POMPEI, ORDINANZA DEL COMUNE INTIMA A DUE BAR LA RIMOZIONE DI TAVOLINI, FIORIERE E OMBRELLONI PERCHE’ SONO CONTRO IL DECORO DEL SANTUARIO DI POMPEI

L’ordinanza comunale, su richiesta della Soprintendenza di Pompei ha immediata esecuzione
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Improvvisamente, tanto tuonò…che piovve. Erano molti anni che quei Bar occupavano suolo pubblico, legittimamente, sia chiaro, autorizzati, ma da un momento all’altro dovranno sgomberare. Il motivo è che offendono il decoro del complesso monumentale del Santuario di Pompei. L’ordinanza del Comune, nella persona del Commissario Prefettizio Donato Cafagna, è stata emanata su richiesta della Soprintendenza degli Scavi di Pompei, il cui direttore generale, Massimo Osanna, è il nuovo responsabile dei Beni Ambientali di Piazza Bartolo Longo antistante il Santuario di Pompei. Ecco uno stralcio dell’ordinanza comunale: “…..vista la nota della Soprintendenza di Pompei, n.15997 del 4/10/2016, acquisita al prot.gen.n.16553 del 13/10/2016, con la quale, visto l’art.52 del D.Lgs 42/04, in considerazione della necessità di assicurare il decoro del complesso monumentale del Santuario di Pompei interessato da flussi turistici particolarmente rilevanti, si chiede di evitare nell’area antistante il Santuario il rilascio di autorizzazioni di suolo pubblico con allestimenti di tavolini tra la confluenza di via Roma con P.zza bartolo Longo e fra la medesima P.zza e via Piave, al fine di assicurare le esigenze di tutela del patrimonio……..”.

Ma la guerra tra i gestori dei due bar e il Santuario va avanti già da parecchio, per cui è evidente che ci sia stata una forzatura della Prelatura che ha chiesto al nuovo responsabile dei beni ambientali di Piazza Bartolo Longo, di salvaguardare il decoro del complesso monumentale del Santuario della Beata Vergine di Pompei. Al Commissario prefettizio, per non entrare in conflitto con nuovo responsabile dei Beni Ambientali Osanna, e con la Prelatura, ha dato esecuzione alla sua nota. Pertanto, ai proprietari dei due bar “Santuario” e “La Goccia” non resta altro che rimuovere tavolini, sedie, fioriere, ombrelloni e quant’altro sia di impedimento ai notevoli flussi turistici.

E i pompeiani che dicono in tutto questo? Zitti e muti. Solo la Confesercenti di Gianluca Machetti, mette in evidenza con stupore la immediatezza della esecuzione dell’ordinanza, ribadendo che Pompei vive di turismo, sia religioso che archeologico e auspica che sia organizzata una tavola rotonda con tutte e tre, anzi adesso 4, anime di Pompei (Scavi, Comune, Chiesa e Beni ambientali) la Confesercenti e albergatori, al fine di trovare dei punti in comune per il bene della città di Pompei.

Anche per le 'opera dello scultore Mitoraj esposta sul Sagrato la Prelatura impose la rimozione e l'opera adesso è in bella mostra negli Scavi di Pompei.

Una cosa è certa, il Comune di Pompei perde sempre più potere e ha sempre meno voce in capitolo, visto che sugli Scavi non può dire o fare niente, sul Santuario nemmeno, e adesso anche sulla Piazza Bartolo Longo che è patrimonio comunale.