POMPEI, AFFIDATO L'INCARICO DI DIRETTORE ARTISTICO DEL PREMIO MAIURI ALLA DOTT.SSA LAURA DEL VERME

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E' stato affidato, nei giorni scorsi, l'incarico per la direzione artistica del Premio Maiuri. A risultare vincitrice è stata la dottoressa Laura Del Verme, archeologa, studiosa di archeologia greca e romana, autrice di numerosi saggi, sia scientifici che divulgativi. Già assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale' per un importante progetto di ricerca sulla colonia greca di Cuma. E' stata curatore e coordinatore di numerose mostre ed eventi per la Provincia di Salerno, per il Mibact e per il consorzio Arte'm. E' ispettore archeologo onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, per il Cilento.

Attualmente collabora con il Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l'IRISS di Napoli. 

Sono molto felice di far parte di questa squadra e ringrazio l'Amministrazione Comunale di Pompei per avermi affidato questo prestigioso incarico - afferma Del Verme - Per qualsiasi archeologo l'idea di dirigere un premio dedicato ad Amedeo Maiuri sarebbe un grandissimo ed insperato onore. Io non faccio eccezione. Speriamo di far bene e ringrazio fin d'ora il team di professionisti e studiosi che mi affiancherà”.

Amedeo Maiuri – scheda biografica

Nell'archeologia del Novecento Amedeo Maiuri rappresenta un caso singolare. Laureatosi a Roma in filologia bizantina, approda all'archeologia quasi per caso. Vive a Creta al fianco di un grande maestro di epigrafia e antichità greche, Federico Halbherr, che gli apre i vasti orizzonti dell'antica cultura mediterranea. Quando, conclusa la guerra italo-turca, a livello ministeriale si avvertì il bisogno di istituire a Rodi una Missione archeologica con competenza sulle isole del Dodecaneso diventate italiane, Halbherr segnalò il nome di Maiuri. Operò quindi nell'area egea compiendovi interessanti scoperte, stroncando il traffico clandestino di oggetti archeologici, istituendo a Rodi un Museo ricco di oggetti non riguardanti solo l'archeologia.

Quando nel 1924 il fascismo esautorò al vertice della Soprintendenza di Napoli Vittorio Spinazzola, liberale legato a Nitti, Maiuri, che non appariva politicamente compromesso, fu chiamato a sostituirlo. Cominciò così il suo impegno, durato quasi quaranta anni, alla direzione di un ufficio con un territorio che spaziava dal basso Lazio al Molise, a tutta la Campania, alla Basilicata. Con città antiche di straordinario fascino come Cuma, Pompei, Paestum, Velia, Ercolano. A parte il Museo di Napoli, fra i più importanti al mondo, allora enorme contenitore non solo di antichità.

Maiuri si caratterizza come archeologo che "vive" l'archeologia. Più che descrivere monumenti colloquia con gli antichi, entra nell'intimità delle loro case e della loro psicologia. A Pompei più che altrove trova un mondo che gli è subito congeniale: mercanti, magistrati, biscazzieri, prostitute, ladri, ambulanti, usurai, ricchi di nobiltà provinciale, affaristi di turno, speculatori di ogni tipo, donne imprenditrici. Di molti rievoca ritratti molto suggestivi, alcuni indimenticabili. Il suo approccio con l'antichità non esclude "spiriti magni" del passato: Livio, Petronio, Virgilio. Con loro il dialogo si arricchisce di straordinari apporti culturali.

Vive l'esperienza amara della guerra, con le bombe sganciate anche su Capri, Pompei. Dalle macerie della sua abitazione napoletana recupera con fatica libri, carte di lavori in corso. Ferito durante un bombardamento mentre in bicicletta percorreva da Pompei la strada per Napoli, vive nel Museo momenti angosciosi delle "Quattro Giornate".

Di Maiuri Maggi narra l'avventura culturale e umana dal punto di vista del protagonista, definendo "magica" la sua archeologia in quanto evocatrice di persone, psicologie, ambienti fascinosi. Ritiene in realtà il rifugio nell'archeologia di Maiuri come una sorta di transfert: appagamento di cocenti sofferenze cominciate nella prima infanzia particolarmente per il sofferto rapporto con la madre. Riferisce anche la straordinaria storia d'amore, mai narrata prima, di questo studioso in gioventù timido e schivo per Valentina Maffei, nipote di un intrigante nunzio apostolico. Quando tentano di sottrargli la fidanzata perché ritenuto non all'altezza della nobile famiglia Maffei, la insegue fino ad Amsterdam e Bruxelles. La riporta in Italia strappandola allo zio per non lasciarla mai più.

Da G. Maggi, L'archeologia magica di Amedeo Maiuri, Napoli 2008.