Finiamola di rimpiangere Conte! Non vogliamo mettere in dubbio le sue capacità di allenatore (uno scudetto e una supercoppa in due anni, e un secondo posto e Champions), ma quello che vogliamo considerare è il suo peso sul bilancio delle società in cui è stato e sul bilancio della società calcio Napoli.
Il Napoli è stato sempre una società virtuosa con zero debiti, tante plusvalenze e una gestione oculata dei conti: è stato sempre questo il triplice marchio di fabbrica di Aurelio De Laurentiis in questi anni che ha permesso alla SSC Napoli di avere puntualmente i conti a posto a differenza delle altre big italiane.
Tuttavia questa filosofia aziendale è crollata inevitabilmente nel biennio targato Antonio Conte, portando a spese massicce su tutti i fronti (e a flop come Lucca e Lang) che ora pesano sul bilancio al netto di recenti plusvalenze come quelle di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia.
Così adesso la Società Calcio Napoli si ritrova con un rosso in bilancio da sanare. Sia chiaro, non cifre di rosso a livello di alcune grandi squadre del nord, ma una cifra assolutamente ‘contenuta’, ma pur sempre rosso atipico trattandosi di ADL.
Il Napoli ad oggi, ha 20 milioni di rosso in bilancio, un rosso che potrebbe rientrare e chiudere l'esercizio in attivo se riuscisse a vendere qualcuno nelle finestra del 29 e 30 giugno.
Improbabile tuttavia, anche perché non c’è fretta. Con l’arrivo di Allegri, pronto a liberarsi finalmente dal Milan, si ripristineranno le condizioni affinché le spese siano contenute, anzi ragionevoli, provando a valorizzare innanzitutto il capitale tecnico attualmente presente in azzurro.
Pensate che se Conte fosse rimasto a Napoli, aveva programmato almeno altri 4/5 acquisti.
Quindi, va bene vincere sportivamente, ma i conti economici devono assolutamente rimanere positivi, come sempre hanno caratterizzato questi anni di presidenza di ADL.


























