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SCAFATI, IL SINDACO PASQUALE ALIBERTI RISPONDE AL QUOTIDIANO "LA CITTA' "CHE HA PUBBLICATO L'ARTICOLO "I TENTACOLI DELLA CAMORRA SU SCAFATI"
In merito all’articolo pubblicato questa mattina sul quotidiano “La Città” dal titolo “I tentacoli della camorra su Scafati”, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti risponde così:
Caro caposervizio,
la criminalità organizzata e la camorra nella mia Città alla fine degli anni’80 gestiva l’economia e riusciva a penetrare anche nella Pubblica Amministrazione. Ne è di esempio lo scempio edilizio, il sacco alla Città, l’edilizia selvaggia con la quale noti imprenditori collusi con i clan siarricchivano: era il tempo in cui dominavano i Galasso e i Loreto.
A distanza di più di un ventennio la camorra e la criminalità organizzata non sono state del tutto sconfitte. La politica, però, anche quella più incapace, ha dimostrato in questi ultimi anni di essere lontana da quelle logiche e da quel consociativismo con azioni concrete. Nel tuo articolo parli di “un’associazione di ex detenuti e detenuti che gestisce alcuni servizi per conto o in collaborazione con il Comune…”.
C’è da capire, inoltre, qual è il nuovo clan organizzato o meno che “impone il predominio con le bombe”, ma anche “in quali settori istituzionali, economici, sociali la camorra rigenerata si è inserita e gestisce piccoli e grandi business economici”.
Allusioni violente, un attacco feroce a questa amministrazione senza citare fatti ma raccontando solo “il sentito dire”. Un metodo che serve solo a creare destabilizzazione e che non contribuisce certo alla battaglia che insieme bisogna condurre contro questa nuova criminalità organizzata.
Non conosco associazioni o imprese di ex detenuti o di detenuti che gestiscono servizi per conto o in collaborazione con il Comune. Gli unici ex detenuti che affidiamo alle imprese sono quelli del progetto sociale “Borse lavoro” per il reinserimento delle categorie disagiate nel mondo del lavoro.
Le bombe alle attività commerciali, le rapine, i furti anche quello subito presso la mia abitazione, gli ultimi inquietanti episodi accaduti nelle città dell’Agro dimostrano che questo non è un territorio sicuro. La marcia partecipata dei sindaci, delle istituzioni tutte e della gente comune dimostra, però anche, che qui c’è una grande voglia di riscatto che insieme, nell’ambito dei ruoli che ognuno di noi occupa, dobbiamo sostenere.
E’ vero come tu dici che in questi ultimi tempi c’è una “violenza verbale che contraddistingue il dibattito politico” che non aiuta: evitiamo di alimentarla con supposizioni, dicerie, sentito dire. Mettiamo in campo come sappiamo fare, come TU sai fare, azioni concrete per liberarci dello schifo della camorra dai nostri territori.
Pasquale Aliberti



