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LA VITA QUOTIDIANA, LA FAMIGLIA E L’EDUCAZIONE NELL’ANTICA POMPEI (V PARTE): I NOMI
Nelle famiglie pompeiane e romane i cittadini maschi usavano portare tre nomi:
1.Il praenomen: era il nome personale corrispondente al nostro nome di battesimo;
2.Il nomen: indicava, invece, a quale “gens” il cittadino apparteneva; ad esempio Marco Cornelio apparteneva alla “gens” dei Cornelii;
3.Il cognomen: era il soprannome originato da una caratteristica morale, o più spesso fisica, di una persona e aveva la funzione di vero e proprio nome individuale. Con il tempo divenne ereditario e servì a distinguere vari rami familiari di una stessa gens.
Le donne non avevano un nome analogo a quello degli uomini, a qualunque classe sociale appartenessero. Molto spesso, nei tempi più antichi, il loro nome era un diminutivo in forma femminile del nome del padre e della famiglia a cui appartenevano, come LA FABIA, LA VALERIA. Se due donne appartenevano alla stessa famiglia ed avevano lo stesso nome, si distinguevano tramite gli aggettivi “maior e minor”, secondo l’età. Ma sotto gli imperatori, quando acquistarono maggiore libertà, anche le donne presero un cognomen e talvolta due, ma non ebbero mai prenome.
Gli schiavi, in tempi arcaici, avevano un solo nome che non era altro che il genitivo del praenomen del proprietario a cui veniva apposto il suffisso por: QUINTIPOR, LUCIPOR.
In seguito, invece, gli schiavi avevano un nome individuale a cui si aggiungevano i nomi del proprietario al genitivo accompagnati dall’indicazione di servus. I Liberti prendevano il praenomen e il nomen del padrone che li aveva liberati e ad essi aggiungevano il loro nome originario, che diventava così cognomen.



