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PRIMI SEQUESTRI DELLA PROCURA IN SEGUITO A CONTROLLI CAPILLARI CONTRO L'INQUINAMENTO DEL FIUME SARNOuf.st.procura della Repubblica di Nocera Inferiore19:33
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IL TEATRO NELLA ROMA E POMPEI ANTICA, IL GUSTO TEATRALE DEI POMPEIANI (PARTE X)
Il piacere dei pompeiani era quello di assistere al tipico prodotto artistico della Campania, cioè le farse Atellane, lavori teatrali mimati di cui Atella, paese vicino Napoli, fu la culla. Si tratta di una commedia osca con scene campagnole di cui alcuni personaggi sono sopravvissuti nella commedia dell’arte moderna. Essa era molto spesso grossolana e burlesca; mescolata con canti e danze dava luogo all’ESODIO, che chiudeva la rappresentazione del dramma propriamente detto. Davano vita alla farsa: CROTULO il pezzente, PAPPO il buon vecchio, MACCO dal portamento grottesco, che si può ritrovare nel PULCINELLA di Napoli, città che ha fedelmente conservato molte usanze antiche. Altre quattro maschere fisse erano: BUCCO, furbo e ghiotto; DORSENNUS il gobbo; MANDRICUS, con una bocca munita di zanne, vero spauracchio sulle scene; SANNIO, il buffone con un abito molto simile al costume moderno di Arlecchino (centunculus).
Con l’instaurarsi dell'Impero le rappresentazioni di commedie e tragedie scritte da Seneca sembra fossero destinate alla sola lettura. Le pitture murali della Casa del Centenario, risalenti al I sec. a.C., con scene di commedie e tragedie, sembrerebbero confermare invece che questi tipi di rappresentazione, almeno in età Neroniana, fossero molte richiesti.
Il gusto dei pompeiani gradiva moltissimo anche il MIMO e la PANTOMIMA che presentavano due filoni come quello a soggetto erotico con amori, matrimoni, adulteri e quello drammatico con avvelenamenti, morti, truffe di ogni genere. In questi lavori più gli argomenti trattati e linguaggio usati erano audaci e licenziosi, più risuonavano gli applausi.



