CALITRI, RECUPERATA DAI CARABINIERI AUTO RUBATA CON 450 KG DI RAME APPENA ASPORTATO

Un fenomeno quello dei furti di rame in aumento esponenziale...
letto 1497 volte
ramerubato.jpg
I Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, nella fattispecie i militari della Stazione di Calitri, durante la capillare attività di monitoraggio del territorio per la prevenzione dei  furti in abitazione posta in essere su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Avellino, hanno intercettato, in località “Serre” del comune di Calitri, un’autovettura, la quale alla vista dell’automezzo istituzionale, si allontanava velocemente facendo perdere le proprie tracce. Poco dopo la stessa auto, probabilmente in seguito ad una perdita di controllo da parte del conducente, finiva fuori strada.
 
Gli occupanti abbandonavano l’auto che veniva recuperata dai militari dell’Arma. Dagli immediati accertamenti la stessa è risultata oggetto di furto, perpetrato nella limitrofa provincia potentina. All’interno dell’auto, sono stati rinvenuti arnesi atti allo scasso e 450 kg. di cavi di rame, asportati poco prima dai tralicci Enel di media tensione, ubicati proprio nella succitata località “Serre”.
 
L’intera refurtiva è stata restituita all’avente diritto, dopo che personale specializzato dell’Arma ha ultimato i rilievi del caso. Sono tutt’ora in corso indagini per l’identificazione dei malviventi.

Ma perchè i furti di rame? Bene, tutto ha inizio con il 2007, l'anno in cui il soffio della crisi economica inizia a spostarsi dall'America all'Europa. Da quel momento le razzie non si sono fermate più e la caccia all'oro rosso assume le caratteristiche del fenomeno trasversale: disagi, chiusura di attività, case al buio, comunicazioni interrotte, passeggeri in ritardo, morti per folgorazione. 

Il rame rappresenta una fonte di guadagno certa, si lavora senza troppa fatica, è resistente, riciclabile, un ottimo conduttore. Il rame si trova ovunque. Ed è richiestissimo nei paesi in cui l’industria tecnologica sta fiorendo (Cina, India, Est Europa). Inoltre, il suo prezzo è inversamente proporzionale all'esaurimento dei giacimenti.  Il rame viene quotato, in media, dai 6 ai 7 euro al chilogrammo ma al mercato nero deve essere rivenduto alla metà: intorno ai  3-4 euro al chilo. Un dettaglio che oltre lo sforzo fisico raddoppia anche la quantità di metallo da trafugare.

L'aumento dei furti è direttamente proporzionale all'impennata delle quotazioni. Non è un caso che il fenomeno esploda nel 2007, quando il valore del rame schizza alle stelle, e si consolidi con i rincari del 201020112012 (vedi tabella sotto). Come ogni mercato che si rispetti, anche illegale, il traffico di oro rosso risponde alla legge ferrea della domanda e offerta. Così, l'escalation dei colpi diventa il segnale delle quotazioni che stanno salendo.

Il fenomeno inizia a preoccupare e lo Stato cerca di organizzarsi. Il 24 febbraio 2012 viene stato istituito l'Osservatorio nazionale sui furti di rame. Un organismo coordinato dal ministero dell'Interno a cui partecipano tutte le forze di polizia, l'agenzia delle Dogane e le aziende flagellate dai furti: Enel, Ferrovie, Telecom, Anie (Associazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche). Finirà? Mah....difficile!!