POMPEI SCAVI, CHIUSI I CANCELLI, CENTINAIA DI TURISTI FUORI

Dichiarazione del Soprintendente Massimo Osanna
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"La chiusura dei cancelli di questa mattina è stata un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all’amministrazione, giunti a Pompei per ammirare un patrimonio mondiale unico che l’Italia ha la grande fortuna di possedere. Nonostante la mia massima disponibilità al dialogo e a venire incontro alle esigenze dei sindacati - dichiara Massimo Osanna,  Soprintendente di Pompei - questa mattina, venendo meno alle garanzie che mi erano state riservate , gli scavi sono rimasti chiusi. Ho dovuto provvedere all’apertura dei cancelli, purtroppo in ritardo, reclutando i funzionari archeologi di servizio.

Quello di alcune sigle sindacali è un atteggiamento, a mio parere, irresponsabile. Le esigenze legittime dei lavoratori sono da rispettare e tutelare, ma non si può continuare a mancare di rispetto al pubblico che è quello che garantisce il lavoro stesso di chi protesta.  Il confronto richiesto dai sindacati con l'amministrazione e il Ministero non può diventare prevaricazione e ricatto a danno dell'immagine internazionale di Pompei  e di tutto il paese nel mondo".

Certamente i diritti dei sindacati sono da rispettare, ma non è ammissibile che, a sorpresa, un'assemblea sindacale, lasci fuori dai cancelli centinaia di turisti provenienti da tutto il mondo, spesso crocieristi con i tempi limitati, senza poter ammirare le bellezze di una Pompei antica che così muore per la seconda volta. Ci sono modi e modi per far valere i propri diritti.

Che diranno questi turisti quando torneranno nei loro Paesi? Sicuramente mineranno l'immagine di Pompei, già compromessa dai numerosi crolli avvenuti nei mesi scorsi. L'abbiamo già ribadito quando è successo altre volte che piccole sigle sindacali abbiano lasciato i turisti fuori dai cancelli e non era affatto giusto. "E' un danno incalcolabile" ha dichiarato il Ministro Franceschini.