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CAMPANIA, RIABILITAZIONE: I PROBLEMI SI RISOLVONO CON IL DIALOGO, NON CON IL MURO CONTRO MURO
Abbiamo letto, increduli, la lettera aperta, pubblicata sulla stampa, che tanto ci ricorda una stessa identica lettera del 31.05.2015, fatta dagli stessi protagonisti di adesso, ma quella a favore del Presidente che poi risulterà “uscente”; sul tema della riabilitazione inviata al presidente De Luca e al commissario Polimeni dal Coordinamento, rappresentato da Pier Paolo Polizzi. Una lettera con cui l’Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale della Campania dichiara lo stato di
agitazione e mobilitazione a partire dal 1 Agosto.
Si tratta di un annuncio che tenta di strumentalizzare la battaglia sacrosanta del presidente De Luca per superare il commissariamento, facendo forza sul fatto che agli occhi della cittadinanza sarebbe proprio lui l’unico e vero responsabile della lentezza con cui si sta procedendo a una sistematica ricognizione del fabbisogno assistenziale, necessaria alla definizione dei nuovi tetti di spesa 2016.
I firmatari della lettera dicono di rappresentare la protesta del 90% degli operatori del settore della riabilitazione. È completamente falso. Forse si riferiscono al 90% degli operatori della FKT (Fisiokinesiterapia), esperti però nella riabilitazione passiva, che nulla ha a che fare con l’area riabilitativa e che va addirittura inquadrata nell’area specialistica.
Da mesi le sigle firmatarie della “Lettera Aperta” si rifiutano di fornire i numeri (fatturati e dipendenti diretti) dei loro Centri associati. Non vogliono farlo perché, diversamente, dovrebbero ammettere di non rappresentare affatto il 90% della macro-area riabilitativa e socio-riabilitativa.
Anche noi vogliamo superare il commissariamento. Ma vogliamo soprattutto che i problemi della riabilitazione vengano risolti in un clima di collaborazione e buon senso. Anche se, va detto, alcune interviste della parte commissariale non creano un clima disteso e collaborativo tra la Regione e le Associazioni di categoria. Ma fino a quando ci sarà il commissariamento della sanità nella nostra Regione, è necessario lavorare gomito a gomito con i commissari. Opporsi tanto per farlo, in modo preconcetto e strumentale, non porta a nulla. Anzi, ci preclude definitivamente anche la via del
dialogo che, di fatto, si era avviato.
Valuteremo le proposte concrete sul tavolo di lavoro che abbiamo voluto tutti. Ci opporremo con forza a ciò che non condividiamo, ma in modo costruttivo e non semplicemente per il gusto di far saltare ogni intesa.
Invitiamo quindi il Coordinamento a sospendere qualsiasi iniziativa pretestuosa e a tornare a quest tavolo per raggiungere gli obiettivi condivisi dal settore, nell’esclusivo interesse delle persone disabili, vero anello debole della catena.
Solo alla fine si tireranno le somme e, solo in caso di accertata chiusura da parte della struttura commissariale, saremo pronti a dare battaglia, senza pregiudiziali e senza sconti, con la convinzione che una lotta per costruire sia meglio di una guerra per distruggere.
In gioco c’è la salute di migliaia di persone, già sfortunate nella vita, che hanno bisogno davvero di riabilitazione.



