-
Emilio D'Arco Area Comunicazione Gruppo Stratego21:48
-
GIULIO DI DONNA21:19
-
GABRIELE DI MARZO20:49
-
CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO18:33
-
SILVIA DE CESARE17:58
-
SILVIA DE CESARE20:56
-
SILVIA DE CESARE17:41
-
PRISCO CUTINO17:05
-
uf.st.lega provinciale Salerno21:01
-
da facebook20:48
-
Clelia Ardone18:41
-
UF.ST.P.A.POMPEI15:36
-
SILVIA DE CESARE15:16
-
PRISCO CUTINO14:36
-
SILVIA DE CESARE15:17
NAPOLI E SALERNO, ESEGUITE DAI CARABINIERI 5 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE
Nelle prime ore della mattinata odierna, a Napoli e Salerno, militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore (SA) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari - emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea - nei confronti di 5 indagati, ritenuti responsabili di associazione per delinquere, truffa, ricettazione, falsità materiale, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito contraffatte.
Gli arrestati, tutti pregiudicati, sono i napoletani ARENA Ernesto (nella foto in alto) 33enne, DAMIANO Giuseppe 62enne, DE FILIPPO Gennaro 34enne e VITONE Salvatore 42enne, nonché SANTORIELLO Vincenzo 27enne di Salerno.
I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un’indagine, condotta dalla Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, che ha portato all’individuazione di un gruppo criminale, composto prevalentemente da soggetti partenopei, dedito alle truffe ai danni della società di telefonia “T.I.M. s.p.a.”, mediante l’indebito utilizzo di carte di credito e documenti d’identità contraffatti per l’acquisto di smartphone e tablet della citata azienda, in vari esercizi commerciali ubicati principalmente nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento, Roma, Frosinone e Rimini.
L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali, attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità degli indagati in ordine a numerosissimi acquisti di prodotti di telefonia, con un danno complessivo di circa 4 milioni di euro patito dalla suddetta







