POMPEI, L'ASSURDA VICENDA DELLA FAMIGLIA ZAMPOGNARO

Solidarietà dell'Amministrazione Comunale e raccolta firme della Confesercenti a sostegno della famiglia
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Solidarietà alla famiglia Zampognaro è stata espressa dall'Amministrazione comunale al termine di un incontro con il Presidente della Confesercenti, Gianluca Machetti. L’associazione di categoria si è, infatti, fatta promotrice di una raccolta di firme a sostegno della famiglia al centro di una vicenda complicata sulla quale, l’amministrazione comunale, auspica venga fatta luce.  “Siamo vicini alla famiglia Zampognaro che sta vivendo un momento difficile – è il commento del vice sindaco Pietro Orsineri - Si tratta di una vicenda sulla quale questa amministrazione  si riserva ogni giudizio. Ci sono delle indagini in corso e il nostro unico auspicio che è vengano, presto, appurate eventuali responsabilità. Alla famiglia Zampognaro va la nostra solidarietà e vicinanza. Per quanto di nostra competenza non le faremo mancare il nostro supporto e le resteremo accanto nell'evolversi della vicenda”.

Ma vediamo qual è questa vicenda che ha coinvolto la famiglia Zampognaro: La famiglia Zampognaro acquistò una casa in costruzione, parte in contanti e parte con un mutuo bancario. Quell’appartamento, però, insieme ad altri 5 era stato promesso dal costruttore ad un camorrista che aveva richiesto un pizzo di 2 miliardi di vecchie lire. L’imprenditore edile, per non dare i soldi contanti, aveva pensato di cedere qualche appartamento. L’accordo, concluso, prima con una sorta di scrittura privata, che non fu mai formalizzata perché l’esponente criminale fu arrestato. Il giudice, però, dispose comunque il sequestro prima e la confisca poi.

L’anomalia qual è? Nè il notaio, né la banca, ebbero problemi a formalizzare l’atto di vendita e concedere il mutuo. Adesso, con la confisca del bene, la famiglia Zampognaro, con 2 bimbi piccoli, rischia di dover lasciare casa da un giorno all’altro. Da qui la solidarietà della confesercenti, con a capo il Presidente Gianluca Machetti che afferma: “Abbiamo iniziato una raccolta firme da presentare al Presidente della Repubblica nella speranza che si possano aprire gli occhi su una vicenda che ha dell’incredibile. Difenderemo la dignità ed il diritto ed essere tutelati dalla legge da chi ha subito un’ingiustizia così palese. Se necessario andremo fino al Quirinale”.

Tutto ciò venne alla ribalta poco tempo fa a causa del servizio dell’inviato della trasmissione LE IENE, Giulio Golia, che si interessò alla vicenda.