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PRISCO CUTINO16:08
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silvia de cesare15:37
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POLIZIA MUNICIPALE DI SALERNO22:27
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UF.ST.NURSIND SALERNO22:10
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Ssilvia De Cesare17:35
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FRANCESCO LO BRUTTO17:10
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Emilio D'Arco Area Comunicazione Gruppo Stratego21:48
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GIULIO DI DONNA21:19
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GABRIELE DI MARZO20:49
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO18:33
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SILVIA DE CESARE17:58
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SILVIA DE CESARE17:41
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PRISCO CUTINO17:05
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uf.st.lega provinciale Salerno21:01
NAPOLI, DICHIARAZIONE SULLA PROTESTA DEI PROFUGHI DI SAN GIUSEPPE VESUVIANO DEL PRESIDENTE DELLE ACLI PROVINCIALI DI NAPOLI
Abbiamo notizia che nella giornata di oggi, nella struttura di San Giuseppe Vesuviano "New family", dopo l'ennesimo disagio dovuto ad una prolungata mancanza d'acqua che ha peggiorato una situazione già critica, i fratelli profughi li ospitati hanno protestato con vigore, bloccando anche l'accesso alla strada. Per l'ennesima volta un modello di accoglienza emergenziale e disorganizzata si rivela fallimentare, proprio nel suo compito primario di garantire i diritti fondamentali, ed anzi, genera conflitti e tensioni. La condizione delle strutture di accoglienza e la loro gestione rendono, di fatto, questi luoghi delle polveriere. Siamo molto, molto preoccupati soprattutto al pensiero delle conseguenze alle quali i ragazzi potrebbero essersi esposti con la loro protesta. Riteniamo, infatti, che avvenimenti come questi si danno quando le persone sono sottoposte a condizioni disumane e chi avrebbe la responsabilità di accogliere e tutelare coloro che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalle dittature riesce soltanto a realizzare modalità vessatorie e disumane.
Le Acli, attraverso la rete di volontari e le competenze tecniche messe in campo dal Patronato, si sono trovate fin troppo spesso a difendere, finanche in giudizio, la condizione dei fratelli profughi ed immigrati, partecipando alle reti di solidarietà in difesa degli operai bengalesi di S.Antimo e partecipando alla rete che ancora conduce un'azione di tutela materiale e legale dei profughi che quest'estate, ingiustamente, sono stati messi alla porta dalla struttura Villa Angela di Terzigno.
Sarebbe assurdo che, ancora una volta, fossero i profughi che chiedono giustizia - e soltanto loro - a pagare colpe di cui altri portano la responsabilità.



