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<title>TRA I MONTI PICENTINI TORNA &quot;SAN MARTINO: CASTAGNE E VINO&quot; - CENTRO STORICO DI CAPITIGNANO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31223.xhtml</link>
<description> L'autunno nel cuore dei Monti Picentini ha il profumo del mosto che fermenta, delle castagne sul fuoco e delle ricette che custodiscono la memoria delle comunit&agrave; contadine. 
Dal 13 al 15 novembre 2026, il centro storico di Capitignano, frazione del Comune di Giffoni Sei Casali, si veste a festa per laXIII edizione di "San Martino: castagne e vino",l'evento promosso dall'Associazione San Martino Vescovo che ogni anno trasforma il borgo in un teatro a cielo aperto di sapori, cultura e convivialit&agrave;. 
Situata a soli 20 km da Salerno, l'antica terra di Capitignano rinnova cos&igrave; il suo profondo legame con la ricorrenza del Santo Patrono, un momento che da secoli intreccia la devozione popolare al ritmo naturale della terra. 
Un borgo in festa: la tradizione come motore di comunit&agrave; 
Nata nel 2011, la manifestazione vede mobilitata un'intera comunit&agrave;: circa cinquanta volontari di ogni et&agrave; &mdash; dai ragazzi di 13 anni fino agli anziani custodi della memoria di 80 anni &mdash; lavorano fianco a fianco per raccontare l'identit&agrave; pi&ugrave; vera del territorio.
&ldquo;Ogni edizione di San Martino &egrave; un atto d'amore verso la nostra terra e le nostre radici&rdquo;, spiega Giovanni Di Muro, presidente dell'Associazione San Martino Vescovo. &ldquo;Non si tratta semplicemente di allestire una sagra, ma di riaprire i portoni della memoria. Vogliamo che chiunque arrivi a Capitignano per questo fine settimana possa respirare il calore della nostra comunit&agrave;, ritrovare la genuinit&agrave; dei gesti antichi e riscoprire il valore del tempo condiviso attorno a una tavola o a un telaio&rdquo;. 
La gastronomia picentina: tra classici e pres&igrave;di di biodiversit&agrave; 
Il viaggio sensoriale tra i vicoli del borgo e le piazze propone un itinerario gastronomico autentico e verace. Accanto alle grandi icone della cucina locale &mdash; come gli ziti con la braciola, i cavatelli con fagioli e castagne, la tradizionale sfrionzola (carne di maiale con patate e papaccelle), il mallone, i panini con broccoli e salsiccia, la cagliata e l'immancabile caciocavallo impiccato &mdash; l'edizione 2026 accende i riflettori su due autentici gioielli della pasticceria di territorio: i calzoncelli con la pera pericina e le crespelle tradizionali. I primi sono preparati con l'antico frutto autoctono oggi tutelato come Presidio Slow Food, simbolo della biodiversit&agrave; dei Picentini, le seconde rappresentano il dolce festivo locale a cui sar&agrave; dedicato un laboratorio esperienziale ideato da Rosario D'Acunto. Non mancheranno caldarroste fumanti, zeppole calde, dolci artigianali alle nocciole e il vino paesano delle colline giffonesi. 
Esperienze, artigianato e rievocazioni storiche: il programma 
Il programma del week-end intreccia laboratori dal vivo, spettacoli itineranti e momenti di cultura popolare:
Fatto a mano: spazio all'artigianato d'eccellenza con la lezione speciale sulla realizzazione dei cesti in vimini tenuta dal maestro artigiano Gerardo Malfeo (prenotazione gradita) ed il Centro Sociale Creativo dell'uncinetto e del ricamo allestito in Piazza Trinit&agrave;, per riscoprire la manualit&agrave; dei mestieri d'un tempo. Domenica, dalle ore 10:30 alle ore 15, nell'Atelier Anna Paola Couture sar&agrave; possibile vivere una &ldquo;Esperienza in Atelier&rdquo; in Corso Tito Zaniboni, dove sar&agrave; possibile realizzare il proprio accessorio con l'aiuto di mani esperte. Per prenotarsi a questo lab: 349.3602359. 
Tradizioni: sabato 14 novembre, alle ore 19:30, riflettori puntati sul 13&deg; Concorso del Vino Novello, sfida tra i produttori amatoriali e locali per eleggere il miglior calice della stagione. 
Eventi: domenica 15 novembre: giornata clou che si apre a mezzogiorno con l'amato pranzo della domenica nel borgo (disponibili opzioni gluten free e men&ugrave; bambini), che culmina nel pomeriggio con la Rievocazione Storica in costumi d'epoca a cura degli Archibugeri del SS. Sacramento di Cava de' Tirreni, con corteo finale in Piazza Giovanni Paolo II. Alle ore 20:30 la chiusura con la Lotteria e l'estrazione dei biglietti vincitori.
XIII Edizione "San Martino: castagne e vino"
Dove: centro storico di Capitignano &ndash; Giffoni Sei Casali (Salerno)
Quando: dal 13 al 15 novembre 2026
Distanze: 20 km da Salerno
 
Orari apertura Stand gastronomici e artigianali:
Venerd&igrave; 13 e Sabato 14 novembre: dalle ore 19:00 a mezzanotte
Domenica 15 novembre: dalle ore 12:00 alle ore 16:00
 
L'evento si avvale del patrocinio di: Regione Campania, Provincia di Salerno, Parco Regionale dei Monti Picentini, Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, Comune di Giffoni Sei Casali e Parrocchia di San Martino Vescovo. Media Sponsor: Rosmarinonews.it &ndash; Magazine di enogastronomia, turismo e sostenibilit&agrave;.</description>
<author>ROSMARINO NEWS</author>
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<title>FISAR, SI CHIUDE AD ASCEA MARINA IL 54&deg; CONGRESSO NAZIONALE. IL PRIMO SALONE DEI VINI DELLA MAGN</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31190.xhtml</link>
<description>Si &egrave; concluso domenica 25 ottobre, ad Ascea Marina, il 54&deg; Congresso Nazionale FISAR, che ha riunito 300 congressisti provenienti da diverse parti d'Italia in tre giornate dedicate alla cultura enologica, alla formazione e alla vita associativa. Un'edizione caratterizzata dal debutto del primo Salone dei Vini della Magna Grecia, nato per valorizzare le produzioni e le identit&agrave; enologiche dei territori legati alla storia del Mediterraneo attraverso degustazioni, masterclass e occasioni di confronto.
Il Congresso ha rappresentato anche un appuntamento centrale per la Federazione, con il rinnovo delle cariche nazionali e la riconferma di Roberto Donadini alla presidenza FISAR per il nuovo mandato quadriennale.
&laquo;Ringrazio tutti gli elettori per questa riconferma. La cosa pi&ugrave; importante &egrave; dare continuit&agrave; al lavoro svolto: con un nuovo mandato potremo lavorare con tranquillit&agrave; e professionalit&agrave;, come abbiamo sempre fatto, per far crescere FISAR sul territorio e sul piano professionale&raquo;, ha dichiarato Donadini. &laquo;La prospettiva &egrave; diventare un'associazione sempre pi&ugrave; vicina alle persone e agli appassionati di vino, ma anche sempre pi&ugrave; preparata e competente&raquo;.
Per il presidente riconfermato, il ritorno in Cilento ha avuto anche un significato personale: &laquo;&Egrave; un'emozione grandissima. Sono molto affezionato a questa terra. Gi&agrave; qualche anno fa avevo partecipato a un bellissimo evento enogastronomico e ogni volta che torno trovo persone che mi accolgono con grande calore. Qui mi sento a casa&raquo;.
Un altro momento significativo del 54&deg; Congresso Nazionale &egrave; stata la finale per il titolo di Miglior Sommelier dell'Anno FISAR 2026, vinta da Juri Leo, della Delegazione FISAR di San Don&agrave; di Piave. Un riconoscimento che valorizza la preparazione, la competenza tecnica e la passione di chi si dedica alla cultura del vino, in linea con la missione formativa della Federazione.
Masterclass, il vino come strumento di conoscenza
Grande partecipazione ha accompagnato le masterclass del Salone dei Vini della Magna Grecia, pensate per approfondire le caratteristiche dei vitigni e il rapporto tra produzioni, ambiente e identit&agrave; territoriali.
Il programma ha spaziato dai vini vulcanici dell'Etna al confronto tra Fiano cilentano e irpino, dalla tradizione vitivinicola greca alle diverse espressioni dell'Aglianico in Irpinia e nel Cilento. Un percorso che ha permesso di mettere a confronto territori differenti, mostrando come suoli, clima e scelte produttive contribuiscano a definire il carattere di ciascun vino.
Spazio anche all'olio extravergine d'oliva cilentano con la masterclass &laquo;Gli oli del Cilento: freschi di spremitura&raquo;, curata dall'associazione Assaggiatori e guidata dal professor Michele Trimarco. L'incontro ha approfondito le caratteristiche dell'olio appena franto e la cultura dell'assaggio, valorizzando un prodotto simbolo dell'agricoltura locale e della Dieta Mediterranea.
La partecipazione alle masterclass ha confermato l'interesse verso momenti di approfondimento che vanno oltre la semplice degustazione, offrendo strumenti per riconoscere le caratteristiche di un prodotto e comprenderne la provenienza.
A Velia il dialogo tra vino, archeologia ed enoturismo
Tra gli appuntamenti significativi del Congresso,vi &egrave;  stato &laquo;Il vino e la Magna Grecia&raquo; nel Parco archeologico di Velia, promossa dalla Direzione dei Parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con la Delegazione FISAR Salerno A.P.S.
La visita guidata al sito e il successivo incontro culturale presso il Teatro di Velia hanno messo in relazione patrimonio archeologico, paesaggio e produzioni enologiche. Sono intervenuti Francesco Scelza, Alfonso Santoriello, Mauro Menichetti e Renato Pelella con contributi dedicati alla valorizzazione del Parco, ai paesaggi culturali e al rapporto tra vino e Magna Grecia.
La giornata si &egrave; conclusa con una degustazione di vini cilentani delle cantine Albamarina e Alfonso Rotolo.
Primo appuntamento del percorso di collaborazione avviato tra il Parco archeologico di Paestum e Velia e FISAR Salerno, l'iniziativa ha evidenziato le potenzialit&agrave; dell'enoturismo come strumento per integrare cultura, paesaggio e produzioni agroalimentari, creando nuove opportunit&agrave; di conoscenza e promozione del territorio.
Iacone: &laquo;Il futuro della FISAR passa dalla capacit&agrave; di ricostruire e rinnovarsi&raquo;
Sul futuro della Federazione &egrave; intervenuto Carlo Iacone, ex vicepresidente nazionale FISAR
&laquo;Il futuro della FISAR sta nella capacit&agrave; di tutti i quindici componenti eletti di lavorare insieme. Al di l&agrave; del risultato elettorale, il punto fondamentale &egrave; ricostruire, ritrovare ci&ograve; che ci appartiene e dare una prospettiva all'associazione&raquo;, ha affermato Iacone.
Una prospettiva che deve tenere insieme tradizione e cambiamento: &laquo;Bisogna recuperare i valori e le motivazioni da cui &egrave; nata la Federazione, ma avere anche la capacit&agrave; di adattarsi ai tempi e alle situazioni che abbiamo davanti&raquo;.
Per Iacone, il Congresso in Campania ha rappresentato anche un motivo di soddisfazione personale, oltre che un'occasione per riaffermare l'importanza di una Federazione capace di guardare al futuro attraverso il lavoro condiviso.
Notaroberto: &laquo;Il Salone della Magna Grecia, un progetto da far crescere&raquo;
Soddisfazione per il risultato raggiunto &egrave; stata espressa da Augusto Notaroberto, delegato-presidente di FISAR Salerno e organizzatore del Congresso Nazionale e del primo Salone dei Vini della Magna Grecia.
&laquo;Questo Congresso rimarr&agrave; sicuramente negli annali. Insieme all'appuntamento nazionale, che &egrave; stato anche elettivo, abbiamo realizzato, con i miei collaboratori, il primo Salone dei Vini della Magna Grecia&raquo;, ha dichiarato Notaroberto. &laquo;Abbiamo voluto valorizzare i vini dei territori che fanno parte della nostra Magna Grecia. E quale occasione migliore per parlare di vino se non qui, a Velia, nel Cilento, in un luogo legato alla presenza e alla storia dei Greci?&raquo;.
L'obiettivo &egrave; dare continuit&agrave; al progetto, con nuove edizioni capaci di coinvolgere produttori, sommelier e appassionati. &laquo;Siamo molto soddisfatti del risultato complessivo e ci auguriamo che questo sia soltanto il primo appuntamento di un percorso destinato a continuare&raquo;.
Notaroberto ha inoltre sottolineato l'importanza di ospitare manifestazioni nazionali nel Mezzogiorno: &laquo;Abbiamo bisogno di far conoscere il nostro territorio, che ancora oggi non &egrave; sufficientemente conosciuto, anche in Italia. Iniziative come questa sono un'opportunit&agrave; per raccontarlo e valorizzarlo&raquo;.
La missione FISAR: formare, avvicinare, diffondere la cultura del vino
Il bilancio del Congresso si misura anche nella partecipazione alle attivit&agrave; formative e nell'interesse suscitato dalle degustazioni. &Egrave; qui che emerge una delle finalit&agrave; centrali della FISAR: far conoscere il vino, renderne accessibile la cultura e accompagnare le persone in un percorso di avvicinamento consapevole.
Attraverso i corsi per sommelier, le iniziative formative e gli appuntamenti aperti agli appassionati, la Federazione offre strumenti per imparare a degustare, riconoscere le caratteristiche dei vini, comprenderne le differenze e leggere il legame con il territorio. Un percorso rivolto non soltanto a chi desidera intraprendere una formazione professionale, ma anche a chi vuole semplicemente saperne di pi&ugrave; e vivere il vino con maggiore consapevolezza.
La conoscenza passa dall'assaggio, ma anche dalla capacit&agrave; di ascoltare le storie che ogni bottiglia custodisce: quelle dei produttori, delle famiglie, delle generazioni e dei paesaggi che contribuiscono a definirne l'identit&agrave;.
Con il 54&deg; Congresso Nazionale e il primo Salone dei Vini della Magna Grecia, FISAR rinnova cos&igrave; il proprio impegno nella formazione e nella diffusione di una cultura enologica attenta alla qualit&agrave;, al territorio e al consumo responsabile. Perch&eacute; avvicinarsi al vino significa prima di tutto imparare a conoscerlo.</description>
<author>RAFFAELA D&#039;ANDREA</author>
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<title>ALESSANDRO FEO RISTORANTE CONQUISTA LE DUE FORCHETTE NELLA GUIDA RISTORANTI D'ITALIA DI GAMBERO ROSS</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31188.xhtml</link>
<description> 
CASAL VELINO (SA) &ndash; Un nuovo, importante traguardo premia la ricerca e la passione di Alessandro Feo Ristorante, che conquista ufficialmente le Due Forchette nella Guida Ristoranti d'Italia di Gambero Rosso. Il riconoscimento posiziona l'insegna di Casal Velino tra le eccellenze della ristorazione italiana, confermando la crescita costante e il valore intrinseco del percorso intrapreso dallo chef cilentano. 
Le Forchette di Gambero Rosso rappresentano uno dei simboli pi&ugrave; autorevoli nella valutazione della ristorazione d'autore in Italia. Il punteggio 80/100 assegnato al ristorante cilentano premia l'eleganza dell'ambiente, l'accoglienza in sala e il costante dialogo con i piccoli produttori locali. La guida evidenzia l'armonia complessiva della proposta e la perfetta coerenza di un'esperienza di dining capace di lasciare un segno distintivo per identit&agrave;, visione e profondo rispetto del territorio. 
Al centro della proposta di Alessandro Feo c'&egrave; la filosofia "Mare Madre", un principio che guida ogni scelta in cucina e che definisce il legame viscerale con il territorio. La cucina dello chef non nasce da forzature o artifici, ma dall'ascolto quotidiano della materia prima: il pescato locale ottenuto da un contatto diretto con il mare, unito ai frutti degli orti. Tra erbe spontanee, ortaggi di stagione e olio locale, ogni piatto racchiude una narrazione essenziale dove la natura detta i tempi e la tecnica resta al servizio del sapore autentico. 
La conquista delle Due Forchette trascende la dimensione del singolo ristorante per trasformarsi in una pietra miliare condivisa con l'intero territorio cilentano. Il riconoscimento conferma come la semplicit&agrave; accorta, la sostenibilit&agrave; vera e il rispetto per le radici culturali possano affermarsi con forza nel panorama gastronomico nazionale, elevando il Cilento a destinazione d'eccellenza per la cucina d'autore. 
&laquo;Questo risultato &egrave; una soddisfazione immensa che condivido pienamente con la mia squadra che mi segue con fiducia in ogni scelta. Questo lavoro &egrave; fondamentale ed &egrave; il frutto di un impegno fatto di dedizione, sacrifici e ricerca quotidiana&raquo;, dichiara lo chef Alessandro Feo. &laquo;Le Due Forchette rappresentano uno stimolo a continuare lungo la nostra rotta, con i piedi ben piantati nella nostra terra e la mente aperta verso il mare e nuove destinazioni culinarie importanti&raquo;. 
Con questo traguardo, il ristorante ribadisce il proprio impegno nella promozione e nella valorizzazione della cultura gastronomica del Cilento, proseguendo un percorso di ricerca radicato nell'identit&agrave; del territorio e nella tutela della biodiversit&agrave; locale.
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<author>ILARIA LONGO</author>
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<title>GUSTO, TRADIZIONE E DIVERTIMENTO A CAVA DE' TIRRENI: IL WEEK-END DI HALLOWEEN CON CHOCO ITALIA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31186.xhtml</link>
<description>Da venerd&igrave; 30 ottobre a luned&igrave; 2 novembre, la splendida cornice di Corso Mazzini, a pochissimi passi dai suggestivi portici di Cava de' Tirreni, ospiter&agrave; il quinto appuntamento autunnale con Choco Italia, la rinomata fiera itinerante promossa dall'Associazione Italia Eventi. L'evento, patrocinato dal Comune di Cava de' Tirreni, dalla CNA Salerno e dall'UNOE (Unione Nazionale Organizzatori di Eventi), si inserisce all'interno del cartellone cittadino per questo lungo fine settimana di festa dedicato ad Halloween. Ad ingresso libero e gratuito, l'evento proseguir&agrave; tutti i giorni con orario continuato dalle 10 del mattino fino a mezzanotte. 
Dove la storia incontra l'eccellenza artigianale e agroalimentare 
Cava de' Tirreni &egrave; una citt&agrave; dalla storia millenaria e dall'inconfondibile eleganza. Lungo i suoi storici portici ad arco ribassato si &egrave; sviluppata nei secoli una fiorente tradizione commerciale e un'autentica maestria artigiana che ancora oggi caratterizzano l'identit&agrave; metelliana. Inserire Choco Italia in questa cornice, porta d'accesso al borgo e cerniera con la vicina Costiera Amalfitana, significa celebrare il connubio perfetto tra bellezza architettonica e saper fare artigiano. In questa tappa la cultura del cioccolato incontra la ricchezza di un territorio da sempre vocato all'eccellenza agroalimentare, accogliendo artigiani e maestri cioccolatieri pronti a dialogare con cittadini, turisti e appassionati. 
Filiera corta e consumo consapevole: l'etica del fatto a mano 
Dal 2021, il progetto itinerante Choco Italia accende i riflettori sul cioccolato artigianale di altissima qualit&agrave;, mettendo al centro dell'evento l'importanza di un dialogo trasparente, etico e diretto tra chi produce e chi consuma. In un'epoca dominata dalle logiche industriali e dai consumi veloci, la manifestazione riafferma il valore della filiera corta, della tracciabilit&agrave; degli ingredienti e della tutela delle tipicit&agrave; locali.
&ldquo;Ritorniamo con grande piacere a Cava de' Tirreni, una citt&agrave; accogliente che ha sempre risposto con grande entusiasmo al nostro evento&rdquo;, sottolinea Giuseppe Lupo, presidente dell'Associazione Italia Eventi. &ldquo;Colgo l'occasione per ringraziare di cuore per la preziosa disponibilit&agrave; e collaborazione il sindaco Raffaele Giordano, l'assessore al commercio, alla cultura e ai grandi eventi, Gianpio De Rosa e l'assessore al turismo Umberto Ferrigno. Questa tappa rappresenta un punto fermo della nostra programmazione autunnale: i nostri maestri artigiani sono pronti ad accogliere il pubblico per far scoprire la passione, i segreti e il vero valore del cioccolato fatto a mano&rdquo;. 
La cultura del cacao: variet&agrave;, segreti e consumo consapevole 
Il cioccolato &egrave; il frutto di un'arte antica che richiede tempo, competenza e materie prime rigorosamente selezionate. A Choco Italia l'incredibile variet&agrave; delle proposte diventa l'occasione ideale per una vera e propria crescita culturale. I visitatori avranno l'opportunit&agrave; di scoprire da vicino i segreti del temperaggio e le differenti origini delle fave di cacao attraverso il racconto appassionato dei produttori. Dalle tradizionali e raffinate praline alle varianti speziate, fino alle tavolette mono-origine e alle ampie selezioni senza glutine, senza lattosio e con zuccheri alternativi: ogni assaggio si trasforma cos&igrave; in un atto di conoscenza e di scelta alimentare consapevole. 
I laboratori e gli eventi di Choco Italia a Cava de'Tirreni 
Oltre al vivace mercatino artigianale, il cuore pulsante delle attivit&agrave; didattiche sar&agrave; la Fabbrica Culturale Europea del Cioccolato Itinerante, gestita dai maestri cioccolatieri perugini e attiva ogni giorno dalle 10 alle 20. 
Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto che ospiter&agrave; tre percorsi esperienziali: 

Dalla fava di cacao alla tavoletta di cioccolato: un affascinante viaggio alla scoperta della storia e di tutte le fasi di lavorazione del cacao, pensato per le scolaresche ma aperto a tutti i curiosi;
Diventa cioccolatiere per un giorno: un laboratorio pratico e coinvolgente per mettersi alla prova con le proprie mani e realizzare una creazione dolciaria;
Nonni e nipotini &ndash; Un mondo di cioccolato (appuntamenti fissi alle ore 17 e alle ore 18): uno speciale incontro pomeridiano nato per unire le generazioni attraverso la dolcezza e la magia della manualit&agrave; condivisa. 

Ad arricchire l'atmosfera di festa e intrattenimento vi saranno ogni giorno gli spettacolari show dal vivo di Pulcinella e i burattini del Teatro Nazionale del maestro Mauro Apicella, gratuiti e aperti a tutti, pronti a regalare momenti di gioia e comicit&agrave; a grandi e piccini. 
Il programma di appuntamenti speciali si arricchir&agrave; in particolare nella giornata di sabato 1&deg; novembre: alle ore 11 si terr&agrave; l'evento "Chocopop Art", un laboratorio creativo e gratuito, dedicato ai piccoli artisti del cioccolato ed aperto a tutti i bambini, per realizzare golose opere d'arte tutte da mangiare. La sera del 1&deg; novembre, a partire dalle ore 20, Corso Mazzini si riempir&agrave; invece dell'energia contagiosa e dei ritmi travolgenti della Pig Band Street Music. 
Un itinerario del gusto tra le eccellenze di 5 regioni italiane 
La passeggiata su Corso Mazzini si trasformer&agrave; in un irresistibile itinerario sensoriale attraverso i saperi e i sapori di ben cinque regioni italiane, offrendo ai visitatori la possibilit&agrave; di compiere un vero e proprio viaggio tra i banchi degli artigiani, tra cui non mancheranno prelibatezze dedicate alla festa di Halloween e alle tradizioni della festa dei morti. Fanno gli onori di casa le produzioni della Campania, con i dolci della tradizione e la rinomata cioccolateria salernitana. Tra le specialit&agrave; pi&ugrave; golose spiccano i cremini e i cioccolatini cremosi farciti con le eccellenze del territorio, come il celebre Liquore Strega di Benevento e la Mela Annurca IGP, affiancati dal cioccolato grezzo senza zuccheri aggiunti e dalle fragranti aragostine ripiene al momento. Non mancheranno il croccante caldo preparato sul posto, le caldarroste e la frutta secca d'eccellenza dei Monti Picentini, tra Nocciole di Giffoni IGP, mandorle e noci. A fare da sponda saranno le prelibatezze del Molise, presente con cremini, praline, macarons artigianali, opzioni dedicate a chi sceglie prodotti senza glutine e senza lattosio e l'esclusiva novit&agrave; dei cioccolatini realizzati con latte di bufala. Il percorso del gusto prosegue poi verso la Puglia, rappresentata dai suoi iconici e fragranti pasticciotti dorati, per poi spingersi fino in Sicilia con l'inconfondibile Cioccolato di Modica IGP, un'ampia scelta di pralineria, croccanti waffel, le maestose cassate e i cannoli croccanti riempiti d'arte. Infine, a completare questo quadro di sapori sar&agrave; l'alta scuola di pralineria dell'Umbria, con le sue famose ed eleganti sfere di cioccolato ripiene in un'ampia variet&agrave; di gusti, oltre alla presenza di uno storico liquorificio artigianale nato nel 1810, che proporr&agrave; una selezione di spiriti e distillati tradizionali tra cui spicca il leggendario assenzio. 
Il viaggio prosegue: le prossime tappe del tour autunnale 
Conclusa la quattro giorni metelliana, la grande carovana itinerante di Choco Italia riprender&agrave; il suo viaggio lungo la penisola per raggiungere il suggestivo centro storico di Orvieto, dove far&agrave; tappa dal 5 all'8 novembre, per poi fare ritorno in Campania: con la tappa di Pompei dal 12 al 15 novembre e quella di Avellino dal 19 al 22 novembre.
Info: 338.6157844 &ndash; 380.1863475</description>
<author>ROSMARINO NEWS</author>
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<title>PIZZAVILLE, ELENCO DELLE 12 PIZZE SPECIAL CHE VERRANNO PROPOSTE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31138.xhtml</link>
<description>SIDERNO - Parte Pizzaville, la prima edizione del villaggio dedicato alla pizza che si terr&agrave; a Siderno da oggi 15 ottobre fino a domenica 18 ottobre.
Ecco le schede delle 12 pizze special che sar&agrave; possibile degustare nel villaggio della pizza. 
1. Albatros &ndash; Antonio Rufolo
Ingredienti: passata di pomodoro giallo, provola affumicata, prosciutto cotto arrosto alle erbe, crocchette di melanzana fritte, Grana Padano stagionato oltre 20 mesi, basilico.
Una proposta costruita sull'incontro tra consistenze e intensit&agrave; differenti. La dolcezza del pomodoro giallo bilancia il carattere della provola affumicata e la delicatezza del prosciutto cotto arrosto alle erbe. Le crocchette di melanzana fritte introducono una componente croccante, mentre il Grana Padano stagionato e il basilico completano un insieme ricco, nel quale convivono morbidezza, sapidit&agrave; e freschezza.
2. La Pineta &ndash; Joseph Agostino
Ingredienti: salsa alla corte, fiordilatte, polpettine di suino nero, Parmigiano stagionato 24 mesi, olio al prezzemolo.
Una pizza che prende ispirazione dalla cucina domestica, reinterpretandone i sapori in una composizione contemporanea. Le polpettine di suino nero richiamano le preparazioni familiari e incontrano la cremosit&agrave; del fiordilatte. Il Parmigiano stagionato 24 mesi aggiunge struttura e profondit&agrave;, mentre l'olio al prezzemolo introduce una nota erbacea che alleggerisce l'insieme.
3. Madre Pinzeria Italiana &ndash; Giuseppe e Vincenzo
Ingredienti: impasto alla canapa sativa, pesto di pistacchio di Bronte, fiordilatte, Mortadella Bologna IGP, granella di pistacchio, caff&egrave; in grani.
Una delle interpretazioni pi&ugrave; sperimentali della manifestazione, a partire dall'impasto alla canapa sativa. Il pesto di pistacchio di Bronte e il fiordilatte creano una base cremosa sulla quale si inseriscono la Mortadella Bologna IGP e la granella di pistacchio. L'elemento pi&ugrave; sorprendente &egrave; rappresentato dal caff&egrave; in grani, utilizzato per aggiungere una nota tostata e ampliare il profilo aromatico della preparazione.
4. La Mimosa &ndash; Sergio Salvatore
Ingredienti: vellutata di datterino rosso arrosto, guanciale croccante, 'nduja di Spilinga, fonduta di ricotta affumicata di Mammola, olio al bergamotto, basilico.
Un concentrato di sapori calabresi giocato sui contrasti. La vellutata di datterino rosso arrosto incontra la croccantezza del guanciale e il carattere piccante della 'nduja di Spilinga. La fonduta di ricotta affumicata di Mammola contribuisce a rendere pi&ugrave; avvolgente la preparazione, mentre l'olio al bergamotto introduce una nota agrumata capace di bilanciare la componente grassa e la speziatura.
5. Pabis &ndash; Rocco Papaleo
Ingredienti: riduzione di peperone giallo, fiordilatte di Agerola, scamorza affumicata silana, salsiccia di maialino nero di Calabria, crema di datterini rossi caramellati al forno, porro croccante.
Una proposta che valorizza il suino nero di Calabria e i formaggi attraverso un gioco di componenti dolci, affumicate e croccanti. La riduzione di peperone giallo e la crema di datterini caramellati accompagnano la sapidit&agrave; della salsiccia, mentre il fiordilatte di Agerola e la scamorza silana conferiscono cremosit&agrave; e intensit&agrave;. Il porro croccante aggiunge una diversa consistenza e completa l'equilibrio della pizza.
6. Prodotti dello Chef &ndash; Giuseppe Tropiano
Ingredienti: carpaccio di polpo, patate rosticciate al rosmarino, stracciatella di fiordilatte, crema di datterini rossi arrosto, polvere di olive nere.
Il mare diventa protagonista di una pizza che richiama alcuni abbinamenti della cucina mediterranea. Il carpaccio di polpo incontra le patate rosticciate al rosmarino, mentre la stracciatella di fiordilatte conferisce cremosit&agrave;. La crema di datterini arrosto aggiunge una componente dolce e leggermente acidula, completata dalla nota sapida della polvere di olive nere.
7. Rocco Borzom&igrave; &ndash; Rocco Borzom&igrave;
Ingredienti: base bianca, cipolla di Tropea caramellata, caciocavallo Silano, lardo locale, pomodorini semi-dry, olio verde al basilico.
Una pizza che mette in evidenza alcune delle produzioni pi&ugrave; rappresentative della Calabria. La cipolla di Tropea caramellata introduce una dolcezza pronunciata, accompagnata dal carattere del caciocavallo Silano e dalla morbidezza del lardo locale. I pomodorini semi-dry contribuiscono a bilanciare l'insieme con la loro acidit&agrave;, mentre l'olio verde al basilico dona freschezza e aromaticit&agrave;.
8. Salsedine &ndash; Domenico Orlando
Ingredienti: vellutata di zucca, fiordilatte, speck, polvere di radicchio, caciocavallo di Gerace, basilico.
Una creazione che guarda ai sapori autunnali, partendo dalla dolcezza naturale della zucca. Il fiordilatte e lo speck accompagnano la base cremosa, mentre il caciocavallo di Gerace aggiunge una nota pi&ugrave; decisa. La polvere di radicchio introduce una componente amaricante, utile a bilanciare le altre intensit&agrave;, e il basilico completa il profilo aromatico.
9. Santa Caterina &ndash; Vincenzo Multari
Ingredienti: fiordilatte, melanzane fritte, pomodorini arrostiti, olive taggiasche, stracciatella di bufala, basilico.
Una lettura mediterranea della pizza, nella quale ingredienti semplici vengono accostati attraverso un equilibrio di consistenze. Le melanzane fritte e i pomodorini arrostiti incontrano il fiordilatte, mentre le olive taggiasche apportano una componente sapida. La stracciatella di bufala, aggiunta per conferire freschezza e cremosit&agrave;, completa la preparazione insieme al basilico.
10. Raftel X Sunset &ndash; Claudio Cond&ograve;
Ingredienti: base bianca, salmone affumicato, gambero, pesto di rucola, zest di limone fresco.
Una proposta essenziale nella composizione, che punta sull'incontro tra i sapori del mare e le note vegetali e agrumate. Il salmone affumicato e il gambero sono accompagnati dal pesto di rucola, il cui carattere leggermente pungente contribuisce all'equilibrio dell'insieme. Lo zest di limone fresco completa la preparazione con una componente aromatica che esalta i sapori marini.
11. The Bloom &ndash; Bruno Panetta
Ingredienti: vellutata di pomodori gialli, speck di suino calabro, pecorino crotonese, granella di castagne, vellutata di cipolla rossa di Tropea, olio extravergine d'oliva, basilico.
Un incontro tra ingredienti del bosco e sapori mediterranei. La vellutata di pomodori gialli accoglie lo speck di suino calabro e il carattere deciso del pecorino crotonese. La granella di castagne introduce una componente dolce e una diversa consistenza, mentre la vellutata di cipolla rossa di Tropea contribuisce a rendere pi&ugrave; articolata la preparazione. Olio extravergine d'oliva e basilico completano l'insieme.
12. L'Artigiano della Pizza &ndash; Vincenzo Fotia
Ingredienti: fiordilatte, carciofo semi-dry, prosciutto cotto di suino nero al bergamotto, caciocavallo di Cimin&agrave;.
Una composizione che punta sulla selezione delle materie prime e sull'equilibrio tra pochi ingredienti. Il carciofo semi-dry aggiunge una nota vegetale concentrata, mentre il prosciutto cotto di suino nero al bergamotto introduce un elemento aromatico legato al territorio. Il caciocavallo di Cimin&agrave; conferisce carattere e persistenza, accompagnato dalla cremosit&agrave; del fiordilatte.
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<author>uf.st.PizzaVille</author>
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<title>PIZZAVILLE, QUANDO IL GUSTO INCONTRA LA SOLIDARIETA': A SIDERNO LA PIZZA DIVENTA UN GESTO DI COMUNIT</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31131.xhtml</link>
<description>SIDERNO (RC) &ndash; La pizza come simbolo di condivisione, capace di riunire persone e generazioni diverse attorno alla stessa tavola. Ma anche come strumento di solidariet&agrave;, attraverso il quale una manifestazione dedicata al gusto pu&ograve; contribuire a sostenere chi ogni giorno si impegna per migliorare la vita degli altri. &Egrave; da questa idea che nasce la collaborazione tra PizzaVille e l'Associazione Angela Serra per la Ricerca sul Cancro &ndash; Sezione Locride, una delle componenti centrali della prima edizione del food fest in programma dal 15 al 18 ottobre in Piazza Portosalvo a Siderno. Gli organizzatori infatti, insieme alle pizzerie partecipanti, hanno deciso di devolvere un euro in beneficenza per ogni pizza venduta durante la quattro giorni.
In un territorio come la Locride, dove le difficolt&agrave; del sistema sanitario e la necessit&agrave; di ricorrere a strutture lontane da casa pesano sulla quotidianit&agrave; di numerose famiglie, l'impegno del volontariato assume un ruolo particolarmente significativo. Sostenere chi opera in questo ambito significa riconoscerne il lavoro e contribuire a rafforzare quella rete di solidariet&agrave; che spesso rappresenta un punto di riferimento essenziale per le persone pi&ugrave; fragili.
Cosa fa l'Associazione Angela Serra: un impegno concreto al fianco dei pazienti
Fondata nel 1987, l'Associazione Angela Serra per la Ricerca sul Cancro promuove da quasi quarant'anni la ricerca oncologica, la prevenzione e il sostegno alle persone che affrontano la malattia. La sezione Locride, attiva dal 2018, ha costruito nel tempo una presenza significativa sul territorio, sviluppando servizi gratuiti per i pazienti oncologici e le loro famiglie, dal supporto psicologico alla consulenza oncogenetica, fino alle attivit&agrave; dedicate alla nutrizione e alla prevenzione.
Tra gli obiettivi dell'associazione c'&egrave; anche quello di contrastare la migrazione sanitaria, contribuendo a creare condizioni di assistenza migliori e pi&ugrave; vicine ai luoghi di vita dei pazienti. In questa direzione si inseriscono le iniziative promosse per il miglioramento degli spazi destinati all'Oncologia dell'Ospedale di Locri con il progetto NOLE. Un'attivit&agrave; che affianca le istituzioni e che dimostra quanto la partecipazione civica possa incidere sulla qualit&agrave; della vita di una comunit&agrave;.
PizzaVillage: &laquo;Sostenere chi cerca di colmare le lacune del nostro territorio &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva&raquo;
&laquo;Siamo felici e orgogliosi  - spiega Daniel Scarano, presidente dell'associazione Pizzavillage - di aver avviato questa collaborazione con l'Associazione Angela Serra, una realt&agrave; che conosce profondamente le difficolt&agrave; del nostro territorio e che, con il proprio lavoro quotidiano, riesce a dare risposte concrete a tante persone e famiglie. Quando abbiamo immaginato PizzaVille, volevamo costruire un evento capace di valorizzare la nostra terra e creare occasioni di incontro. Ma crediamo che la valorizzazione di un territorio non possa limitarsi alla promozione delle sue eccellenze: deve necessariamente comprendere anche l'attenzione alle sue fragilit&agrave;. La Locride &egrave; una terra ricca di energie, competenze e straordinarie risorse umane, ma &egrave; anche un territorio che continua a fare i conti con carenze importanti, soprattutto nell'ambito della sanit&agrave;. Riteniamo un dovere sostenere chi, attraverso il volontariato, cerca ogni giorno di colmare queste lacune, offrendo assistenza, vicinanza e opportunit&agrave; a chi ne ha bisogno&raquo;.
L'associazione Angela Serra: &laquo;Onorati che Pizzaville abbia deciso di sposare la nostra causa&raquo;
&laquo;&Egrave; per noi una profonda emozione &ndash; spiega Attilio Gennaro, dell'Associazione Angela Serra Sezione Locride &ndash; la collaborazione che si &egrave; instaurata tra le realt&agrave;. Siamo da tempo impegnati su pi&ugrave; fronti, dalla ristrutturazione del padiglione dell'Oncologia dell'Ospedale di Locri alle tante attivit&agrave; di assistenza ai pazienti, ed abbiamo tantissimi progetti ambiziosi ancora in cantiere: siamo davvero onorati e riconoscenti che i ragazzi di PizzaVille abbiano deciso di sposare in maniera cos&igrave; forte la nostra causa&raquo;.
La prima edizione del Pizzaville prender&agrave; il via gioved&igrave; 15 ottobre alle 19.30 con l'inaugurazione e l'apertura dei forni da parte dei maestri pizzaioli con la presenza di un'area totalmente gluten free. Inoltre all'interno del villaggio della pizza in Piazza Portosalvo tutte le sere, dalle 19:00 alle 23:00, i bambini potranno divertirsi in uno spazio dedicato con giochi, attivit&agrave; e gonfiabili. Sar&agrave; inoltre possibile ordinare la propria pizza comodamente dal proprio posto attraverso un'app dedicata, che invier&agrave; una notifica appena la propria ordinazione sar&agrave; pronta al ritiro. 
Per il programma completo e le informazioni: www.pizzaville.it</description>
<author>UF.ST.PIZZAVILLE</author>
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<title>JÂ'ADORE, DANIELE UNIONE RIPORTA IN AUGE LA FILOSOFIA PARTENOPEA DELLA RISTORAZIONE ANNI Â'80</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31127.xhtml</link>
<description>Non &egrave; nostalgia. Non &egrave; un'operazione vintage. E non &egrave; la riproposizione dei piatti che negli anni Ottanta andavano di moda. &Egrave; qualcosa di pi&ugrave; profondo: la filosofia della ristorazione partenopea di quegli anni, quella imparata nelle cucine vere, attraverso la gavetta, l'osservazione e il lavoro accanto ai grandi maestri. &Egrave; questa la cucina che Daniele Unione ha scelto di riportare al centro del proprio racconto gastronomico, trasformandola nell'identit&agrave; di J'adore, il ristorante che ha aperto a Pomigliano d'Arco.
Una cucina fatta di materia prima, cotture precise, pochi fronzoli e soprattutto di rispetto per il prodotto. Una cucina in cui il cuoco non deve dimostrare quanto sa fare, ma deve permettere all'ingrediente di raccontarsi. E dove il ristorante torna ad essere quello che, secondo Unione, dovrebbe sempre essere: un luogo di ospitalit&agrave;, di esperienza e di piacere.
A confermare quanto questa impostazione avesse una sua precisa riconoscibilit&agrave; &egrave; stata anche l'esperienza a Cuochi d'Italia, nel 2021, quando Daniele Unione ha rappresentato la Campania conquistando la vittoria dell'edizione. Tra i giudici, Bruno Barbieri, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei. Fu proprio durante quella esperienza che, davanti alla preparazione di un calamaro ripieno, Barbieri riconobbe nella sua cucina un'impronta profondamente legata agli anni Ottanta, arrivando a sottolineare quanto sarebbe importante avere pi&ugrave; cuochi capaci di portare avanti quella tradizione gastronomica.
Per Unione, per&ograve;, quella definizione non nasce con la televisione. &Egrave; la sua storia.
Classe 1974, Daniele Unione entra in cucina quando &egrave; ancora bambino. A undici anni comincia ad affacciarsi al mestiere accanto al padre Bruno, chef con esperienze in alcune importanti realt&agrave; della ristorazione napoletana. A quindici anni la cucina diventa gi&agrave; lavoro, formazione, disciplina.
La sua &egrave; una gavetta nel senso pi&ugrave; autentico del termine. Non una scuola fatta soltanto di ricette, ma di ore trascorse ai fornelli, di silenzi, osservazione e responsabilit&agrave;. Nel suo percorso incontra chef e maestri come Felice Pomari, Natale Catalano, Ugo Dorso,Eduardo e Salvatore Statico, Angelo Falanga  per non parlare dei ristoratori tra cui Zi Teresa,il  ristorante Rosolino con lo chef Peppe Ferro, costruendo la propria professionalit&agrave; attraverso esperienze diverse e scegliendo consapevolmente di cambiare cucina ogni volta che poteva imparare qualcosa di nuovo.
&Egrave; da quella scuola che nasce la sua idea di cucina. E nasce anche una convinzione che ancora oggi accompagna il suo lavoro: la gavetta &egrave; un assegno postdatato. Quello che impari nelle cucine, prima o poi, torna.
Un percorso che passa anche dal mondo della ristorazione di Santa Lucia e del Borgo Marinaro, ambiente che Unione considera fondamentale per la propria formazione e nel quale consolida una cucina mediterranea, soprattutto di mare, essenziale e riconoscibile. Poi l'esperienza in Francia, dove si trova a guidare una brigata e porta con s&eacute; quella stessa identit&agrave; partenopea che, lontano da Napoli, diventa ancora pi&ugrave; forte. &Egrave; in quel contesto che nasce anche il nome J'adore, destinato a diventare il marchio del suo progetto.
Il ritorno in Italia coincide con una nuova consapevolezza: non limitarsi a fare il cuoco, ma diventare ristoratore.
Da qui nasce J'adore, a Pomigliano d'Arco. Un luogo nel quale Daniele Unione ha voluto trasferire non soltanto la propria cucina, ma un'idea precisa di ristorazione. Il cliente, nella sua filosofia, non &egrave; semplicemente un cliente: &egrave; un ospite. E l'ospite deve sentirsi accolto, riconosciuto, accompagnato.
Anche per questo non ama una ristorazione scandita dalla fretta e dai tempi rigidi dei turni. Preferisce che chi entra da J'adore possa vivere il proprio tempo, mangiare con calma, stare bene e andare via con la sensazione di essere stato davvero ospite di una casa.
Nel piatto torna cos&igrave; una cucina di mare che non ha bisogno di artifici per essere contemporanea: la spigola fritta servita con gli spaghetti fritti, il maccheroncello con il granchio, il pesce fritto e quelle preparazioni nelle quali la tecnica resta al servizio della materia prima.
Il punto non &egrave; cucinare come negli anni Ottanta. &Egrave; recuperare ci&ograve; che di quella ristorazione si &egrave; perso.
La cura dell'ospite. La conoscenza del prodotto. Il rapporto umano. La gavetta. La semplicit&agrave; come scelta, non come rinuncia.
&Egrave; questa la sfida di Daniele Unione: riportare nel presente una filosofia partenopea della ristorazione che appartiene alla sua formazione, ma che oggi vuole trasformare in un linguaggio personale.
Perch&eacute; gli anni Ottanta, per lui, non sono una moda da riscoprire, ma il luogo da cui &egrave; partito. Jady Anni '80 &egrave; oggi il claim che racchiude questa identit&agrave; e apre la strada a nuovi progetti, per portare la sua idea di cucina oltre J'adore e farne un racconto sempre pi&ugrave;
 
 
 
 
 
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<author>Ad. st. Raffaela D Andrea</author>
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<title>PIZZAVILLE, DAL 15 AL 18 OTTOBRE SIDERNO DIVENTA LA CITTA' DELLA PIZZA: DODICI PIZZERIE, 4 GIORNI DI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31124.xhtml</link>
<description>SIDERNO (RC) &ndash; Quattro giorni dedicati alla pizza, alla convivialit&agrave; e alla solidariet&agrave;. Dal 15 al 18 ottobre Piazza Portosalvo, nel cuore di Siderno, si trasformer&agrave; in PizzaVille, una prima edizione della grande citt&agrave; del gusto che riunir&agrave; dodici realt&agrave; della ristorazione della Locride, spettacoli musicali, intrattenimento e attivit&agrave; rivolte a un pubblico di tutte le et&agrave; a cura dell'Associazione Pizzavillage. Non soltanto una manifestazione gastronomica, ma un appuntamento pensato per mettere insieme le persone, valorizzare il lavoro dei pizzaioli e raccontare, attraverso uno dei piatti pi&ugrave; conosciuti e amati, le eccellenze e le tradizioni del territorio.
Dodici pizzerie protagoniste di PizzaVille
Saranno dodici le realt&agrave; coinvolte nella manifestazione: Albatros, La Pineta, Madre Pinzeria, La Mimosa, Pabis, Prodotti dello Chef, Rocco Borzom&igrave;, Salsedine, Santa Caterina, Raftel X Sunset, The Bloom e Vincenzo Fotia &ndash; L'Artigiano della Pizza. Ciascuna porter&agrave; a PizzaVille la propria interpretazione della pizza, con proposte che mettono in relazione tecnica, esperienza, creativit&agrave; e prodotti del territorio. Un percorso gastronomico attraverso differenti stili, impasti e abbinamenti, con particolare attenzione agli ingredienti che caratterizzano la tradizione calabrese.
Le proposte saranno consultabili sul sito ufficiale www.pizzaville.it, dove saranno disponibili anche il programma e le informazioni per partecipare.
Quattro giorni di musica, spettacoli e appuntamenti per le famiglie
PizzaVille sar&agrave; anche un luogo di intrattenimento e socialit&agrave;, con un calendario di spettacoli distribuiti nelle quattro giornate. La manifestazione prender&agrave; il via gioved&igrave; 15 ottobre con Hosteria N.4. Venerd&igrave; 16 spazio al tributo a Ligabue, mentre sabato 17 sar&agrave; la volta degli 883 Revolution, con un repertorio dedicato ai successi degli 883. Domenica 18 ottobre la chiusura musicale sar&agrave; affidata a Mr. Muscolo & i suoi Estrogeni. In ogni giornata, inoltre, sar&agrave; previsto uno spazio dedicato ai bambini ed al loro divertimento, affinch&eacute; gli stessi genitori possano avere la possibilit&agrave; di gustare le pizze e passare un momento conviviale mentre i loro figli avranno spazi e attivit&agrave; dedicate esclusivamente a loro. 
Una pizza che sostiene la solidariet&agrave;: un euro per ogni acquisto all'Associazione Angela Serra
Quest'anno, per&ograve;, gustare la propria pizza avr&agrave; un piacere in pi&ugrave;. Accanto alla valorizzazione gastronomica, PizzaVille avr&agrave; una significativa finalit&agrave; benefica e per ogni pizza acquistata durante le quattro giornate, un euro sar&agrave; devoluto all'Associazione Angela Serra, sezione Locride, realt&agrave; impegnata nel sostegno alla ricerca oncologica e alle persone che affrontano la malattia. &Egrave; una scelta che d&agrave; alla manifestazione un significato ulteriore: trasformare un momento di incontro e condivisione in un'occasione concreta di sostegno al territorio e alla sua comunit&agrave;. Ogni pizza consumata contribuir&agrave; cos&igrave; alla raccolta solidale, permettendo ai visitatori di partecipare direttamente all'iniziativa attraverso un gesto semplice.
PizzaVille, una citt&agrave; da vivere insieme
Per quattro giornate, Piazza Portosalvo diventer&agrave; il punto di incontro tra pizzaioli, famiglie, appassionati e visitatori. La pizza sar&agrave; il filo conduttore di un evento che punta a coniugare qualit&agrave; gastronomica, spettacolo, identit&agrave; territoriale e partecipazione. L'appuntamento &egrave; a Siderno dal 15 al 18 ottobre, per vivere insieme PizzaVille e contribuire, attraverso la partecipazione, alla sua finalit&agrave; solidale.
Informazioni e programma: www.pizzaville.it
Ufficio stampa PizzaVille pizzavillesocial@gmail.com</description>
<author>UFF.COMUNIC.PIZZAVILLE</author>
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<title>CIBO & DINTORNI, SALERNO INCONTRA IL MONDO E IL VIAGGIO CONTINUA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31030.xhtml</link>
<description>Tre giorni, oltre cento aziende, circa 3.000 metri quadrati di superficie, due padiglioni e buyer provenienti da 16 Paesi. La XV edizione si chiude lasciando contatti, relazioni e nuove prospettive per le imprese. Ma soprattutto lascia l'immagine di una citt&agrave; che, per tre giorni, &egrave; diventata punto d'incontro tra territori e mercati internazionali.
Raccontare la XV edizione di Cibo & Dintorni soltanto attraverso i numeri significherebbe raccontarne solo una parte.
Dall'11 al 13 settembre Piazza della Libert&agrave; non &egrave; stata semplicemente lo spazio che ha ospitato una fiera agroalimentare. &Egrave; diventata un luogo di incontri, lingue, profumi, sapori, trattative, idee e culture diverse.Salerno, per tre giorni, ha incontrato il mondo.
Nella Sala Mediterraneo, cuore dell'International Buyers Workshop, produttori e operatori internazionali si sono seduti allo stesso tavolo.
Da una parte le imprese e le storie dei territori. Dall'altra mercati differenti, nuove esigenze e nuove possibilit&agrave;. In mezzo, interpreti, relazioni e quel primo confronto dal quale pu&ograve; nascere un rapporto commerciale.&Egrave; probabilmente qui che si misura uno dei risultati pi&ugrave; importanti di questa edizione: non semplicemente nel numero dei circa 1000 appuntamenti profilati b2b realizzati, ma nei contatti qualificati e nelle prospettive commerciali nate durante gli incontri.
Cibo & Dintorni non ha voluto soltanto mostrare prodotti. Ha provato a costruire occasioni reali di mercato.Portare il mondo a Salerno e, contemporaneamente, accompagnare le imprese italiane verso il mondo.Intorno al business, per&ograve;, si &egrave; mosso molto altro.
Il cibo &egrave; diventato racconto del territorio, memoria e identit&agrave;. &Egrave; diventato spettacolo negli show cooking, conoscenza nelle masterclass, confronto quando si &egrave; parlato di impresa, agricoltura, infrastrutture e sviluppo.&Egrave; diventato anche consapevolezza quando l'attenzione si &egrave; spostata sulla salute, sull'alimentazione e sul rapporto tra cibo e benessere.
La pizza, una delle espressioni pi&ugrave; riconoscibili della Campania, ha incontrato il pubblico in uno spazio dedicato. Il vino ha raccontato territori e denominazioni attraverso percorsi di degustazione e approfondimento.
La cucina ha attraversato confini geografici e culturali, fino alle contaminazioni capaci di mettere in dialogo tradizioni lontane.
E forse proprio la contaminazione &egrave; una delle immagini che meglio raccontano ci&ograve; che &egrave; accaduto in questi tre giorni.Persone arrivate da luoghi diversi si sono incontrate a Salerno. Lingue differenti si sono incrociate ai tavoli. Produttori, buyer, chef, istituzioni, professionisti, associazioni e pubblico hanno guardato lo stesso prodotto da prospettive diverse.Cibo & Dintorni &egrave; stato questo: economia, certamente, ma anche cultura, identit&agrave;, salute, conoscenza e relazione.Una manifestazione costruita attorno a una visione precisa: fare di Salerno una piattaforma capace di mettere in relazione il sistema agroalimentare italiano con i mercati internazionali.
La XV edizione ha dimostrato che questa possibilit&agrave; esiste.
Ora i padiglioni sono chiusi.
I tavoli degli incontri sono vuoti, gli stand sono stati smontati e Piazza della Libert&agrave; &egrave; tornata alla sua quotidianit&agrave;.Ma alcune cose restano.
Restano i contatti scambiati, le trattative iniziate, le aziende che continueranno a dialogare con i buyer incontrati a Salerno.
Restano idee, immagini, sapori e relazioni.
Restano soprattutto le persone, perch&eacute; dietro ogni stand, ogni appuntamento, ogni degustazione e ogni incontro c'&egrave; stato qualcuno che ha contribuito a costruire questi tre giorni.
Alle aziende che hanno creduto nel progetto, ai buyer arrivati da tanti Paesi, alle istituzioni, ai partner, agli sponsor, agli chef, ai professionisti, alle associazioni, agli interpreti, allo staff, a chi ha lavorato dietro le quinte e al pubblico che ha attraversato Piazza della Libert&agrave; va il ringraziamento di Cibo & Dintorni.
La XV edizione finisce qui.
O forse no.
Perch&eacute; una fiera pu&ograve; chiudere i suoi padiglioni. Un progetto, quando ha ancora qualcosa da raccontare, continua.E Cibo & Dintorni ha ancora molto da raccontare.Grazie.</description>
<author>RAFFAELA D&#039;ANDREA</author>
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<title>UN VIAGGIO NEL GUSTO TRA STORIA E MITO. A NOCERA SUPERIORE LA II EDIZIONE DE &quot;I SAPORI DELL'ANT</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/mezzodi/31029.xhtml</link>
<description>Torna l'atteso appuntamento con la storia, l'archeologia e l'enogastronomia del territorio grazie alla seconda edizione de "I Sapori dell'Antica Nuceria", l'evento organizzato dal Gruppo Archeologico Nuceria grazie al patrocinio dell'Amministrazione comunale di Nocera Superiore.
La manifestazione si terr&agrave; mercoled&igrave; 23 settembre 2026 alle ore 20:00 presso il Parco Urbano Fresa, preceduta dalle visite guidate curate dai volontari del Gan tra le suggestive Terme di Nuceria. Quest'anno la manifestazione ha per tema "Il banchetto prima dell'assedio: Annibale Barca a Nuceria, un tentativo di pace prima della guerra", sviluppando una proposta ancora pi&ugrave; ricca e articolata ideata per valorizzare le eccellenze identitarie locali attraverso un format che fonde divulgazione, rievocazione storica e promozione delle tradizioni.
L'iniziativa trae ispirazione proprio da questo drammatico e affascinante capitolo del passato cittadino legato all'arrivo di Annibale e al periodo della Seconda Guerra Punica.
Lontano dall'essere una semplice cena o una tradizionale serata enogastronomica, l'evento immagina simbolicamente l'ultimo momento di confronto e incontro tra la civilt&agrave; nucerina e quella cartaginese prima dello scoppio del conflitto. La tavola si trasforma cos&igrave; in uno spazio scenico e in un potente dispositivo culturale, un luogo di dialogo e condivisione in cui il cibo diventa linguaggio di conoscenza, memoria e relazione.
&laquo;Siamo particolarmente orgogliosi - ha dichiarato il Sindaco Gennaro D'Acunzi - di sostenere e patrocinare un'iniziativa che unisce rigorosa ricerca storica, eccellenze enogastronomiche e forte valore identitario. "I Sapori dell'Antica Nuceria" &egrave; un viaggio esperienziale che restituisce lustro al passato, coinvolgendo i partecipanti in un percorso di coesione sociale che ben s'inserisce nel pi&ugrave; ampio progetto di Nuceria citt&agrave; archeologica, finalizzato alla riscoperta e alla valorizzazione dell'identit&agrave; del nostro territorio&raquo;.
A dar vita a questo viaggio sensoriale saranno i protagonisti della serata: lo chef Antonio De Angelis, che curer&agrave; un percorso ispirato alla cucina nucerina, e Antonio Papale, autore delle preparazioni legate alla tradizione culinaria cartaginese, mentre i rievocatori del Gruppo Nuvkrinum arricchiranno la narrazione con momenti scenici, ricostruzioni storiche e brevi interventi teatrali.
Il percorso del gusto trover&agrave; ulteriore profondit&agrave; nella sezione dedicata agli antichi formaggi guidata dal maestro e produttore Manuel Lombardi, che condurr&agrave; degustazioni e approfondimenti sul Conciato Romano, affiancato da una selezione enologica ispirata alle tradizioni dell'antica Roma.
Ad arricchire ulteriormente l'offerta culturale della manifestazione vi saranno le suggestive opere in legno del Maestro Avallone, affiancate dall'Angolo del Pane Antico, interamente dedicato alla riscoperta delle tradizioni della panificazione romana con una particolare attenzione al celebre Panis Quadratus.</description>
<author>CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO</author>
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