattie, permette di comprenderne in profondit&agrave; i modi e le cause.
FONTI:
-S.B. PRUSINER Prion Biology and Diseases, CSHL Press, Plainview, -M.D. GRMEK, Le concept de maladie &eacute;mergente, in &laquo;History and Philosophy of the Life Sciences&raquo;, -B. FANTINI, Les maladies &eacute;mergentes, in B. FANTINI, L.L. LAMBRICHS, (eds.), Histoire de la pens&eacute;e m&eacute;dicale contemporaine Seuil, Paris, -policlinico.unina.it-J. LEDERBERG, Emerging infections: an evolutionary perspective, in &laquo;Emerging Infectious Diseases&raquo;</description>
<author>Magda Della Serra</author>
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<title>Miss@Press 2012</title>
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