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Il rame era stato rubato soprattutto alle Ferrovie, Enel e società telefoniche.
Agli indagati, 8 di nazionalità rumena e 4 italiani, gli investigatori sono arrivati dopo un’indagine che ha svelato l’attività illecita intorno al gruppo criminale che operava principalmente tra le province di Napoli e Caserta.
Il materiale in questione veniva trasferito in alcuni depositi di materiale ferroso, presenti in Campania, che provvedevano alla “pulizia” del materiale ricettato ed alla successiva destinazione finale verso inconsapevoli fonderie del Nord, in particolare Brescia e Mantova, e alla sua esportazione verso destinazioni estere, in particolare paesi asiatici (Cina e Corea).
Nel corso dell’indagine sono state sequestrate oltre 100 tonnellate di rame sottratto, essenzialmente, dagli impianti ferroviari che, per tale motivo, hanno subito un danno economico notevole dovuto tanto al valore del rame quanto all’interruzione della circolazione ferroviaria.



