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LA VITA QUOTIDIANA, LA FAMIGLIA E L’EDUCAZIONE NELL’ANTICA POMPEI, L’EDUCAZIONE IN FAMIGLIA (VI PARTE)
Era antica costumanza romana affidare per i primi anni l’educazione dei bambini alle madri che provvedevano al delicato compito, inculcando loro i principi della religione e della morale. Diventato più grande il bambino veniva affidato al padre che gli insegnava il proprio mestiere, sia che fosse un artigiano, un contadino, un commerciante, sia che rivestisse qualche carica nella pubblica amministrazione. Era tradizione che gli adulti consentissero ai bambini di stare per ore a giocherellare tra i loro piedi, anche se discutevano di cose serie, per insegnare loro a non interrompere i loro discorsi e per avviarli a intuire il loro modo di vivere ed i loro problemi.
L’educazione scolastica si riduceva agli elementi del leggere, dello scrivere, del far di conti e ad un po’ di letteratura. I fanciulli non frequentavano la scuola prima del settimo anno. Per i primiesercizi di scrittura essi usavano tavolette spalmate di cera, sulle quali si tracciavano le lettere con una punta di ferro (stilus).
L’educazione scolastica è stata sempre privilegio dei ricchi, difatti nelle famiglie più facoltose l’istruzione era, molto spesso, affidata ad uno schiavo greco e poi ad un pedagogo a domicilio. Si diffuse poi la consuetudine della scuola pubblica a pagamento che si svolgeva sotto il porticato del Foro e della Pallestra. Nei tempi antichi era molto usata la sferza.




