-
PRISCO CUTINO16:08
-
silvia de cesare15:37
-
POLIZIA MUNICIPALE DI SALERNO22:27
-
UF.ST.NURSIND SALERNO22:10
-
Ssilvia De Cesare17:35
-
FRANCESCO LO BRUTTO17:10
-
Emilio D'Arco Area Comunicazione Gruppo Stratego21:48
-
GIULIO DI DONNA21:19
-
GABRIELE DI MARZO20:49
-
CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO18:33
-
SILVIA DE CESARE17:58
-
SILVIA DE CESARE20:56
-
SILVIA DE CESARE17:41
-
PRISCO CUTINO17:05
-
uf.st.lega provinciale Salerno21:01
Cinture dimenticate, cellulare all'orecchio e, sempre più spesso, la brutta abitudine dei selfie scattati mentre si è alla guida. Sono solo alcuni dei comportamenti adottati dai guidatori che hanno portato all'incremento dell'incidentalità mortale registrato sulle strade italiane già nello scorso anno.
Un'inversione di tendenza rispetto al trend virtuoso che aveva caratterizzato il decennio 2001-2013, con una costante diminuzione degli incidenti mortali.
Lo rivelano i dati della Polizia stradale, presentati e analizzati in uno speciale pubblicato sull'ultimo numero di Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato.
In particolare gli esperti della Stradale imputano questa inversione di tendenza ad un generalizzato calo dell'attenzione causato dalla tecnologia e dal mancato uso delle cinture di sicurezza.
I primi 6 mesi del 2015 hanno confermato l'inversione di tendenza: gli incidenti mortali sono passati da 879 nel 2014 a 897 nell'anno in corso. Anche il numero delle vittime è aumentato di 18 unità, passando da 954 dei primi 7 mesi del 2014 a 972 dello stesso periodo del 2015.
Grande preoccupazione anche per gli incidenti notturni, che si verificano dalle 22 alle 6. Basti pensare che nel solo mese di luglio c'è stato un incremento del 114 per cento di quelli mortali, mentre le vittime sono aumentate del 120 per cento.
Per le due ruote i dati sono contrastanti: a fronte di una mortalità diminuita del 25 per cento tra i ciclisti, è stato registrato un incremento del 78 per cento delle vittime tra i motociclisti. Anche per i pedoni i numeri non sono confortanti, con un aumento della mortalità pari all'80 per cento.
Nell'articolo vengono poi analizzate anche altre possibili cause dell'aumento degli incidenti, come l'invecchiamento del parco macchine del nostro Paese. Vetture per le quali sarebbe necessaria una costante manutenzione che, forse a causa della crisi, spesso non viene effettuata. Lo stesso vale per i pullman turistici, che dovrebbero garantire maggiori standard di sicurezza.
Altri aspetti trattati sono quelli non meno importanti del controllo e della prevenzione, affidati alle nuove tecnologie che utilizzano sistemi informatici e alle numerose campagne di educazione messe in campo dalla Polizia stradale. In particolare si è pensato di coinvolgere sempre più, e in maniera diretta, i giovani, che saranno gli automobilisti di domani.
Infine un focus sull'evoluzione della normativa europea che, dal 2001, ha sempre avuto come obiettivo primario quello di ridurre il numero delle vittime da incidente stradale.



