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prisco cutino21:45
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ANTONIO ABATE21:45
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L'ODISSEA ORA E' ANCHE IN NAPOLETANO
Presentato il libro di Elvira Gambato che traduce il capolavoro di Omero nel dialetto partenopeoÈ stato presentato ieri presso l?Auditorium di Scafati Solidale il libro ?Odissea tradotta in napoletano da Elvira Gambato?. L?autrice ha intrapreso un ardito esperimento: tradurre l?intero capolavoro omerico in napoletano del Seicento. Come ogni traduzione, l?opera della Gambato reinterpreta il testo, lo reinventa, dandogli una nuova veste nel tentativo di riprodurre la vivacità dell?originale. E l?esperimento è di certo riuscito, perché in questo libro la spontaneità della lingua napoletana, il perfetto accordo tra suono e senso e il ritmo cadenzato dell?endecasillabo sciolto danno una grande freschezza ad ogni verso. Alla presentazione erano presenti la prof.ssa Paola Volpe e dal prof. Raffaele Urlaro, accompagnati dal prof. Enzo Cocco nel ruolo di moderatore. La prof.ssa Volpe ha presentato il libro attraverso l?analisi delle figure femminili, in quanto le donne ricoprono ruoli fondamentali e rappresentano l?altro da sé grazie a cui Ulisse impara a conoscere sé stesso. ?Le donne dell?Odissea sono espressioni di femminilità inquietanti ? ha concluso ? a tale prospettiva si sottraggono solo Nausica, simbolo dell?amore segnato dal pudore, e Penelope, simbolo della casa, del riposo, della famiglia?. L?analisi della Volpe ha permesso anche di comprendere il modo di operare della Gambato, che tende a colorire il testo utilizzando vocaboli non rispondenti al testo greco che rafforzino le caratteristiche e le azioni dei personaggi. L?intervento di Urlaro, invece, ha guardato più da vicino la scelta linguistica dell?autrice: ?Apprezzo molto la scelta della Gambino di far rivivere un?opera lontana nel tempo in una lingua a noi vicina ? ha dichiarato ? alcuni si chiederanno perché la lingua del Seicento e non quella contemporanea. La risposta è perché oggi il napoletano risente degli influssi dell?italiano e dei media, nel Seicento, invece, era una lingua con grande nobiltà artistica?. Il professore ha proseguito con l?analisi etimologica di vocaboli oggi pressoché scomparsi, ma sapientemente utilizzati nel libro. L?incontro si è concluso con un breve intervento dell?autrice, che ha spiegato: ?Mi è sempre piaciuto giocare con le parole. La scelta delle parole spesso è guidata dalla necessità di rendere il verso agile, leggero, di stare dentro al ritmo. Probabilmente ho l?orecchio allenato?.



