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<link>url sito web</link>
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<title>TEATRO MASSIMO VINCENZO BELLINI, IL TENORE VINCENZO COSTANZO E' ANDREA CHENIER</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30494.xhtml</link>
<description>Andrea Ch&eacute;nier, &ldquo;dramma di ambiente storico&rdquo; di Umberto Giordano, sar&agrave; rappresentato al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, dal 10 al 18 aprile, con un allestimento originale firmato dal regista Giandomenico Vaccari.
&ldquo;Andrea Chenier &egrave; un capolavoro &ndash; ha affermato il regista barese - della musica e del teatro italiano. Scritto e composta da Illica e Giordano in modo originalissimo, &egrave; un incontro ineludibile per un regista di melodramma. E' una scrittura cinematografica prima del cinema, fatta di sequenze brevi e veloci che raccontano le storie private dei personaggi dentro la storia pubblica della Rivoluzione francese e della sua fase finale. Le arie sono violente zoomate sui singoli protagonisti ed in particolar modo su Andrea Chenier che sempre ed in ogni momento dell'opera &egrave; prima di tutto un poeta e un intellettuale, convinto del meraviglioso destino della sua arte che &egrave; sempre bellezza e impegno. Ed &egrave; quello che fu realmente il grande poeta francese, vittima della deriva folle della rivoluzione. Il poter dar vita al canto di questo personaggio ed alla sua ricerca della &ldquo;sfolgorante idea&rdquo;  evocata nell'aria &ldquo;Come un bel d&igrave; di maggio&rdquo; &egrave; una grande fortuna per un cantante. Un appuntamento che d&agrave; un senso profondo al suo essere artista&rdquo;.
Un allestimento visivamente accurato e fedele all'idea e intelligente, firmato da un maestro e un amico del teatro italiano, sostenuto dalla costumista Mariana Fracasso e dallo scenografo Arcangelo Mazza. Sul podio salir&agrave; Paolo Carignani, alla testa dell'Orchestra e del Coro del Bellini, preparato da Massimo Fiocchi Malaspina.
L'opera &egrave; articolata in quattro quadri:
Il primo &egrave; una sorta di prologo che presenta le situazioni, sia di natura storica, sia sentimentali, che faranno scatenare la tragedia. Il primo quadro &egrave; ambientato nel 1789, durante la Rivoluzione francese, presso il castello dei conti di Coigny. Qui il valletto G&eacute;rard, che avr&agrave; la voce condivisa nelle varie repliche di Devid Cecconi e Massimo Cavalletti, sovrintende di malavoglia ai preparativi di una festa poich&eacute; la condizione di servo gli risulta ormai insostenibile; la sua amarezza scompare alla vista della figlia della Contessa, Maddalena, impersonata dai soprano prende voce con i soprani Valeria Sepe e Soojin Moon-Sebastian, di cui &egrave; innamorato. Presto arrivano gli ospiti: tra gli invitati c'&egrave; Andrea Ch&eacute;nier, ruolo affidato ai tenori Fabio Sartore e Vincenzo Costanzo, quest'ultimo al debutto nei panni del poeta libero e rivoluzionario. 
&ldquo;Questo &egrave; un debutto molto importante &ndash; ha affermato il Maestro Vincenzo Costanzo &ndash; e sono stato affiancato nella preparazione da una squadra di persone che mi hanno sostenuto, nello sviluppo e nella nascita di un nuovo Andrea Ch&eacute;nier, il mio. Sono felice poich&eacute; sia il Maestro Carignani che sar&agrave; sul podio, nonch&eacute; il Maestro Fabrizio Maria Carminati che &egrave; il direttore artistico del Massimo di Catania, il regista Vaccari e l'intera squadra dei miei colleghi, mi hanno aiutato molto nella costruzione di questo ruolo che sento tantissimo. Non mi aspettavo di immedesimarmi in Andrea Ch&eacute;nier cos&igrave; profondamente e spero vivamente di restituire al pubblico ogni sfumatura alla quale abbiamo lavorato e sono molto soddisfatto di ci&ograve; che abbiamo definito per schizzare questo personaggio, in particolare negli assiemi&rdquo;.
Stuzzicato da Maddalena, Ch&eacute;nier recita una lode alla patria che commuove profondamente la ragazza. G&eacute;rard, ispirato dal poeta, fa irrompere nella festa una folla di emarginati e poi getta la livrea.
Gli altri quadri si svolgono nel 1794, durante il Terrore, a Parigi, dove si aggirano le spie di Robespierre. Una di queste insegue il controrivoluzionario Ch&eacute;nier per consegnarlo alla giustizia e parallelamente cerca Maddalena per portarla da G&eacute;rard, diventato un esponente della rivoluzione. Ch&eacute;nier dovrebbe fuggire, ma lo trattiene il desiderio di conoscere la donna misteriosa che gli scrive lettere disperate. Una notte la donna si svela: &egrave; Maddalena, da tempo innamorata del poeta e perseguitata perch&eacute; nobile. Il loro incontro &egrave; interrotto dall'arrivo di G&eacute;rard, che costringe gli amanti alla fuga. Successivamente Ch&eacute;nier &egrave; catturato e G&eacute;rard scrive una pesante accusa per condurre alla ghigliottina il suo rivale in amore. Maddalena si presenta a G&eacute;rard e offre il suo corpo pur di salvare il poeta, l'uomo, commosso, vorrebbe aiutarla ma ormai &egrave; troppo tardi: Ch&eacute;nier &egrave; condannato a morte e ogni trattativa &egrave; vana.
Nel finale, Maddalena e Ch&eacute;nier, grazie all'aiuto di G&eacute;rard, si rivedono e affrontano insieme la morte. Completano il cast: Completano il cast Nikolina Janevska (Bersi), Carlotta Vichi (Contessa di Coigny), Anna Malavasi e Maria Russo (Madelon), Nicol&ograve; Ceriani (Roucher), Michele Patti (Fl&eacute;ville), Lorenzo Barbieri (Fouquier Tinville), Leonardo Cremona (Mathieu), Cristiano Olivieri (l'Incredibile), Ivan Tanushi (l'Abate), Francesco Palmieri (Schmidt) e Filippo Micale nei ruoli del Maestro di casa e Dumas.
Il libretto risult&ograve; lunghissimo perch&eacute; ricco di dettagli concernenti la moda e la cultura francese del periodo rivoluzionario: il compositore stesso, dovette provvedere al suo snellimento per rendere l'azione pi&ugrave; agile. Giordano colse gli spunti offerti dal testo per inserire effetti sonori tesi a creare uno sfondo storicamente attendibile alla vicenda amorosa dei protagonisti: canti rivoluzionari come il  &Ccedil;a ira!, la Carmagnola e la Marsigliese risuonano in sottofondo per collegare le diverse scene e per mettere in prospettiva l'azione principale. Il segreto del successo &egrave; nella capacit&agrave; di Giordano di tenere avvinto l'ascoltatore attraverso una tensione continua: a questo scopo, il canto non procede linearmente ma a ondate melodiche di grande intensit&agrave; che creano un forte effetto drammatico.
Anche l'orchestra ha un ruolo importantissimo perch&eacute; amplifica i gesti dei personaggi e l'azione scenica e provvede a creare un senso di continuit&agrave; tra gli episodi.  Il Giordano &egrave; conscio del passaggio storico di cui &egrave; protagonista e si adopra, a suo modo, per sottolineare la mutazione, anche in termini di linguaggio: il famoso &ldquo;Improvviso&rdquo; di Ch&eacute;nier nel primo atto, ne appare prova provata, visto che il suo irregolare andamento strofico rinuncia alla forma del vecchio pezzo chiuso in favore di un assai pi&ugrave; frastagliato raccordo tra aria e declamato.
Tuttavia, bisogna affermare con decisione che non &egrave; nel tono altisonante della declamazione amorosa o patriottica che vanno sottolineate le parti migliori dell'opera ma, proprio l&agrave; dove vien meno l'ambizione dell'inno e subentra l'abbandono ad una sensuale, intima malinconia. Mentre le zone di declamato si svelano oggi come il comparto caduco dell'opera, l'elegia &egrave; la carta vincente di questa partitura, per la bellezza senza doppi fondi di alcuni squarci di Ch&eacute;nier e, in particolare,  del secondo quadro che conosce la vetta nell'umbratile duetto di Maddalena e del suo amato all'ombra dell'altare di Marat, senza trascurare la grazia desolata della celebre aria del terzo atto, &ldquo;La Mamma morta&rdquo; e l'incisivit&agrave;, rara fra i compositori d'area verista, di alcune parti comprimarie, come quella dell'Incredibile e della vecchia Madelon.
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<author>Olga Chieffi</author>
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<title>SUCCESSO DEL TENORE NAPOLETANO VINCENZO COSTANZO AL CONCERTO DEL PREMIO BENIAMINO GIGLI - III EDIZIO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30469.xhtml</link>
<description>E' la voce tenorile che raccoglie l'eredit&agrave; di un grande asse che parte da Enrico Caruso e passa per Beniamino Gigli, Pippo Di Stefano, giungendo a Luciano Pavarotti, quella di Vincenzo Costanzo, che ha ricevuto nel corso di uno splendido concerto, al teatro Ghione di Roma, il premio dedicato al grande tenore marchigiano.
Asia Beniamina Gigli, pianista e cantautrice, la quale ha promesso per la prossima edizione di superare la timidezza incussa da tal cognome, e di far ascoltare qualcosa e il critico musicale e regista Enrico Stinchelli sono stati maestri d'accoglienza e voci di una serata voluta dall'Associazione Beniamino Gigli Jr. che ha salutato, in palcoscenico, oltre l'ospite d'onore Vincenzo Costanzo, quattro allievi dell'Accademia dell'Opera di Roma &ldquo;Fabbrica&rdquo;, che hanno ricevuto delle borse di studio per continuare il loro percorso di perfezionamento.
Il saluto del Comune di Recanati, luogo nat&igrave;o di Beniamino Gigli, &egrave; stato portato dal giovane Assessore Ettore Pelati, il quale ha elogiato l'abnegazione con cui l'Associazione divulga l'opera del tenore e la musica nella sua interezza, custodendo nastri, incisioni, partiture e tanti cimeli del Maestro, recuperati in tutto il mondo. Sul palco, infatti, un angolo a lui dedicato, con un busto di bronzo, la boccia personale del maestro, che abbiamo visto anche in foto giocare da campione e la sua borsa porta-spartiti, e al centro la medaglia d'argento che &egrave; stata, poi, consegnata a Vincenzo Costanzo.
Il concerto &egrave; iniziato con l'esibizione dei quattro studenti di Fabbrica, introdotti dal loro Coordinatore didattico Massimiliano Fiorini, un programma attivo dal 2016 presso il Teatro dell'Opera di Roma, di formazione d'eccellenza per giovani talenti italiani e internazionali, che offre formazione a cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer, che nel decennale, pare abbia lanciato nel derby d'Italia con il Teatro alla Scala, pi&ugrave; voci sui palcoscenici mondiali, annunciando anche la VI Edizione di &ldquo;Fabbrica&rdquo; Young Artist Program.
Ha aperto il soprano Sofia Barbashova, con l'aria di Medora &ldquo;Egli non riede ancora&hellip; Non so le tetre immagini&rdquo; da &ldquo;Il Corsaro&rdquo; di Giuseppe Verdi, la quale &egrave; riuscita a risolvere l'ardua aria con equilibrate intenzioni.
Il tenore Jiacheng Fan si &egrave; trasformato in Macduff per elevare "Ah, la paterna mano", che esprime il dolore straziante di Macduff dopo aver appreso che la moglie e i figli sono stati trucidati per ordine di Macbeth, alla ricerca dello scavo della parola, del cesello del fraseggio, cosa non semplice per gli stranieri, ma che Beniamino Gigli, attraverso un nastro ha ben spiegato, da grande e generoso didatta quale &egrave; stato.
Il mezzosoprano Maria Elena Pepi, invece, si &egrave; trasformata in Dalila &ldquo;Mon coeur s'ouvre &agrave; ta voix&rdquo;, sostenuta anche dal tenore, scena &ldquo;madre&rdquo; dell'opera di Camille Saint-Saens, l'esotismo e l'erotismo del canto hanno da assumere un fascino quasi ipnotico, diabolico, culminante nell'esclamazione di Samson &ldquo;Dalila! Je t'aime!&rdquo;.
Finale col baritono Alejo Alvarez Castillo che ha dato voce al Dandini rossiniano in &ldquo;Come un'ape nei giorni d'aprile&rdquo;, elegante nella voce e nel gesto.
Quindi, tutti insieme per il quartetto verdiano pi&ugrave; famoso, quello del Rigoletto, &ldquo;Bella figlia dell'amore&rdquo;, che i ragazzi hanno dignitosamente eseguito.
Perfetto nel sostenere al meglio i giovani il Maestro Mirco Roverelli, attento e riprendendo ogni infinitesima indecisione di ritmo. Applausi, e sul palco anche lo sponsor, Alessandro Tamburlani, patron della Palestra Omega, che ha contribuito a offrire le borse di studio e ancora splendidi filmati di Beniamino Gigli, uno spettacolare Des Grieux in Manon, Canio, col piccolo Beniamino Jr. pagliaccetto in palcoscenico e, ancora, la folla, alla quale dette appuntamento a piazza Colonna, dopo uno spettacolo all'Opera di Roma e per la quale cant&ograve; fino a notte inoltrata.
Ed ecco il premio Gigli, presentato da Enrico Stinchelli: &ldquo;Ricordare Beniamino Gigli &egrave; molto importante, non soltanto per la memoria storica legata ad uno dei pi&ugrave; grandi tenori che siano esistiti, facente parte di quello che io definisco la linea d'oro del canto italiano, cio&egrave; Caruso Gigli Di Stefano Pavarotti. E' proprio una linea comune fatta di bel canto, di impegno sulla vocalit&agrave; rotonda, chiara nella dizione e, soprattutto, duttile, poich&eacute; Gigli poteva cantare qualunque tipo di opera, non aveva degli ostacoli vocali, il cosiddetto repertorio, che tra l'altro limita moltissimo le vocalit&agrave;. Gigli aveva un possibilit&agrave; interpretativa grandiosa, dovuta allo studio, alla sua tecnica, una ricerca continua ed attentissima. Il tenore marchigiano, non aveva nulla di cos&igrave; istintivo, una natura eccezionale, supportata da pari studio durato tutta la vita. Quindi, il ricordo di Gigli &egrave; un dovere per ognuno di noi, al quale si lega quello di promuovere giovani che siano su quel solco e questo &egrave; fondamentale, dal vincitore di questa edizione, il nostro Vincenzo Costanzo, una vocalit&agrave; schietta, fatta di &ldquo;anima e core&rdquo;, ma anche di voce e tecnica, un talento unico, come lo &egrave; anche il premio Gigli 2025, Luciano Ganci, uno dei tenori pi&ugrave; lanciati del momento, due grandi voci all'italiana. Preziose le voci anche dei giovani della Fabbrica del Teatro dell'Opera di Roma, nazionalit&agrave; ai quali &egrave; stata concessa un'opportunit&agrave; economica per affacciarsi ad un mondo difficile e continuare nella propria ricerca e passione&rdquo;. 
Vincenzo Costanzo ha la generosit&agrave; nell' animo e nella voce, si &egrave; prima uomini, il Maestro Gigli lo insegna, poi pari musicisti. Il tenore napoletano erede pieno dell'asse indicato da Enrico Stinchelli, ha lasciato il teatro Bellini di Catania e le susseguentisi prove musicali per il suo debutto nell' Andrea Ch&eacute;nier, allo scopo di raggiungere in un solo giorno Roma e quindi, ripartire.
Vincenzo ha inteso omaggiare la sua citt&agrave;, dove tutto &egrave; cominciato, e non solo per lui, Napoli, che ha compiuto 2500 anni, cantando &ldquo;Core &lsquo;ngrato&rdquo;, una canzone scritta in America da Riccardo Cordiferro, pseudonimo di Alessandro Sisca, un emigrato calabrese, giornalista e scrittore e da Salvatore Cardillo, compositore di colonne sonore, indispettito per il grande successo della canzone, dovuto anche ad Enrico Caruso, melodia che Vincenzo ha inteso liberare da ogni manierismo esecutivo, per ridonarla alla platea filologicamente pura, con lo sguardo rivolto ad un futuro che mai tradir&agrave; quell'asse, quel passato luminosissimo e indimenticabile.
Quindi, con la nobile calma che lo contraddistingue e una teatralit&agrave; che ha pochi pari, il tenore napoletano ha interpetrato due cavalli di battaglia di Beniamino Gigli &ldquo;Non ti scordar di me&rdquo;, celebre romanza della coppia De Curtis-Furn&ograve; e &ldquo;Mamma&rdquo; di  Bixio-Cherubini, che gli ha dato spunto di rivelare tutta la sua mediterraneit&agrave;, attraverso il senso del ritorno, il n&ograve;stos, quel &ldquo;ti voglio bene&rdquo;, amore massimo nel dire nostro, che prevede anche il rifiuto da parte dell'altro, purch&egrave; sia felice, e l'abbandono &ldquo;fisico&rdquo; nell'abbraccio, della donna, della madre, di colei che sa &ldquo;accogliere&rdquo;, a braccia aperte, come i veri Maestri.
Ancora applausi, il brindisi de' La Traviata e l'appuntamento al prossimo anno, che segner&agrave; le celebrazioni del settantesimo dalla scomparsa di Beniamino Gigli, con l'appello della Signora Cinzia Capitani Gigli, in particolare al Teatro dell'Opera di Roma, ad organizzare concerti e soprattutto mostre con l'infinito materiale che conserva, rendendo, cos&igrave;, l'intero pubblico ambasciatore dell'opera del tenore marchigiano.  </description>
<author>OLGA CHIEFFI</author>
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<title>FIGLI&#477; DI NAPOLI MILIONARIA: PROGETTO TEATRALE DI 64 STUDENTESSE E STUDENTI DI NAPOLI IN UNA RI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30457.xhtml</link>
<description>Sar&agrave; il Teatro San Ferdinando, tempio della drammaturgia eduardiana, a ospitare il gran finale di &ldquo;FIGLI&#477; DI NAPOLI MILIONARIA! TU, QUANNO NASCE, ALLORA &Egrave; PRIMMAVERA!&rdquo;, il progetto teatrale extracurricolare che ha coinvolto 64 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado dei territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale.
Promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell'ambito del programma &ldquo;Cultura, che classe!&rdquo;, il progetto si propone di avvicinare le giovani generazioni al mondo delle arti sceniche attraverso un percorso di formazione, sperimentazione e riscrittura creativa. 

Ideato e realizzato dall'Associazione Primo Aiuto in collaborazione con Liberaimago, e con la partnership d'eccezione della Fondazione Eduardo De Filippo, il laboratorio ha visto la direzione artistica di Fabio Pisano.

Avviato nello scorso ottobre, il percorso ha coinvolto tre istituti della citt&agrave;: IC 61 Sauro E. Pascoli (VII Municipalit&agrave;), IC Pertini 87&deg; D. Guanella (VIII Municipalit&agrave;) e I.C. Radice Sanzio Ammaturo (IV Municipalit&agrave;). 

Studentesse e studenti delle classi seconde e terze hanno preso parte a laboratori intensivi su recitazione, movimento, voce e scrittura creativa, arricchiti da seminari specialistici su maschera, costume, fotografia di scena e musica. Spazio anche alla multimedialit&agrave;, con la realizzazione di podcast, short video e video-interviste per documentare l'intero processo creativo.

Momento centrale del percorso - lo scorso febbraio - &egrave; stata la visita guidata al Teatro San Ferdinando, luogo simbolo dove Eduardo De Filippo port&ograve; in scena gran parte del suo repertorio, offrendo ai ragazzi l'opportunit&agrave; di respirare l'atmosfera del teatro che ha fatto la storia della scena napoletana.

Ed &egrave; proprio su quel palcoscenico che il 27 marzo andr&agrave; in scena lo spettacolo conclusivo, in due turni (alle 15:30 e alle 17:00). La performance non sar&agrave; una tradizionale rappresentazione, ma una riscrittura per quadri, un'installazione performativa che abbandona la narrazione cronologica per costruire un flusso di racconto fatto di flash e suggestioni. Attraverso un linguaggio rapido e contemporaneo, i giovani attori daranno vita a una porta spazio-temporale tra &ldquo;ieri e oggi&rdquo;, tra l'eredit&agrave; di Eduardo e lo sguardo delle nuove generazioni.

Prenotazione per l'evento: mandare una mail a prenotazioni.liberaimago@gmail.com specificando nome e cognome delle singole persone specificando il turno scelto. La prenotazione &egrave; valida solo dopo la conferma. Le prenotazioni per il pubblico generalista sono possibili dal 23 marzo. 

A fare da testimonial e guida ideale del progetto &egrave; Giulio Baffi, critico teatrale, gi&agrave; direttore di teatri e festival, docente e presidente dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, nonch&eacute; presidente dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro. La sua presenza garantisce il rigore e l'alto profilo culturale dell'iniziativa.

&laquo;La conferma del nostro progetto all'interno di &ldquo;Cultura, che classe!&rdquo; &egrave; un traguardo che ci riempie di orgoglio e che attesta la continuit&agrave; e la forza della nostra visione&raquo; &ndash; dichiara Francesca Borriero, Direttrice Organizzativa del progetto. &laquo;Se la prima edizione, &ldquo;Il Teatro della Natura. Lo Guarracino, teatro natura ed estinzione della specie&rdquo;, ha rappresentato il battesimo di un'idea ambiziosa, questo secondo capitolo ne sancisce la solidit&agrave; e la ricaduta concreta sui territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale. Un risultato reso possibile grazie al sostegno di figure cardine del panorama culturale cittadino, come Giulio Baffi e Francesco Somma, alla sensibilit&agrave; dei dirigenti scolastici dei tre istituti coinvolti, e alla preziosa collaborazione di istituzioni come la Fondazione Eduardo De Filippo e il Comune di Napoli. A loro va il nostro pi&ugrave; sentito ringraziamento per la fiducia accordata alla nostra realt&agrave; e all'intera &eacute;quipe di lavoro.&raquo;Info https://www.instagram.com/liberaimago/</description>
<author>UF.ST.ASSOCIAZIONE PRIMO AIUTO</author>
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<title>IL PREMIO BIANCA DÂ'APONTE A ROMA IL 16 MARZO A OFFICINA PASOLINI E A GIUGNO IN TOSCANA. ON LINE IL </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30418.xhtml</link>
<description>Dopo la recente serata a Praga, all'Istituto Italiano di Cultura, prosegue il tour primaverile del Premio Bianca d'Aponte, la manifestazione che da 22 anni d&agrave; spazio alle cantautrici emergenti e alla musica di qualit&agrave; e che ogni anno porta alcune delle vincitrici e finaliste delle precedenti edizioni ad esibirsi in serate in Italia ed Europa.
Il prossimo appuntamento sar&agrave; il 16 marzo alle 21 a Roma, nel Teatro Eduardo De Filippo di Officina Pasolini. Saliranno sul palco Micaela Tempesta e Valentina Lupi, vincitrici delle edizioni 2025 e 2024 del d'Aponte, e Beo, finalista del 2024. In veste di ospite si esibir&agrave; Bungaro, con Ferruccio Spinetti. A condurre Enrico Deregibus.
Officina Pasolini &egrave; il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca.
La serata &egrave; a ingresso gratuito con prenotazione su www.eventbrite.it (alla voce Premio Bianca d'Aponte Officina Pasolini).
Il Teatro Eduardo De Filippo &egrave; in Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano)

Un successivo appuntamento del &ldquo;Premio Bianca d'Aponte in tour&rdquo; sar&agrave; il 12 giugno a Badia a Elmi (Siena) in una anteprima del festival &ldquo;Degusta in jazz&rdquo;. Si esibiranno: Eleonora Betti (finalista nel 2019), Malto (miglior testo al Premio Bianca d'Aponte 2025) e Giulia Pratelli (miglior testo nel 2018).
Altre serate sono in via di definizione. 
L'evento di Roma rilancer&agrave; le iscrizioni alla 22a edizione del contest del Premio, come sempre gratuite e senza preclusioni di genere musicale, dal rock alternativo all'urban, dal jazz alla world music. La scadenza &egrave; fissata al 30 marzo 2026.
La scheda di iscrizione e il bando di concorso si possono trovare su www.premiobiancadaponte.it .
Le finali si svolgeranno al teatro Cimarosa di Aversa il 23 e 24 ottobre.
Alla scadenza del bando di concorso le finaliste saranno come sempre selezionate da un ampio e prestigioso Comitato di garanzia, composto da cantanti, autori, operatori del settore e giornalisti musicali.
Molti dei componenti del Comitato faranno parte anche delle due giurie, quella generale e quella della critica, che assegneranno i premi nelle serate finali.
La loro presenza costituisce anche una opportunit&agrave; per le finaliste per confrontarsi nelle giornate della manifestazione con importanti addetti ai lavori.
Alla vincitrice del premio assoluto andr&agrave; una borsa di studio di &euro; 1.000, a quella del Premio della critica &ldquo;Fausto Mesolella&rdquo; una di &euro; 800. La giuria generale assegner&agrave; inoltre targhe al miglior testo (dedicata a Oscar Avogadro), alla migliore musica e alla migliore interpretazione. Sono poi previsti numerosi altri premi e bonus assegnati da realt&agrave; vicine al d'Aponte e occasioni di partecipazione a serate come quelle di Praga e Roma. 
Ma l'attivit&agrave; dell'Associazione Bianca d'Aponte, organizzatrice del Premio, prevede anche una fitta serie di date nella sede della propria associazione, l'auditorium Bianca d'Aponte (in via Nobel 2 ad Aversa). Dopo i recenti concerti di Gnut, il 14 febbraio, e Agnese Valle, il 1 marzo, il calendarioprevede il 13 marzo Francesco Di Bella, il 20 marzo Riva + Me July, il 28 marzo Matteo Trapanese.
Per informazioni e prenotazioni: 335 5383937 - 336 694666.</description>
<author>Ender comunicazioni</author>
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<title>TORNA IL &quot;MARTEDI' LATINO&quot; A MERCATO SAN SEVERINO: SI BALLA SALSA, BACHATA E KIZOMBA AL BA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30405.xhtml</link>
<description>C'&egrave; un modo diverso di vivere il marted&igrave; sera: lasciarsi trasportare dai ritmi caldi della musica latina, incontrarsi in pista e condividere l'energia del ballo. &Egrave; lo spirito del &ldquo;Marted&igrave; Latino&rdquo;, che torna con un nuovo appuntamento domani, marted&igrave; 10 marzo, al bar Mediterraneo di Mercato San Severino, in via Spiano 2/4. Una serata pensata per tutti gli amanti della salsa, della bachata e della kizomba.
L'iniziativa, organizzata da LatinVibes Events, punta a trasformare il marted&igrave; in un momento di festa e socialit&agrave;, con ingresso completamente gratuito. Un invito aperto a curiosi, appassionati e ballerini di ogni livello.A guidare la serata sar&agrave; dJ Fiorenzo, che curer&agrave; la selezione musicale con un mix di sonorit&agrave; latine capace di far ballare il pubblico fino a tarda notte.Dietro la direzione artistica dell'evento c'&egrave; sempre il ballerino internazionale e salernitano doc Maurizio Bollo, che spiega cos&igrave; il senso di questo appuntamento iniziato lo scorso autunno e che &egrave; diventato un punto di riferimento per il movimento caraibico campano e non solo: &laquo;Vogliamo creare uno spazio in cui le persone possano incontrarsi e divertirsi attraverso la musica latina. Il marted&igrave; spesso &egrave; una serata tranquilla, noi invece vogliamo riempirla di energia, sorrisi e ballo&raquo;.Bollo sottolinea anche la scelta di rendere la serata accessibile a tutti: &laquo;Abbiamo voluto fortemente confermare la formula dell'ingresso gratuito perch&eacute; crediamo che la musica e il ballo debbano essere occasioni di condivisione aperte a tutti. Chi ama la salsa, la bachata o la kizomba, ma anche chi vuole semplicemente scoprire questo mondo, pu&ograve; venire e sentirsi parte della festa&raquo;.Tra luci soffuse, ritmi latini e una pista pronta ad accogliere ballerini e appassionati, dunque, la serata in programma al bar Mediterraneo promette di trasformare la Valle dell'Irno in qualcosa di magico.</description>
<author>UF.ST.MAURIZIO BOLLO</author>
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<title>IL PREMIO BIANCA DÂ'APONTE A PRAGA. ON LINE IL BANDO DEL 22&deg; CONCORSO PER CANTAUTRICI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30382.xhtml</link>
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Come consuetudine, il Premio Bianca d'Aponte, la manifestazione che da 22 anni d&agrave; spazio alle cantautrici emergenti e alla musica di qualit&agrave;, a primavera porta alcune delle vincitrici e finaliste delle precedenti edizioni ad esibirsi in serate in Italia ed Europa.
Quest'anno la prima occasione sar&agrave; il 5 marzo a Praga, all'Istituto Italiano di Cultura. L'evento rilancia le iscrizioni alla 22a edizione del contest del Premio, come sempre gratuite e senza preclusioni di genere musicale, dal rock alternativo all'urban, dal jazz alla world music. La scadenza &egrave; fissata al 30 marzo 2026.
La scheda di iscrizione e il bando di concorso si possono trovare su www.premiobiancadaponte.it .
Le finali si svolgeranno al teatro Cimarosa di Aversa il 23 e 24 ottobre.

A Praga l'appuntamento sar&agrave; alle 18.30, nella Cappella Barocca dell'Istituto Italiano di Cultura con Micaela Tempesta (vincitrice dell'edizione 2025 e Premio della Critica ex aequo con Nove), Lumen (finalista 2025), Giulia Pratelli (Premio miglior testo 2018) e Gabriella Martinelli (finalista 2016). Ad esibirsi con loro ci sar&agrave;, al contrabbasso, Ferruccio Spinetti, direttore artistico del Premio.
La partecipazione &egrave; gratuita con registrazione obbligatoria su https://www.eventbrite.it/e/concerto-con-il-premio-bianca-daponte-tickets-1983072635636 
Un successivo appuntamento sar&agrave; il 12 giugno a Badia a Elmi (Siena) in una anteprima del festival &ldquo;Degusta in jazz&rdquo; con Eleonora Betti (finalista nel 2019), Malto (miglior testo al Premio Bianca d'Aponte 2025) e Giulia Pratelli (miglior testo nel 2018). 
Ma l'attivit&agrave; dell'Associazione Bianca d'Aponte, organizzatrice del Premio, prevede anche una fitta serie di date nella sede della propria associazione, l'auditorium Bianca d'Aponte (in via Nobel 2 ad Aversa).
Dopo i recenti concerti di Gnut, il 14 febbraio, e Agnese Valle, il 1 marzo, il calendario prevede il 13 marzo Francesco Di Bella, il 20 marzo Riva + Me July, il 28 marzo Matteo Trapanese.
Per informazioni e prenotazioni: 335 5383937 - 336 694666. 
Alla scadenza del bando di concorso le finaliste saranno come sempre selezionate da un ampio e prestigioso Comitato di garanzia, composto da cantanti, autori, operatori del settore e giornalisti musicali.
Molti dei componenti del Comitato faranno parte anche delle due giurie, quella generale e quella della critica, che assegneranno i premi nelle serate finali.
La loro presenza costituisce anche una opportunit&agrave; per le finaliste per confrontarsi nelle giornate della manifestazione con importanti addetti ai lavori. 
Alla vincitrice del premio assoluto andr&agrave; una borsa di studio di &euro; 1.000, a quella del Premio della critica &ldquo;Fausto Mesolella&rdquo; una di &euro; 800. La giuria generale assegner&agrave; inoltre targhe al miglior testo (dedicata a Oscar Avogadro), alla migliore musica e alla migliore interpretazione. Sono poi previsti numerosi altri premi e bonus assegnati da realt&agrave; vicine al d'Aponte e occasioni di partecipazione a serate come quelle di Praga e Roma. 
Per ulteriori informazioni: 335 5383937, 336 694666 - www.biancadaponte.it</description>
<author>Ender comunicazioni</author>
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<title>PARTE IL TOUR &quot;AGNESE VALLE & I MIEI UOMINI&quot; CON LUCA LIBONATI E SIMONE NDIAYE SI DA' NUOV</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30360.xhtml</link>
<description>&ldquo;AGNESE VALLE & I MIEI UOMINI&rdquo; &egrave; il titolo del nuovo tour della cantautrice e clarinettista Agnese Valle e dei due giovani musicisti e producer Luca Libonati e Simone Ndiaye.
Il tour, che vedr&agrave; alternarsi sui palchi italiani anche numerosi artisti ospiti, partir&agrave; l'1 marzo, dall'Auditorium Bianca D'Aponte di Aversa (Ce). A dieci anni dalla vittoria del premio della critica &ldquo;Fausto Mesolella&rdquo;, nell'ambito del premio Bianca d'Aponte per la canzone d'autrice, Agnese Valle torna &ldquo;a casa&rdquo;. 
A marzo, il concerto-spettacolo sar&agrave; il 18 al Volume di Firenze e il 19 a Milano a Germi, per poi proseguire per Bologna, Roma, Verucchio (Rimini), Bari e Altamura e altre citt&agrave; ancora.
Il tour &ldquo;AGNESE VALLE & I MIEI UOMINI&rdquo; &egrave; una produzione realizzata nell'ambito del progetto LAZIOsound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio. Si tratta di progetto che vuole valorizzare, riattualizzare e rielaborare il patrimonio della canzone d'autore italiana attraverso nuovi codici e sonorit&agrave; contemporanee.
Si attinge cos&igrave; al patrimonio musicale dei grandi autori della canzone nostrana - da Luigi Tenco, Renato Zero, Lucio Dalla fino ad Appino di Zen Circus e Brunori Sas - accostandovi composizioni originali e costruendo una narrazione resa unitaria dai nuovi arrangiamenti che implementano e a volte sostituiscono gli strumenti tradizionali con beat, elettronica e suoni impiegati nelle produzioni contemporanee, abbattono il confine di una rappresentazione d'epoca rendendo maggiormente fruibile un patrimonio che rischia di non essere conosciuto dalle nuove generazioni.
Le canzoni superano cos&igrave; il tempo, le mode e i generi e si vestono inoltre di nuovi significati attraverso le visioni spesso ribaltate di una reinterpretazione al femminile affidata alla voce di Agnese Valle che non solo fornisce loro un nuovo sguardo, ma le riporta nel presente con una nuova veste.
In questa ricerca che copre una produzione musicale di pi&ugrave; di mezzo secolo e si innesta nella composizione originale contemporanea, centrale &egrave; anche l'evoluzione della lingua italiana e come cambia l'ingaggio della parola applicata in musica.
Il tour &ldquo;AGNESE VALLE & I MIEI UOMINI&rdquo; &egrave; un progetto promosso dall'Associazione culturale &ldquo;IlNaufragarM&egrave;Dolce&rdquo; ed ha come media partner Radio Elettrica.
AGNESE VALLE &egrave; una cantautrice e clarinettista romana. Premio della critica Amnesty International Emergenti 2020, Premio Panseri 2018, Premio della critica al Bianca d'Aponte 2016. Il suo album &ldquo;I mie uomini&rdquo; (Maremmano Records/Ird), da cui &egrave; tratto l'omonimo spettacolo, &egrave; tra i cinque dischi di interprete pi&ugrave; belli dell'annata secondo la giuria del Premio Tenco, cos&igrave; come il singolo &ldquo;La fioraia&rdquo;, firmato da Pino Marino, contenuto nello stesso disco.
Quattro album all'attivo, numerose collaborazioni con cinema, teatro e televisione. Attualmente &egrave; anche vocal coach di Amici.
Dal 2020 conduce il suo programma &ldquo;Allenamento al buonumore&rdquo; su Radio Elettrica.
E' diplomata in clarinetto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Il suo strumento lo troviamo anche nella colonna sonora del film di Edoardo Leo &ldquo;Buongiorno Pap&agrave;&rdquo;; nel video &ldquo;Se non ora quando&rdquo; a cura di L.Savino e C.Comencini e nello spettacolo teatrale &ldquo;I soliti ignoti&rdquo; con la regia di Vinicio Marchioni e la colonna sonora di Pino Marino.
Incide inoltre &ldquo;Cancao do mar&rdquo; con Francesco Di Giacomo e l'album &ldquo; Il fischio del vapore &ldquo; di Francesco De Gregori e Giovanna Marini.
E' vocal coach e playback coach per il lungometraggio musicale &ldquo;Riccardo va all'inferno&rdquo; di Roberta Torre.
La sua canzone &ldquo;Palmo su palmo&rdquo; (dall'album Ristrutturazioni - 2020), fa parte della colonna sonora del film &ldquo;La sorpresa&rdquo; di Otello Cenci.</description>
<author>DANIELA ESPOSITO</author>
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<title>IL TENORE VINCENZO COSTANZO HA APERTO LA CERIMONIA DI CHIUSURA DELLA XXV OLIMPIADE INVERNALE ALL'ARE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30357.xhtml</link>
<description>La cerimonia di chiusura della XXV Olimpiade invernale, svoltasi all'arena di Verona, domenica sera, non poteva non aprire con un omaggio alla lirica, in uno dei suoi templi. &ldquo;Com'&egrave; lunga l'attesa&hellip;&rdquo; pronuncia tra s&eacute; Tosca, attendendo la &ldquo;falsa&rdquo; fucilazione del suo Mario, un ultimo coup de th&eacute;atre della primadonna che si fa maestra di recitazione, l'attesa, un termine declinabile in innumerevoli modi, affidato a rappresentanti delle arti, dello sport, della musica, della danza, nel film del backstage prima dell'apertura del sipario, con Francesco Pannofino nei panni del &ldquo;buttafuori&rdquo;, direttore di palcoscenico, che passa il testimone a Rigoletto, protagonista di questo tributo all'opera lirica nata in Italia, il prodotto principe del made in Italy.
Il grande attore passa il testimone a Rigoletto, protagonista di questo tributo all'opera lirica nata in Italia, il prodotto principe del made in Italy. Frenesia dietro le quinte l'ultima nota di riscaldamento, la Violetta che vuol l'ultimo tocco di cipria altrimenti non esce, il bel tenore che prova l'intervento fuori scena, Figaro che corre, le ballerine che si riscaldano e impeciano le punte, Achille Lauro in concentrazione, prima di immergerci in quel tempo fermo, carico di tensione, di nascite, di pensieri, parole, sguardi, profumi condivisi, in un irreale silenzio, prima, dell'apertura del sipario.
Qualche battuta del Preludio al I atto de' La Traviata di Giuseppe Verdi, che ci piace leggere in chiave blues, il blues di Violetta, ed ecco il brindisi, quel &ldquo;Libiamo nei lieti calici&rdquo;, che &egrave; stato intonato dal tenore napoletano Vincenzo Costanzo, il quale ha vestito i panni di Alfredo, con al suo fianco il soprano boliviano-albanese Carolina L&oacute;pez Moreno, quella melodia che invita all'amore, alle gioie fuggevoli, dalla forza spontanea e ardita, in cui Violetta, pur mantenendo il controllo, essendo padrona di casa, getta le basi della sua relazione con Alfredo. Scende Rigoletto dal lampadario e sfilano i personaggi pi&ugrave; amati dell'opera da Aida a Madama Butterfly che dedica il coro a bocca chiusa la nenia che culla l'attesa di Cio-Cio-San a quanti si sono addormentati nel sonno eterno.
Nel volume di aforismi &ldquo;L'attesa, l'oblio&rdquo;, Maurice Blanchot parla dell' &ldquo;attesa riempita dall'attesa, riempita-delusa dall'attesa&rdquo;. Il che forse vuol dire che l'attesa impartisce lezioni tanto alla nostra disperazione quanto alla nostra speranza. E' la legge dello spettacolo, dello sport, dell'arte tutta, l'attacco, il silenzio della partenza, lo stacco del cancelletto, la solitudine dell'allenamento, la natura, il coraggio, ice and fire, la freddezza tecnica e la passione, per eseguire un passaggio difficile in musica, come una figura del pattinaggio artistico o dell' halfpipe. 
E' bella la voce di Vincenzo Costanzo, al quale sar&agrave; assegnato il 22 marzo il prestigioso premio Beniamino Gigli giunto alla III edizione del Premio Beniamino Gigli, presso il Teatro Ghione di Roma, che giunge in un momento significativo di maturazione artistica e vocale in un anno denso di debutti operistici internazionali. Una voce figlia della terra del Sud, fatta di sole e di mare, valorizzata dal fraseggio melodioso, dalla intensa espressivit&agrave;, dalla modulazione armoniosa, e da quell'impasto che lancia a volte riflessi color del bronzo, scuro, morbido e rotondo, con la quale ha evocato l'Alfredo Germont fulminato dalla figura di Violetta, interpretata dalla pari splendida voce di soprano, prossima al debutto scaligero, nel primo atto &ldquo;champagne&rdquo;, di Carolina Lopez-Moreno.
Il film prima, lo show dopo, con Roberto Bolle, e tutti gli artisti e gli atleti rappresentanti delle diverse nazioni, finalmente unite dallo spirito olimpico, ci hanno fatto vivere quell' &ldquo;istante&rdquo; vivo, che brucia il tempo, in cui il destino umano, l'azione resta sospeso all'aorgico, che nessuna forza umana pu&ograve; comprenderlo in una definizione, e, per conseguenza, il confine tra gli opposti logici che delimitano in ogni momento la possibilit&agrave; stessa di pensare ragionevolmente (possibile-impossibile, visibile-invisibile, male-bene, senso non senso, si-no, verit&agrave;-finzione), rester&agrave; infinito, indecidibile, indeciso, sospeso elemento simbolico di uno stato di grazia, che penetrato, ci ha donato quella condizione preferenziale di innocenza primigenia, che ci permette di mettere in sinergia la mente e il cuore, la ragione e le emozioni, il passato e il presente, le nuove generazioni con quelle passate, quello che si pu&ograve; raccontare con quello che resta misterioso, quello che gli occhi riescono a vedere con quello che solo il cuore pu&ograve; sentire</description>
<author>OLGA CHIEFFI</author>
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<title>&quot;LE'GA'MI - IL FILO SOTTILE DELL'AMORE VIOLENTO&quot;: AD AVELLINO IL TEATRO DIVENTA EDUCAZIONE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30355.xhtml</link>
<description>AVELLINO &ndash; Sar&agrave; il Polo Giovani &ndash; Diocesi di Avellino a ospitare, il prossimo 27 febbraio alle ore 19:00, lo spettacolo teatrale &ldquo;L&egrave;g&Aacute;mi &ndash; Il filo sottile dell'amore violento&rdquo;, performance contemporanea diretta da Clotilde Grisolia e scritta da Guido Pierro, inserita nel programma OFF del Festival Nazionale &ldquo;L'Eredit&agrave; delle Donne&rdquo;, manifestazione diretta da Serena Dandini.
L'appuntamento rappresenta la fase conclusiva dell'Unit&agrave; Formativa realizzata nell'ambito delle attivit&agrave; di Formazione Scuola Lavoro (FSL), promossa e organizzata dalle studentesse e dagli studenti della classe 5D. Il progetto, in occasione dell'evento di Avellino, &egrave; stato fortemente voluto e sostenuto dalla professoressa Monica Leonardi, che ha accompagnato e coordinato il percorso formativo degli studenti.
Lo spettacolo &egrave; prodotto dalla scuola di teatro Crescere Insieme, in collaborazione con l'associazione A Voce Alta Salerno, entrambe impegnate da anni nella promozione culturale e nella sensibilizzazione sui temi dell'educazione emotiva e della prevenzione della violenza di genere.
Il costo del biglietto &egrave; di 10 euro, acquistabile contattando i numeri indicati sulla locandina entro il 24 febbraio, oppure direttamente presso l'istituto. 
Un racconto scenico sulla mascolinit&agrave; contemporanea
&ldquo;L&egrave;g&Aacute;mi&rdquo; nasce dall'immagine simbolica del filo e della corda, metafora delle relazioni che uniscono ma che, allo stesso tempo, possono trasformarsi in vincoli e costrizioni. Lo spettacolo affronta con linguaggio poetico e fisico i temi della mascolinit&agrave;, delle relazioni affettive e della violenza nelle dinamiche sentimentali.
In scena tre interpreti maschili &mdash; Guido Pierro, Alessandro Casaburi e Luca Masiello &mdash; accompagnati dalla voce femminile di Maria Camilla Falcone, che guida lo spettatore in un percorso emotivo fatto di conflitti interiori, fragilit&agrave; e ricerca di nuovi modelli relazionali fondati sull'ascolto e sull'empatia.
La scenografia, curata da Francesca Marena, utilizza corde e intrecci come elemento visivo centrale, costruendo uno spazio sospeso dove gesto e silenzio diventano strumenti narrativi.
&laquo;L&egrave;g&Aacute;mi &egrave; un atto di ascolto reciproco tra maschile e femminile, tra ci&ograve; che si mostra e ci&ograve; che si tace&raquo;, spiega la regista Clotilde Grisolia. &laquo;La voce della donna arriva solo alla fine, non per accusare, ma per restituire umanit&agrave;&raquo;. 
Il valore educativo del progetto
Lo spettacolo nasce all'interno del percorso &ldquo;La Buona Educazione: il Teatro per educare ai sentimenti&rdquo;, progetto che utilizza il linguaggio teatrale come strumento pedagogico per affrontare tematiche legate all'educazione emotiva, alla parit&agrave; di genere e alla prevenzione della violenza.
L'iniziativa coinvolge l'associazione Crescere Insieme Oltre il Teatro APS, affiliata AICS Salerno e attiva nella promozione culturale giovanile, e A Voce Alta Salerno, impegnata nei percorsi di recupero per uomini autori di violenza, con l'obiettivo di promuovere una riflessione collettiva sul rispetto e sulla responsabilit&agrave; nelle relazioni. 
Il calendario delle rappresentazioni
Il progetto prevede matin&eacute;e dedicate alle scuole e repliche aperte al pubblico:
&bull; 11 febbraio &ndash; Teatro Comunale di Mercato San Severino &ndash; matin&eacute;e gi&agrave; svolta con la partecipazione degli studenti del Liceo B. Rescigno &bull; 27 febbraio &ndash; Polo Giovani Diocesi di Avellino &ndash; ore 19:00 &ndash; evento conclusivo del percorso FSL della classe 5D &bull; 4 marzo &ndash; Auditorium Sant'Alfonso, Pagani &ndash; matin&eacute;e per le scuole &bull; 6 marzo &ndash; Teatro La Locandina &ndash; spettacolo aperto al pubblico 
 
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<author>KRIZIA DI DOMENICO</author>
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<title>NOCERA SUPERIORE SI COLORA DI FESTA. GRANDE ATTESA PER LA TRADIZIONALE SFILATA DEI CARRI ALLEGORICI </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/spettacolo/30344.xhtml</link>
<description>C'&egrave; grande attesa per la tradizionale sfilata dei carri allegorici che domenica 22 febbraio 2026 animer&agrave; la citt&agrave; con un'esplosione di colori, maschere e spettacolo.
L'evento, inizialmente programmato lo scorso sabato 14 febbraio, era stato rinviato a causa delle avverse condizioni meteo che non avevano consentito lo svolgimento della manifestazione.
La parata partir&agrave; alle ore 10:00 da via della Libert&agrave;, dando inizio a una giornata all'insegna del divertimento e della partecipazione collettiva. Saranno due i cortei festanti che attraverseranno le strade cittadine. Il primo percorrer&agrave; via Pecorari in direzione via Russo; il secondo si snoder&agrave; lungo via della Libert&agrave;, via Spagnuolo, via Monte del Vesuvio, via Kennedy e via Napoli.
Un itinerario pensato per coinvolgere cittadini e visitatori per assistere allo spettacolo lungo tutto il percorso. I due cortei si uniranno in piazza Marco Polo, per poi raggiungere come meta finale corso Matteotti. Qui si terr&agrave; la grande festa conclusiva con balli, musica, maschere e tanta animazione, in un clima di allegria e condivisione che rappresenta da sempre lo spirito autentico del Carnevale.</description>
<author>CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO</author>
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