-
PRISCO CUTINO19:06
-
UF.ST.TERZA MISSIONE UNISA21:45
-
UF.ST.NESCI18:48
-
STAFF SINDACO ALIBERTI17:44
-
GAETANO CATALDO15:09
-
uf.st.aurelio tommasetti21:31
-
Marco Pirollo21:20
-
UF.ST.NESCI16:54
-
SILVIA DE CESARE21:00
-
Francesco Celiento20:34
-
UF.ST. FISAR – Delegazione di Salerno18:44
-
UF.ST.PIZZAVILLE21:15
-
uf.st.p.a.Pompei20:57
-
uf.st.Ecodigital Campania19:03
-
STAFF SINDACO ALIBERTI16:03
IL DIRETTIVO DI ANCE SALERNO REPLICA ALL’ULTIMATUM ROMANO
I componenti del Consiglio Direttivo di ANCE Salerno Antonio Lombardi, Michele Allegretti, Angelo Grimaldi, Adriano Gugliucciello, Aniello Lanzara, Antonio Lanzara, Raffaele Pascale, Emanuele Radano e Guglielmo Saracca ribadiscono ancora una volta la piena legittimità del loro operato e delle decisioni fin qui assunte, sia nel corso dell’ultima assemblea associativa (svoltasi peraltro con la diretta supervisione di funzionari romani) che nelle successive riunioni del Consiglio Direttivo. I procedimenti giudiziari, già incardinati presso le sedi di Roma, Salerno e Vallo della Lucania non mancheranno di accertare la realtà dei fatti e le conseguenti gravissime responsabilità - civili e anche penali - di chi ha assunto decisioni non conformi ai valori associativi e alle più elementari regole di diritto.
Le uniche violazioni vanno ricercate nell’operato di chi, a Roma, ha voluto “forzare” l’applicazione di norme mai approvate, attuando una politica doppiopesistica tra le Associazioni aderenti, attribuendosi poteri e competenze che non trovano riscontro nelle norme associative, in totale spregio delle regole giuridiche, per imporre dall’alto decisioni e nomine del tutto contrarie al principio cardine della piena autonomia da ANCE delle Associazioni territoriali aderenti.
ANCE Salerno e i suoi dirigenti hanno già inoltrato denunce circostanziate e documentate alla magistratura evidenziando tali comportamenti, e ribadiscono la ferma volontà di agire in ogni sede a tutela dell’autonomia, della dignità e della onorabilità di un’associazione, degli imprenditori e delle persone che la compongono, che si vedono quotidianamente ledere i più elementari diritti associativi non solo da decisioni arbitrarie, ma addirittura da “esposti” e “documenti” sottoscritti con firme palesemente e malamente falsificate, o con l’indicazione di imprese assolutamente ignare di quanto riportato nel documento. Anche su questo la magistratura non tarderà ad accertare la verità dei fatti e a perseguirne i responsabili.



